Sardinia Archeo Festival, la nuova edizione esplora i micromondi del Mediterraneo: appuntamenti a Cagliari dal 12 giugno


Anteprima venerdì 12 giugno con un’escursione archeologica sulla Sella del Diavolo.

Ci sono mondi immensi nascosti dentro spazi apparentemente piccoli. Quartieri, porti, taverne, isole, comunità, lingue, luoghi di culto, mercati e perfino navi alla deriva. Sono i “Micromondi”, tema scelto per l’edizione 2026 del Sardinia Archeo Festival, il progetto culturale promosso dall’associazione culturale Itzokor che da sette anni propone un originale percorso di divulgazione dedicato alla storia, all’archeologia, all’antropologia e alle culture del Mediterraneo.

La nuova edizione prenderà il via a Cagliari nel weekend dal 12 al 14 giugno con tre giornate di appuntamenti aperti al pubblico, pensati per raccontare come gli esseri umani abbiano costruito nei secoli relazioni, identità e appartenenze attraverso luoghi e comunità che, pur nelle loro dimensioni ridotte, hanno spesso avuto un ruolo decisivo nella storia.

L’anteprima del festival è in programma venerdì 12 giugno con un’escursione archeologica e paesaggistica sulla Sella del Diavolo, organizzata in collaborazione con il Comune di Cagliari e con l’équipe di archeologi dell’Università degli Studi di Cagliari impegnata nelle attività di ricerca sul sito. Il percorso sarà accompagnato dai codirettori dello scavo Maria Adele Ibba e Fabio Pinna insieme ad Anna Luisa Sanna, Francesco Mameli, Fabio Nieddu, Francesca Costa e Alfonso Stiglitz, che guideranno i partecipanti alla scoperta delle evidenze archeologiche e della storia di uno dei luoghi più iconici e suggestivi del capoluogo. L’appuntamento è alle 18 all’ingresso del sentiero che, di fronte all’Hotel Calamosca, conduce alla Sella del Diavolo. L’escursione avrà una durata di circa due ore. Si consiglia ai partecipanti di portare con sé acqua e di indossare abbigliamento e calzature comode. La partecipazione è libera e gratuita e non è richiesta alcuna prenotazione.

Il cuore della manifestazione sarà però rappresentato dalle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno, articolate in una serie di incontri della durata di circa venti minuti ciascuno, costruiti come un mosaico di prospettive differenti attorno al tema dei “Micromondi”.

Sabato 13 giugno, a partire dalle 15, il Sardinia Archeo Festival entrerà nel vivo. Ad aprire il programma sarà Laura Canali, cartografa e artista che da oltre trent’anni collabora con la rivista di geopolitica Limes, con una riflessione sul ruolo strategico del Mare Nostrum e sulle trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri globali. Dalle rotte contemporanee si passerà poi ai temi dell’archeologia e della ricerca con Enrico Giannichedda, che proporrà una riflessione sul rapporto tra oggetti, persone e costruzione della conoscenza storica. Il viaggio continuerà idealmente a bordo delle imbarcazioni dell’età romana grazie all’intervento di Alessandra Benini, archeologa subacquea impegnata da decenni nei principali cantieri del Mediterraneo, che racconterà il mondo dei naviganti tra tempeste, commerci, paure e scoperte. Lo sguardo si sposterà quindi nella Cagliari del Settecento con Giampaolo Salice, che racconterà le vicende delle comunità straniere che animavano la città – tra cui genovesi, corsi, maltesi e greci – e che, pur restando spesso invisibili nelle fonti ufficiali, contribuirono a collegare il capoluogo sardo ai grandi processi della storia europea e mediterranea.. A chiudere la giornata di incontri saranno Giorgia Fazzini e Lara Meneghini con un affascinante approfondimento dedicato al Lazzaretto Nuovo di Venezia, luogo di transito, isolamento e controllo che contribuì a definire il concetto moderno di quarantena.

Domenica 14 giugno il festival riprenderà alle 9. Silvia Romani accompagnerà il pubblico tra le divinità, i riti e le paure che gli antichi popoli del Mediterraneo associavano al mare e ai suoi abissi, mentre Beatrice Del Bo aprirà una finestra sull’universo delle taverne medievali, luoghi di incontro, scambio e conflitto nei quali si incrociavano mercanti, lavoratori, religiosi e viaggiatori. Caterina Ghisu porterà alla luce la vicenda dei “piccioccus de crobi”, i giovani facchini del mercato civico di Cagliari immortalati tra Ottocento e Novecento nelle fotografie oggi conservate al Museo Lombroso di Torino. Mariangela Rapetti guiderà invece il pubblico dentro il reparto manicomiale dell’antico ospedale civile cagliaritano, restituendo voce a un micromondo scomparso da oltre un secolo, mentre Michaela Valente racconterà le storie delle donne accusate di stregoneria che tentarono di opporsi ai meccanismi giudiziari tra XVI e XVIII secolo.

Dalle 15 il programma si aprirà a una riflessione più ampia sull’evoluzione umana, sull’archeologia contemporanea e sulle identità culturali del Mediterraneo. Sahra Talamo e Andrea Picin accompagneranno il pubblico nel racconto dell’incontro tra Neandertal e Homo sapiens, una delle vicende più affascinanti e complesse della storia dell’umanità. Giuliano Volpe e Fabio Pinna discuteranno invece il ruolo dell’archeologia come disciplina storica, metodo di ricerca e strumento di lettura critica della società contemporanea. Dalle tracce materiali del passato si passerà poi al mosaico linguistico e culturale di Malta con Sandro Caruana, studioso della lingua maltese e delle sue stratificazioni storiche. Il giornalista e analista geopolitico Marco Ansaldo porterà l’attenzione sul Mar Nero, crocevia di tensioni internazionali, conflitti e interessi strategici che contribuiscono a definire gli equilibri del presente. A chiudere il percorso sarà il geografo Raffaele Cattedra con una riflessione sulle connessioni che legano luoghi, comunità, città e territori del Mediterraneo, offrendo una chiave di lettura capace di tenere insieme spazio, storia e relazioni umane.

“Con il tema Micromondi abbiamo scelto di spostare l’attenzione su luoghi, comunità e storie che spesso restano ai margini dei grandi racconti storici, ma che in realtà permettono di comprendere in profondità il Mediterraneo e le sue trasformazioni. Le taverne medievali, le comunità diasporiche, le isole, i porti, i luoghi di cura, le lingue, le rotte marittime, i quartieri e gli spazi della vita quotidiana sono mondi apparentemente piccoli che custodiscono esperienze, relazioni e processi storici di enorme importanza. Anche il programma dell’edizione 2026 nasce da questa idea: mettere in dialogo archeologi, storici, antropologi, geografi, linguisti, studiosi della religione, divulgatori e giornalisti per costruire uno sguardo multidisciplinare sul passato e sul presente. Attraverso le giornate di Cagliari e le successive tappe del festival vogliamo offrire occasioni di incontro e confronto, dimostrando come l’archeologia e le scienze umane possano ancora aiutarci a leggere il mondo contemporaneo, le sue complessità e le sue connessioni», spiegano Alice Nozza e Matteo Tatti, direttori artistici della manifestazione e responsabili dell’Associazione Itzokor.

Ad accompagnare entrambe le giornate sarà “Transuonanze”, progetto ideato da Gerardo Ferrara che intreccia musica elettroacustica, voce e strumenti acustici attraverso il lavoro del compositore Filippo Mereu, della cantautrice Silvia Lovicario, della violoncellista Ilaria Giorgi e del chitarrista e suonatore di bouzouki Luca Schiavo. Le loro sonorità costituiranno un filo conduttore capace di dialogare con i temi affrontati dagli studiosi e di amplificare le suggestioni evocate dagli incontri.


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