“The Queen” Helen Mirren: “Non ci resta che Shakespeare. Kate Middleton sarà una grande Regina”


Regina per sempre, non solo quando indossa i panni delle tante regnanti che ha interpretato al cinema e sul palco, ma anche quando, come lei stessa dichiara con l’ombra di un vezzo («vengo così viziata!»), indossa un abito da sera scintillante, è invitata a un festival, ottiene premi importanti. Tutte cose in programma per oggi, quando Helen Mirren, londinese, premio Oscar, classe 1945, riceverà il «Taormina Film Festival Achievement Award» nella serata speciale dedicata a un’attrice come Anna Magnani che, per talento e temperamento, le somiglia: «È lei la mia eroina di tutti i tempi, la mia dea della recitazione – ha detto Mirren –. Nei miei sogni, nel mio mondo ideale, vorrei essere il più possibile simile a lei. Magnani non era graziosa, e io non sono graziosa, non era bellissima e io nemmeno, non aveva un corpo fantastico, ma per me è incredibilmente sexy e sensuale». Dopo la premiazione al Teatro Antico sarà proiettata la versione restaurata di Bellissima, a 75 anni dalla prima uscita del film.

Come vive il passare del tempo?
«È una cosa che succede, e la si affronta. Mia madre diceva una cosa molto intelligente: quando si hanno 20 anni, si è convinti che averne 40 sia una cosa terribile. Poi quel momento arriva e si capisce che è una bellissima età e non si vorrebbe affatto tornare ai 20. Poi a 40 anni, ti fanno paura i 60 e, quando li compi, pensi che averli sia “cool”. Insomma, credo che invecchiare significhi perdere delle cose, ma anche guadagnarne altre, e alla fine tutto si bilancia».

Ha sempre lottato per l’emancipazione e la libertà delle donne. Oggi serve ancora?
«Sono convinta che farlo oggi sia ancora più importante che in passato. Trovo terrificante che in America ci sia stata una proposta della maggioranza trumpiana al Congresso tesa a limitare il diritto al voto delle donne. Spaventoso, e anche disturbante, soprattutto perché negli ultimi anni, non ovunque ma molto spesso, quando le donne hanno acquistato autorità, aiuti economici, influenza politica, la vita delle persone è decisamente migliorata, a tutti i livelli».

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Gira un video sui social da alcune settimane in cui lei subisce in strada l’attacco violento di un uomo che la definisce sionista. Come commenta?
«Quell’episodio risale allo scorso novembre e credo si trattasse di un uomo mentalmente instabile, io e mio marito eravamo appena scesi dalla metropolitana… Detto questo, ritengo che le forze del male siano ovunque, persino in un Paese come Israele dove ti viene da pensare: come è possibile che, dopo quello che è successo, si replichino le stesse cose su un altro popolo? Crimini contro l’umanità. Sono nata alla fine della Seconda Guerra mondiale, sono cresciuta nell’Europa del dopoguerra, la consapevolezza nella generazione dei miei genitori di ciò che era accaduto con l’Olocausto era talmente profonda e importante che per me la nascita di Israele è stata un momento cruciale, anche se forse è avvenuta in un modo sbagliato e nel posto sbagliato. Eppure, dopo l’orrore dell’Olocausto, qualcosa doveva pur succedere».

Ha interpretato la premier d’Israele Golda Meir. Oggi c’è da una parte la guerra in Palestina, dall’altra l’antisemitismo in crescita. Che ne dice?
«Penso che quello che ha fatto il governo israeliano sia così distruttivo per Israele, così terribile, anche per la nostra comprensione e per il nostro potenziale di amore verso quel popolo. Ho tanti amici ebrei fantastici, le persone che fanno parte della comunità artistica e intellettuale ebrea sono straordinarie, i miei primi due fidanzati erano ebrei, uno era inglese e con lui sono andata per la prima volta in Israele, ho persino lavorato in un kibbutz, ho visto le cose dall’interno, e alcune mi hanno disturbato, parliamo di sei mesi dopo la Guerra del Golfo, quindi di molto tempo fa».

Pensa che recitare sia un atto politico?
«Ho iniziato la mia carriera con Skakespeare, è stato lui a farmi venire la voglia di fare questo lavoro, che poi significa avere l’opportunità di comunicare, recitando, le cose sull’umanità che lui aveva capito così profondamente. Shakespeare scriveva in un’epoca in cui la censura era fortissima, avrebbero potuto anche tagliargli la testa per avere detto cose che alla politica del tempo non piacevano, penso a opere come Coriolano: ecco per me l’attore è chi è in grado di mostrare la fallibilità, la stupidità, la genialità, il potere, la dolcezza, la violenza e la gloria dell’umanità. Il nostro lavoro è questo, non so se possa essere definito politico».

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È ancora in contatto con Checco Zalone dopo l’esperienza del video La vacinada?
«Mi piacerebbe moltissimo lavorare di nuovo con lui, continuo a chiederglielo, aveva anche avuto un’idea su qualcosa che avremmo potuto fare insieme, non so se si concretizzerà, ma ne sarei felicissima. Il mio primo contatto con Zalone è avvenuto in aereo, veniva proiettato un suo film, non era sottotitolato e non ho capito nulla, ma ho subito adorato il protagonista. Quando abbiamo preso con mio marito la casa in Puglia l’ho contattato e siamo diventati amici, tra l’altro sa fare una pizza ottima».

Ha recitato con Pierce Brosnan che, a suo tempo, è stato 007. Le sarebbe piaciuto essere una Bond girl?
«In realtà mi sarebbe piaciuto tantissimo essere il cattivo di un film della saga, quello sì. In passato era difficile che si affidassero alle donne ruoli di quel tipo, adesso forse, potrebbe essere possibile».

Per lei Kate Middleton principessa di Galles potrebbe diventare la nuova Lady Diana?
«No, assolutamente, lei sarà la Regina d’Inghilterra e sarà una grande regina. Non so cosa rappresentasse Lady D nell’immaginazione delle persone, è stata il frutto di un’operazione mediatica, che poi ha portato alla sua fine tragica. Kate Middleton è una persona molto, ma molto, diversa, in tutto e per tutto».


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 Fulvia Caprara

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