Con la riapertura delle indagini sul delitto di Chiara Poggi, il nome di Daniela Ferrari è tornato al centro dell’attenzione. Madre di Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato nell’ambito dell’inchiesta, nel corso degli anni la donna è stata ascoltata più volte dagli investigatori e si è trovata coinvolta in diversi passaggi chiave della vicenda. Tra verbali, dichiarazioni pubbliche, lettere e accertamenti, il suo ruolo è diventato sempre più rilevante nell’evoluzione del caso.
Il primo interrogatorio dopo il delitto
Il primo contatto ufficiale con gli investigatori risale al 6 ottobre 2008. In quell’occasione Daniela Ferrari viene convocata dai carabinieri di Vigevano per ricostruire gli spostamenti del figlio nella mattina dell’omicidio di Chiara Poggi. Nel verbale la donna racconta di essere uscita di casa intorno alle otto del mattino per recarsi a Gambolò con l’intenzione di acquistare un telecomando per il cancello. Secondo la sua ricostruzione, il negozio era però chiuso e per questo avrebbe fatto ritorno a casa poco prima delle dieci. Ferrari riferisce inoltre di aver lasciato l’automobile al figlio, che avrebbe dovuto raggiungere Vigevano. Durante l’audizione parla anche dell’amicizia tra Andrea Sempio e Marco Poggi, fratello della vittima, precisando però di non sapere se il figlio fosse mai entrato nell’abitazione della famiglia.
Lo scontrino di Vigevano e il verbale del 2017
Anni dopo, nel febbraio 2017, Daniela Ferrari viene nuovamente sentita dagli inquirenti nell’ambito della prima inchiesta che coinvolge Andrea Sempio. Durante quell’interrogatorio aggiunge un particolare sulla destinazione del figlio la mattina del delitto, spiegando che avrebbe dovuto recarsi in una libreria di Vigevano. È in questa occasione che emerge con maggiore forza il tema dello scontrino del parcheggio di piazza Sant’Ambrogio, considerato per anni uno degli elementi principali dell’alibi di Sempio. La donna spiega che il documento sarebbe stato trovato dal marito nell’automobile e che fu lei a decidere di conservarlo. “È stato ritrovato da mio marito sulla macchina. Quindi io ho avuto l’idea di tenerlo perché essendo successo un fatto così grave ho immaginato che avrebbero sentito gli amici di Marco Poggi. L’ho conservato in un cassetto e l’ho tenuto”, dichiarò agli investigatori.
Dopo l’archiviazione della prima indagine a carico del figlio, Daniela Ferrari decide di scrivere due lettere ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Nella prima missiva, inviata nel dicembre 2018, manifesta la propria amarezza per le conseguenze che l’inchiesta aveva avuto sulla sua famiglia e critica duramente il percorso investigativo che li aveva coinvolti. Poche settimane più tardi scrive una seconda lettera, tornando a esprimere il disagio e la sofferenza vissuti in quegli anni.
La riapertura dell’inchiesta e la difesa del figlio
Con la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia, Daniela Ferrari interviene più volte pubblicamente per difendere Andrea Sempio. Intervistata in diverse occasioni, ribadisce la propria convinzione sull’estraneità del figlio ai fatti. “Quella mattina era a Vigevano. Lo scontrino è suo. È innocente”, afferma, sostenendo la validità della ricostruzione fornita negli anni precedenti.
Il malore durante l’interrogatorio
Uno dei momenti più delicati arriva il 28 aprile 2025, quando la donna viene convocata dai carabinieri di Milano per essere ascoltata come persona informata sui fatti. L’audizione si concentra in particolare su un vigile del fuoco residente a Vigevano che, secondo alcune ipotesi investigative, potrebbe essere collegato agli spostamenti della donna nella mattina del delitto. Alla domanda sulla conoscenza dell’uomo, Ferrari risponde: “Sì. Ma non c’entra nulla con mio figlio”. Quando gli investigatori tentano di approfondire l’argomento, decide però di interrompere l’audizione. “No, mi avvalgo della facoltà di non rispondere e non voglio che mi vengano poste ulteriori domande”, dichiara. Doco dopo la donna accusa un malore che rende necessario l’intervento dei soccorsi.
Il recente ricovero in ospedale dopo l’ingestione di farmaci
Soltanto ieri, 17 giugno, Daniela Ferrari è tornata al centro dell’attenzione anche per un nuovo episodio che ha destato forte preoccupazione. La madre di Andrea Sempio è stata infatti ricoverata d’urgenza all’ospedale di Vigevano dopo un’eccessiva assunzione di farmaci. Secondo quanto riferito dai legali della famiglia, la donna è stata soccorsa dal personale sanitario e sottoposta a lavanda gastrica, per poi essere trasferita sotto osservazione in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero mai state considerate critiche e non sarebbe stata in pericolo di vita. L’avvocato Liborio Cataliotti ha parlato di un “eccesso nell’assunzione di farmaci”, spiegando che restano da chiarire le circostanze dell’accaduto e che non era possibile stabilire immediatamente se si fosse trattato di un’assunzione volontaria o di un errore nel dosaggio dei medicinali. Il legale ha inoltre rivolto un appello a ridurre la pressione mediatica sulla famiglia, ricordando come Daniela Ferrari sia stata più volte coinvolta nelle attività investigative pur non essendo indagata nel procedimento.
L’inchiesta di Brescia e il coinvolgimento del marito
Un altro passaggio significativo riguarda l’indagine aperta dalla Procura di Brescia sulla gestione della prima inchiesta del 2017. Nel fascicolo compare anche il marito di Daniela Ferrari, Giuseppe Sempio, indagato nell’ambito di un’ipotesi di corruzione. La casa della famiglia viene perquisita e la donna viene ascoltata per oltre tre ore dagli investigatori. Al centro degli accertamenti vi sono alcuni movimenti di denaro che, secondo l’accusa, sarebbero legati ai rapporti tra ex legali e appartenenti alle forze dell’ordine. La famiglia ha sempre respinto ogni contestazione.
L’intercettazione
Tra gli elementi depositati agli atti dell’inchiesta figura anche una conversazione intercettata tra Daniela Ferrari e il marito. Nel dialogo Giuseppe Sempio afferma: “E comunque lo scontrino lo hai fatto tu”. Per la Procura quella frase rappresenterebbe un elemento da approfondire nell’ambito delle verifiche sull’alibi di Andrea Sempio. Una lettura contestata dalla difesa, secondo cui si tratterebbe semplicemente di una battuta pronunciata in un contesto privato e priva di qualsiasi rilevanza investigativa.
Una figura chiave nelle nuove verifiche
A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, Daniela Ferrari continua dunque a essere una delle persone più ascoltate e osservate nell’ambito delle nuove indagini.
Le sue dichiarazioni, le ricostruzioni fornite agli investigatori e alcuni episodi emersi negli atti giudiziari rappresentano ancora oggi elementi al centro dell’attenzione di accusa e difesa, mentre gli inquirenti proseguono il lavoro per fare piena luce sui numerosi aspetti ancora oggetto di approfondimento.
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redazione@ilgiornale-web.it (Roberta Damiata)
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