Moncler in forma e neanche troppo cara, ma …


Il settore del lusso è spinoso in questo periodo, intanto per l’esposizione ai mercati del Medioriente che è importante, anche se spesso meno discussa di quella alla Cina, poi perché l’anelasticità relativa della domanda, ossia la sua capacità di inviare segnali anti-ciclici e resistere spesso egregiamente alle fasi di crisi (al netto di una tipica stagionalità) e di contrazione della domanda del retail.

Con queste premesse, senza il revenge purchase del post-Covid e la crisi immobiliare cinese, in molti casi non si comprenderebbe la dinamica più recente del comparto, eppure in questa fase qualche spunto specifico d’attenzione emerge.

Moncler, i prezzi sui livelli di inizio 2022 (i fondamentali per fortuna no)

Moncler è oggi lontana dai massimi tra 64 e 70 euro raggiunti nel novembre 2021, nel maggio 2023, nel marzo 2024 e nel febbraio 2025 e tratta sui 54,34 euro di oggi (+0,93%) sostanzialmente sui livelli del febbraio 2022. Tanto ha potuto la normalizzazione dei multipli globali del settore, l’upgrade potenziale di quasi il 50% certamente è importante, ma è indubbio che il settore ha quantomeno frenato se una società redditizia può trattare sui livelli di quattro anni fa.

Allora (nel 2021) Moncler fatturava 2,04 miliardi e produceva utili per 411,4 milioni di euro, nel 2025 ha fatturato 3,132 miliardi e prodotto utili per 627 milioni.

Allora c’erano circa 273,68 milioni di azioni nel capitale sociale, a fine 2025 ce n’erano 274,8 milioni circa.

In altre parole il numero di titoli sul mercato (comprese le azioni proprie) è rimasto sostanzialmente invariato (+0,41%), ma i ricavi sono aumentati del 53% e gli utili del 52,5%.

Moncler, multipli ridimensionati, ma migliori di quelli del settore

In altre parole su un prezzo odierno di 54,32 euro, visto come detto sia quest’anno che a inizio 2022, il prezzo/utili è sceso da 36x a 23,8x, un’oscillazione importante che, considerando i multipli di solito generosi del lusso potrebbe creare spazi di apprezzamento. Al riguardo notiamo che l’indice Euro Stoxx Luxury 10 (cui Moncler partecipa) ha compresso dopo un calo da inizio anno del 17,2% i multipli P/E attesi a 27x e il trailing a 31,3x (contro i 23,8x citati di Moncler sui dati 2025).

  • Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale – Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex – Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity – Principali titoli del Ftse Mib – Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ – Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 – Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n

Moncler, nel primo trimestre impatto solo parziale della crisi iraniana, Barclays ora teme un rallentamento

I dati trailing sono quelli degli ultimi quattro trimestri, ma Moncler non ha diffuso i dati sugli utili del primo quarto, periodo in cui ha comunque segnato un balzo a doppia cifra dei ricavi del 12% a 766,5 milioni di euro, con un -1% dell’EMEA (Europa+Medioriente) che comunque copriva il 31% del giro d’affari.

Solo marzo allora scontava la guerra e i rischi per l’approvvigionamento dei mercati del Golfo, nel secondo trimestre l’impatto sarà probabilmente maggiore.

Così la pensa per esempio Barclays che ha detto di attendersi un primo semestre di Moncler, alla prossima data di pubblicazione in calendario per il 22 luglio, in rallentamento.

In particolare la banca britannica ipotizza un +5% dei ricavi nel secondo trimestre (4,5% a cambi costanti, ossia con lo stesso metodo del 12% del primo trimestre, che invece a cambi correnti ha registrato un più ‘mite’ +6%) e, oltre a tener conto della nota stagionalità debole del periodo e del minor numero di turisti acquirenti attesi nei mercati europei per il gruppo.
Stone Island dovrebbe crescere del 9% (+11% nell’1Q26), Moncler del 4,5% (+12% nell’1Q26).

A parte il rapporto 7 a 1 del giro d’affari dei due brand della casa è utile notare che se l’Europa in realtà mostrerà probabilmente una buona domanda relativa nel periodo per via della nota risposta positiva del turismo di prossimità UE alle incertezze sui voli per via della guerra; in Medioriente probabilmente una qualche disruption, vuoi delle forniture, vuoi della domanda sembra probabile.

Non sappiamo con esattezza quanto pesi il Medioriente sull’EMEA complessiva, ma sappiamo che storicamente il brand Moncler genera soltanto l’11% dei ricavi annuali nel secondo trimestre, quindi è possibile che una stagionalità per certi versi vantaggiosa, visto che l’anno scorso il secondo trimestre ospitò il grosso della guerra dei dazi, possa attenuare o comunque controllare gli impatti.

Barclays ipotizza metriche P/E interessanti a 22,5x nel 2026, al 20,2x nel 2027 e a 18,1x nel 2028: sono multipli elevati, quindi potenzialmente sconvenienti, per la maggior parte dei settori, ma non forse per il lusso, che spesso ha avuto multipli decisamente più generosi.

Certo lo Stoxx Europe 600 Industry Consumer Discretionary ha tutt’altri multipli con un 42,1x di P/E trailing e 16,6x di P/E atteso, ma storicamente Moncler ha trattato più sui multipli del lusso che su quelli del settore contiguo, ma anche molto diverso, dei consumi discrezionali.

Non a caso, nonostante la nota vagamente negativa di oggi di Barclays la banca mantiene un overweight a 62 euro, con un potenziale upside a doppia cifra sui prezzi di oggi.

Moncler, segnali interessanti sul grafico

Sul fronte grafico d’altronde Moncler appare decisamente interessante con il triplo test in tre sedute delle medie mobili esponenziali a 50 e 200 sedute che sintetizzano i trend di medio e lungo periodo e hanno fornito un supporto dinamico importante che si è aggiunto a quello statico rilevante fornito da una manciata di recenti minimi in area 53,2 euro, proprio sul 50% del trading range tra i minimi del febbraio a 46,91 euro e i top del 27 febbraio a 59,34 euro. Si tratta di un trading range che fa ancora da riferimento quadro dell’evoluzione dei prezzi sul grafico, non avendo il titolo Moncler violato in un senso o nell’altro questa banda durante tutto il periodo della crisi del Golfo. Un altro segnale della rilevanza ridotta del mercato mediorientale e dell’evoluzione dell’inflazione per il titolo di Moncler.

Va infine notato che con due allunghi importanti l’11 giugno e il giorno dopo in area 57,7 euro l’azione ha mostrato l’intenzione di tornare sui citati massimi di febbraio e al tempo stesso ha posto un ostacolo statico che potrebbe opporre una resistenza a eventuali nuovi contatti. OItretutto sui 58 euro si trova anche il 50% di tutto il calo tra i lontani massimi del febbraio 2025 a 70,48 euro e i minimi del successivo agosto a soli 45,46 euro. Un’altra prospettiva già, da accostare per ora con cautela.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 info@ftaonline.com ("Giovanni Digiacomo")

Source link

Di