In Sicilia è già operativa una misura autonoma, lo straccia bollo, che permette di regolarizzare gli arretrati interessati entro il 31 ottobre 2026.
Sommario dei contenuti
La data da cercare nella propria posizione
Sulla cartella, l’anno del bollo è spesso il primo dettaglio che si riconosce. Per capire se il debito può essere agevolato bisogna però ricostruire l’affidamento alla riscossione, cioè il passaggio con cui l’ente creditore ne ha incaricato l’agente del recupero. La tassa può risalire a molto prima e la notifica arrivata a casa può avere ancora un’altra data: sono momenti distinti della stessa vicenda. Prendiamo un esempio: un bollo del 2020 consegnato all’agente nel 2024 resta fuori dall’intervallo ammesso.
Va poi riconosciuta la Regione titolare del credito. Chi nel frattempo si è trasferito deve riferirsi all’ente cui appartiene il debito, anche se oggi risiede altrove. La stessa attenzione serve davanti a una cartella con più voci: ciascun carico ha una propria storia e va esaminato separatamente.
La Campania dopo l’approvazione della legge
Il passaggio dalla proposta alla norma è avvenuto anche per il provvedimento campano che avevamo raccontato nel nostro approfondimento del 25 luglio sull’assestamento regionale. Allora il testo doveva ancora affrontare il Consiglio; gli articoli da 6 a 9 della legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026 hanno poi disciplinato la definizione agevolata.
Le istruzioni della Regione Campania comprendono anche i carichi affidati al raggruppamento Municipia-Abaco, concessionario della riscossione regionale. Per questo circuito, la posizione va seguita attraverso i servizi del concessionario: sul documento ricevuto occorre quindi riconoscere chi si occupa del recupero.
Prima della domanda, il dettaglio dei debiti ammessi
La finestra autunnale nasce dall’estensione della quinquies ai crediti degli enti territoriali, regolata dall’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026, convertito dalla legge n. 88/2026 e successivamente modificato dalla legge n. 113/2026. La procedura iniziale aveva raccolto le adesioni entro il 30 aprile 2026; i vecchi avvisi che richiamano quel termine appartengono a quella fase.
Entro il 15 ottobre 2026, nell’area riservata del portale nazionale saranno messi a disposizione i dati necessari a individuare i carichi definibili, insieme alle modalità per aderire. Sarà il momento di confrontare le richieste ricevute con la posizione effettivamente ammessa. Oggi, 22 settembre, l’apertura della nuova finestra è ancora davanti a noi: eventuali schermate relative alla procedura precedente vanno lette tenendo presente questa successione.
La comunicazione con le somme dovute arriverà entro il 28 febbraio 2027. Già durante la preparazione della domanda conviene conservare copia di ciò che si invia e della ricevuta di presentazione, così da avere un riferimento preciso per eventuali richieste di assistenza.
Quanto si alleggerisce il conto e come scegliere le rate
Il risparmio cambia con la composizione della cartella. Due automobilisti con lo stesso importo originario del bollo possono avere maturato somme accessorie diverse e ottenere riduzioni differenti. Per farsi un’idea attendibile bisogna quindi leggere le voci del prospetto, evitando di applicare una percentuale generica al totale richiesto. Immaginiamo, in un esempio puramente illustrativo, 400 euro di tassa e 120 euro complessivi di sanzioni e interessi. Con altri 10 euro di notifica, la richiesta raggiungerebbe 530 euro; nell’ipotesi di un saldo unico agevolato, il conto scenderebbe a 410 euro.
La durata del piano merita la stessa attenzione. Per utilizzare tutte le scadenze disponibili occorre arrivare almeno a 5.400 euro di rimborsi complessivi: è il prodotto tra il numero massimo dei versamenti e la soglia minima di ciascuno. Un totale da rimborsare inferiore a quella cifra richiede dunque meno scadenze. Il confronto va fatto sull’importo complessivo del piano, comprensivo degli interessi di dilazione, che sarà determinato nel conteggio ufficiale.
Dopo la prima scadenza, il calendario fissato dalla legge prevede per il 2027 versamenti il 31 maggio e il 31 luglio; seguiranno quelli del 30 settembre e del 30 novembre. Dall’anno successivo il calendario comprenderà anche il 31 gennaio, mantenendo il ritmo ogni due mesi. Per chi organizza le spese sullo stipendio mensile, una quota da accantonare in ciascuno dei due mesi può aiutare a preparare l’intero pagamento alla data prevista.
Quando un pagamento mancato fa perdere il beneficio
La definizione perde efficacia quando due rate, anche non consecutive, restano impagate oppure risultano versate per un importo insufficiente.
Per il saldo unico e per l’ultima rata è prevista una tolleranza di cinque giorni sul ritardo. In queste due ipotesi, un versamento omesso o incompleto comporta la perdita del beneficio anche per quella sola scadenza; la stessa conseguenza si produce se il pagamento arriva oltre il margine consentito.
A quel punto, gli importi già versati vengono considerati acconti sul debito complessivo e la riscossione può riprendere. Per i carichi decaduti viene inoltre meno la possibilità di ottenere la rateizzazione ordinaria prevista dall’articolo 19 del Dpr n. 602/1973.
Gli arretrati che si possono regolarizzare in Sicilia
Il decreto attuativo firmato il 16 settembre 2026 ha reso pienamente operativa la misura illustrata dalla Regione Siciliana. Per la tassa automobilistica, la procedura passa attraverso le delegazioni Aci e le agenzie di pratiche auto autorizzate.
Il perimetro comprende le annualità dal 2016 al 2024 già iscritte a ruolo, insieme al bollo relativo al 2025. Qui l’indicazione degli anni identifica direttamente le posizioni trattate dalla misura regionale. Chi porta allo sportello una richiesta riferita a più periodi può quindi far distinguere le annualità interessate e ottenere il conteggio corrispondente. Possono accedere sia le persone fisiche sia quelle giuridiche, come conferma anche ANSA.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




