La delegazione negoziale iraniana ha lasciato la sede delle trattative in segno di protesta contro le minacce di Donald Trump. La minaccia del presidente americano di far saltare in aria l’Iran se non riaprirà lo stretto di Hormuz ha fatto interrompere dunque i negoziati a quattro che erano appena iniziati in Svizzera.
Per approfondire:
Media Teheran: delegazione iraniana lascia i colloqui in protesta contro Trump
TEHERAN. La delegazione negoziale iraniana ha lasciato la sede delle trattative in segno di protesta contro le minacce di Donald Trump. Lo riporta Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale. I negoziati sono stati interrotti e rimangono in una situazione di stallo, ha aggiunto la fonte.
Hezbollah respinge ipotesi zona cuscinetto israeliana
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto l’ipotesi di una zona di sicurezza israeliana in Libano, affermando che la permanenza di truppe israeliane sul territorio libanese e’ “impossibile”. “E’ impossibile che truppe israeliane restino su territorio libanese. Non esistono zone di sicurezza per Israele”, ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo. Il leader del movimento sciita ha aggiunto che il Libano dispone di “un esercito nazionale che si schiera sul territorio, responsabile della salvaguardia della sovranita’”, precisando che Hezbollah collabora con le forze armate libanesi. “Israele e’ un aggressore e deve andarsene”, ha concluso Qassem.
Ghalibaf: Usa attenti con minacce. Esercito pronto
Gli Stati Uniti farebbero meglio a evitare minacce che fin qui si sono rivelate inutili perche’ l’Iran e’ pronto a rispondere, ma sul terreno con le armi. Il monito e’ arrivato dal presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf, capo della squadra di negoziatori iraniani da oggi in Svizzera, dopo che il presidente Donald Trump ha ammonito Teheran ad aprire lo stretto di Hormuz o distruggera’ il Paese. “Non si rendono conto che, se le loro minacce avessero sortito effetto, oggi non sarebbero arrivati a questo punto?”, ha scritto su X. ” Noi non diamo alcun peso alle minacce degli americani. Farebbero meglio a stare attenti alle loro dichiarazioni: le nostre forze armate sono pronte a rispondere in altro modo. Loro parlino quanto vogliono, noi agiamo”, ha aggiunto.
Pasdaran: stop negoziati se Israele non lascia Libano
L’Iran sospendera’ i negoziati a quattro in Svizzera se Israele non lascera’ il Libano. La minaccia e’ arrivata dall’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran. “In caso di mancato rispetto del punto 1 dell’accordo di Islamabad tra i presidenti degli Stati Uniti e dell’Iran, ovvero la fine della guerra su tutti i fronti compreso il Libano, e la garanzia della sovranita’ e dell’integrita’ territoriale del Libano, qualsiasi negoziato tra l’Iran e gli Stati Uniti su tutte le altre questioni sara’ sospeso”, si legge.
Media Iran: pausa nei colloqui per consultazioni interne
Il primo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera, con i mediatori di Pakistan e Qatar, si è interrotto per “consultazioni interne”. Lo affermano i media iraniani tra cui Irna e Isna.
Teheran protesta per le minacce di Trump e valuta una risposta
La delegazione iraniana ai colloqui iniziati oggi in Svizzera ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense per le ultime dichiarazioni del presidente Donald Trump contro Teheran. Lo ha riferito Press Tv. Ora “si stanno valutando le opzioni per una risposta adeguata alle recenti minacce verbali di Donald Trump”, ha spiegato. Trump ha riferito di avere parlato con dirigenti iraniani e averli avvertiti che se non riapriranno lo stretto di Hormuz fara’ “saltare in aria” il Paese.
Netanyahu: restiamo nel Libano del sud per proteggere il nord di Israele
“Mi impegno qui, sulla tua tomba, Yoni, e mi impegno davanti a voi, cittadini: lo Stato di Israele non sarà un episodio passeggero nella storia del nostro popolo. Difenderemo con fermezza i nostri interessi vitali. Rimarremo nella zona di sicurezza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere i preziosi residenti del nord e tutti i cittadini dello Stato. In qualità di Primo Ministro di Israele, sono fermamente determinato su questo punto e nulla lo cambierà”. Lo ha detto Benjamin Netanyahu durante la commemorazione del fratello, l’eroe d’Israele tenente colonnello Yonatan (Yoni) Netanyahu, nel 50mo anniversario della sua caduta in servizio ( il 4 luglio 1976 durante l’operazione di liberazione degli ostaggi a Entebbe, in Uganda). “Abbiamo ottenuto risultati straordinari e non vi rinunceremo. Per quanto riguarda l’Iran: qualunque siano gli sviluppi politici e diplomatici, non permetterò all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Finché sarò Primo Ministro di Israele, questo non accadrà. A questo sacro obiettivo ho dedicato la mia vita sin dal giorno della tua caduta, Yoni”, ha aggiunto il premier.
Pezeskhian,missili fuori negoziati per cambio linea Usa
I negoziati non verteranno sui missili iraniani dopo che gli Stati Uniti hanno cambiato idea. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, mentre in Svizzera hanno preso il via i primi colloqui tecnici tra Washington e Teheran, mediati da Pakistan e Qatar, dopo la firma del Memorandum d’intesa nei giorni scorsi. Secondo Pezeshkian, “in passato gli Stati Uniti chiedevano negoziati sui nostri missili ma poi hanno cambiato posizione. Il cambiamento di approccio nei nostri confronti e’ il risultato del sacrificio delle nostre forze nell’esercito e nelle Guardie Rivoluzionarie, e della nostra unita’ nazionale”
Hormuz, il ministro pakistano: “Niente dazi per 60 giorni”
L’Iran non introdurrà dazi di transito per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz per i prossimi 60 giorni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Muhammad Ishaq Dar, in un’intervista al canale televisivo saudita Al Arabiya. «Durante questo periodo di 60 giorni, non saranno applicate tasse di transito nello Stretto di Hormuz», ha affermato il capo della diplomazia del Pakistan, paese mediatore nei colloqui tra Usa e Iran. Dar ha inoltre sottolineato che la situazione nello Stretto «deve tornare a com’era prima della guerra». Il ministro degli Esteri pakistano ha aggiunto che la Cina sostiene il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni senza imporre dazi.
Media iraniani: la delegazione ha rifiutato foto e strette di mano con i negoziatori Usa
«La delegazione americana e gli organizzatori dell’incontro negoziale avevano previsto che all’inizio della riunione multilaterale ci fosse una stretta di mano e una foto di gruppo tra le delegazioni iraniana e americana», ma «il capo del team negoziale iraniano e i membri della delegazione si sono opposti a queste formalità e hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla foto di gruppo con la delegazione americana». Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale di Teheran. «A seguito dell’opposizione iraniana e della sua assenza dalla cerimonia, la diretta streaming e la foto di gruppo si sono svolte senza la delegazione iraniana, che è poi entrata nella sede dell’incontro».
Trump pensa alla Siria per sconfiggere gli Hezbollah in Libano
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato all’emittente americana Fox News di essere deluso dal fatto che Israele non riesca a «sradicare» Hezbollah. Facendo riferimento alla guerra in Libano il presidente americano ha detto che l’Idf non è in grado di «fare nulla» senza «abbattere edifici». L’idea di Trump – viene spiegato – sarebbe quella di mettere il presidente siriano Ahmed al-Sharaa in condizione di intervenire nel Libano meridionale e combattere Hezbollah.
Trump: “L’Iran fermi i suoi proxy in Libano altrimenti colpiremo di nuovo duramente”
«L’Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Trump: “Se non riapre Hormuz faccio saltare in aria l’Iran”
Il presidente Donald Trump minaccia di «far saltare in aria» l’Iran se non riapre lo Stretto di Hormuz. Le parole incendiarie del presidente Usa, in un’intervista a Fox News, giungono mentre in Svizzera si sono aperti i colloqui tecnici diretti tra Usa e Iran, con la mediazione di Pakistan e Qatar. «Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Li farò saltare in aria. Gli Stati Uniti prenderanno il controllo dello stretto, se necessario», ha dichiarato Trump a Fox News, riportando ciò che avrebbe detto ai funzionari iraniani. «Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese», ha avvertito.
Trump: potremmo diventare i Guardian Angel dello Stretto di Hormuz e prenderci il 20% del petrolio
Se l’Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. «Potremmo farlo, se necessario», ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i “Guardian Angel” dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.
J. D. Vance: “Abbiamo fatto progressi”
“Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera per i colloqui con l’Iran, augurandosi che ulteriori progressi possano essere fatti nelle prossime ore. «Donald Trump ci ha chiesto di “voltare pagina”», ha aggiunto Vance, sottolineando che gli Stati Uniti sono disposti a trasformare i rapporti con l’Iran se quest’ultimo rinuncerà al nucleare.
J.D. Vance: “L’obiettivo è cambiare in modo permanente le relazioni in Medio Oriente”
«Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ci ha dato la possibilità di trovare una soluzione diplomatica a una serie di problemi», dice a margine dei colloqui Usa-Iran in Svizzera il vicepresidente americano J.D. Vance. Che aggiunge: “La questione è però più ampia, ovvero se possiamo cambiare permanentemente le relazioni in Medio Oriente”
Il presidente israeliano Herzog: “Pace impossibile, l’Iran è troppo influente in Libano”
Secondo il presidente israeliano Isaac Herzog, la forte influenza dell’Iran in Libano rende impossibile il raggiungimento della pace con Israele. «Un accordo di pace tra Israele e Libano non puo’ esistere se l’Iran esercita un’influenza così grande. Come si può raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah ha preso il controllo del Libano? Si tratta di un’organizzazione terroristica armata dalla testa ai piedi dall’Iran», ha dichiarato Herzog in un’intervista a Fox News, incentrata sulla possibilità di un accordo. In merito alle relazioni tra Israele e gli Stati Uniti, Herzog ha affermato che «hanno relazioni molto strette. Esprimere preoccupazioni è del tutto legittimo, perché Israele è in prima linea in questa guerra. Siamo noi ad assorbire i missili iraniani».
Prima nave container arriva nel porto iraniano di Shahid Rajaee dopo la revoca del blocco Usa. Altre 4 sono in navigazione
La prima nave portacontainer, con a bordo diverse merci, ha attraccato questa mattina al porto iraniano di Shahid Rajaee, nel Golfo Persico, nella provincia di Hormozgan, dopo la revoca del blocco statunitense. Secondo l’agenzia di stampa Fars, la nave scaricherà 2.900 container al porto di Shahid Rajaei e ne caricherà oltre 3.100 destinati all’esportazione. Le operazioni di carico e scarico richiederanno circa 3 giorni. Altre quattro navi sono in arrivo al porto di Shahid Rajaei per scaricare diverse merci. L’Iran ha di nuovo chiuso lo Stretto di Hormuz e solo le navi dirette in Iran possono attraversare questa via navigabile
Vertice a 4 tra Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e Turchia
Il ministero degli Esteri pakistano ha annunciato l’apertura al Cairo della riunione ministeriale R-4, che ha riunito i ministri degli Esteri di Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e Turchia. In un post su X, il portavoce Tahir Andrabi ha dichiarato che i ministri si sono incontrati «in un formato ristretto» per discutere «degli sviluppi regionali, dell’attuazione del Memorandum d’intesa di Islamabad e delle aree prioritarie di cooperazione». Ha aggiunto che i quattro Paesi hanno ribadito «il loro impegno per il dialogo, la diplomazia e la responsabilità regionale nell’affrontare le sfide comuni». Andrabi ha concluso affermando che «Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto continuano ad approfondire la cooperazione per una regione più pacifica, stabile e connessa».
Il ministro pakistano Dar: “Accordo per ridurre il livello di arricchimento dell’arsenale nucleare iraniano. Ma ci attendono giorni difficili”
Si prospettano i giorni più difficili nel corso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran appena cominciati in Svizzera. Lo ha dichiarato in un’intervista ad Al-Arabiya il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, che in mattinata ha incontrato separatamente sia la delegazione statunitense che quella iraniana, prima dell’avvio dei colloqui tecnici diretti tra le parti rivali, mediati dal Pakistan e dal Qatar, ora in corso. In una serie di dichiarazioni di Dar postate su X da Al-Arabiya, emerge che «è stato raggiunto un accordo per ridurre il livello di arricchimento dell’arsenale nucleare iraniano». Dar ha affermato, inoltre, che Stati Uniti e Iran sono giunti alla conclusione che la diplomazia sia la soluzione. Dar ha anche espresso la speranza che i colloqui procedano positivamente, prospettando che «ciò che ci attende sarà più difficile nel corso dei colloqui» bilaterali.
Ghalibaf in volo verso la Svizzera commemora “i bambini di Minab”: “Loro ci vedono e si aspettano qualcosa da noi”
«Considero i bambini innocenti di Minab e tutti i martiri del nostro caro Iran come costantemente testimoni delle mie azioni e del mio comportamento. Loro ci vedono e si aspettano qualcosa da noi»: lo afferma il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher, in un post su X pubblicato ieri sera, in concomitanza con l’arrivo in Svizzera per i negoziati con gli Usa. Il riferimento è alle vittime del raid contro la scuola Shajareh Tayyebeh a Minab nella Repubblica Islamica, avvenuto lo scorso 28 febbraio, il primo giorno della guerra tra Usa, Israele e Iran: si calcola che ne siano rimaste vittime oltre 170 persone, in gran parte bambini. «Possa Dio fare in modo che io non debba vergognarmi dei martiri innocenti e del popolo iraniano, e che possa raggiungere a testa alta i miei compagni, che attendo di rivedere contando ogni istante», si legge ancora nel post di Ghalibaf. Ancora oggi il caponegoziatore iraniano ha postato un altro video, generato dall’Ia, nel quale si vede un bambino che gli consegna uno zainetto poco prima che lui salga sull’aereo. Ghalibaf quindi prende posto tra i sedili, ognuno con uno zainetto da scolaro.
Teheran: nessuna intenzione di negoziare con il direttore dell’Aiea Grossi
L’Iran non ha alcun motivo per negoziare con il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, e la sua presenza in Svizzera non implica un suo coinvolgimento diretto nei negoziati tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato all’agenzia Tasnim una fonte vicina al team negoziale a Ginevra. «Gli americani volevano la presenza di Grossi ai colloqui, ma l’Iran si è opposto», ha affermato. Secondo questa fonte ben informata, rimasta anonima, l’obiettivo del team negoziale è semplicemente quello di adempiere all’articolo 13 del Memorandum d’intesa, con particolare attenzione all’articolo 1 e a questioni come il rilascio dei beni iraniani e la revoca delle sanzioni petrolifere.
Nucleare in Iran, diplomazia al lavoro: incontro Grossi-Cassis
Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, ha incontrato il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis a Burgenstock, dove sono in corso i colloqui tra Washington e Teheran, «per fare il punto sui recenti sviluppi riguardanti l’Iran, la strada da percorrere e l’importante ruolo dell’Aiea», come scrive sui social. «In questo momento critico, è importante dare alla diplomazia ogni opportunità di successo», aggiunge, ringraziando la Svizzera per il «sostegno di lunga data all’Agenzia e per il suo impegno nella diplomazia multilaterale».
Media iraniani: “Libano e fondi congelati al centro dei colloqui”
La televisione di stato iraniana ha riferito che delegazioni provenienti da Iran, Qatar e Stati Uniti si stanno incontrando in Svizzera per discutere di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati. «Un incontro tripartito che coinvolge Iran, Stati Uniti e Qatar sui temi di un cessate il fuoco globale in Libano e dei beni iraniani bloccati è attualmente in corso presso la sede dei negoziati», ha riferito l’emittente statale.
Via ai colloqui sull’Iran, incontro tra delegazione Usa e Pakistan
Via ai primi colloqui sull’Iran al Bürgenstock Resort a Lucerna. Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’ esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir, secondo il pool di reporter che segue Vance. Si sono stretti la mano, abbracciati e ringraziati a vicenda. I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con loro più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano.
Pezeshkian: non cerchiamo l’atomica, ma non rinunceremo ad arricchimento uranio
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie sul fatto che il Paese non stia cercando di dotarsi di un’arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l’Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio.
Teheran: guerra in Libano sarà argomento principale colloqui
L’Iran afferma che il conflitto in corso in Libano tra Israele ed Hezbollah sarà in cima all’agenda dei colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, insieme a questioni come i fondi iraniani congelati e la vendita del petrolio del paese. “Il regime sionista continua a violare i suoi impegni in Libano. Questo sarà il tema principale di discussione nei colloqui odierni”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei in un video diffuso dall’agenzia di stampa statale Irna. “Anche la questione della messa a disposizione dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, così come la discussione relativa al rilascio delle licenze necessarie per la vendita del petrolio iraniano saranno all’ordine del giorno”, ha aggiunto.
Vance arrivato in Svizzera, colloqui dureranno alcuni giorni
Il vicepresidente americano JD Vance e’ arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran volti a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente. Lo ha riferito il suo portavoce. Vance e sua moglie sono atterrati all’alba di oggi presso la base aerea di Emmen, vicino a Lucerna, nella Svizzera centrale. La delegazione iraniana e’ invece arrivata ieri sera, secondo quanto riferito dal governo svizzero. La delegazione – secondo la tv di Stato iraniana – comprende il capo negoziatore e presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati. Anche i mediatori pakistani, il primo ministro Shehbaz Sharif, e il capo dell’esercito Asim Munila, sono arrivati in Svizzera. I colloqui dovrebbero durare ‘alcuni giorni’, ha affermato Vance alla stampa prima di lasciare gli Stati Uniti sabato sera.
Delegazioni Usa-Iran e mediatori insieme a Burgenstock, a breve i colloqui
La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”.
Crosetto: Iran non cambierà in un mese, percorso sarà ancora lungo
“Siamo abituati, purtroppo, negli ultimi anni ad avere una serie di alti bassi nei rapporti internazionali, a maggior ragione nei rapporti tra gli Stati Uniti o altri paesi e l’Iran. Non è facile, non sarà facile anche questo memorandum sottoscritto qualche giorno fa non è la fine di un percorso che sarà ancora molto lungo”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto nel corso della trasmissione ‘Caffè della domenica’ su Radio 24 “L’Iran non cambierà in un mese e la comunità internazionale, non soltanto gli Stati Uniti e Israele, non possono accettare – aggiunge il ministro della Difesa – che ci sia una nazione che ha come compito principale o come obiettivo principale quello di distruggere altre nazioni, che abbia tra le sue metodologie quelle di creare organizzazioni terroristiche all’interno di altri paesi, cioè che abbia un atteggiamento che nulla ha a che fare, diciamo, con le regole che le nazioni si sono date per convivere tra di loro. Per cui il percorso sarà difficile e tutti lavoriamo perché ogni volta che un filo viene tagliato lo si riannodi il giorno successivo”.
Premier pakistano arriva in Svizzera per i colloqui Usa-Iran
Il premier pakistano, Muhammad Shehbaz Sharif, è atterrato a Zurigo per partecipare ai colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi. Lo rende noto il suo ufficio che ha pubblicato su X un video che lo ritrae mentre scende dall’aereo e arriva nella città svizzera. Poco prima era arrivato il maresciallo Asim Munir, capo delle forze armate pakistane e principale mediatore tra Teheran e Washington.
Teheran: non accetteremo accordo solo su carta
Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, ha avvertito che Teheran non accettera’ un accordo solo sulla carta a meno e Washington dovra’ rispettare pienamente i suoi impegni. “Gli americani capiscono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto Mokhbar su X, “se l’accordo rimarra’ solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermera’”. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”, ha detto ancora l’alto funzionario iraniano.
Teheran agli Usa: rispettare l’accordo o subirne le conseguenze economiche
Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. “Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto. “Se l’accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà”, sostiene Mokhbar. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”, ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l’Iran non le dimenticherà.
Media Beirut: 7 morti in nuovi raid israeliani nel sud del Libano e nella Bekaa
Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut. Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.
Oggi al via colloqui con Usa in Svizzera
Inizia oggi al Burgenstock, hotel sul lago di Lucerna, nel cuore della Svizzera, il primo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti per porre fine al conflitto che nei mesi scorsi aveva portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti conseguenze sull’economia mondiale. E’ da poco atterrato nella confederazione elvetica il vicepresidente Usa, J.D. Vance, che prima di partire per l’Europa ha dichiarato ai cronisti di auspicare “progressi sulla questione nucleare e sul cessate il fuoco in Libano, i due temi principali su cui ci concentreremo”. L’ultimo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah e’ rimasto, ancora una volta, solo teorico e, mentre gli attacchi di Tel Aviv continuano a mietere vittime nel Sud del Paese dei cedri, Teheran ha richiuso lo Stretto come rappresaglia. Quanto al nucleare, Axios sostiene che Washington sia pronta a sbloccare parte dei fondi congelati della Repubblica Islamica se quest’ultima consentira’ l’accesso ai siti di arricchimento dell’uranio agli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
I partecipanti ai negoziati di Burgenstock
Oggi si terranno a Burgenstock, in Svizzera, i colloqui tra Iran e Stati Uniti. La delegazione iraniana e’ guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La delegazione statunitense e’ guidata dal vicepresidente JD Vance e comprende l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e suo genero Jared Kushner. Saranno presenti anche il Primo Ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, e il capo dell’esercito, il feldmaresciallo Asim Munir. E’ prevista anche la partecipazione del Primo Ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Prima di partire per i colloqui, Vance ha dichiarato ai giornalisti di sperare di compiere “progressi sulla questione nucleare” e “sulla questione del cessate il fuoco in Libano”. Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha dichiarato che la delegazione iraniana “insistera’ per l’attuazione” degli impegni assunti dagli Stati Uniti nell’accordo di intesa e “cerchera’ chiarimenti su come l’altra parte intenda effettivamente adempiere a tali impegni”.
Media: Vance arrivato in Svizzera per i colloqui con l’Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera per l’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani volti a limitare il programma nucleare di Teheran e a consolidare il fragile accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Lo riporta l’Ap.
Libano: raid aerei israeliani, sette morti
Sette persone sono morte nei raid aerei israeliani in Libano. Cinque persone, tra cui un bambino e una donna, sono state uccise in una città del Libano orientale mentre due palestinesi nella regione di Tiro, nel sud del Paese. E’ quanto fa sapere il ministero della Salute. Gli attacchi sono avvenuti prima di una pausa osservata da un corrispondente dell’Afp a fine giornata, quando l’esercito israeliano ha ricevuto l’ordine di cessare i combattimenti con Hezbollah nel Libano meridionale, pur continuando a operare nella zona a scopo “difensivo”
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