“Dopo le polemiche esplose ieri all’interno della stessa maggioranza e dopo una riunione fiume convocata oggi a margine del Consiglio regionale, la giunta Bucci presenta l’ennesimo intervento sulla sanità ligure per modificare nuovamente la legge regionale 41 del 2006, già pesantemente riscritta appena pochi mesi fa dall’accoppiata Bucci-Nicolò. Siamo di fronte a una situazione paradossale. Una riforma presentata come strategica e risolutiva viene già corretta con un nuovo disegno di legge d’urgenza. È la certificazione politica di ciò che avevamo denunciato fin dall’inizio: la riforma voluta da Bucci è stata approvata in fretta, senza un adeguato confronto con i territori, con i lavoratori, con le rappresentanze istituzionali e con gli operatori sanitari”. Lo dichiarano in una nota il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Armando Sanna e il vicepresidente della commissione regionale Sanità e consigliere regionale Pd Enrico Ioculano. “Ormai la sanità ligure sembra ostaggio di una continua riscrittura normativa. Quando la mattina il presidente Bucci si sveglia, bisogna sperare che non gli venga in mente di mettere mano alla sanità, perché il rischio è che arrivi una nuova norma a cambiare l’assetto del sistema – aggiungono Sanna e Ioculano -. Non è così che si governa un settore delicato da cui dipendono la salute dei cittadini e le condizioni di lavoro di migliaia di persone. La giunta prova a presentare il provvedimento come un adeguamento tecnico, ma in realtà introduce soltanto elementi riparatori. Dietro questa nuova modifica si intravedono chiaramente le conseguenze delle decisioni avventate assunte negli ultimi mesi. La tensione che oggi emerge anche all’interno della maggioranza dimostra che le criticità da noi segnalate non erano propaganda, ma problemi reali che ora la stessa coalizione di governo è costretta ad affrontare”.
“A confermare la confusione generata dalla riforma c’è anche il continuo spostamento di ospedali, funzioni e personale da un’azienda all’altra – concludono i due esponenti Pd -. Prima la nascita dell’Azienda ospedaliera metropolitana, poi il trasferimento di Villa Scassi e ora quello del San Carlo: un susseguirsi di operazioni organizzative che viene presentato come un riassetto strategico, ma che continua a sollevare interrogativi tra gli operatori. Particolarmente grave è il ridimensionamento del ruolo degli enti locali. La Conferenza dei sindaci viene chiamata a esprimere pareri su atti fondamentali della programmazione sanitaria, ma tali pareri restano sostanzialmente non vincolanti. Ancora una volta si sceglie di limitare il peso delle autonomie locali e della rappresentanza democratica dei territori. La verità è che il centrodestra continua a cambiare le regole del gioco senza offrire alcuna certezza sul futuro del sistema sanitario regionale. Nel frattempo, a pagare il prezzo di questa instabilità sono sempre gli stessi: i lavoratori, costretti a vivere nell’incertezza organizzativa, e i cittadini, che continuano ad attendere risposte concrete su liste d’attesa, carenza di personale, medicina territoriale e qualità dei servizi. La sanità ligure non ha bisogno di continue riforme, contro-riforme e correzioni d’urgenza. Ha bisogno di programmazione, investimenti, ascolto dei territori e rispetto delle istituzioni. Tutto ciò che è mancato nella riforma Bucci e che continua a mancare anche oggi”.
“Le dichiarazioni della minoranza – replicano in una nota i gruppi di maggioranza nel Consiglio regionale ligure – confermano ancora una volta la difficoltà di proporre argomenti concreti per i liguri, preferendo alimentare polemiche strumentali che non trovano alcun riscontro nella realtà dei fatti. La sospensione dei lavori è stata richiesta esclusivamente per esigenze tecniche e organizzative legate alla prosecuzione dell’attività consiliare, come avviene regolarmente in qualsiasi assemblea istituzionale. Non c’è stata alcuna divisione politica né alcuna spaccatura su argomenti importanti come la sanità. La maggioranza che sostiene il presidente Bucci è compatta e concentrata sui provvedimenti e sulle riforme necessarie alla Liguria. Dispiace che la minoranza, anziché confrontarsi nel merito delle questioni che interessano cittadini e territori, continui a cercare visibilità attraverso ricostruzioni fantasiose e attacchi pretestuosi contro il buon governo del centrodestra”.
Si registra anche un intervento del gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia. “È surreale assistere all’ennesimo esercizio di fantasia del centrosinistra, che arriva a spacciare una normale riunione organizzativa della maggioranza per una resa dei conti interna. La sospensione dei lavori è stata determinata esclusivamente da esigenze di coordinamento dell’attività consiliare e non ha avuto alcuna natura politica – si legge nel comunicato dei meloniani -. Ancora più singolare è il tentativo di utilizzare dichiarazioni, valutazioni o sensibilità diverse su singoli provvedimenti per sostenere l’esistenza di presunte fratture nella coalizione. In una forza politica seria il confronto esiste, è fisiologico ed è una ricchezza. Chi lo scambia per una divisione probabilmente è abituato a partiti dove il dibattito interno non è consentito. Quello che invece appare evidente è la difficoltà della sinistra nel confrontarsi con una maggioranza che continua a governare e ad assumere decisioni. In assenza di proposte, si cercano quotidianamente retroscena, polemiche e presunte guerre interne che esistono soltanto nelle dichiarazioni dell’opposizione. Fratelli d’Italia ribadisce il proprio pieno sostegno al presidente Marco Bucci, all’assessore Massimo Nicolò e all’azione della maggioranza di centrodestra. Mentre qualcuno perde tempo a commentare dinamiche inventate, noi continuiamo a lavorare sui temi che interessano davvero i liguri: sanità, infrastrutture, sviluppo economico e servizi ai cittadini. La realtà è semplice: la maggioranza è compatta, il governo regionale è saldo e la sinistra continua a confondere i propri desideri con la realtà”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Niccolò Re
Source link

