Un popolo che ignora è un popolo manipolabile”



Lo scorso mercoledì nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama l’iniziativa promossa dal Multidistretto Lions 108 Italy. Vitali: “La sussidiarietà è il leitmotiv che deve accompagnare un nuovo modo di porsi della nostra associazione”

ROMA – La Cultura come mezzo per diventare cittadini consapevoli ed essere veramente liberi. È questo il tema affrontato nel corso della conferenza stampa “Cultura è Libertà. Il ruolo sussidiario dei Lions per la formazione dei cittadini”, tenutasi mercoledì 17 giugno nella Sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama, presso il Senato della Repubblica. L’iniziativa, promossa dal Multidistretto Lions 108 Italy, nasce da profonde riflessioni su quello che probabilmente è il più grande male che ha colpito il nostro Paese: l’ignoranza. Parte tutto da qui: un popolo che “ignora” è un popolo facilmente manipolabile. Una persona colta, cioè che conosce e che, di conseguenza, sa ragionare autonomamente, decide con la propria testa e non con quella degli altri. Cultura – inteso come conoscenza – diventa dunque sinonimo di libertà. Il lionismo può e deve giocare un ruolo di prim’ordine nel trovare la “cura” a questo male.

Rossella Vitali (Lions): “Sussidiarietà e solidarietà guidino il cammino della nostra Associazione”

Come ha sottolineato Rossella Vitali, Presidente del Consiglio dei Governatori 2025/2026 Multidistretto Lions 108 Italia, nella presentazione dell’iniziativa, “la sussidiarietà è il leitmotiv che deve accompagnare un nuovo modo di porsi della nostra Associazione. Non che siamo nuovi a questo perché il Lions International è un’associazione internazionale glocal – parte dal Club e va al mondo – e quindi ha nelle sue corde anche il tema della sensibilizzazione della comunità verso temi che fanno sì che le persone siano più libere e indipendenti”. “La ragione dell’importanza della sussidiarietà – ha proseguito Vitali – sta nel fatto che da soli si rimane vincolati a dei confini che insieme, invece, si allargano. È dalla collaborazione, dalla sinergia, dallo scambio anche critico che nascono le idee migliori e può venire fuori un ruolo sussidiario sempre più rafforzato. Insieme alla solidarietà, la sussidiarietà deve guidare il grande cammino che la nostra Associazione sta facendo: un cammino di compromesso tra la nostra grande tradizione, che non si può assolutamente dimenticare, e i cambiamenti che la società di oggi ci impone”.

Senatore Pogliese: “Il principio di sussidiarietà è fondamentale oggi più di ieri”

Parole, quelle di Vitali, che hanno ricalcato quanto detto ad apertura dei lavori dal senatore Salvatore Pogliese: “Credo, senza timore di smentita, che il principio di sussidiarietà sia di fondamentale importanza oggi più di ieri. È un principio sul quale ho prestato molta attenzione anche durante la mia precedente esperienza da parlamentare regionale. Nel 2014 da vice presidente dell’Ars ho presentato un disegno di legge – il n. 370 – dal titolo ‘Norme per l’attuazione del principio di sussidiarietà in Sicilia’, promosso e predisposto dalla vostra realtà associativa e che io ho condiviso, nella consapevolezza che il politico non possa fare il tuttologo ma debba avere l’umiltà di confrontarsi con gli ordini professionali, con le associazioni datoriali, con le realtà sindacali, con le associazioni per avere informazioni, ottenere suggerimenti per poi fare le opportune valutazioni all’interno di quella concezione della vita e del mondo che governa qualsiasi scelta che dovrebbe fare il legislatore”.

Graziella Puddu, Governatrice del Distretto Lions Lazio-Umbria-Sardegna, a cui erano affidati i saluti iniziali, ha sostenuto che incontri come questo – che ha visto una sala gremita ma soprattutto attenta e partecipe – siano “un’ottima opportunità per porre una pietra ferma rispetto al principio di sussidiarietà” e ha auspicato che l’evento sia “solo il primo di tanti altri che si susseguiranno a beneficio di tutti”.

Carlo Alberto Tregua (QdS): “Chi non va a votare raddoppia il voto di chi è andato”

Nel corso della tavola rotonda, moderata dalla giornalista del Tg1 Daniela Bricca, si sono susseguiti gli interventi di Carlo Alberto Tregua, Direttore del Quotidiano di Sicilia e Direttore Decano dei Quotidiani Italiani; Manuela Crepaz, Direttrice della rivista Lions; Antonio Pogliese, Past Governatore Lions Sicilia Anno 2012/2013.

“A partire dal simbolo – ha rilevato Daniela Bricca – rappresentato da due leoni, uno che guarda al passato e l’altro che guarda al futuro, c’è nello spirito dell’Associazione una tensione tra innovazione e tradizione, le quali non sono in antitesi ma possono essere interconnesse, prendendo il meglio del passato e allo stesso tempo guardando al futuro”. Ha quindi chiesto a Carlo Alberto Tregua quale sia la direzione da prendere: “Sempre avanti!” ha risposto Tregua, aggiungendo che “Cultura è libertà e libertà è la base della democrazia. La democrazia è il potere del popolo ma il popolo deve sapere che ha questo potere e per saperlo deve avere una cultura quindi dovrebbe studiare, leggere, avere le conoscenze necessarie per capire che cosa è bene e che cosa è male. Quando il popolo non ha questi requisiti si disamora rispetto a certi eventi che capitano e disamorandosi non va a votare. Chi non va a votare raddoppia il voto di chi è andato a votare. Quella del voto popolare è un’espressione che non rappresenta più il Popolo ma una minoranza di esso, tant’è che ormai da parecchio abbiamo governi nazionali, regionali e locali che sono espressioni di una minoranza. Questa è una distorsione della politica. Cosa dovrebbe fare l’organizzazione dei Lions? La risposta è nello statuto redatto da Melvin Jones del 1917. Io leggendolo ho dedotto almeno cinque cose, ognuno può aggiungerne altre. La principale è quella di lottare l’ignoranza generale informando i cittadini sui loro doveri prima e sui loro diritti poi, perché tutti reclamano i diritti che prevede la Costituzione ma dimenticano che la Costituzione ha un elenco di doveri fondamentali, primo fra tutti quello sancito dall’articolo 48, che stabilisce che votare è un dovere sociale“.

Manuela Crepaz: “La rivista Lions, strumento potentissimo per l’approfondimento culturale”

La parola è passata poi a Manuela Crepaz: “I soci e le socie Lions hanno uno strumento potentissimo, eccezionale, che è la nostra rivista, che dal nostro punto di vista attualmente è poco valorizzata, proprio perché si è perso questo concetto di ‘cultura è libertà’. Nessuno ufficialmente vuole ammettere che quando arriva la rivista cartacea si ha la reazione ‘adesso dovrei leggerla, ma non voglio leggerla’. Si cela dietro al problema del rispetto dell’ambiente – la carta si produce tagliando gli alberi – ma è chiaramente una scusa. È per questo che tentiamo, anche con questi incontri, di far capire l’importanza dell’approfondimento. La rivista Lion non si indirizza solamente ai soci, ma nel pieno spirito di quello che è l’apertura verso il mondo che non è solo lionistico, tratta anche argomenti generali e appunto una porta sul lionismo anche per chi non lo è. Quindi parliamo di lionismo, ma anche di temi di attualità. Cultura è Libertà è proprio questo per la rivista: poter permetterci il lusso di fare approfondimento”.

Antonio Pogliese: “Quarantamila soci Lions possono fare la differenza puntando sulla qualità”

Antonio Pogliese ha esternato le riflessioni elaborate negli ultimi anni sulla ricerca del compromesso: “Gli organismi mondiali e nazionali devono seguire delle logiche che ritengo – negativamente – essere delle logiche che puntano alla massificazione. Dal momento che il livello culturale medio dei Lions si è abbassato, questa massificazione va verso il basso. I Club, che conservano la propria autonomia, devono al contrario puntare sulla qualità in tematiche di attualità estrema. Ho stimato che 1300 Club producono in un anno circa 7000 eventi. La convegnistica non produce effetti immediati ma mediati e allora se, anziché trattare il sesso degli angeli, si affrontano questioni strutturali è possibile sortire risultati importanti. Noi Lions saremmo nelle condizioni di poterlo fare se, forti di oltre 40 mila Soci, di professionalità e funzioni diverse e, in buona parte, di uomini e donne liberi, la prospettiva lionistica puntasse alla sussidiarietà intellettuale. Negli ultimi venticinque anni non ci sono state iniziative significative sul piano della sostituzione del privato nel pubblico per fare delle cose perché il ceto politico non ha nessun interesse a condividere la coltivazione dell’orticello e le nostre associazioni non sono nelle condizioni di farlo: se diciamo il contrario mentiamo coscienti di mentire”.

Lina Scalisi (UniCT): “Non c’è libertà autentica se non c’è coscienza”

A chiudere i lavori Lina Scalisi, Ordinaria di Storia Moderna e Prorettrice dell’Università di Catania: “Non c’è libertà autentica se non c’è coscienza. Una società è realmente libera quando possiede gli strumenti culturali per comprendere i problemi. Come cambia il mondo riguarda l’intera comunità e allora una realtà sociale che vuole promuovere conoscenza, partecipazione, dialogo, senso civico può contribuire a rafforzare la libertà delle persone e la qualità della democrazia. In questa prospettiva vedo molto forte il ruolo del Lions perché, in questo momento storico così complesso, promuovere occasioni di crescita culturale e di educazione civica, integrando l’azione della scuola e dell’università e aumentandone l’efficacia, può fare la differenza perché insieme abbiamo competere diffuse e possiamo realizzare un modello di pratica civile. Questa è una sfida educativa ancor prima che sociale che non produrrà risultati immediatamente misurabili ma può dare un forte impatto in termini di qualità della vita democratica”.


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 Paola Giordano

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