Il Parlamento ha dato il via libera per la conversione in legge del decreto fiscale 2026 (Dl fisco). Il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce una serie di misure che interessano il tessuto produttivo italiano, come l’IVA sulle permute e la tassazione dei dividendi. Tra le novità emerse ci sono poi le modifiche alla riscossione agevolata e al concordato preventivo biennale, oltre a una nuova sanatoria.
Nuovo regime IVA per gli scambi
Sul fronte tecnico-fiscale, il nuovo decreto introduce nuove regole per il calcolo dell’IVA in caso di scambio di beni o servizi tra le imprese, le cosiddette permute. In passato, questa operazione era piuttosto complessa perché l’imposta si basava sul valore normale, obbligando le aziende a stimare quanto quel bene valesse sul mercato in quel preciso momento. Questo sistema era spesso fonte di incertezza, poiché una valutazione soggettiva poteva essere facilmente contestata dall’Agenzia delle Entrate, con il rischio di sanzioni se il valore dichiarato veniva ritenuto troppo basso.
Con la riforma, per tutti i contratti che verranno firmati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026, l’IVA non si calcolerà più su una stima esterna, ma sul valore monetario determinato dal contratto per i beni e i servizi scambiati (il quale non può comunque essere inferiore ai costi). In pratica, il criterio si sposta da quanto vale fuori a quanto è costato produrlo o acquistarlo. Si tratta di un parametro molto più oggettivo e soprattutto facile da dimostrare attraverso le proprie fatture, riducendo il margine di errore e i possibili contenziosi con il Fisco.
Per evitare contenziosi legati al passato, il decreto fa salvi i comportamenti adottati in precedenza. Chi ha agito secondo le vecchie regole non sarà sanzionato, ma non potrà nemmeno richiedere rimborsi.
Novità per i lavoratori impatriati
L’articolo 2 del decreto ha stabilito l’incompatibilità assoluta tra il regime Impatriati (l’agevolazione per i lavoratori che rientrano in Italia che prevede una riduzione della base imponibile IRPEF) e la flat tax neo residenti (il regime opzionale che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero.
La modifica normativa mon ha creato un principio di incompatibilità totalmente nuovo, ma ha allargato il raggio d’azione di una limitazione che era già presente nel sistema fiscale per altre categorie. Il sistema fiscale italiano prevedeva già che alcuni regimi agevolativi fossero alternativi tra loro. Ad esempio, il regime della flat tax per neo residenti non è mai stato cumulabile con altre forme di detassazione specifica previste per chi sposta la residenza in Italia, come quelle destinate ai ricercatori o ai docenti universitari (il cosiddetto bonus ricercatori).
Ritorno alla PEX e trattamento dei dividendi
Un’altra novità che interessa le imprese riguarda il modo in cui verranno tassati i guadagni derivanti dal possesso di quote in altre società. A partire dal 1° gennaio 2026 infatti tornerà in vigore un regime agevolato, spesso chiamato dagli addetti ai lavori PEX (Participation Exemption), che prevede l’esclusione dalle tasse per il 95% dei dividendi e delle plusvalenze.
Questo significa che quando un’azienda incassa degli utili dalla sua partecipazione in un’altra società, o decide di vendere le proprie quote ottenendo un guadagno, gran parte di quella somma non verrà conteggiata nel calcolo delle imposte sul reddito.
Si tratta di un cambiamento pensato per lasciare più risorse nelle mani degli imprenditori, favorendo la libera circolazione del denaro e incentivando le aziende a reinvestire i propri profitti per finanziare la crescita e nuovi progetti, invece di vederli erosi dal prelievo fiscale.
Dopo l’intervento dell’Agenzia delle Dogane, il legislatore ha confermato il rinvio della tassa sui pacchi per le spedizioni di beni da Paesi extra-UE con valore inferiore a 150 euro. Il contributo previsto scatterà solo dal 1° luglio 2026, per permettere all’Agenzia delle Dogane di aggiornare i propri sistemi informatici.
Esenzione atleti dilettanti
Infine, per incentivare la partecipazione alle competizioni e sostenere le piccole associazioni sportive, è stata prevista l’esenzione dalle tasse sui premi vinti fino a un massimo di 300 euro complessivi dagli atleti dilettanti. Questa agevolazione resterà valida fino alla fine del 2026.
Rottamazione-quinquies per tasse locali e multe
La sanatoria delle cartelle esattoriali (affidate alla riscossione dal 2000 al 2023) viene estesa a multe stradali, IMU, TARI e rette scolastiche. Saranno i singoli Comuni e Regioni a decidere entro il 15 giugno se aderire. I debiti si potranno estinguere senza sanzioni e interessi in un’unica soluzione o in 54 rate bimestrali (con interessi al 3%) a partire da gennaio 2027.
Novità su bollo auto, acqua e fisco locale
Sono state introdotte modifiche tecniche che toccano la vita quotidiana e gli enti locali. Viene aggiornata la tassa per registrare i veicoli al PRA, facilitando i controlli delle Province anche sui noleggi. Per quanto riguarda le bollette dell’acqua, cambiano le modalità con cui i Comuni possono riscuotere la tariffa. Infine, le Regioni avranno più tempo (fino al 2027) per adeguarsi ai nuovi testi unici tributari, e i Comuni potranno decidere in autonomia se lanciare una nuova “rottamazione” delle cartelle esattoriali per i tributi locali.
Modifiche al concordato preventivo biennale (CPB)
Per dare più tempo alle partite IVA, la scadenza per aderire al concordato biennaleslitta dal 30 settembre al 31 ottobre. Vengono inoltre previsti sconti sulle proposte di reddito anche per i soggetti fiscalmente meno affidabili (soglie incrementali del 30% per chi ha voti ISA tra 6 e 8, e del 35% per chi ha voti da 1 a 6) per incentivarli a regolarizzarsi.
Meno burocrazia sui pagamenti PA ai professionisti
L’introduzione dell’articolo 2-ter nel decreto legge previsto una deroga ai controlli sui pagamenti della pubblica amministrazione (PA) verso i liberi professionisti, innalzando la soglia di tolleranza per i debiti esattoriali e semplificando le procedure di incasso per i compensi professionali.
Secondo la formulazione iniziale – prima della conversione in legge – a partire dal 15 giugno 2026, le PA avrebbero dovuto agire come sostitute dell’Agenzia delle Entrate. Prima di liquidare qualsiasi compenso a un professionista, l’ente pubblico era obbligato a controllare se il beneficiario avesse cartelle esattoriali non pagate. In caso di inadempienza, anche per cifre irrisorie, la PA avrebbe dovuto dirottare il pagamento direttamente al fisco fino a estinzione del debito.
Con la modifica introdotta durante l’esame parlamentare è stato invece stabilito che:
- se l’ammontare complessivo delle cartelle di pagamento notificate al professionista è pari o inferiore a 5.000 euro, la PA non è tenuta a effettuare alcuna verifica;
- il pagamento del compenso professionale può quindi essere erogato direttamente al soggetto interessato senza decurtazioni o controlli preventivi sulla regolarità fiscale.
Il blocco del pagamento (e il conseguente versamento all’Agenzia delle Entrate) scatta ora esclusivamente se il debito complessivo del professionista verso l’erario raggiunge o supera la quota di 5.000 euro. Questa soglia allinea il trattamento dei compensi professionali alle procedure già previste per altre tipologie di pagamenti della PA (ai sensi dell’art. 48-bis del DPR 602/1973), riducendo l’onere burocratico per gli enti e garantendo maggiore liquidità immediata per i crediti professionali di minore entità.
Potenziato il piano Transizione 5.0
È stato deciso di aumentare i fondi destinati alle aziende che investono nel piano Transizione 5.0. La novità principale riguarda un nuovo contributo economico (con uno stanziamento che arriva fino a 80 milioni di euro nel 2027) per chi installa impianti di produzione di energia rinnovabile per il proprio consumo, inclusi i sistemi per accumulare l’energia prodotta. Per ottenere i fondi, le imprese devono dimostrare che gli investimenti non danneggino l’ambiente e presentare certificazioni specifiche sui risparmi energetici ottenuti.
Iperammortamento per i beni strumentali
Il decreto legge ha modificato la disciplina dell’iperammortamento per il 2026. Le novità principali riguardano l’estensione geografica dei beni agevolabili e il coordinamento con gli strumenti di semplificazione fiscale.
L’articolo 7 elimina infatti la barriera all’accesso che precedentemente limitava l’agevolazione ai soli beni prodotti all’interno dell’Unione europea o dello spazio economico europeo (SEE) per gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026. Il beneficio fiscale spetta ora indipendentemente dall’origine del bene strumentale e include le tecnologie e macchinari provenienti da mercati extra UE.
Interazione con il concordato preventivo piennale
In sede di conversione del decreto-legge, è stato introdotto l’articolo 7-bis, il quale apporta modifiche significative alla disciplina del concordato preventivo biennale e stabilisce due nuovi livelli massimi che la proposta di reddito formulata dall’Agenzia delle Entrate non può superare. Tali soglie sono calcolate in base al reddito dichiarato nel periodo d’imposta precedente e variano a seconda del punteggio di affidabilità fiscale (ISA) del contribuente.
Nel dettaglio:
- per i contribuenti con un livello di affidabilità fiscale ISA pari o superiore a 6 ma inferiore a 8, la proposta di reddito non può eccedere il valore dichiarato nell’anno precedente per più del 30%;
- per i contribuenti con un livello di affidabilità fiscale ISA pari o superiore a 1 ma inferiore a 6, il limite massimo della proposta è fissato al 35% in più rispetto al reddito dichiarato nel periodo precedente.
Adeguamenti tecnici e scadenze per il 2026
La norma interviene anche sul calendario degli adempimenti tecnici e sulle scadenze per l’invio delle adesioni, prevedendo specifici differimenti per l’annualità 2026.
Software e modelli ISA
Per l’anno 2026, il termine entro il quale devono essere resi disponibili i programmi informatici necessari per la compilazione e la trasmissione dei dati del Modello ISA è spostato dal 15 aprile al 15 maggio 2026.
Termini per l’adesione
Viene disposto un differimento generale dei termini per aderire alla proposta di concordato relativa al biennio 2026-2027. Per i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, l’adesione deve avvenire entro l’ultimo giorno del decimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Per i cosiddetti soggetti solari, invece, il termine è prorogato dal 30 settembre al 31 ottobre 2026.
Agevolazioni per chi salva aziende in difficoltà
Il legislatore ha confermato anche un nuovo regime di tassazione per il cosiddetto avviamento negativo (o badwill), disciplinando il trattamento fiscale dei componenti positivi di reddito che emergono durante operazioni straordinarie di acquisto, ovvero per le grandi imprese che utilizzano i principi contabili internazionali e che decidono di acquistare un’altra azienda (o un ramo di essa).
Solitamente, in questi casi l’azienda che acquista lo fa a un prezzo molto basso, inferiore al valore reale dei suoi beni (ad esempio perché è in crisi). In contabilità, questa differenza viene considerata un guadagno immediato (tecnicamente chiamato “avviamento negativo“) e, normalmente, lo Stato chiederebbe le tasse su tutto questo guadagno nello stesso anno dell’acquisto.
Per favorire chi rileva attività garantendo che l’azienda continui a lavorare e che i dipendenti non vengano licenziati, lo Stato permette ora di pagare le tasse non subito ma in cinque anni (cinque quote annuali).
Esenzione per i sistemi di garanzia dei depositanti
Ogni banca è obbligata a partecipare a dei sistemi di garanzia (come il Fondo interbancario di tutela dei depositi), che servono a rimborsare i cittadini (fino a 100.000 euro) nel caso in cui una banca non sia più in grado di restituire i soldi ai propri correntisti. Per funzionare, questi fondi di garanzia mettono da parte delle somme che vengono investite principalmente in obbligazioni e titoli di Stato. Normalmente, i guadagni derivanti da questi investimenti (gli interessi) sono soggetti a una tassazione (un’imposta sostitutiva). La nuova norma ora stabilisce che questi guadagni siano completamente esenti dalle tasse per un periodo determinato.
Poiché i rendimenti dei titoli possono aumentare, lo Stato ha deciso di non tassare questi profitti per lasciare più risorse economiche all’interno dei sistemi di garanzia. In questo modo, i fondi a tutela dei risparmiatori diventano più solidi e sicuri senza costi aggiuntivi per il sistema.
Non si tratta però di una misura definitiva, ma di un aiuto temporaneo. L’esenzione è già in vigore e durerà fino al 31 dicembre 2028.
Ritenuta sulle provvigioni
Il decreto interviene anche sulle trattenute fiscali (le ritenute) sulle provvigioni, ovvero i compensi che spettano a chi fa da intermediario, come gli agenti di commercio o le agenzie di viaggio. Inizialmente, la legge di bilancio 2026 aveva stabilito che molte categorie di professionisti, prima esentate, avrebbero dovuto iniziare a subire una trattenuta fiscale sulle proprie provvigioni. La data di avvio di queste nuove regole era stata fissata al 1° marzo 2026, ma con la conversione in legge l’obbligo si considera tale dal 1° maggio 2026. Pertanto le imprese che non hanno provveduto nei due mesi precedenti non saranno considerate inadempienti.
Durante la trasformazione del decreto in legge, inoltre, è stata inserita una modifica specifica che riguarda esclusivamente le agenzie di viaggio e turismo. Per queste attività è stata reintrodotta l’esenzione dalle trattenute, ma solo per una parte del loro lavoro. Non verranno applicate trattenute sulle provvigioni che riguardano la vendita o la prenotazione di biglietti e documenti di viaggio (treni, aerei, navi, ecc.). Questa scelta serve a non appesantire fiscalmente un servizio che consiste in una semplice intermediazione di titoli di viaggio, tutelando un settore specifico del turismo.
Aumento del bollo sui conti correnti aziendali
A partire dal 28 marzo 2026, l’imposta di bollo annuale per i conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche (come società, associazioni o fondazioni) subisce un rincaro. Il costo fisso per l’invio degli estratti conto e dei rendiconti passa da 100 a 118 euro. Per i conti intestati ai singoli cittadini (persone fisiche), l’importo resta invece invariato.
Esenzione IRPEF per i marittimi
Arriva l’ok anche all’esclusione totale dall’IRPEF per i lavoratori marittimi italiani che, per motivi di lavoro, trascorrono più di 183 giorni all’anno imbarcati su navi battenti bandiera estera.
Allerta sui rincari carburante
Dal 30 giugno 2026 scatta un monitoraggio rafforzato. In caso di fiammate anomale dei prezzi della benzina, il Garante invierà una relazione al ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per bloccare speculazioni lungo la filiera.
Esenzioni fiscali per l’America’s Cup a Napoli
In vista della prestigiosa competizione velistica che si terrà a Napoli nel 2027, sono state introdotte agevolazioni per attrarre team e organizzatori. Le società e le sedi operative create appositamente in Italia per l’evento non pagheranno le tasse sui profitti (IRES E IRAP) per le attività legate alla gara tra il 2026 e il 2027. Inoltre, i lavoratori stranieri che verranno in Italia per l’evento godranno di un’esenzione totale dalle tasse sullo stipendio, mentre chi deciderà di trasferire qui la residenza pagherà le imposte solo sul 35% di quanto guadagnato.
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