Il giorno dopo è sempre quello delle riflessioni nello sport. Facilissimo applaudire tutti dopo una promozione, complicato restare equilibrati dopo il mancato salto di categoria. In casa Viola si iniziano a tirare le somme partendo dal secondo caso. E non è mai bello farlo a Reggio Calabria, con una piazza calda, critica e che ha fame di basket di alto livello. In primis, una doverosa premessa. Alla prima stagione per intero al comando della Viola, Myenergy ha costruito un roster di livello, ha sfiorato due promozioni e riportato 6000 persone al palazzetto. Non male. Anche perchè con un pizzico di fortuna in più anche solo contro Avellino, staremmo parlando di una promozione diretta.
Il tutto, va ricordato, dopo due stagioni chiuse al primo turno Playoff in cui, tutto sommato, di critiche ne sono arrivate, ma molte meno rispetto a quella attuale in cui, lo ribadiamo, si è arrivati a una preghiera di Bruno Duranti dalla promozione. Le lune dei tifosi, per loro stessa indole innamorata, raramente oggettivi nelle valutazioni.
Quello che è stato è stato. In attesa di un possibile ricorso preannunciato dalla società sul finale di Viola-Siena, proviamo a delineare quale sarà il futuro dei neroarancio in vista della prossima stagione.
Ripescaggio: i criteri e la posizione della Viola
L’articolo 9 “Classificazione delle riserve per i Campionati non professionistici” (del. n.465 CF 11/06/11 – del. n.137 CF 28/09/13 – del. n.381 CF 10/05/14 – del. n.300 CF 21/02/2015), al comma 7, fissa i criteri per gli eventuali ripescaggi:
“Per i Campionati nazionali non professionistici si procederà a compilare un’apposita classificazione delle squadre “riserva” in base, unicamente, ai seguenti principi:
a) la squadra meglio classificata delle retrocesse in ogni girone, ovvero la Società che nell’ultima gara di play-out, di fasi eliminatorie, di spareggi o gare equipollenti, risulti perdente e che per effetto di tale risultato sia retrocessa nella serie o categoria inferiore. Una volta identificate le squadre meglio classificate delle retrocesse, le stesse verranno classificate in base alla posizione conseguita al termine della fase di qualificazione;
b) la squadra prima delle non promosse nei Campionati non professionistici, è determinata dalla Società che, per ogni girone, nell’ultima gara di play off, spareggio o gare equipollenti risulti perdente e il cui risultato ne ha sancito la mancata promozione alla categoria superiore. Una volta identificate le squadre prime delle non promosse le stesse verranno classificate in base alla posizione conseguita al termine della fase di qualificazione. La squadra prima delle non promosse nel massimo Campionato Regionale maschile e femminile, sempre seguendo i criteri sopra enunciati per la mancata promozione nella categoria superiore, è una sola Società per ogni Regione o gruppo di Regioni abbinate per il Campionato specifico. In questo caso non si tiene conto della posizione conseguita nella fase di qualificazione;
c) le ulteriori squadre retrocesse, dopo la prima delle non promosse, vengono classificate in base alla graduatoria della fase finale del proprio Campionato e, in caso di parità si terrà conto della posizione conseguita nella fase di qualificazione.
d) tutte le altre squadre, non rientranti nei casi previsti ai punti a), b), c), che facciano richiesta verranno classificate in base alla graduatoria della fase finale del proprio Campionato e, in caso di parità, si terrà conto della posizione conseguita nella fase di qualificazione. Nell’eventualità che due o più squadre si trovino nello stesso ordine di classifica, provenienti da classifiche finali di gironi diversi, la priorità spetterà alla squadra geograficamente più vicina a quella da sostituire, da individuarsi nella Società avente sede in una località ubicata alla distanza chilometrica minore, in base all’apposito programma computerizzato dell’Organo federale competente, consultabile a richiesta, dalle Società interessate“.
Tradotto: priorità a Monferrato e Fidenza, le due retrocesse tramite Playout, poi Pizzighettone, davanti alla Viola per quoziente canestri e quindi la migliore delle non promosse, infine i neroarancio come quarta. Per ora, c’è solo un posto libero lasciato da Jesi che non si iscriverà al prossimo campionato, dunque un ripescaggio è sicuro. È da capire quante fra le squadre in questione saranno disposte a fare domanda di ripescaggio.
Da quello che filtra dall’ambiente, la Viola non ha problemi ad affrontare un campionato di B Nazionale l’anno prossimo e, se sicura di poter ottenere un ripescaggio, procederà con la relativa domanda. Non sarà un annuncio trionfale, una roba modello ‘Ballarino e Praticò’ per gettare fumo negli occhi ai tifosi per intenderci, ma la valutazione di una possibilità da cogliere nel caso in cui si presenti. In caso contrario, si ripartirà dalla B Interregionale con l’intento di vincerla.
Il futuro di coach Cadeo
Altro nodo importante da sciogliere è quello relativo al futuro di coach Cadeo. Il tecnico ex Varese ha vissuto due stagioni molto intense sulla panchina della Viola: la prima con una regular season strepitosa e un naufragio, tra parecchi alibi, nella postseason con eliminazione al primo turno Playoff; la seconda, con due chance promozione sfumate all’ultima partita.
Lo score di vittorie pende a favore del tecnico, la fiducia della proprietà pure, i malumori della piazza (già dall’anno scorso) che gli imputa una scarsa capacità di azione nei momenti caldi della partita, oltre alla mancata promozione, dovrebbe far propendere per un cambio in panchina. Ma non per una separazione.
Cadeo, lo si vociferava già dall’anno scorso, potrebbe occuparsi delle giovanili lasciando la guida tecnica della prima squadra a un coach che, necessariamente, dovrà non solo gestire uno spogliatoio di cestisti con talento e personalità, ma anche essere capace di osare a partita in corso.
Il nuovo roster della Viola
E veniamo quindi al nuovo roster. La squadra di quest’anno era costruita per ambire alla promozione. Myenergy al suo primo anno da proprietaria ha dato una netta sterzata alla campagna acquisti: 10 senior, squadra profonda, è stato speso circa il triplo rispetto ai due anni precedenti, giocatori di alto livello per la categoria come Laganà, Laquintana, Marini, Maresca. La promozione è poi sfumata due volte sul più bello, prima contro Avellino, poi contro Siena, entrambe le volte in vantaggio, ieri addirittura con una vittoria.
È il bello e il brutto del basket, la giovane proprietà reggina ne sta facendo tesoro. L’ambizione è quella di costruire una squadra forte per qualsiasi categoria si ritroverà a dover affrontare la Viola. Restando in ottica B Interregionale, prendendo per buono il risultato del campo, vanno fatte valutazioni importanti.
Se Laquintana sembra aver dato un arrivederci nel suo post social dopo la partita contro Siena, Laganà sembra aver dato un addio. Supposizioni su pensieri scritti a caldo o non così a freddo da essere presi per l’analisi che stiamo mettendo nero su bianco. Laganà ha una bimba piccola, è tornato a casa, ha la famiglia al suo fianco ed è l’idolo della Reggio cestistica: salvo altri tipi di problemi o offerte più allettanti, passata la delusione, ci penserà bene. E lo stesso farà la società sulla convivenza con Laquintana, altro bomber molto amato de decisivo, parte di un’alternanza magari non sempre funzionale, ma che ha portato la Viola a un passo dalla promozione. I talenti non si discutono, sul ‘fit’ toccherà anche al nuovo allenatore mettere bocca.
A cascata tutti gli altri. Il gioco con Laganà finto lungo (vista l’altezza, nemmeno così tanto) con un mismatch sotto canestro e Marini che viene fuori dalla linea dei tre punti e si affida alle sue buone doti da cecchino, è stata una soluzione tattica interessante, ma che forse ha privato un po’ la Viola di una forte presenza sotto canestro. Maresca, altro three pointer prezioso nel ruolo di ala grande, capace di unire anche una buona difesa, contribuisce a questa valutazione. Su Marini verrà fatta qualche valutazione tattica, la stagione di Maresca, invece, merita una riconferma.
Fernandez è un grande punto di domanda. Persona squisita fuori dal campo, giocatore intelligente tatticamente, ottimo passatore, capitano lucido e furbo quando serve. Però nelle partite decisive è un po’ mancato. Rispetto alla scorsa stagione si è un po’ ridimensionato, visto anche il grande upgrade di talento dei compagni, ma nello spot di straniero serve un giocatore che sappia alzare nettamente il livello. Il miglior Fernandez merita la riconferma, quello visto in questi Playoff lascia spazio ad attente valutazioni.
Difficile oggi pensare a una riconferma di Zampa, stagione inferiore alle aspettative la sua, nonostante il tanto impegno, soprattutto per quello che dovrebbe essere il titolare nello spot di ala piccola. Per quanto riguarda la panchina, tanto dipenderà anche da ciò che servirà per completare la rosa e sull’indirizzo tecnico-tattico del nuovo allenatore. Clark e Fiusco, in quanto a prestazioni, sono sicuramente i più positivi, dipenderà dalle offerte che avranno e dai minutaggi/stipendi proposti.
Agbortabi ha dei punti di forza noti e altrettanti punti deboli. Chiudere il roster con Marangon, dopo gli addii di Ani e Paulinus, è stata forse una mossa che non ha pagato i giusti dividendi in termini di qualità aggiunta al pacchetto. Solo riflessioni, per ora. Sarà una lunga estate di mercato in riva allo Stretto.
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Mirko Spadaro
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