Abruzzo. La riforma “Salva-Edicole” è ufficialmente legge. È stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il progetto di legge numero 88 del 2025. Il provvedimento, proposto dai consiglieri Mannetti, Scoccia e D’Incecco, punta a salvare un settore travolto dalla crisi del cartaceo e dal digitale, offrendo ai gestori una via d’uscita concreta: trasformare i chioschi in “edicole polifunzionali” di servizio per i cittadini.
A margine del voto, i firmatari hanno affermato: “Oggi portiamo a compimento una proposta di legge che nasce da un’esigenza concreta e dalle sollecitazioni dei sindacati degli edicolanti per salvaguardare e rilanciare un settore che negli ultimi anni ha subito una crisi profonda, legata alla trasformazione digitale, alla contrazione delle vendite del cartaceo e all’aumento dei costi di gestione. Davanti a questa situazione si profilavano due scelte: assistere passivamente al declino o intervenire. Abbiamo avuto il coraggio di scegliere la seconda strada, guardando alle edicole non come a un modello superato, ma come a una rete da rigenerare”.
Con questa riforma, che modifica il Testo unico del commercio (l.r. 23/2018), le edicole abruzzesi vengono riconosciute come veri e propri presìdi di comunità e punti di riferimento insostituibili. “Le edicole – continuano Scoccia, Mannetti, D’Incecco – soprattutto nei piccoli comuni e ed alle aree interne che già combattono ogni giorno contro lo spopolamento e la contrazione dei servizi, rappresentano veri e propri presìdi di comunità, culturali, sociali e informativi. Difenderle significa sostenere il pluralismo, garantire il diritto all’informazione, aiutare i piccoli commercianti e mantenere vivi i nostri borghi e i nostri centri storici”. Per garantire una nuova sostenibilità economica, la legge dà la possibilità di diversificare le attività offrendo servizi aggiuntivi, come sportelli turistici, centri di servizio di prossimità o hub per le consegne locali, a patto che la vendita di quotidiani e riviste rimanga l’asse portante dell’attività.
Il testo introduce, inoltre, una misura che dà facoltà ai Comuni di concedere riduzioni o esenzioni totali dal canone di occupazione del suolo pubblico, un invito chiaro alle amministrazioni locali a fare la propria parte per alleggerire la pressione fiscale sui chioschi più fragili. Altrettanta attenzione è stata dedicata alla logistica della distribuzione nelle aree montane, tutelando i punti vendita non esclusivi nei paesi più isolati. Per dare immediata operatività alla norma, è stato varato un fondo regionale con uno stanziamento di 100 mila euro. Questa cifra rappresenta un finanziamento iniziale e straordinario, indispensabile per avviare un percorso di modernizzazione strutturale mai tentato prima in Abruzzo. L’impegno condiviso da tutto il Consiglio regionale è infatti quello di incrementare sensibilmente le risorse a partire dal prossimo anno, per rendere il sostegno stabile e duraturo. Con questo via libera all’unanimità, la Regione si dota di uno strumento concreto e vicino ai territori, restituendo alle edicole il ruolo di sentinelle della vita democratica e sociale.
La legge su “Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo” è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza, del gruppo del Partito democratico, l’astensione delle opposizioni e il voto contrario del Movimento 5 Stelle. La norma nasce “dall’esigenza di rafforzare il ruolo della Regione Abruzzo nelle politiche di prevenzione e contrasto dei fenomeni di microcriminalità e degrado urbano, nel pieno rispetto delle competenze costituzionalmente riservate allo Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza pubblica”, promuovendo “un modello di sicurezza urbana integrata fondato sulla prevenzione, sulla collaborazione istituzionale e sul sostegno ai cittadini”. La legge prevede l’adozione di un Programma regionale triennale per la sicurezza urbana integrata, approvato dalla Giunta regionale previo parere della Commissione consiliare competente. “Particolare attenzione è rivolta al sostegno ai Comuni, che rappresentano il primo presidio istituzionale sul territorio. La Regione potrà concedere contributi per progetti di sicurezza urbana, con priorità per le aree caratterizzate da fenomeni di microcriminalità o vulnerabilità sociale” si legge nella relazione illustrativa. La legge, inoltre, “riconosce la funzione sociale delle forme di cittadinanza attiva, tra le quali il controllo di vicinato, già implementati in diversi comuni abruzzesi come Chieti, Avezzano e L’Aquila”. E’ introdotto il “Bonus Sicurezza Abruzzo”, una misura di sostegno economico “destinata a cittadini residenti, condomìni e micro e piccole imprese operanti nel territorio regionale. Il contributo, riconosciuto nella misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile, è finalizzato all’installazione o al potenziamento di sistemi di allarme, impianti di videosorveglianza e dispositivi di sicurezza passiva quali porte blindate e serrature di sicurezza”. Prevista l’istituzione del “Fondo regionale per la sicurezza urbana integrata” finanziato con 500 mila euro, “derivanti dall’accertamento delle maggiori entrate tributarie ed extratributarie, ovvero dalle maggiori stime di entrata disponibili”. Sarà infine costituito l’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana, “con funzioni di analisi, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali”.
Istituito e riconosciuto il “Premio Buccio di Ranallo” nella città dell’Aquila, attraverso un progetto di legge che ha ricevuto il voto favorevole dell’Aula (voto contrario del Movimento 5 Stelle). Il disposto intende valorizzare la figura di Buccio di Ranallo “uno dei pilastri della memoria storica aquilana e, più in generale abruzzese. Rimatore e cronista del XIV secolo, Buccio è autore della Cronaca aquilana, opera che narra le vicende della città dell’Aquila dalla fondazione del 1254 fino alla metà del Trecento”. L’attuazione e gli oneri delle disposizioni approvate, saranno fronteggiati a decorrere dal 2027 “con le risorse di apposito e nuovo stanziamento denominato “Premio Buccio di Ranallo”. Alla legge sono state agganciati alcuni emendamenti riguardanti: il sostegno alla ricerca universitaria sulla maculopatia di Stargardt, come il progetto RetinaLab dell’Università degli studi dell’Aquila (30 mila euro); il riconoscimento degli oneri per il contenzioso con Sasi spa e Regione Abruzzo, derivanti da un’ordinanza della Cassazione (572 mila 100 euro); la compartecipazione alle attività dell’Associazione Regionale Allevatori (ARA) con contributi per le attività di consulenza nel settore zootecnico (516 mila 443 euro per il 2026); l’adesione della Regione al Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana (CERVIM), “organismo internazionale nato con lo specifico compito di promuovere e salvaguardare la viticoltura eroica e di montagna”, e la nascita dell’associazione Città del Tartufo; misure di sostegno al fine di indennizzare i danni subiti dalle aziende colpite nell’anno 2025 e 2026 dalla diffusione della malattia conosciuta come febbre catarrale ovina. Viene inoltre riconosciuto un contributo per il progetto Ai Weiwei – L’Aquila 2026 (100 mila euro) e disciplinato “il regime di utilizzo degli immobili regionali destinati allo svolgimento delle funzioni istituzionali dell’Azienda Regionale delle Attività Produttive (ARAP)”.
La seduta è aggiornata a martedì 23 giugno, alle ore 11, per completare gli altri punti all’ordine del giorno.
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Redazione CityrumorsAbruzzo
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