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Radio Radicale, siamo con l’onorevole Federica Onori di azione per parlare con lei di di sui di suicidi, perché da pochi giorni c’è stata la giornata internazionale per la prevenzione al suicidio e con lei parliamo di un documento del ministero della Salute proprio su questo, su questo tema allora la cosa curiosa di questo documento e che in qualche modo il testo del ministero della Salute non tiene conto delle delle statistiche in merito ai suicidi, e allora lei, presentando oggi al question time, in un’interrogazione a risposta immediata, che cosa ha voluto sottolineare rispetto alle incongruenze del Ministero della Salute,
Allora, infatti, è proprio del 10 settembre la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio dell’Organizzazione mondiale della sanità, che viene diramando questo comunicato che leggibile sul sito del ministero, quindi chiunque può digitare suicidi ministero, Salute e lo trova
In questo piano di prevenzione praticamente individua delle categorie target, quindi categorie a cui dare priorità rispetto diciamo evidentemente ad altre queste categorie, quali sono le donne in prima posizione e adolescenti, giovani, carcere incarcerati ora, mentre in effetti per gli adolescenti, per le carceri ha un senso metterle come categorie prioritarie, perché i carceri sono tra i luoghi più dove avvengono più sussidi in maniera relativa e tra gli adolescenti alla terza causa di morte, il suicidio per ragazzi dai 16 ai 29 anni. Questo è un dato, anche questo dell’Oms. Non era chiaro perché venissero inserite le donne, perché dico questo perché quattro suicidi su cinque, quindi, circa l’80% sono compiuti da uomini, cioè su cinque suicidi che osserviamo. 4 sono fatti da uomini. Quindi, se c’è una categoria, se ci fosse una categoria a cui dare priorità, certamente non sono le donne, ma dovrebbero essere gli uomini. Quindi oggi abbiamo chiesto al ministro insomma, come mai questa scelta, sottintendendo, è una svista, è una disattenzione, è un copia incolla ad altri comunicati, però questo non va bene, perché se l’approccio e il metodo con cui facciamo un piano per la prevenzione al suicidio che una politica pubblica importantissima, ovviamente e delicatissima, se l’approccio, ribadisco, è quello di fare copia incolla con cose che già esistono senza guardare ai dati, abbiamo un problema di metodo nella nostra pubblica amministrazione e in effetti il ministro ha valutato che gli uomini, e in particolare in età lavorativa e anziani, che sono quelli che commettono più suicidi, devono avere Rich ed essere riconosciuti come una categoria a cui prestare attenzione. È quello che noi abbiamo risposto che, ebbene, questo tipo di
Di atteggiamento. Oggi, però, certo, dobbiamo poi controllare che il piano sulla prevenzione effettivamente sarà di quel tipo e che quindi, in nero su bianco la categoria degli uomini sia ammessa tra quelli a cui dare priorità. La preoccupa il fatto che in maniera così disinvolta
Vengano elaborate delle relazioni del genere senza tenere conto del del della voce delle statistiche effettive. E poi le volevo chiedere se questo lo ha indotto a pensare che queste relazioni
E non abbiano siano state scritte dall’intelligenza artificiale. No no, ma purtroppo è anche un tema su cui allora, probabilmente, se fosse stata scritta dall’intelligenza artificiale sarebbe stata scritta meglio, quindi è la mia preoccupazione. È proprio che venga fatto per disattenzione, per un approccio un po’adesso. Non vogliono, non so a chi manualmente, ha inserito queste parole sulla pagina del Ministero della Salute, però è sicuramente un modo sciatto no di presentare un piano laddove è con tutta evidenza, diciamo, i dati dicono proprio il contrario, quindi nessuno ha controllato, nessuno si è prestato a verificare. C’è anche una sorta di distorsione culturale, però, di cui probabilmente siamo tutti un pochino, sorge a cui siamo tutti un pochino soggetti, che è quello di pensare che le donne siano sempre la categoria più vulnerabile. No, c’è una registra, si si registra d’ufficio. La donna come quella che ha sempre più bisogno di me mi uccido, sono più debole. Questa l’equazione sarebbe questa sì, probabilmente qualcuno non prendendosi la briga di controllare i dati, ha pensato che avesse un senso inserire le donne come sempre magari viene fatto tra le categorie più vulnerabili e e questo è grave però culturalmente fra questo non riguarda un ufficio in particolare del ministero. Ripeto, io non ho già oggi non volevamo attaccare un ufficio nella nello specifico, lo volevamo proporre un tema attenzione innanzitutto, prima di essere tutti quanti noi membri di un gruppo o di un altro, siamo persone che prima di essere una donna sono una persona, il suicidio di un uomo non vale meno del suicidio di una donna. Se poi l’approccio a categorie è quello che si decide di utilizzare e anche qui uno potrebbe
Capire se quello adeguato o no, ma diciamo che è quello che si decide di utilizzare. Non mi puoi mettere la categoria che è meno vulnerabile che si suicida nemmeno tra quelli a cui dare priorità. Davvero qui arriviamo a dei controsensi
Che poi non vanno bene perché è ingiusto, perché è ingiusto perché noi ha di fronte a e poi si tagliano anche le politiche
Ovviamente anche qui un’altra cosa che ho aggiunto è abbiamo obiettivi misurabili, ci vogliamo dare un approccio un po’scientifico, davvero, perché non basta dire facciamo un piano per la prevenzione sul suicidio, il caso che portavo era quello dell’Irlanda, per esempio l’Irlanda, ma anche il Regno Unito, l’Australia fanno specificatamente riferimento alla salute mentale maschile perché il fatto che i suicidi si registri una maggior parte tra gli uomini, invece che fra le donne non è un dato solo italiano, è un dato mondiale. Le cause sono tantissime, io non sono sicuramente la persona più titolata a entrare nel dettaglio di questo
Però diciamo sicuramente la categoria è quella che merita attenzione. L’Irlanda, ad esempio, si è precisione discendere a 7 suicidi ogni 100.000 abitanti entro il 2035. Quindi questo piano sulla prevenzione sarà tanto efficace quanto sarà specifico con delle risorse ad hoc, ma anche qua tanto, quanto saranno misurabile gli obiettivi che il ministero si prefisse era e quindi è importante, insomma, approcciarlo in maniera seria. Questo tema,
Secondo lei
Quello che noi pensavamo fosse un male sociale, legato soprattutto ai Paesi del Nord Europa, il suicidio si è allargato anche nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
Perché secondo lei c’è riuscita a darsi una risposta, allora anche qua, leggendo, diciamo le relazioni dossier.
L’Italia non è tra i Paesi con maggior tasso di suicidi, quindi anche questo è un dato importante perché?
Non c’è una vera e propria emergenza suicidi in questi termini, nel senso che il dato non è andato aumentando nel tempo, anzi andato leggermente diminuendo con la crisi degli anni 2000 ed si è osservato un picco e poi c’è un trend costante invece che è quello che le morti suicidi degli uomini vanno sempre più superando quello delle donne.
E anche qua i motivi sono diversi, la perché poi si osservano spesso in età avanzata dai 65 anni in avanti, quindi la vedovanza ad andare in pensione e la difficoltà a chiedere aiuto, perché siamo notoriamente le donne hanno una semplice, una una semplicità maggiore nel cercare un aiuto e anche il fare riferimento a,
Strumenti diciamo più più efficaci dal punto di vista, poi dell’esito fatale del tentativo di suicidio, quindi impiccagione al metodo che viene utilizzato, osservato maggiormente tra gli uomini e non avviene lo stesso tra le donne. Quindi c’è un numero di aspetti che poi chi studia, questo fenomeno conosce e ci eh eh, eh eh ci propone come come analisi
Quello diciamo che ci sono Paesi che hanno un maggiore tasso di suicidi, se non ricordo male, la Slovenia e uno di questi.
E invece nell’Italia, insieme con la Grecia e altri Paesi, hanno un tasso che si tiene a su abbastanza basso, ma ovviamente in qualsiasi caso di suicidio è un caso che bisogna provare ad evitare, però anche qui le politiche pubbliche vanno fatte con il con i dati alla mano senza sminuire un problema ma anche senza renderlo quello che non è
Chiarissimo, allora ci auguriamo che gli uffici del ministero della Salute siano più precisi, per individuare delle politiche più efficaci per la prevenzione di fenomeni negativi come quello del del suicidio grazie a Federica onori di azione e di aver sollevato la questione durante il question time alla Camera dei deputati grazie a voi.
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