Seduti nei banchi i 12.305 sardi che affrontano l’esame di maturità: 5.652 a Cagliari, 3.928 a Sassari, 1.575 a Nuoro e 1.150 a Sassari.
Ieri, dopo l’insediamento delle commissioni, ogni studente ha saputo la data esatta del proprio colloquio orale, attraverso il registro elettronico. Ma oggi sono tutti seduti nei banchi i 12.305 sardi che affronteranno l’esame di maturità: 5.652 a Cagliari, 3.928 a Sassari, 1.575 a Nuoro e 1.150 a Sassari. Quest’anno la Sardegna ha registrato il primato negativo in Italia per il numero di studenti non ammessi all’esame: il 7%. Solo il 93% degli alunni sardi ha ricevuto il via libera per fare le prove, contro una media nazionale del 96,8%.
Le tracce sono comuni a tutti gli indirizzi di studio e sono in tutto sette, divise in tre tipologie diverse: un brano tratto dal libro di Mario Calabresi “Alzarsi all’alba”, uno tratto dal testo del professor Frank Furedi “I confini contano. Perchè l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare fontiere”‘”, un altro brano riguarda l’Assemblea Costituente, con un testo tratto dal discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat. Poi c’è Cesare Pavese e la poesia “Passerò per Piazza di Spagna” è una delle tracce proposte ai maturandi ai quali viene chiesto di analizzare, interpretare il testo letterario e di rispondere ad una serie di domande. Si tratta di una poesia sull’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling; un’altra traccia riguarda Vitaliano Brancati, e un brano tratto dal suo testo in prosa “I piaceri”. Uno dei due temi di attualità della prima prova della Maturità 2026 ruota attorno al concetto di “Incanto”. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, “Funziona a meraviglia”, apparso sulla rivista “Internazionale” nel gennaio 2026. Agli studenti è chiesto di fare una serie di considerazioni sulla capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura. Un’a’altra delle tracce di testo argomentativo parte da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”, sulla creatività scientifica. Allo studente viene chiesto di sintetizzare il testo e di esprimere il proprio punto di vista sulla tematica trattata motivando e argomentando con proprie considerazioni.
La seconda prova sarà invece diversa per tutti: latino al liceo Classico, matematica allo Scientifico, Scienze umane al liceo delle Scienze Umane, lingua e cultura straniera al Linguistico, economia aziendale negli istituti Tecnici con indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing e discipline turistiche e aziendali nei Tecnici con indirizzo turistico.
Il messaggio della presidente della Regione
La presidente della Regione Alessandra Todde ha indirizzato un messaggio a tutti i maturandi: “Ciao ragazze e ragazzi, siete circa 12.000 che vi apprestate ad affrontare la maturità. In bocca al lupo a tutte e a tutti voi”, scrive la presidente. “So che in queste ore ci sono ansia, notti insonni, paura di dimenticare tutto, voglia di fare bene, aspettative vostre e dei vostri amici. È normale, state chiudendo un pezzo importante della vostra vita e ne state aprendo un altro”, ha aggiunto. “Portate con voi quello che avete imparato, le persone che hanno creduto in voi, gli errori che vi hanno fatto crescere. La Sardegna ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro entusiasmo, della vostra energia“, ha proseguito Todde. “Non credete a chi vi dice che va tutto male, che in Sardegna non ci sono opportunità, che in Sardegna non c’è futuro. Io ho imparato nella mia vita che il futuro si costruisce, che la fiducia si costruisce, che le opportunità si costruiscono“, ha sottolineato. “E allora è necessario che voi vi impegnate per fare in modo che questa sia una terra di opportunità”, ha evidenziato. “Io vi posso raccontare la mia maturità, non solo notti insonni, perché ovviamente le aspettative erano tantissime, ma anche voglia di riscatto, voglia di dimostrare, voglia di far capire che ce la potevo fare. E mi è servito, eccome se mi è servito. Buon esame di maturità a tutte e a tutti voi”, ha concluso la presidente.
“Attenti alle fake news sulle tracce”
Anche quest’anno torna per la 19ma volta “Maturità al sicuro”, la campagna di sensibilizzazione promossa dal Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica in collaborazione con Skuola.net. Un’iniziativa che, partendo dall’analisi dei comportamenti e delle credenze dei maturandi, punta a smontare le fake news legate all’esame di maturità e a garantire uno svolgimento sereno delle prove. Un monitoraggio condotto da Skuola.net su un campione di 1.000 maturandi, a pochi giorni dal via dell’esame, rivela che ben il 20% è convinto di poter scovare qualcosa di utile in rete prima dell’apertura dei plichi ministeriali: il 13% crede che circoleranno in anteprima gli argomenti, mentre un 7% è certo di poter trovare il testo integrale delle tracce. Il 16% dei candidati dichiara che metterà la sveglia all’alba per presidiare social e siti specializzati a caccia dello scoop inesistente.
Buone notizie sul fronte smartphone: l’85% dei maturandi sa che il telefono va consegnato alla commissione prima di sedersi al banco, pena l’invalidazione della prova e dell’esame. Un dato migliore rispetto al passato, ma rimane tuttavia uno zoccolo duro del 15% che potrebbe rovinare tutto per una leggerezza: il 10% è convinto di potere tenere il cellulare in tasca purché rimanga spento, mentre un 5% si illude di poterlo persino usare, credendo di rischiare al massimo un abbassamento del voto finale. Inoltre, se lo smartphone viene ormai percepito diffusamente come un “ospite” indesiderato, l’attenzione cala drasticamente quando si parla di device indossabili. Quasi 1 studente su 5 (il 19%) potrebbe rischiare l’esclusione per colpa dello smartwatch: il 16% pensa di poterlo tenere al polso a patto che sia disconnesso da Internet, mentre il 3% crede di poterlo usare. La nebbia si fa ancora più fitta sui dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l’Intelligenza Artificiale senza connessione: quasi un quarto dei maturandi (il 23%) è convinto di poterli portare in aula, credendo erroneamente che basti “non comunicare con l’esterno” (20%) o che le conseguenze di un eventuale richiamo si limitino a una banale penalità sul voto (3%).
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