Allenarsi con la musica ci fa rendere di più: ecco la playlist ideale


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Una playlist può trasformare un allenamento pesante in mezz’ora che vola. Ma come scegliere la musica giusta per il cardio o lo yoga senza sbagliare ritmo?

La differenza tra fare fatica e “volare” sul tapis roulant spesso sta in un dettaglio minuscolo: cosa avete nelle orecchie. Diverse ricerche, citate da studiosi come Costas Karageorghis della Brunel University di Londra, mostrano che allenarsi con la musica può aumentare la performance fino a circa il 15% e ridurre la percezione della fatica del 10-15%.

Tradotto: lo sforzo è lo stesso, ma il vostro cervello lo vive meglio. Il punto però non è soltanto premere play su una qualsiasi playlist. Per sfruttare davvero questo “aiuto legale” bisogna capire perché la musica funziona e scegliere il tipo giusto in base all’allenamento e all’umore.

Allenarsi con la musica: cosa succede davvero al corpo

Quando vi muovete a ritmo, il corpo tende a sincronizzarsi con il beat. È il famoso “entrainment”: passi, respirazione e movimenti si agganciano alla cadenza della canzone. Se il ritmo è vicino a quello naturale dell’esercizio, tutto diventa più fluido e regolare.

La musica inoltre occupa una parte dell’attenzione. Il cervello si concentra meno sui segnali di fatica e più su melodia, testo, emozioni. Gli esperti parlano di “dissociazione”: i pensieri si allontanano da sudore e fiato corto, e lo sforzo sembra più sopportabile.

Infine c’è il tema emotivo. Un brano che vi dà la carica attiva i circuiti del piacere, aumenta il buonumore e rende più probabile quell’ultimo sprint o quella ripetizione in più che senza musica avrebbero un secco “no, grazie” come risposta.

Tutti i benefici concreti: motivazione, fatica, buonumore

Secondo diversi studi e come ricordano anche i fisiologi dell’esercizio, ascoltare musica durante lo sport porta una serie di vantaggi molto pratici:

– Aumenta la motivazione: una canzone che amate può letteralmente spingervi a iniziare l’allenamento nei giorni “no” e a non mollare a metà.
– Aiuta la concentrazione: per molte persone la musica fa da bolla, tiene fuori mail, problemi e rumori di palestra, e facilita il focus su movimento e respirazione.
– Migliora l’umore: un sottofondo coinvolgente stimola il rilascio di dopamina, l’ormone del piacere. Allenarsi di buonumore vuol dire essere più costanti nel lungo periodo.
– Rende l’allenamento più “strutturato”: una canzone può diventare un blocco di lavoro. Fine brano, cambio esercizio o ritmo.
– Distrare dalla fatica: se il cervello è impegnato a seguire il ritornello, percepisce meno bruciore ai muscoli e fiato corto. Lo sforzo non sparisce, ma pesa meno.

Quale musica scegliere per il cardio, la corsa e l’HIIT

Qui entrano in gioco i famosi BPM, i battiti per minuto. Non servono formule complicate: basta qualche riferimento di massima.

Per il cardio leggero (camminata veloce, cyclette, ellittica, riscaldamento), funzionano bene brani pop o dance tra i 120 e i 140 BPM. Sono abbastanza ritmati da tenervi svegli, ma non tanto veloci da farvi partire a razzo dopo cinque minuti.

Per la corsa più seria le fasce cambiano:
– fondo tranquillo: 150-165 BPM, canzoni dal ritmo costante che vi aiutano a tenere il passo;
– lavori intensi, ripetute, HIIT: 170-180, anche 190 BPM per chi è molto allenato. Qui rock, elettronica energica o hip hop potente possono dare quella spinta extra nei minuti più duri.

Un trucco semplice: scegliete una canzone il cui ritmo si avvicina alla vostra cadenza di corsa. Se fate circa 170 passi al minuto, un brano intorno a quel numero di BPM vi aiuterà a stabilizzare il movimento.

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Playlist per forza, yoga e stretching

In sala pesi l’obiettivo non è la cadenza del passo, ma la sensazione di potenza. Per l’allenamento di forza vanno bene generi con groove marcato: rock, metal, hip hop, trap, in genere fra 130 e 160 BPM. Non serve una velocità estrema, conta che il brano abbia impatto e non cambi ritmo ogni dieci secondi, altrimenti spezza la concentrazione.

Situazione opposta per yoga, pilates, ginnastica dolce e lavoro posturale. Qui la parola chiave è calma. Musica lenta, sotto i 120 BPM, spesso strumentale: piano, new age, ambient, suoni naturali. Il sottofondo deve accompagnare il respiro, non rubare la scena.

Stesso discorso per stretching e defaticamento. Dopo uno sforzo intenso, brani morbidi vi aiutano ad abbassare gradualmente frequenza cardiaca e tensione muscolare. È il momento in cui cambiare genere e velocità è quasi terapeutico.

Come costruire (e usare) la vostra playlist ideale

Prima regola: partire da ciò che vi piace. Gli studi concordano sul fatto che la risposta emotiva personale conta più del genere in sé. Una ballata che per voi significa “rivincita” può caricare più di qualsiasi hit da classifica.

Seconda regola: dividere la playlist per fasi. Un esempio per 40 minuti di corsa:
– 5-8 minuti di riscaldamento a 120-130 BPM;
– 20-25 minuti centrali a 150-165 BPM;
– 7-10 minuti finali sotto i 120 BPM per rallentare e defaticare.

Terza regola: abbinate musica e umore. Se arrivate scariche e svogliate, partite con brani energici ma non aggressivi, intorno ai 125-140 BPM. Se arrivate nervose e agitate, meglio ritmi costanti, senza troppi cambi bruschi, che vi aiutino a “scaricare” in modo più dolce.

Quarta regola, spesso ignorata: non bruciate le vostre canzoni da allenamento ascoltandole tutto il giorno. Se le riservate ai momenti di sport, l’effetto motivante rimane più forte.

Infine, un accenno alla sicurezza. Tenete il volume su un livello in cui riuscite ancora a sentire l’ambiente, soprattutto se correte in strada. Gli esperti consigliano di non superare intensità sonore troppo elevate e di evitare cuffie che isolano completamente quando servono attenzione e riflessi. La musica deve aiutarvi a muovervi meglio, non a rischiare di più.


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