Bonus cani e gatti 2025: come richiederlo


  • La Manovra 2025 ha prorogato il cosiddetto bonus animali domestici, che sarà valido fino al 31 dicembre 2026.
  • Il contributo si rivolge alle persone anziane che hanno più di 65 anni e un ISEE inferiore a 16.215 euro.
  • Questo beneficio viene gestito direttamente dalle Regioni e ha, pertanto, un importo variabile.

Sono diverse le richieste arrivate negli anni da parte di associazioni di categoria e proprietari di animali affinché lo Stato concedesse un contributo destinato alle spese sanitarie da affrontare.  La legge di Bilancio 2024 ha accolto tali richieste, con l’introduzione di un bonus animali domestici: il beneficio si rivolge proprio ai proprietari di cani, gatti e altri animali da compagnia, e sarà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Vediamo meglio come funziona.

Cos’è il bonus animali domestici 2026

Il termine “bonus animali domestici” è entrato nell’uso comune, ma è opportuno precisare di cosa si tratta concretamente: si tratta di un contributo a rimborso delle spese veterinarie documentate, riservato a una categoria specifica di proprietari. Non è un buono da spendere in anticipo né uno sconto diretto: prima sostieni la spesa, poi chiedi il rimborso alla tua Regione.

Il Governo ha stanziato 237.000 euro per il 2025 e altrettanti per il 2026, da distribuire su una platea potenziale di circa 2,2 milioni di over 65 proprietari di animali. Si tratta di risorse contenute rispetto alla platea, il che rende ancora più importante presentare domanda tempestivamente.

Nella pratica, dunque, il bonus animali domestici 2026 è un rimborso delle spese veterinarie fino a 200-300 euro annui, destinato ai proprietari di animali da compagnia che rientrano in specifici requisiti.

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Quali sono i requisiti per richiedere il bonus?

Il bonus non è aperto a tutti i proprietari di animali. Per accedervi devi soddisfare contemporaneamente questi requisiti:

  • avere 65 anni o più;
  • avere un ISEE inferiore a 16.215 euro;
  • aver sostenuto spese veterinarie documentate e pagate in modo tracciabile;
  • essere proprietario di un animale regolarmente registrato nel SINAC o nelle banche dati regionali con microchip.
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Per quali animali spetta il bonus? 

Il testo della legge di Bilancio nomina gli “animali di affezione“: questo termine generico dà solo un’idea delle tipologie di animali domestici per le quali sarà possibile presentare domanda per ricevere il bonus. 

Si presuppone, comunque, che si tratti di animali domestici ammessi dalla legge, quindi non solo cani e gatti, ma anche roditori e furetti e piccoli roditori, per i quali si deve essere in possesso del certificato di proprietà. Non è però chiaro se il bonus animali varrà anche per altri animali sempre più diffusi nelle case degli italiani, quali anfibi, pesci e rettili. 

La condizione da rispettare è che l’animale sia stato registrato presso l’Anagrafe degli animali d’affezione e che i pagamenti siano stati effettuati con mezzi tracciabili, ovvero:

  • bonifici;
  • carta di pagamento elettronico.

È necessario conservare le relative ricevute.

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Quali spese copre il bonus

Il contributo si applica esclusivamente a prestazioni veterinarie certificate. Rientrano nel rimborso:

  • le visite veterinarie, di controllo, specialistiche o d’urgenza presso ambulatori e cliniche;
  • gli interventi chirurgici necessari per patologie o traumi;
  • le spese di degenza e anestesia;
  • gli esami di laboratorio;
  • i farmaci veterinari.

Cosa non è rimborsabile

Non tutte le spese legate al tuo animale danno diritto al contributo. Sono escluse:

  • gli alimenti, comprese le diete speciali prescritte dal veterinario per patologie croniche;
  • gli accessori come guinzagli, cucce, lettiere e giocattoli;
  • i servizi estetici come toelettatura, lavaggio o addestramento;
  • l’acquisto dell’animale.

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Come fare domanda per il bonus animali domestici

La domanda va presentata alla Regione di residenza, che gestisce autonomamente le procedure, stabilisce l’importo del contributo assegnabile e fissa le scadenze. Le richieste vengono evase in ordine di arrivo, fino a esaurimento dei fondi disponibili.

Nella domanda dovrai indicare:

  • il codice del microchip dell’animale, corrispondente all’iscrizione nella banca dati;
  • la dichiarazione ISEE aggiornata;
  • la copia delle spese sostenute (fatture e ricevute con prova del pagamento tracciabile).

Per conoscere le modalità specifiche, le scadenze e l’importo riconosciuto nella tua Regione, il primo passo è consultare il sito istituzionale della Regione di residenza o rivolgerti agli sportelli dei servizi sociali del tuo Comune.

Hai dubbi sui requisiti o sulla documentazione da presentare? Puoi rivolgerti a un CAF o agli sportelli sociali del tuo Comune per ricevere assistenza nella compilazione della domanda e nella verifica dell’ISEE.

Bonus animali domestici – Domande frequenti

Cos’è il bonus animali domestici 2026?

È un contributo a rimborso delle spese veterinarie documentate, riservato ai proprietari di animali da compagnia con 65 anni o più e ISEE inferiore a 16.215 euro. Non è un bonus nazionale uniforme: è gestito dalle singole Regioni, che stabiliscono importi e procedure.

Quanto vale il bonus animali domestici?

Il rimborso può oscillare tra 200 e 300 euro annui, a seconda della Regione. I fondi stanziati dallo Stato per il 2026 ammontano a 237.000 euro, distribuiti su base regionale.

Chi può richiedere il bonus animali domestici?

Possono richiederlo i proprietari di animali da compagnia registrati con microchip che abbiano almeno 65 anni e un ISEE inferiore a 16.215 euro, e che abbiano sostenuto spese veterinarie documentate e tracciate.

Le spese per l’alimentazione del cane o del gatto sono rimborsabili?

No. Il bonus copre solo le spese veterinarie in senso stretto: visite, interventi chirurgici, esami, farmaci e degenza. Alimenti, accessori, toelettatura e acquisto dell’animale sono esclusi.

Dove si presenta la domanda per il bonus animali domestici?

La domanda si presenta alla Regione di residenza. Ogni Regione stabilisce autonomamente le modalità e le scadenze. Puoi informarti sul sito istituzionale della tua Regione o presso gli sportelli dei servizi sociali del tuo Comune.

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