La disciplina sapiente del Design ogni anno, inesorabilmente, diviene protagonista assoluta nelle sue innumerevoli declinazioni relative ai diversi ambiti applicativi ove muove la sua opera con grande efficacia, per una intera settimana, con la Milan Design Week ed il Salone del Mobile. E, cosa niente affatto trascurabile, con l’ancor più avvincente e superlativa costellazione di eventi che vengono mirabilmente accolti da una irresistibile e seducente cartografia, spalmata su tutto il contesto urbano meneghino, con il cosiddetto Fuorisalone. Quest’ultimo, forte dei suoi 2500 impianti allestitivi sostenuti da altrettanti eventi disposti e sviluppati in sincrono. E rieccomi ancora una volta, a raccontarne eventi, mostre ed installazioni che annualmente rinnovano un rito collettivo dai profili legati ad altissimi gradienti di livello d’espressione, estesi mediante scenari in grado di poter accogliere, coinvolgere ed unire una insaziabile utenza planetaria in un evento diffuso che, finisce per connotare sempre più la città di Milano come ‘Capitale Mondiale del Design’.
Palcoscenico unico e vocato, quello milanese, per poter trasmettere in maniera emittente, risonante, propulsiva, ad ogni latitudine del pianeta, le nuove, avvincenti traiettorie d’esplorazione che qui vengono accolte in una moltitudine incontenibile di spettacolari mise en scene. Ma è anche un anniversario importante, quello dell’evento che da un decennio pone in visione alcuni tra i migliori protagonisti delle produzioni creative siciliane mediante Designland, la rassegna che porta anche un frammento del nome della nostra rubrica, ormai divenuta preziosa ed attiva piattaforma emittente, capace di poter porre in visione quanto attiene ad un fervente lavorìo condotto da designer ed aziende, con enormi profili valoriali ed di eccellenza, viene ad essere sviluppato in Sicilia mediante l’Opera di Progetto condotta attraverso la traiettoria che utilizza le metodiche Design Oriented.
Designland 2026: design e nuovi linguaggi
“Designland 2026. Design e Nuovi linguaggi” è stato il tema proposto dall’ADI Sicilia per questo anno, in quello che oramai è divenuto un appuntamento irrinunciabile di ogni capitolo della Milan Design Week, un rituale di grande appeal, che da qualche tempo è stato accolto all’interno della prestigiosa sede dell’ADI Design Museum. Luogo d’elezione, ove vengono inscenati traguardi ed avvincenti, irresistibili prefigurazioni, da parte di un nugolo sempre crescente di eminenti protagonisti del dibattito culturale che ruota attorno alla disciplina del Design, con l’obiettivo di voler promuovere in ambito planetario, una cultura del progetto attenta allo sviluppo delle nuove tecnologie ed all’ibridazione di una moltitudine di competenze e saperi. Parametri d’esercizio che albergano nell’opera sapiente condotta dai designer che mettono in esercizio la loro professionalità in Terra di Sicilia, o che da essa provengono.
A Designland 2026 si è dunque discusso di ‘Design e Nuovi Linguaggi’, attraverso i contributi di alcuni protagonisti eccellenti che, benchè siciliani d’origine si trovano sempre più ad operare in diversi contesti territoriali e, nella fattispecie all’interno di entità formative di particolare prestigio in ambito internazionale, come nel caso dei docenti del Politecnico di Milano – Dipartimento del Design Francesco Scullica e Marinella Ferrara, che hanno mosso le loro relazioni a partire dalle riflessioni operate su quanto è stato realizzato nel nostro ecosistema isolano e su come questo venga a reverberare in ambito nazionale ed internazionale. Vi sono stati poi i saluti della Delegata Territoriale di ADI Sicilia Annalisa Spadola e, a seguire, del Presidente di ADI Luciano Galimberti, con la conduzione del superbo Vincenzo Castellana quale Coordinatore Scientifico di ADI Sicilia. È stata poi la volta di Giuseppe Mendolia Calella, designer della Comunicazione e CEO di Balloon Project, piattaforma emittente che opera prevalentemente nell’area milanese e di Elisa Garosi co-autrice del podcast FiloRefe; di Luca Hugo Brucculeri designer isolano attivo nella città di Barcelona; di Giorgio Tartaro, giornalista e conduttore televisivo di un numero incommensurabile di talks qui, una volta tanto in veste di discussant, ruolo ormai divenuto consuetudine anche per il sottoscritto.
I designer siciliani protagonisti al Fuorisalone
Sempre più numerose sono state le presenze proprie dell’opera possente data in ostensione nella kermesse milanese dai designer siciliani e dai brand siciliani del design in diverse location cittadine, divenute sempre più numerose, tante e tali da rendere il mio lavoro di reporter delle produzioni creative siciliane sempre più faticoso. Già soltanto il designer e Art Director Vincenzo Castellana era presente con la sua opera, possente e dilagante, in altri cinque contesti ambientali oltre che a Designland 2026: con la piattaforma di scouting Emersivi ha inscenato un vero e proprio confessionale dal titolo “Tell Me” sul Sagrato della Chiesa di Corso Garibaldi al Brera Design District; con il nascente brand Osmotica inaugurava una collezione con il titolo “Humans Connected” nella splendida cornice della corte del barocco Palazzo Litta; con Vimar al SuperStudio Maxi Barona a cura di Giulio Iacchetti l’evento dal titolo “230 Volt-i”; “designmind” a cura di Lorenzo Palmeri al BASE di Via Tortona; e ad “Archiland” a cura di Giorgio Tartaro alla Biblioteca Umanistica dell’Incoronata.
Al Base ho avuto l’onore di poter visitare lo stand di Calietra, azienda che con “House of Design” ha partecipato al programma We Will Design, con un’opera che in quest’edizione ha inteso esplorare il tema dell’oscurità quale campo di possibilità, esplicitando l’invito a prefigurare nuovi modi di abitare il presente, costruire comunità alternative, immaginare futuri inattesi e rendere visibili i sistemi nascosti che sostengono la vita collettiva. L’installazione “House of Design” è stata realizzata grazie alla collaborazione con Kefapmarmi e Calietra aziende che fanno capo al ceo Gabriele Cugnata, quali partner tecnici che hanno supportato la prototipazione dei progetti di design e contribuito a dare forma ai concept degli studenti dell’Harim Accademia Mediterranea, coordinati dal docente e designer Andrea Branciforti, che dell’azienda ne è l’Art Director. Quest’ultimo, si è reso protagonista anche per aver disegnato il premio per l’evento “Foodies Challenge 2025”, la cui premiazione si è svolta presso il Park Yatt Hotel di Milano.
Dal Salone del Mobile a Mario Trimarchi
Ma i siciliani si sono distinti anche con la loro presenza al Salone del Mobile e, nella fattispecie, con l’opera carica di dovizia e rigore propria del designer Antonio Iraci, presente con il lavabo Skyline concepito per l’azienda Antonio Lupi e con la new entry di quest’anno, ovvero l’erogatore Etnis disegnato per l’azienda Bongio, “Un rubinetto che smette di essere un oggetto tecnico e diventa architettura… l’acqua allora diventa materia che disegna l’architettura” (Antonio Iraci).
Di solito, per poter evocare tale stato di mirabilia, ogni anno scelgo un allestimento preciso e, quest’anno è stata la volta di “Nuvole come preghiere” di Mario Trimarchi al Paula Seegy Gallery nell’area delle 5 Vie, che con il suo intento di voler “disegnare nuvole” riesce a farmi scivolare in un dolce oblio che viene ogni anno a trovare il suo epilogo con un’altra visita inderogabile, irrinunciabile direi, quella che muove verso la Fondazione Achille Castiglioni.
Il futuro del design tra creatività e innovazione
Il designer oggi è più che mai invece un artista totale, capace di potersi esprimere lavorando con valori, per così dire, ad alta frequenza, in una sorta di Stato d’Eccitazione Permanente, al limite delle possibilità consentite della fisiologia umana, per la messa in atto di una Creatività Estrema quale unico rimedio alle condizioni estreme dettate dalla realtà complessa propria dello scenario che contraddistingue la nostra contemporaneità.
Indispensabile appare dunque la assunzione di una consapevolezza relativa al contesto in cui si opera, prima di poter sviluppare qualsiasi strategia creativa. I designer, dovranno, di volta in volta, allestire l’ambito di riferimento e approntare soltanto dopo la strumentazione adeguata alla risoluzione delle problematiche in emersione, per poter mettere a punto un processo di intervento intimamente connesso ai diversi ambiti costituenti la fisionomia dell’intervento.
Il luogo dell’altrove è quello del rinnovamento del sistema legato all’approccio di metodo, nella elaborazione dell’analisi delle esigenze e dei desideri dell’utente e di tutto un ambito geografico, momento per momento, realizzando un laboratorio permanente di raccolta ed analisi delle informazioni, e di applicazione e ricerca, di elaborazione e presentazione delle proposte. Bisogna adoperarsi per mettere in atto una nuova modalità di promozione di un saper fare italiano, soprattutto manuale, tutto italiano, – ma potrei dire oggi essenzialmente ‘meridiano’ – quale elemento portatore di nuovi linguaggi e di innovazione, capace di poter mettere in luce prodotti e servizi, recanti inequivocabili disegni di qualità superbe ed originalità, capace di poter realizzare e promuovere una cultura, costituita essenzialmente da un grande patrimonio di esperienze umane e di passione, di grande caratura internazionale.
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Luigi Patitucci
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