“Mai in auto, no in bagno, occhio al frigo”: le regole d’oro per conservare i farmaci col gran caldo


È un aspetto e un pericolo troppo spesso sottovalutato tra le conseguenze del gran caldo, come quello che attanaglia Torino, il Piemonte e l’Europa in questi giorni di un giugno dalle temperature estreme. Anche i farmaci entrano come noi in una «zona di rischio» quando il termometro si alza troppo. A casa, in auto, in viaggio i medicinali devono essere sempre protetti dal caldo. «Mentre si presta attenzione alla pelle e all’idratazione – osserva l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) – le scatole di medicinali restano talvolta esposte al sole su un balcone, dentro un’auto parcheggiata o in fondo a una valigia». Temperature elevate, esposizione diretta al sole e sbalzi termici come quelli all’interno di una vettura «possono alterare la qualità, la sicurezza e l’efficacia dei medicinali».

Regola base: leggere il foglietto illustrativo

Non tutti i farmaci reagiscono al caldo nello stesso modo. La prima indicazione, ricorda Aifa, è sempre quella riportata sulla confezione o nel foglietto illustrativo. «Quando non sono specificate condizioni particolari, la regola generale è conservare i medicinali in un ambiente fresco e asciutto, a una temperatura inferiore ai 25°C». Perché «un’esposizione breve, una o due giornate a temperature superiori ai 25°C in genere non compromette la qualità del farmaco, ma ne riduce la durata residua». Se invece il protrarsi nel tempo è maggiore, o se la confezione indica una temperatura di conservazione specifica e questa non viene rispettata, «il medicinale può perdere efficacia o, in alcuni casi, diventare dannoso per la salute». «Se un medicinale deve essere conservato tra 2 e 8 gradi – sottolinea ad esempio Federfarma Torino nel suo appello alla prudenza -, lasciarlo a lungo fuori dal frigorifero può comprometterne la stabilità. Al contrario, riporre in frigorifero un farmaco che non lo richiede può esporlo a condizioni non adatte. Il frigorifero, quindi, non va considerato una soluzione valida per tutti i medicinali».

Quali sono i farmaci più sensibili

La prudenza vale per tutti i medicinali, ma riguarda soprattutto i pazienti in terapia cronica, gli anziani, chi viaggia e chi utilizza medicinali particolarmente sensibili, come insuline, alcuni antibiotici, farmaci per patologie cardiache, anti-epilettici, anticoagulanti, sedativi, colliri, preparazioni liquide e prodotti a base ormonale.

I tre consigli d’oro

  • Evitare bagno, cucina e luoghi esposti al sole
    • Bagno e cucina sono spesso soggetti a umidità, calore e frequenti variazioni di temperatura. Vanno evitati anche davanzali, mensole esposte alla luce diretta, mobili vicini a finestre, termosifoni, forni o altri elettrodomestici. La scelta più corretta è un armadietto chiuso, collocato in una stanza fresca e asciutta, lontano dalla luce diretta e fuori dalla portata dei bambini. È bene conservare i medicinali nella confezione originale, insieme al foglietto illustrativo: scatola e foglietto permettono di verificare scadenza, lotto, modalità di assunzione e condizioni di conservazione.
  • Non lasciare mai i farmaci in auto
    • L’auto è uno degli ambienti più rischiosi. In estate, l’abitacolo può raggiungere temperature molto elevate in poco tempo, soprattutto se il veicolo resta parcheggiato al sole. Lasciare i farmaci sul sedile, nel cruscotto o nel bagagliaio può alterarne la qualità, anche quando la sosta sembra breve. Per tragitti lunghi o per prodotti sensibili alla temperatura può essere utile una borsa termica. Nel caso dei farmaci da frigorifero, però, bisogna evitare il contatto diretto con ghiaccioli o accumulatori di freddo: il congelamento può danneggiare alcuni medicinali quanto il calore eccessivo.
  • Attenzione a gocce, sciroppi, spray e colliri
    • Possono risentire maggiormente degli sbalzi termici, soprattutto dopo l’apertura. Prima dell’utilizzo è utile osservare il medicinale. Cambiamenti di colore, odore, consistenza, presenza di particelle, depositi sul fondo o separazione delle fasi sono segnali da non trascurare. In questi casi il prodotto non andrebbe assunto senza un controllo. Nel dubbio meglio portarlo in farmacia e chiedere una valutazione.

Con il caldo meglio modificare le terapie?

Il «fai da te» non è consigliato. Mai. Anche se in estate il caldo può incidere sulla percezione di alcuni sintomi. Nei pazienti che assumono farmaci per la pressione, ad esempio, possono comparire debolezza, capogiri o valori pressori più bassi del solito. «In questi casi – osservano ancora i farcisti di Federfarma Torino – può nascere la tentazione di ridurre o sospendere autonomamente la terapia. Ma è una scelta rischiosa: le terapie prescritte dal medico non vanno modificate senza indicazione clinica. Il farmacista può aiutare il paziente a controllare l’aderenza alla terapia, verificare eventuali criticità, misurare la pressione e indirizzare al medico quando necessario. La modifica di dosaggi e farmaci resta però una decisione medica».

Quando insospettirsi

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), nella sua campagna «Farmaci & Estate» uggerisce infine quando insospettirsi: «Se un farmaco assunto abitualmente si presenta diverso dal solito, con cambio di colore, odore, consistenza, o presenza di particelle in sospensione nel caso di liquidi – osserva – è opportuno non assumerlo e consultare il medico o il farmacista prima di procedere con la terapia». Va inoltre «segnalato al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che si manifesti durante una terapia in corso, poiché non tutti gli effetti del caldo sui farmaci sono visibili a occhio nudo».


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 Marco Accossato

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