Piano Casa, com’è cambiato il dl dopo il passaggio alla Camera


di Giada Scotto

ROMA (Public Policy) – Il dl Piano Casa ha incassato martedì il primo via libera parlamentare (con fiducia). L’aula di Montecitorio ha approvato il provvedimento con 165 voti favorevoli, 117 voti contrari e 5 astenuti.

Sono circa 20 gli emendamenti al testo approvati nel corso del passaggio in commissione Ambiente. Un passaggio che ha tuttavia riservato sorprese, con due dei quattro emendamenti presentati dai relatori ritirati a pochi minuti dalla chiusura dei voti.

Non è così entrata nel provvedimento la contestata norma che prevedeva il trasferimento a Cassa depositi e prestiti di 1,2 miliardi di risorse Pnrr inizialmente previste per l’efficienza ferroviaria ma che il Mit vorrebbe destinare all’ampliamento dell’offerta di alloggi sociali e di abitazioni a prezzi accessibili.

L’emendamento dei relatori, che prevedeva la riallocazione dei fondi (già riprogrammati dal Governo ma in attesa del via libera Ue), è stato ritirato, ma il ministero ha fatto sapere che la misura sarà stata ripresentata all’interno di un decreto di prossima adozione.

Stessa sorte per un’altra proposta di modifica a firma dei relatori, con cui si chiedeva di prevedere che gli immobili di proprietà dello Stato, degli enti territoriali e delle altre pubbliche amministrazioni, anche ad uso abitativo, non utilizzati, non redditizi, non strumentali o sottoutilizzati, potessero essere ceduti, anche separatamente, con le modalità di cui all’articolo 11-quinquies, comma l, del decreto-legge n. 203 del 2005, ossia con vendita a trattativa privata effettuata per il tramite dell’Agenzia del demanio.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le principali modifiche introdotte nel corso del passaggio a Montecitorio:

8,5 MLN NEL 2026 A FONDO PER SOSTEGNO AFFITTO FUORI SEDE

Con un emendamento di Forza Italia viene incrementato di 8,5 milioni per l’anno 2026 la dotazione del fondo istituito, nello stato di previsione del Mur, per sostenere, con un contributo per le spese di affitto, gli studenti fuori sede iscritti alle università statali e appartenenti a un nucleo familiare con Isee non superiore a 20mila euro.

Il testo approvato riformula anche un emendamento sul tema del Movimento 5 stelle.

PRIORITÀ A DISABILI IN ACCESSO FONDO GARANZIA PRIMA CASA

Con la riformulazione approvata di due emendamenti di Fratelli d’Italia e Forza Italia si prevede la priorità di accesso al Fondo di garanzia per la prima casa per le persone con disabilità permanente accertata e per le famiglie con soggetti con disabilità grave.

Nel dettaglio, il testo prevede che le persone “con disabilità permanente accertata” e i componenti di “un nucleo familiare in cui conviva da almeno 2 anni un familiare, che sia figlio o figlia ovvero fratello o sorella del richiedente, con disabilità permanente accertata” vengano incluse tra le categorie prioritarie per l’accesso al Fondo “a decorrere dal trentesimo giorno dalla data di entrata in vigore” della legge di conversione del provvedimento.

Per le domande presentate da tali soggetti – si legge nella proposta di modifica approvata – la garanzia del Fondo “è rilasciata nella misura del 50 per cento della quota capitale, tempo per tempo in essere sui finanziamenti concessi, ovvero nella misura dell’80 per cento della quota capitale nel caso in cui i soggetti richiedenti abbiano un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente non superiore a 40.000 euro annui”.

Agli oneri derivanti dalla misura, pari a 6 milioni per l’anno 2026 e a 8 milioni di euro per l’anno 2027 – si legge – si provvede mediante corrispondente riduzione, per i medesimi anni, del Fondo per il finanziamento di esigenze indifferibili istituito nello stato di previsione del Mef.

STOP VINCOLO CAPITALI ESTERI PER PROCEDURA ACCELERATA SU GRANDI INVESTIMENTI

Tra gli emendamenti che hanno avuto il via libera della commissione Ambiente è rientrato quello di Fratelli d’Italia (a prima firma del presidente Mauro Rotelli) con cui si sopprime il riferimento presente nel dl che vincola la possibilità, per i programmi infrastrutturali di edilizia integrata di maggiore dimensione, di ricorrere alla procedura speciale (che consente la dichiarazione di preminente interesse strategico nazionale e la nomina di un Commissario straordinario di Governo), alla presenza di una “componente di investimento diretto estero in misura non inferiore ad almeno un miliardo di euro”.

Nella relazione illustrativa dell’emendamento veniva chiarito come per “grandi programmi di investimento” si intendano, secondo la norma richiamata nel dl, i programmi di investimento diretto, anche esteri, sul territorio italiano di valore complessivo non inferiore a un miliardo di euro, e come dunque la norma attribuisca rilievo esclusivamente alla dimensione economica e al carattere strategico del programma, indipendentemente dalla provenienza nazionale o estera dei capitali impiegati.

Per tale motivo, si evidenziava nella relazione, il riferimento alla presenza di una componente di investimento diretto estero non inferiore a un miliardo di euro si porrebbe in discontinuità rispetto a tale impostazione, introducendo una condizione aggiuntiva non prevista dalla disciplina generale e suscettibile di limitare l’accesso alla procedura accelerata ai soli programmi con una significativa partecipazione di capitali esteri, con conseguente esclusione di operazioni di analoga rilevanza strategica integralmente sostenute da investitori nazionali.

L’emendamento approvato riformula anche alcune proposte di modifica di Forza Italia e Lega.

ALLOGGI A PREZZO CALMIERATO ANCHE A PERSONALE SCUOLA, SANITÀ E SICUREZZA

Prevedere che gli immobili oggetto del programma di recupero degli immobili pubblici degradati e dei programmi infrastrutturali di edilizia integrata siano destinati, oltre che agli studenti e ai lavoratori fuori sede del settore privato, anche ai lavoratori pubblici, “con particolare riferimento al personale scolastico, al personale sanitario e al personale delle Forze dell’ordine, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze Armate”.

La proposta è contenuta in un emendamento (riformulato) di Forza Italia.

OK SOCIETÀ MISTE IN FONDI IMMOBILIARI CON INVESTIMENTI INVIMIT

Via libera della commissione Ambiente anche all’emendamento dei relatori con cui si consente anche a società non interamente partecipate da enti pubblici di accedere ai fondi immobiliari abilitati a ricevere gli investimenti dei fondi istituiti da Invimit Sgr e finalizzati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare.

A tali fondi comuni di investimento immobiliare promossi o partecipati (secondo quanto previsto a legislazione vigente) da Regioni, Province, Comuni anche in forma consorziata o associata e da altri enti pubblici e (secondo quanto previsto dall’emendamento in questione) anche da società a capitale misto pubblico-privato a maggioranza pubblica, possono essere apportati a fronte dell’emissione di quote del fondo medesimo, o trasferiti, beni immobili e diritti reali immobiliari.

Nell’emendamento si precisa tuttavia che in tali società, seppur a capitale misto pubblico-privato, la componente pubblica dovrà comunque sia essere maggioritaria.

INTESA CON UNIFICATA SU DESTINAZIONE PROVENTI ALIENAZIONI ERP

Tra le proposte di modifica approvate in commissione Ambiente c’è una riformulazione di emendamenti bipartisan che riscrive integralmente l’articolo 5 del decreto, recante “Riscatto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica esistenti”.

Il nuovo testo ribadisce che, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, i ministri delle Infrastrutture, dell’Economia e degli Affari regionali, previa intesa in sede di Conferenza unificata, approvano con decreto le procedure con cui i comuni, gli enti pubblici anche territoriali e le aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica e sociale comunque denominati alienano gli immobili di proprietà facenti parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale. Nel nuovo testo tuttavia, a differenza dell’originale, si parla di possibilità, di procedure con cui gli enti “possono” alienare gli immobili.

Il testo mantiene ferma la parte del vecchio articolo in cui è previsto il riconoscimento del diritto di opzione all’acquisto in favore dell’assegnatario non moroso nel pagamento del canone di locazione, a patto che non sia proprietario di un’altra abitazione. Resta fermo anche il fatto che sarà il decreto a individuare anche i criteri per la selezione degli immobili che, in ragione del relativo valore di mercato, possono essere sottoposti alle procedure di alienazione.

Cambia invece la parte del testo relativa alla destinazione dei proventi derivanti dalle alienazioni: nella formulazione originaria, si prevedeva che, se il proprietario era un ente territoriale, i proventi sarebbero stati destinati prima di tutto alla riduzione anticipata del debito dell’ente e, se l’ente non ha debiti o se rimane una parte eccedente dopo averli estinti, tale somma sarebbe stata destinata al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Se il proprietario è un altro ente pubblico, anche in questo caso i proventi dovevano confluire nel Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

Nel nuovo testo si stabilisce invece che alla destinazione dei proventi si provvederà con uno “specifico provvedimento” che sarà adottato, nel caso di proventi di competenza degli enti territoriali, “previa intesa con la Conferenza unificata”.

VIA VINCOLO OFFERTE “INTEGRATE” PER INTERVENTI ERP ED ERS

Via libera della commissione anche all’emendamento dei relatori con cui si chiede di apportare modifiche agli articoli 2, 3 e 8 del provvedimento.

Per quanto riguarda l’articolo 2, relativo agli interventi rientrati nel Programma straordinario nazionale di recupero e di manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e di edilizia sociale, si chiede di chiarire che le proposte presentate dai soggetti attuatori non debbano necessariamente configurarsi quali offerte “integrate” (residenziale e sociale).

Viene, in secondo luogo, chiarito che gli immobili oggetto delle offerte relative alla componente di edilizia sociale possono e, quindi, non devono necessariamente, essere individuati dai soggetti attuatori nell’ambito dell’elenco predisposto dal Commissario straordinario all’esito dell’attività di ricognizione affidatagli.

Infine, viene esplicitato il vincolo di necessario rispetto della normativa e della pianificazione territoriale di settore.

Per quanto riguarda l’articolo 3, relativo al commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi, si punta a chiarire che il potere di ordinanza riconosciuto al Commissario straordinario, nonché il relativo regime derogatorio, si sostanzia nel potere di disporre le semplificazioni in ordine all’iter autorizzativo e alla procedura di gara.

Ne deriva – si sottolinea nella relazione tecnica dell’emendamento – che il potere di disporre deroghe attribuito al Commissario “è oggetto di precisa perimetrazione e, peraltro, si esplica in relazione a un limitato numero di interventi, ovverosia quelli particolarmente complessi individuati dalla Cabina di regia”.

Con la proposta di modifica si prevede inoltre la possibilità di costituire, sugli immobili oggetto di intervento, diritti reali di godimento di durata anche inferiore a 25 anni, ove l’investimento preveda un ammortamento per un periodo inferiore.

Viene inoltre integrata la composizione della Cabina di monitoraggio, prevendendo la partecipazione del presidente dell’Anci, e precisato l’ambito delle attività della Cabina, mediante l’esplicitazione delle relative funzioni di coordinamento tra le amministrazioni competenti, di definizione degli indirizzi generali, limitatamente alla componente di edilizia sociale del Programma, e dei criteri per l’individuazione delle priorità territoriali, nonché di verifica degli interventi ricompresi nel Programma.

Per quanto riguarda infine l’articolo 8, che prevede disposizioni di semplificazione e di coordinamento, si chiede di stabilire che il vincolo trentennale di destinazione d’uso ivi previsto debba essere trascritto nei registri immobiliari entro 30 giorni dal completamento dell’intervento, in analogia di quanto previsto per gli interventi di edilizia convenzionata inclusi nei Programmi infrastrutturali di edilizia integrata.

45 MLN PER ALLOGGI FORZE ARMATE-CARABINIERI. 8,5 PER GUARDIA FINANZA

“Per assicurare la funzionalità delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri, incluso il miglioramento delle condizioni alloggiative del personale, attraverso la realizzazione di interventi per la costruzione e l’acquisizione di nuovi immobili con le annesse pertinenze e l’acquisto dei relativi arredi, nonché per la ristrutturazione, l’ampliamento, il completamento, l’esecuzione di interventi straordinari, l’efficientamento energetico e il miglioramento antisismico di quelli già esistenti, è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2026 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028”.

A prevederlo è un emendamento (riformulato) di Fratelli d’Italia.

Per assicurare invece “la funzionalità del Corpo della Guardia di finanza, incluso il miglioramento delle condizioni alloggiative del personale, attraverso la realizzazione di interventi per la costruzione, riqualificazione o ristrutturazione edile e impiantistica di strutture, anche di imminente acquisizione, nonché per l ‘efficientamento energetico e il miglioramento antisismico di quelle già esistenti”, viene “autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro per l’anno 2026, 3,9 milioni di euro per l’anno 2027 e 3,1 milioni di euro per l’anno 2028”.

CONVENZIONE MUR-INVITALIA PER ALLOGGI UNIVERSITARI

Con un emendamento di Forza Italia si prevede la possibilità per il ministero dell’Università, nell’ambito delle attività finalizzate alla realizzazione di immobili destinati ad alloggio o residenza per studenti universitari, di avvalersi, a decorrere dall’anno 2026, del supporto tecnico e specialistico di Invitalia S.p.a., sulla base di apposita convenzione.

La commissione in favore di Invitalia è quantificata, nell’ambito della convenzione di cui al primo periodo, a valere e nei limiti dell’1% dei fondi destinati annualmente alla realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari.

OK DISCIPLINA PER CONCESSIONE ALLOGGI ASET ARMA CARABINIERI

Con un emendamento (riformulato) di Fratelli d’Italia viene introdotta una disciplina specifica per la fruizione di alloggi di servizio per esigenze temporanee (Aset) dell’Arma dei Carabinieri.

Nel dettaglio, la proposta di modifica prevede l’inserimento, tra le categorie di alloggi di servizio dell’Arma dei carabinieri, accanto agli “alloggi di servizio gratuiti connessi all’incarico” e agli “alloggi di servizio in temporanea concessione”, anche appunto degli “alloggi di servizio per esigenze temporanee (Aset)”, stabilendo che questi siano “concessi prioritariamente al personale dell’Arma dei carabinieri nell’interesse dell’amministrazione, per motivate esigenze di carattere temporaneo connesse con il servizio, individuate con determinazione del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri”.

“Per eccezionali e documentate esigenze connesse con le attività istituzionali dell’Arma dei carabinieri”, secondo quanto previsto dalla proposta emendativa, gli alloggi possono essere concessi “anche a personale appartenente alle Forze armate nazionali, alle Forze armate e di polizia estere, ovvero ad altre amministrazioni dello Stato”.

Nel testo si stabilisce che i concessionari degli alloggi dovranno corrispondere “una retta giornaliera commisurata ai costi di gestione dei servizi e per l’uso della mobilia” e si precisa che “la concessione degli Aset non rileva ai fini dell’applicazione delle norme relative al trattamento economico di trasferimento del personale appartenente alle Forze armate nazionali”.

Per “garantire l’efficienza e il miglioramento delle condizioni infrastrutturali” di tali alloggi viene inoltre stabilito che il ministro dell’Economia provveda, con propri decreti, alla “riassegnazione delle somme derivanti dalla concessione dei medesimi alloggi, versate all’entrata del bilancio dello Stato, sui pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero della difesa”.

Alla copertura dei costi della misura, valutati in 61mila euro a decorrere dal 2026, si provvede mediante “corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell’ambito del programma ‘Fondi di riserva e speciali’ della missione ‘Fondi da ripartire’ dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2026, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della difesa”.

OK USO SPV PER PROGRAMMI EDILIZIA INTEGRATA

Con la riformulazione di tre emendamenti (FdI, FI e Lega) si specificano i requisiti di cui devono essere in possesso “i soggetti privati, anche costituiti in forma di società di progetto o veicolo societario appositamente costituito” che intendano presentare programmi infrastrutturali di edilizia integrata, e si prevede appunto che questi possano utilizzare anche veicoli societari dedicati.

Nel dettaglio, con la proposta approvata si prevede che i soggetti privati, “anche costituiti in forma di società di progetto o veicolo societario appositamente costituito”, debbano avere una “capacità economica e finanziaria adeguata all’investimento programmato, da attestarsi mediante idonea documentazione rilasciata da primario istituto di credito o fondo di investimento”, ma anche “esperienza documentata nella realizzazione e/o gestione di programmi edilizi di dimensioni analoghe a quelle del programma proposto, da certificarsi e mediante idonea documentazione tecnica”.

Richiesto inoltre un “impegno formale, da inserirsi nella convenzione con il comune, a mantenere la destinazione convenzionata per l’intero periodo di vincolo”.

Il testo prevede inoltre che siano adottate con Dpcm le misure di attuazione delle disposizioni relative alla realizzazione di tali programmi infrastrutturali, “ivi incluse quelle attinenti alle modalità di verifica dei requisiti, anche con riferimento a quelli antimafia e ai controlli sull’origine dei capitali investiti”.

70% AD EDILIZIA CONVENZIONATA CALCOLATO SU SOLI INVESTIMENTI RESIDENZIALI

Con due emendamenti di Fratelli d’Italia e Lega si interviene sulla definizione di quel “contesto territoriale” all’interno del quale devono essere realizzati congiuntamente gli interventi di edilizia convenzionata e di edilizia residenziale libera non convenzionata.

Il decreto – si legge nella relazione illustrativa di uno degli emendamenti – stabilisce infatti che l’investimento debba essere destinato agli interventi di edilizia convenzionata in misura non inferiore al 70% “dell’importo dell’investimento complessivo per il medesimo contesto territoriale” senza tuttavia definire “cosa si intenda per ‘contesto territoriale’”.

A tal fine, gli emendamenti approvati prevedono che per contesto territoriale si intenda “l’ambito fisicamente continuo o funzionalmente unitario, definito in sede di convenzione con il Comune interessato, entro il quale è realizzato il programma di investimento infrastrutturale, ricomprendente sia la componente di edilizia convenzionata sia quella di edilizia residenziale libera non convenzionata e delimitato anche con riferimento a più comparti o sub-ambiti di trasformazione, purché accomunati dalla medesima unità progettuale e dalla medesima convenzione urbanistica”.

In altri due identici emendamenti approvati di Fratelli d’Italia e Lega si prevede inoltre che il contesto territoriale possa essere individuato “nell’ambito di un comparto di sviluppo di maggiori dimensioni che preveda l’insediamento di più destinazioni d’uso, residenziali e non residenziali”. In questo caso, la quota minima del 70% dell’investimento complessivo da destinare all’edilizia convenzionata deve essere calcolata “esclusivamente con riferimento all’importo dell’investimento complessivo destinato alla componente residenziale del comparto, con esclusione degli investimenti destinati a destinazioni d’uso non residenziali”.

La convenzione con il comune definirà “il perimetro della componente residenziale e la relativa quota di investimento posta a base del calcolo”.

GARANTIRE SPAZI E SERVIZI DI PROSSIMITÀ NELL’EDILIZIA CONVENZIONATA

I programmi infrastrutturali di edilizia integrata dovranno assicurare, per la componente di edilizia convenzionata, “la presenza di spazi e servizi di prossimità, anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunità residente, con particolare riferimento a interventi di senior cohousing e cohousing intergenerazionale”.

Lo prevede un emendamento della Lega. A tal fine, la proposta emendativa prevede il coinvolgimento, ove presenti, anche delle “reti” e degli “enti del Terzo settore operanti in ambito sociosanitario e di comunità”.

OK AD ATTIVITÀ PRODUZIONE BENI E SERVIZI IN INSEDIAMENTI EDILIZIA CONVENZIONATA

Con la riformulazione di alcuni emendamenti bipartisan si chiede di assicurare, per gli insediamenti oggetto degli interventi di edilizia convenzionata, una adeguata dotazione di servizi pubblici, con particolare riferimento alla presenza non solo di esercizi commerciali di vicinato, ma anche di “attività artigianali di produzione di beni o di prestazione di servizi”.

Conseguentemente, il testo approvato prevede che gli interventi di edilizia integrata si attuino prioritariamente attraverso programmi di rigenerazione urbana o per le esigenze specifiche di lavoratori stagionali non solo in agricoltura e nel turismo ma anche “nell’edilizia” e “nell’impiantistica”.

PREZZI CALMIERATI ANCHE PER RESIDENZE FORZE POLIZIA

Prevedere che le unità abitative che, a seguito degli interventi di edilizia convenzionata, saranno locate o vendute, rispettivamente a canone o a prezzo calmierati, possano essere destinate non solo ad abitazione principale, residenze per studenti universitari fuori sede o alloggi per lavoratori del settore privato, ma anche a “residenze per il personale delle Forze di polizia”.

A chiederlo è stato un emendamento della Lega. (Public Policy)

@GiadaScotto


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