Il Crotone riparte dalle sue radici: giovani, appartenenza e una panchina dal cuore rossoblù


Definita l’iscrizione al nuovo campionato di Serie C adesso il Crotone pensa al calciomercato e ad allestire una rosa all’altezza della competizione. Chiaramente, e su questo il presidente Vrenna è stato chiarissimo nella conferenza stampa di ieri nella sede di Confindustria Crotone (qui l’articolo), la crisi finanziaria della società pitagorica inciderà e non poco sul futuro del club. Innanzitutto si abbassano le ambizioni, l’obiettivo fondamentale, ora, dopo aver assicurato l’iscrizione, e la permanenza in questa categoria. Restare nel calcio professionistico, sopravvivere in un calcio sempre meno sostenibile, non è ambizione da poco sopèrattutto a certe latitudini dello stivale. Squadre più “ricche” e balsonate come il Crotone sono sparite, vedi la Spal, il Brescia, la Ternana, ed in passato corazzate come il Chievo Verona, o lo stesso Catania, per non parlare della vicina Reggina. Insomma il calcio italiano sta collezionando più “fallimenti” che trofei.

In questo contesto Gianni Vrenna, forse contro i consigli di molti che gli suggerivano di vendere, ma a chi poi… il presidente Vrenna, capatosta come tutti i crotonesi, ha voluto andare avanti, certo ha bisogno di sostegno e vicinanza da parte di tutti, per primi i tifosi che da tempo hanno abbandonato lo Scida, poi degli imprenditori locali, ed infine di una città che, troppo spesso, si è ricordata del Crotone solo nelle vittorie, ma comunque si va avanti… ed ora si deve costruire la nuova squadra a iniziare dalla scelta dell’allenatore.

Il Nodo Allenatore

Le strade da intraprendere sono due, a questo punto, da una parte la conferma di mister Longo, che comunque fino al 30 giugno è un tesserato rossoblù, strada però poco percorribile sia per il poco entusiasmo che questa scelta genera in società e tra i tifosi, sia perchè il tecnico sembra avere già un accordo di massima con il Foggia.

L’alternativa a mister Longo non è tanto un nome quanto un modello. Il presidente Vrenna, infatti, ha deciso di svoltare, al fine di costruire un modello di calcio sostenibile, e dare una nuova ma antica impronta alla società rossoblù. Si riparte dalla crotonesità e da una iniezione di “senso di appartenenza” nel dna della nuova rosa. Si costruirà quindi una rosa giovane ma ambiziosa, che abbia fame, con la voglia di emergere e di dire la propria, così come una volta si faceva qui in riva allo Jonio.

E per un progetto così, il condottiero non può che essere un uomo che abbia indossato la maglia rossoblù, che sappia perfettamente cosa rappresentino questi colori per il popolo crotonese, che conosca un ambiente capace di esaltarsi nelle difficoltà così come di deprimersi nella noia. Un uomo che sia legato a questa città per ciò che Crotone rappresenta o abbia rappresentato. Un tecnico giovane ma capace che sappia valorizzare i giovani e che abbia voglia di crescere con loro.
L’identikit della società è chiaro e i nomi che rispondono a queste caratteristiche sono almeno due: Ivan Moschella e Aniello Parisi.

La storia di Ivan Moschella con il Football Club Crotone è un legame profondo, che lo ha visto protagonista prima sul campo e successivamente nei quadri tecnici. Moschella ha indossato la maglia rossoblù per tre stagioni consecutive, nel ruolo di difensore, diventando uno dei simboli della rinascita della squadra a fine anni novanta. È stato tra gli artefici della cavalcata che ha portato il Crotone dai dilettanti della Serie D fino alla Serie C1. Durante questo ciclo ha vinto un campionato di Serie D e uno di Serie C2. Il suo momento d’oro da giocatore è legato indissolubilmente alla finale dei playoff di Serie C2 disputata a Lecce contro il Benevento. Moschella segnò uno dei gol decisivi nel trionfo per 2-1 che decretò la promozione in Serie C1.
Dopo il ritiro, Moschella è rientrato al Crotone come allenatore delle giovanili prima di entrare in pianta stabile nello staff della prima squadra come collaboratore tecnico e match analyst dal 2013 al 2020, vivendo alcuni momenti magici della sotira rossoblù. Ivan è stato assistente tecnico di Massimo Drago, poi di Ivan Juric, con cui ha conquistato la prima e storica Serie A ed infine di Davide Nicola, partecipando alla salvezza dei rossoblù nella massima serie, una delle imprese più incredibili della storia della Serie A.
Nella stagione 2018/19 il debutto da allenatore proprio sulla panchina rossoblù in Serie B nel match contro il Lecce dopo l’esonero di Stroppa.
Ha poi concluso la sua esperienza nello “Squalo” allenando la formazione Primavera per due stagioni, prima di proseguire la sua carriera professionistica in altre piazze come il Torino.

La storia di Aniello Parisi (detto Nello) con il Football Club Crotone rappresenta un percorso di forte legame professionale, vissuto in due vesti distinte: prima come calciatore a fine anni Novanta e, successivamente, come pilastro del settore giovanile e dello staff tecnico della prima squadra. Nello Parisi, difensore di temperamento cresciuto nel Foggia, ha vestito la maglia del Crotone, rosa guidata da Antonello Cuccureddu, nella memorabile stagione 1999-2000 che ha portato alla storica promozione in Serie B:, vincendo il campionato di Serie C1.
Proprio a Crotone, Parisi ha ricevuto il suo “battesimo” su una panchina di rilievo dopo aver appeso gli scarpini al chiodo: guida la Primavera rossoblù dal 2015 al 2018.
A distanza di anni, e dopo aver accumulato esperienze nei settori giovanili di Roma e Torino, nell’estate del 2023 è tornato al Crotone come collaboratore e vice di mister Zauli.

I Pezzi Pregiati

Per quanto riguarda la rosa, il Crotone sarà, molto probabilmente, costretto a privarsi dei suoi prezzi più pregiati: Guido Gomez e Vinicius sono, infatti, finiti sui radar di più squadre anche di Serie B. Ma Gomez e Vinicius non sono gli unici in vetrina, anche perchè nessuno è incedibile, al giusto prezzo i giocatori del Crotone possono lasciare la maglia rossoblù, anche perchè la società pitagorica ha sì necessità di vendere ma sicuramente non di svendere.




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 Raffaele Arcuri

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