Il Partito Democratico di Barcellona Pozzo di Gotto non entrerà nella futura Giunta guidata dal neoeletto sindaco Melangela Scolaro. La posizione arriva da dirigenti, consiglieri comunali e candidati dem dopo la proposta rivolta al partito di partecipare alla costituenda amministrazione con ruoli di governo. Tra i firmatari figurano anche i consiglieri comunali David Bongiovanni e Stefao Saija. Il Pd rivendica la distanza politica dalla coalizione vincente e annuncia una linea di opposizione rigorosa ma responsabile, disponibile però a sostenere le proposte ritenute utili per la città.
Il Partito Democratico non entrerà nella Giunta Scolaro
La notizia politica principale a Barcellona Pozzo di Gotto è la scelta del Partito Democratico di non far parte della futura amministrazione guidata dalla neoeletta sindaca Melangela Scolaro. Dopo la proposta rivolta al partito di partecipare alla nuova Giunta comunale con ruoli di governo, dirigenti, consiglieri comunali e candidati dem hanno chiarito la propria posizione con un documento politico.
Il messaggio è netto: il Pd di Barcellona Pozzo di Gotto resterà fuori dalla Giunta Scolaro. Una decisione che viene motivata con ragioni politiche, programmatiche e di coerenza rispetto alla campagna elettorale appena conclusa.
A firmare il documento, tra gli altri, sono i consiglieri comunali David Bongiovanni e Stefao Saija, insieme ad altri esponenti democratici. La presa di posizione arriva a poco più di una settimana dal voto e definisce il ruolo che il Partito Democratico intende assumere nella nuova fase amministrativa.
La proposta al Pd e la risposta dei democratici
La posizione del Partito Democratico nasce dopo la proposta di partecipare alla costituenda amministrazione con incarichi di governo. Un invito che, secondo quanto emerge dal documento, non è stato accolto perché ritenuto incompatibile con il percorso politico seguito dal partito durante le elezioni.
I firmatari ricordano infatti che il Pd ha affrontato la recente competizione elettorale sostenendo la candidatura a sindaco di David Bongiovanni, all’interno di una coalizione composta da Città Aperta – Controcorrente e Movimento 5 Stelle. Una coalizione che ha portato avanti una proposta politica “alternativa rispetto a quella risultata vincente dalle urne”.
Questo passaggio è centrale nella ricostruzione politica dei democratici. La scelta di non entrare in Giunta viene presentata come la conseguenza naturale di una competizione elettorale combattuta su posizioni diverse da quelle della coalizione che ha sostenuto Melangela Scolaro.
La candidatura di David Bongiovanni e la coalizione alternativa
Nel documento, il Partito Democratico di Barcellona Pozzo di Gotto richiama esplicitamente la candidatura di David Bongiovanni a sindaco. La sua candidatura è stata sostenuta da una coalizione formata da Pd, Città Aperta – Controcorrente e Movimento 5 Stelle, con un progetto politico distinto rispetto a quello poi premiato dagli elettori.
La definizione di proposta “alternativa rispetto a quella risultata vincente dalle urne” serve a spiegare perché il Pd non ritenga coerente un ingresso nella nuova Giunta Scolaro. Per i democratici, partecipare direttamente all’amministrazione significherebbe superare distanze politiche che, secondo il documento, restano tuttora presenti.
La scelta, dunque, non viene descritta come una chiusura pregiudiziale, ma come un atto di coerenza rispetto al mandato politico ricevuto dagli elettori che hanno sostenuto un diverso progetto per la città.
“Distanze politiche incolmabili” con la coalizione vincente
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda le distanze politiche tra il Partito Democratico e la coalizione che ha vinto le elezioni. Gli esponenti dem sottolineano che le valutazioni espresse durante la campagna elettorale «rimangono oggi, a poco più di una settimana dal voto, identiche» e rappresentano elementi “ostativi rispetto ad una qualunque forma di coinvolgimento diretto e organico del Partito nell’amministrazione cittadina”.
La posizione viene quindi confermata senza arretramenti. Per i firmatari del documento, quanto sostenuto in campagna elettorale non può essere superato subito dopo il voto con un ingresso nell’esecutivo cittadino. La distanza politica viene indicata come un elemento che impedisce qualsiasi forma di partecipazione diretta e organica del partito alla nuova amministrazione.
Nel comunicato vengono inoltre ribadite le perplessità sulla composizione della coalizione vincente, evidenziando “l’eterogeneità della stessa» e «l’incolmabile distanza da movimenti che mettono in discussione diritti fondamentali dei cittadini”.
Le perplessità sulla coalizione che sostiene Melangela Scolaro
Il documento del Pd insiste anche sulla composizione della coalizione risultata vincente. Gli esponenti democratici parlano di «l’eterogeneità della stessa», sottolineando una differenza politica che non riguarda soltanto le singole proposte amministrative, ma anche l’impostazione complessiva del progetto di governo.
Particolarmente forte è il riferimento a “l’incolmabile distanza da movimenti che mettono in discussione diritti fondamentali dei cittadini”. Questo passaggio colloca la scelta del Partito Democratico sul terreno dei valori e dei diritti, oltre che su quello degli equilibri amministrativi.
Per i dem, quindi, la distanza dalla coalizione di Melangela Scolaro non è soltanto una questione di schieramento. È una distanza che riguarda l’idea di città, il modello di governo e la tutela dei diritti fondamentali.
“Un diverso modello di governo cittadino”
La decisione di restare fuori dalla Giunta Scolaro viene motivata anche con la volontà di difendere un diverso modello amministrativo. Secondo i firmatari, il Partito Democratico “tende ad un diverso modello di Governo cittadino, fondato sulla coerenza e sulla condivisione progettuale tra le componenti della coalizione”.
Il riferimento alla coerenza e alla condivisione progettuale chiarisce l’impostazione dei democratici. Per il Pd, una coalizione di governo deve basarsi su una visione comune, non soltanto su un accordo successivo al risultato elettorale o sulla distribuzione di ruoli amministrativi.
Nel documento si legge inoltre che il partito continua a battersi «a tutti i livelli territoriali, a tutela delle minoranze e dei diritti fondamentali dei cittadini». Anche questo passaggio rafforza la scelta di mantenere una posizione autonoma rispetto alla futura amministrazione comunale.
Barcellona Pozzo di Gotto tra emergenze e difficoltà amministrative
Pur confermando la decisione di non entrare in Giunta, gli esponenti del Partito Democratico richiamano le condizioni difficili in cui si trova Barcellona Pozzo di Gotto. La città viene descritta come una realtà “priva di servizi essenziali, in stato di dissesto finanziario, con le imposte e le tariffe comunali ai massimi livelli da anni, senza adeguate forme di sostegno per le fasce deboli della cittadinanza”.
È un passaggio che sposta il discorso dal piano politico a quello amministrativo. Il Pd segnala una serie di criticità che, secondo i firmatari, dovranno essere affrontate dalla nuova amministrazione e dal Consiglio comunale.
Il riferimento ai servizi essenziali, al dissesto finanziario, alle imposte comunali, alle tariffe e al sostegno alle fasce deboli indica i temi sui quali si concentrerà l’azione politica del partito nei prossimi mesi.
“Opposizione rigorosa ma responsabile”
Il Partito Democratico di Barcellona Pozzo di Gotto annuncia quindi il proprio ruolo nella nuova consiliatura: non governo cittadino, ma opposizione. Una opposizione che i firmatari definiscono con una formula precisa, confermando “l’impegno a portare avanti una opposizione rigorosa ma responsabile”.
Questa scelta indica una linea politica che non intende essere né di sostegno organico alla maggioranza né di chiusura assoluta. Il Pd rivendica un ruolo di controllo, proposta e verifica, mantenendo al tempo stesso la disponibilità a valutare i provvedimenti sulla base del merito.
Nel documento, infatti, i sottoscrittori assicurano “la disponibilità a sostenere e condividere tutte le proposte ritenute utili per la città“. È un passaggio che definisce la postura istituzionale del partito: opposizione ferma, ma pronta a collaborare quando in gioco ci saranno interessi concreti della comunità.
Il ruolo del Pd nella nuova fase politica cittadina
La presa di posizione del Partito Democratico chiarisce il quadro politico dopo l’elezione di Melangela Scolaro a sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto. I democratici non parteciperanno alla nuova Giunta, nonostante la proposta ricevuta, e continueranno a rappresentare una linea alternativa rispetto alla coalizione vincente.
Il documento firmato da dirigenti, consiglieri comunali e candidati dem segna dunque una scelta politica precisa: restare coerenti con la campagna elettorale condotta a sostegno di David Bongiovanni, mantenere le distanze da una coalizione giudicata politicamente eterogenea e riaffermare la centralità della tutela delle minoranze e dei diritti fondamentali.
Allo stesso tempo, il Pd non rinuncia a un ruolo istituzionale costruttivo. La formula dell’opposizione rigorosa ma responsabile lascia aperta la possibilità di sostenere atti utili per la città, soprattutto in una fase segnata da criticità amministrative, finanziarie e sociali.
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Danilo Loria
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