ROMA (Public Policy) – Non ha subito modifiche neppure alla Camera il dl Sicurezza-bis o dl Rimpatri, correttivo del dl Sicurezza in materia di rimpatri volontari assistiti. Con 147 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti il testo è infatti stato licenziato martedì 16 giugno in seconda lettura anche dall’assemblea di Montecitorio. L’iter del decreto emanato per correggere un altro decreto giunge così al termine del suo percorso parlamentare.
Il testo, si ricorda, era stato licenziato dal Cdm il 24 aprile scorso, contestualmente alla conversione in legge del dl Sicurezza, e i due provvedimenti erano stati sottoposti contemporaneamente all’attenzione del presidente della Repubblica, che aveva promulgato la legge e, contestualmente, emanato il decreto correttivo. L’obiettivo era infatti quello di correggere la disposizione, aggiunta al dl Sicurezza durante l’iter nell’aula del Senato, con cui si prevedeva un compenso di 615 euro per i rappresentanti legali delle persone straniere che avessero voluto aderire a un programma di rimpatri volontari assistiti, da erogarsi a rimpatrio effettuato, e una collaborazione con il Consiglio nazionale forense. Aspetti sui quali – dai confronti con il Quirinale – erano emersi profili di profonda incostituzionalità, e su cui a sollevarsi era stato proprio lo stesso Cnf.
LA SOPPRESSIONE DEL RIFERIMENTO AL CNF, IL COMPENSO SVINCOLATO DALL’ESITO DELLA PROCEDURA
Il dl Sicurezza-bis si compone di un unico articolo e prevede la soppressione di ogni riferimento al Consiglio nazionale forense e alla rappresentanza legale. Il compenso previsto come incentivo ai rimpatri volontari (circa 615 euro, pari al contributo economico per le prime esigenze) verrà dunque riconosciuto “al rappresentante munito di mandato che ha fornito assistenza allo straniero nella presentazione della richiesta” (e non “al rappresentante legale munito di mandato” come previsto dal dl licenziato dal Parlamento).
Altro nodo è quello dell’esito della procedura. Nel testo si prevedeva infatti che il compenso fosse erogato “all’esito della partenza dello straniero”. Ora, nel decreto correttivo, si fa invece riferimento alla “conclusione del procedimento”.
LE FIGURE PREPOSTE ALL’ASSISTENZA E IL NUOVO DECRETO MINISTERIALE
L’individuazione delle figure preposte all’assistenza e dei criteri per l’erogazione dei compensi vengono demandati, nel nuovo dl, a un decreto ministeriale di competenza del ministero dell’Interno, che, secondo quanto si legge in bozza, dovrebbe essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del correttivo.
Per quanto riguarda la stima dei costi, con l’estensione della platea dei beneficiari e con l’erogazione del compenso a prescindere dall’esito della procedura, ma solo a conclusione della stessa, si prevede – nel correttivo – una spesa totale pari a circa 1,4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, con un aumento delle spese – rispetto a quanto previsto nel dl Sicurezza, con la precedente formulazione – di circa 35 mila euro per l’anno in corso e di circa 70 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
L’ITER BLINDATO E LA BATTAGLIA ALLA CAMERA SUGLI ORDINI DEL GIORNO
Né durante l’iter al Senato in prima lettura, né durante l’esame-lampo, in seconda lettura, alla Camera (dove il relatore era il deputato di FdI Alessandro Urzì), sono stati accolti emendamenti al testo. Al Senato l’unico emendamento di maggioranza, firmato da Maurizio Gasparri (FI) e finalizzato a estendere la tutela penale rafforzata alle forze armate prevista dal dl Sicurezza per determinate categorie professionali (dal personale scolastico ai controllori sui mezzi pubblici), è stato trasformato in ordine del giorno. Alla Camera, invece, gli ordini del giorno accolti sono stati due, uno della Lega e uno di Futuro nazionale. E proprio per il neonato partito guidato da Roberto Vannacci l’esame del dl Sicurezza-bis è stata occasione per portare avanti alcune battaglie bandiera.
Nei tre ordini del giorno presentati al testo, Fn ha ad esempio proposto di “far sì che l’ammissione ai programmi di rimpatrio volontario assistito sia tassativamente e rigorosamente preclusa agli stranieri che abbiano utilizzato in modo strumentale, manipolatorio o fraudolento le procedure per il riconoscimento dell’asilo” e di stabilire che “lo straniero ammesso ai programmi di rimpatrio volontario assistito, a cui sia stato corrisposto il contributo straordinario iniziale una tantum, sia soggetto all’applicazione automatica, immediata e inderogabile di un divieto di reingresso sul territorio nazionale per un periodo di cinque anni”. Proposte su cui è arrivato il parere contrario del Governo.
OK A ODG LEGA PER NUOVO CPR IN TOSCANA E A ODG FN PER AFFIDAMENTO A MEDICI POLIZIA E MILITARI VALUTAZIONI IDONEITÀ RIMPATRI
Il parere favorevole è invece arrivato su un ulteriore ordine del giorno di Futuro nazionale, che impegna il Governo ad “adottare ogni ulteriore opportuna iniziativa, sia di carattere normativo sia amministrativo, volta a stabilire che le verifiche e gli accertamenti tecnici relativi allo stato di salute dello straniero e alla conseguente idoneità al viaggio siano demandati, in via esclusiva e a pena di inefficacia o nullità di qualsiasi altra certificazione difforme o contraria, al personale medico appartenente ai ruoli della polizia di Stato o alla sanità militare, al fine di garantire l’oggettività, l’uniformità e l’impermeabilità da condizionamenti esterni delle procedure di rimpatrio”.
Il Governo aveva in un primo momento riformulato l’ordine del giorno aggiungendo l’impegno “a valutare l’opportunità di”, riformulazione respinta dal primo firmatario Edoardo Ziello.
“Il Governo non prende lezioni in materia di contrasto all’immigrazione da chi ieri era in maggioranza e oggi siede ai banchi dell’opposizione”, ha detto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni (Lega), cambiando allora il parere sull’ordine del giorno e dando un favorevole secco. Secondo quanto spiegato, il Governo ha già lavorato a una proposta simile relativa ai Cpr e non vi sarebbe preclusione all’estensione della stessa anche alle procedure di rimpatrio (“condizionandola”, ha spiegato, alle valutazioni necessarie).
Ok dall’aula anche a un ordine del giorno della Lega – a prima firma della deputata Elisa Montemagni – che impegna il Governo “ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame, con ulteriori iniziative di competenza volte a realizzare un centro di permanenza per il rimpatrio nel territorio della Regione Toscana”. (Public Policy) MAR
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