C’è una Calabria che si scopre lentamente, passo dopo passo. Una Calabria che non si attraversa in automobile ma si vive camminando, respirando il profumo dei boschi, sostando nei piccoli borghi, incontrando persone, storie e tradizioni.
È la Calabria dei cammini, una realtà che negli ultimi anni sta assumendo sempre maggiore rilevanza nel panorama del turismo nazionale ed europeo. Un fenomeno che unisce spiritualità, cultura, sport, ambiente ed economia locale, trasformando antichi sentieri e percorsi della memoria in nuove opportunità di sviluppo per i territori.
Anche la provincia di Catanzaro si sta ritagliando un ruolo importante in questo scenario grazie a due progetti che guardano al futuro partendo dalle radici della storia e della fede: il Cammino di San Giacomo in Calabria e il Cammino di Cassiodoro.
Il Cammino di San Giacomo: da Fuscaldo a Cicala sulle orme del pellegrinaggio europeo
Tra i progetti più recenti spicca il Cammino di San Giacomo in Calabria, riconosciuto dalla Regione Calabria come progetto di interesse regionale con la Delibera di Giunta n. 51 del 17 febbraio 2026.
L’itinerario collega il mare di Fuscaldo alle aree interne della Calabria fino a raggiungere Cicala, attraversando ventiquattro comuni e proponendosi come una vera e propria porta d’accesso calabrese al grande universo dei cammini compostelani.
Non si tratta soltanto di un percorso religioso. Il progetto nasce infatti con una visione più ampia: mettere in rete borghi, strutture ricettive, attività economiche, produzioni locali e comunità, favorendo un turismo lento e sostenibile capace di generare valore diffuso.
L’arrivo nel territorio catanzarese rappresenta uno degli aspetti più significativi del percorso. Cicala, piccolo borgo montano del Reventino, diventa infatti simbolicamente il punto di incontro tra fede, natura e riscoperta delle aree interne, spesso escluse dai grandi flussi turistici ma ricchissime di patrimonio ambientale e umano.
Il Cammino di Cassiodoro: archeologia, spiritualità e paesaggio
Se il Cammino di San Giacomo guarda alla tradizione del pellegrinaggio europeo, il Cammino di Cassiodoro racconta invece una delle figure più importanti della storia della Calabria e del Mediterraneo.
Il progetto si sviluppa nei territori di Squillace, Stalettì, Borgia e Catanzaro, ripercorrendo i luoghi legati a Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, intellettuale, politico e monaco vissuto tra il V e il VI secolo.
Qui il cammino diventa un viaggio tra archeologia, spiritualità, ricerca storica e paesaggi straordinari. Dalla Concattedrale di Squillace al Parco Archeologico di Scolacium, dall’Antica Via Randa fino ai luoghi del Vivarium e alla presunta tomba di Cassiodoro a Copanello, il percorso offre un’esperienza unica che intreccia cultura classica e tradizione cristiana.
Un itinerario che si avvale anche di strumenti innovativi, come applicazioni digitali dedicate agli escursionisti, dimostrando come tradizione e tecnologia possano convivere nella costruzione di nuove forme di turismo culturale.
Turismo religioso e sportivo: una formula vincente
I cammini rappresentano oggi una delle espressioni più moderne del turismo esperienziale.
Chi sceglie di percorrere un cammino non cerca soltanto una destinazione, ma un’esperienza. Cammina per giorni, dorme nei borghi, acquista prodotti locali, visita musei, chiese, siti archeologici, partecipa alla vita delle comunità.
Per questo i cammini riescono a mettere insieme dimensioni apparentemente diverse: il turismo religioso e quello sportivo.
Da una parte c’è la ricerca spirituale, il desiderio di riflessione, il valore del pellegrinaggio e dell’incontro con i luoghi della fede. Dall’altra c’è l’attività fisica, il trekking, l’escursionismo e il contatto diretto con l’ambiente naturale.
Una formula che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante in tutta Europa e che può rappresentare una straordinaria opportunità anche per la Calabria.
La sfida dei piccoli borghi
Cicala, Carlopoli, Squillace, Stalettì, Borgia e tanti altri centri attraversati dai cammini condividono una caratteristica comune: sono comunità che custodiscono un patrimonio storico, culturale e paesaggistico spesso poco conosciuto.
I cammini possono contribuire a invertire la tendenza allo spopolamento, creando nuove occasioni di lavoro legate all’accoglienza, alla ristorazione, ai servizi turistici e alla valorizzazione delle produzioni tipiche.
Ogni pellegrino o camminatore che attraversa questi territori rappresenta infatti un’opportunità economica, ma anche un ambasciatore capace di raccontare all’esterno una Calabria diversa da quella stereotipata.
La Calabria dei cammini: un patrimonio che cresce
Se il Cammino di San Giacomo e il Cammino di Cassiodoro rappresentano oggi due delle esperienze più strutturate della provincia di Catanzaro, il fenomeno dei cammini in Calabria è molto più ampio e sta contribuendo a ridisegnare l’offerta turistica regionale.
Negli ultimi anni la regione ha visto nascere e consolidarsi numerosi percorsi che uniscono spiritualità, storia, ambiente, attività fisica e valorizzazione delle comunità locali. Una rete che attraversa montagne, boschi, borghi medievali, aree archeologiche e tratti costieri, intercettando una domanda turistica sempre più orientata verso esperienze autentiche e sostenibili.
Dalla Sila all’Aspromonte, passando per le Serre e il versante ionico, la Calabria si sta progressivamente affermando come una delle destinazioni più interessanti del Sud Italia per il turismo dei cammini.
Il Cammino Basiliano: sulle tracce dei monaci d’Oriente
Tra i percorsi più affascinanti figura il Cammino Basiliano, uno degli itinerari spirituali più importanti del Mezzogiorno.
Il tracciato ripercorre gli antichi sentieri battuti dai monaci basiliani che tra il VII e il XII secolo contribuirono alla diffusione della spiritualità orientale in Calabria. Un viaggio che attraversa gran parte della regione collegando decine di comuni, monasteri, eremi, chiese rupestri e luoghi di culto immersi nella natura.
Lungo il percorso il pellegrino incontra una Calabria antica e spesso sconosciuta, caratterizzata da testimonianze bizantine, paesaggi incontaminati e piccoli centri che conservano ancora oggi tradizioni millenarie.
Il Cammino Basiliano rappresenta uno degli esempi più significativi di integrazione tra turismo religioso, escursionismo e valorizzazione culturale del territorio.
Il Sentiero del Brigante: la Calabria ribelle tra Aspromonte e storia
Accanto ai cammini spirituali trova spazio anche un percorso dal forte valore storico e identitario: il Sentiero del Brigante.
L’itinerario si sviluppa nell’area dell’Aspromonte e ripercorre i luoghi che furono teatro delle vicende del brigantaggio postunitario.
Non si tratta di un cammino religioso in senso stretto, ma di un percorso capace di raccontare una parte importante della storia meridionale attraverso boschi, mulattiere, antiche vie di collegamento e paesaggi di straordinaria bellezza.
Il Sentiero del Brigante è oggi uno dei trekking più apprezzati del Sud Italia e rappresenta un esempio di come il turismo lento possa diventare anche occasione di approfondimento storico e culturale.
I Calanchi di Guardavalle: il fascino del paesaggio che cambia
Tra le esperienze naturalistiche più suggestive della provincia di Catanzaro trovano spazio anche i percorsi che attraversano i Calanchi di Guardavalle.
Si tratta di un paesaggio unico, modellato dall’erosione e caratterizzato da spettacolari formazioni argillose che ricordano scenari quasi lunari.
I sentieri che attraversano quest’area permettono di vivere un’esperienza immersiva nella natura, tra biodiversità, geologia e panorami che si estendono dal versante collinare fino al Mar Ionio.
Negli ultimi anni i Calanchi stanno attirando sempre più escursionisti, fotografi e appassionati di turismo naturalistico, contribuendo ad ampliare l’offerta del turismo lento nel territorio catanzarese.
Catanzaro e i suoi cammini: una provincia al centro della rete
Se si osservano nel loro insieme, il Cammino di San Giacomo, il Cammino di Cassiodoro, i percorsi dei Calanchi di Guardavalle e le connessioni con gli altri grandi itinerari regionali delineano uno scenario particolarmente interessante.
La provincia di Catanzaro si trova infatti in una posizione strategica, capace di mettere in relazione mare e montagna, percorsi spirituali e naturalistici, aree archeologiche e borghi storici.
Da Cicala e Carlopoli alle coste di Squillace e Stalettì, passando per Borgia, Guardavalle e Catanzaro, il territorio offre una varietà di esperienze difficilmente riscontrabile in altre aree del Mezzogiorno.
Un patrimonio che può diventare uno dei principali motori del turismo sostenibile dei prossimi anni.
Una nuova economia del camminare
I cammini non rappresentano soltanto un’opportunità turistica.
Ogni itinerario genera infatti una rete di servizi che coinvolge strutture ricettive, ristorazione, guide ambientali, aziende agricole, artigiani e produttori locali.
È un’economia diffusa che valorizza le comunità e distribuisce i benefici lungo tutto il percorso, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Per questo la crescita dei cammini in Calabria non riguarda soltanto il turismo, ma anche una nuova idea di sviluppo territoriale fondata sulla sostenibilità, sull’identità dei luoghi e sulla capacità di trasformare il patrimonio culturale e ambientale in una risorsa concreta per il futuro.
Una rete che guarda all’Europa
L’aspetto forse più interessante è che questi progetti non nascono come iniziative isolate.
Il Cammino di San Giacomo guarda al grande sistema dei percorsi compostelani europei. Il Cammino di Cassiodoro si inserisce nella valorizzazione delle radici culturali e spirituali del Mediterraneo.
Entrambi condividono una stessa filosofia: trasformare il cammino in uno strumento di sviluppo sostenibile.
Per la provincia di Catanzaro si tratta di una sfida importante. Il capoluogo e il suo territorio potrebbero diventare un nodo strategico della rete dei cammini del Sud Italia, mettendo in connessione mare e montagna, archeologia e spiritualità, cultura e natura.
Perché oggi più che mai il viaggio non è soltanto arrivare da qualche parte. È il percorso che si sceglie di compiere. E la Calabria, con i suoi sentieri antichi e le sue storie millenarie, sembra avere tutte le caratteristiche per diventare una delle grandi terre del camminare.
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Clara Varano
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