La prima volta di Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, in audizione a Palazzo Montecitorio, davanti alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato si apre con il ricordo di Sergio Marchionne, l’ad del gruppo morto nel 2018 con cui l’attuale manager ha lavorato molto.
«Da italiano so perfettamente quanto la grandezza di questa azienda affondi le sue radici anche in questo Paese. Grazie a questo legame e al supporto che l’Italia ci ha dato, oggi Stellantis è una grande azienda globale che rappresenta il meglio dell’italianità nel mondo. E da italiano – dice Filosa – ci tengo subito a ricordare Sergio Marchionne. Oggi sarebbe stato il suo 74esimo compleanno. I suoi valori accompagnano ancora oggi le persone di Stellantis che, come me, hanno avuto la fortuna di lavorare con lui».
La strategia del gruppo in Italia
L’ad ci tiene subito a precisare la sua strategia. «In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta. L’abbiamo invertita riorganizzandoci in strutture regionali più forti. Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente & Africa, Asia Pacifico: 5 regioni distinte tra loro da esigenze differenti, sia in termini produttivi che di mercato». Poi sottolinea che «su questa mappa, l’Italia si posiziona al centro dell’Europa, la regione guidata da Emanuele Cappellano, che ha il suo ufficio a Mirafiori, il nostro quartier generale europeo».
Quindi, evidenza, «abbiamo invertito la rotta anteponendo la qualità alle efficienze “a tutti i costi” e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti». Parole che lo pongono in contrapposizione con quanto disse l’ex ad, Carlos Tavares, chiamato sempre in Parlamento per illustrare i piani di allora di Stellantis e che puntò molto sulla necessità di «fare efficienza». Pertanto, dice Filosa, per raggiungere gli obiettivi «stiamo assumendo migliaia di ingegneri in tutto il mondo e consolidando i migliori standard industriali».
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Poi ammette: «Imprimere un cambiamento così profondo alla nostra strategia è stato difficile, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia. Una scelta netta, fatta per riportare le persone al centro di tutto ciò che facciamo». Concetto su cui si era concentrato già all’Investor day di maggio a Detroit. Il piano prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale. Al centro della nuova strategia ci sono il prodotto e l’innovazione.
I marchi al centro: “Maserati icona mondiale”
«Per prima cosa, abbiamo ridefinito l’approccio strategico verso i nostri marchi, ognuno dei quali continuerà ad avere un ruolo fondamentale. Fiat, Jeep, Peugeot e Ram, i marchi con maggiori volumi, saranno al centro della nostra innovazione tecnologica su scala globale. Gli altri brand, tra cui Alfa Romeo e Lancia, verranno valorizzati in base alle caratteristiche specifiche dei diversi contesti regionali e nazionali. Maserati andrà a completare la nostra strategia globale e, vedrete, si confermerà icona italiana di stile ed eleganza. Tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, elettrici e con motori termici ad alta efficienza», sottolinea il ceo.
Un’offerta, assicura, «arricchita dalle nostre nuove piattaforme industriali, basate su architetture flessibili che renderanno la produzione adattabile alle preferenze dei clienti. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, rafforzeremo le tecnologie a bordo delle nostre vetture e miglioreremo il lavoro in azienda. Siamo stati tra i primi costruttori europei a adottarla su larga scala; dall’ingegneria alla produzione, dal design all’interazione con i clienti».
Ogni stabilimento italiano ha «una missione produttiva nel piano strategico». Pomigliano, ad esempio, è stato il plant con la prima importante novità introdotta dal nuovo piano. «Nello stabilimento campano, infatti, entro il 2028 porteremo la prima piattaforma e-car. Qui avvieremo la produzione di almeno 2 nuovi modelli ad alti volumi che rafforzeranno la produzione in un segmento da sempre importante per l’industria italiana», dice.
Le e-car sono auto piccole, elettriche, europee ed ecologiche. Tutte rigorosamente “Made in Europe”, per dare slancio e valore all’intera filiera. Con un prezzo intorno ai 15.000 euro, saranno più accessibili. Questi modelli si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà almeno fino al 2030.
“Mirafiori casa italiana ed europea”
«Passo ora al complesso di Mirafiori, la nostra “casa” italiana ed europea. Dallo scorso novembre, a Torino è iniziata la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, che ha determinato un significativo aumento della produzione, oltre il 100% rispetto all’anno scorso. Una crescita che ci ha permesso di inserire centinaia di nuovi colleghi», rassicura Filosa.
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Anche la produzione dei cambi elettrificati eDCT per le vetture ibride continua a registrare numeri crescenti. «E lo stesso vale per il nostro hub di economia circolare, dove rigeneriamo motori, cambi e batterie. Ricordo inoltre che Mirafiori ospita più di 3.000 ingegneri, un centro di ricerca avanzata sulle batterie, e le nostre sedi italiana ed europea», commenta il manager. A Melfi negli ultimi mesi del 2025 Stellantis ha iniziato a produrre la nuova Jeep Compass e la nuova DS N° 8.
Melfi, Modena e Cassino
Due modelli che stanno già consentendo allo stabilimento lucano di tornare ad una crescita produttiva. «Una crescita che aumenterà ulteriormente con l’arrivo nel corso di quest’anno di altri due nuovi veicoli: la Lancia Gamma e la DS N° 7. A questi, andrà poi ad aggiungersi entro il 2028 una nuova alfa romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale. Questa è un’altra importante novità introdotta con il nuovo piano strategico», assicura. A Modena è stata riportata la produzione delle Maserati Gran Turismo e Gran Cabrio.
«Una scelta – dice – che ci ha già permesso di ridurre significativamente l’utilizzo dei contratti di solidarietà per lo stabilimento emiliano. A Modena abbiamo anche aperto Bottega Fuoriserie, dove vengono concepite, sviluppate e prodotte le vetture personalizzate dei clienti Maserati». Venendo a Cassino, l’ad assicura di essere al lavoro, anche con potenziali partner, per il suo futuro, legato al piano Maserati. «Nel frattempo, ci stiamo concentrando sulla gamma attuale, con il lancio di una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027», commenta.
Atessa
Ad Atessa, invece, c’è un’ulteriore novità rispetto al Piano Italia. Nello stabilimento abruzzese verrà fatta la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. «Credo sia importante sottolineare questo aspetto, la cui rilevanza non deve passare in secondo piano. Solo ad Atessa, infatti, investiremo oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni. Una scelta straordinaria che garantirà il futuro dello stabilimento, confermando la centralità dell’Italia in un segmento cruciale come quello dei veicoli commerciali».
«Grazie a ulteriori investimenti in ricerca e innovazione, lo stabilimento beneficerà anche dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. analizzeremo ad Atessa, ad esempio, i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere di quanta energia abbiamo bisogno. Questo consentirà di ottimizzare i consumi, rendendo lo stabilimento più efficiente e, quindi, competitivo», spiega Filosa.
Anche tutti gli impianti di componentistica hanno una strategia ben definita nel piano strategico, sottolinea Filosa davanti ai parlamentari, soffermandosi poi su Termoli dove è stato abbandonato il piano per la Gigafactory con Acc. «Con il senso di responsabilità che sentiamo nei confronti dei colleghi, abbiamo deciso di investire su due cose: i cambi eDct e i motori Gse. È una scelta strategica, perché già dal 2027, la produzione di cambi eDct nei nostri stabilimenti europei supererà la quota di un milione e mezzo di unità annue. Una crescita alimentata dalla forte domanda di motorizzazioni ibride, al centro del nostro nuovo piano. I propulsori Gse, inoltre, continueranno ad essere impiegati sulle nostre auto più vendute, a partire da Fiat Pandina e 500».
La lettera con Renault e Volkswagen
Poi riprende la lettera firmata con gli altri costruttori europei tra cui Renault e Volkswagen per sottolineare l’importanza di nuove norme. «Dietro il nostro piano c’è uno sforzo davvero significativo in termini di investimenti. Questo sforzo è reso ancor più difficile dal contesto, sia nazionale che europeo. Parto da un tema che sentite ripetere ogni giorno: il costo dell’energia. Nel primo trimestre dell’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawattora. Per la stessa quantità di energia, in Spagna abbiamo pagato in media 90 euro e in Francia 100. Ovvero, in entrambi i paesi, meno della metà. È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi quanto dai nostri fornitori», ammette.
Quindi, Filosa dice di riconoscere l’impegno delle istituzioni italiane per mitigare il problema, nei limiti dei vincoli europei e dell’attuale instabilità geopolitica. «In particolare, apprezziamo le misure del governo adottate per contenere il peso delle bollette. Vanno nella direzione corretta e ne auspichiamo una rapida attuazione», commenta. Tuttavia, «la situazione è tale da richiedere risposte davvero straordinarie ed urgenti». Parlando di competitività, ed in particolare di costo del lavoro, per il manager serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna.
«Una flessibilità che gratifichi e tuteli le persone e che, al contempo, sintonizzi la produzione, il mercato e le altre dinamiche esogene. In questo senso, mi sembra vadano le misure recentemente introdotte dal Parlamento nel corso della conversione del decreto primo maggio. Su questo, un ringraziamento particolare va al presidente Alberto Gusmeroli (il deputato leghista che presiede la commissione Attività produttive, ndr) per un emendamento che crediamo possa essere di grande utilità per migliorare la competitività industriale e, al contempo, valorizzare i nostri lavoratori. Solo agendo su aspetti fondamentali come energia e lavoro – conclude – potremo trasformare il nostro impegno di oggi nel successo industriale dell’Italia di domani».
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Claudia Luise
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