Gallo e Camporeale: «Ci ha lasciato Gianni Mattioli, protagonista della lotta contro il nucleare in Molise»


di Aldo Camporeale e Enzo Gallo

TERMOLI. Con grande dolore apprendiamo la notizia della scomparsa di Gianni Mattioli, uno dei padri dell’ambientalismo italiano, che abbiamo avuto la fortuna di conosce e col quale abbiamo condiviso le idee e l’impegno sociale.

Gianni Mattioli è stato uno dei protagonisti della lotta contro il nucleare in Italia, a metà degli anni settanta insieme a Massimo Scalia, entrambi docenti di Fisica presso l’Università la Sapienza di Roma, vennero contattati da un gruppo di cittadini di Montalto di Castro, cittadina dell’Alto Lazio in provincia di Viterbo, preoccupati dalla scelta del Governo che nel 1975 aveva promulgato una Legge per costruire sul loro territorio una centrale nucleare a due sezioni da 1000 MW ciascuna. Nasce così l’impegno ambientalista dei due giovani professori che li porterà nel 1978 a fondare il Comitato Nazionale per il Controllo delle Scelte Energetiche e nel 1981 la rivista “Quale energia?” che Mattioli dirigerà per sei anni.

Dal 1987 al 2000, Gianni Mattioli, verrà ripetutamente eletto deputato per la Federazione dei Verdi e ricoprirà prima l’incarico di vice-presidente della Commissione per l’Ambiente, il Territorio e i Lavori Pubblici, e dal 1996 sottosegretario al Ministero per i Lavori Pubblici.

La Legge 393 del 1975, insieme a Montalto di Castro, aveva scelto anche il Molise per ospitare una centrale nucleare. Di fatto il piano per il nucleare in Italia partiva con la costruzione di due centrali nucleari identiche a Montalto di Casto e in Molise a Campomarino, per questo a fine 1977 anche noi contattammo Gianni Mattioli e Massimo Scalia che immediatamente si resero disponibili e parteciparono alla grande manifestazione contro la costruzione delle centrali nucleari che si tenne a Termoli il 2 dicembre del 1978.

Come è noto il piano per la costruzione delle Centrali Nucleari in Italia venne definitivamente bloccato da un referendum nel 1987 e successivamente con un altro referendum nel 2011 quando l’allora Governo Berlusconi tentò nuovamente di promuovere la costruzione di Centrali Nucleari nel nostro paese.

È di questi giorni la notizia che anche l’attuale Governo guidato da Giorgia Meloni intende nuovamente rilanciare un piano per la costruzione delle Centrali Nucleari in Italia, evidentemente la volontà popolare chiaramente espressa a grande maggioranza dagli elettori con i referendum del 1987 e del 2011 non viene ritenuta sufficiente per convincere i politici che questa scelta non è gradita al popolo italiano.

L’opposizione contro il nucleare a difesa e tutela dell’ambiente, come dimostrano i dati referendari, è ampiamente trasversale agli schieramenti politici, non accetta direttive di partito. Ed è un bene che su questi argomenti i cittadini si esprimano liberamente, in base alle proprie convinzioni senza condizionamenti di parte.

Sulla lotta contro il nucleare in Molise, nel 2019 abbiamo scritto un libro “Quando il Molise fermò il nucleare” edito da Solfanelli, che si avvalse di numerose testimonianze di quanti parteciparono a quegli eventi, fra queste l’intervento che fece Gianni Mattioli il primo dicembre 1978 agli studenti del Liceo Scientifico e dell’Istituto Tecnico Nautico, di cui vi proponiamo, per ricordarlo attraverso le sue parole, la lettura della parte iniziale.

“La questione del nucleare civile” – di Gianni Mattioli

Termoli – Palestra Liceo Scientifico “Alfano da Termoli” – 1 dicembre 1978 Assemblea studenti del Liceo Scientifico e dell’Istituto Tecnico Nautico

Mi hanno chiesto di presentarmi. Io sono un fisico, insegno all’Istituto di Fisica dell’Università di Roma, faccio parte del gruppo teorico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L’organismo che però mi ha portato qui, a Termoli, si chiama “Comitato Nazionale per il Controllo delle Scelte Energetiche”, è un organismo nazionale che è nato all’inizio di quest’anno con un forte contributo di tutte le università del nostro Paese, perché si è cominciato a capire, con un grave ritardo certamente, che i problemi dell’energia sono problemi di enorme importanza su cui non si poteva delegare. Scelte così importanti per il futuro del nostro Paese, non potevano essere delegate a ristrette élite, dovevano avere un ampio dibattito. E, allora, spetta ai tecnici il compito di portare il massimo di informazione possibile.

Mentre entravano gli studenti del Nautico, pensavo che, più o meno negli anni ’53/‘54, quando io avevo la vostra età, la mia generazione ha vissuto un grande entusiasmo per il ritmo accelerato delle scoperte scientifiche. In particolare la fine degli anni ’50, sono gli anni in cui le forze democratiche hanno combattuto una grande battaglia contro l’uso militare dell’energia nucleare. Sono stati anche gli anni in cui, nel nostro Paese, si tentò di far partire una seria iniziativa nucleare, all’inizio degli anni ’60.

Sicuramente, i vostri insegnanti, ricorderanno questo episodio. Il nostro Paese era il secondo in Europa come potenza nucleare installata, il terzo nel mondo. Era ancora viva la tradizione di Enrico Fermi, l’istituto di Roma era una scuola importante di Fisica Nucleare, anche applicata. Credo che non ci siano altre parole per raccontare questa storia. La stessa concentrazione di forti interessi internazionali, le stesse grosse concentrazioni che prendono il nome di “multinazionali”, distrussero allora la nascente industria nucleare italiana, perché la scelta fu del “tutto petrolio”. E, paradossalmente, ritroviamo gli stessi nomi oggi: “GULF, TEXACO, EXXON NUCLEAR”; divenute le multinazionali, non più, solo, del petrolio ma dell’energia e, quindi: del petrolio, dell’energia nucleare, dell’energia solare, della ricerca geotermica. Le stesse grosse concentrazioni d’interessi che, quindici anni fa, distrussero la nascente industria nucleare in Italia, oggi spingono affinché nel Paese si faccia questa scelta.

Sono voluto partire da questo dato anagrafico, perché allora, per noi giovani, il discorso dell’energia nucleare era un discorso affascinante. Io m’iscrissi a Fisica per fare il fisico nucleare e, in tutti questi anni, ho fatto il fisico nucleare e, quindi, parlo di questi problemi non certo in chiave emotiva, ne parlo come uno che prende il suo pane quotidiano dalla fisica nucleare.




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