La collaborazione tra pubblico e privato, il potenziamento delle infrastrutture, la sostenibilità ambientale e la competitività del sistema portuale. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Liguria Orientale 2030 – Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale”. L’appuntamento, ospitato nell’Auditorium “Giorgio S. Bucchioni” della Spezia, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema portuale, del mondo produttivo, delle infrastrutture e della logistica per fare il punto sulle prospettive di crescita del territorio e sulle sfide che attendono la Liguria orientale nei prossimi anni.
Ad aprire i lavori del convegno, promosso dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale e da Confindustria La Spezia, in collaborazione con Itec Engineering e con il patrocinio di Ance La Spezia e Confindustria Liguria, è stato il prefetto Andrea Cantadori, che ha sottolineato il valore strategico del mare per la città. “Il mare, luogo di innovazione, turismo, industria e ricerca, rappresenta da sempre una risorsa strategica per questa città”, ha affermato, evidenziando come il confronto tra istituzioni, imprese e mondo della formazione debba trasformarsi in un modello stabile di collaborazione. Secondo il prefetto, è necessario rafforzare un sistema in cui imprese, università e amministrazioni pubbliche siano in grado di lavorare insieme con una visione orientata al medio e lungo periodo.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come, nonostante il difficile contesto geopolitico internazionale e le tensioni che stanno influenzando il commercio mondiale e il trasporto marittimo, i porti del Mar Ligure Orientale abbiano dimostrato una buona capacità di tenuta. E, in particolare, il porto della Spezia continua a confermarsi tra i principali scali italiani per il traffico gateway.
Guardando al futuro, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha indicato la direzione da seguire: “Porto, infrastrutture e sostenibilità non sono obiettivi alternativi, ma elementi che devono crescere insieme all’interno di una visione strategica condivisa”. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire entro il 2030 una Liguria sempre più competitiva e interconnessa, protagonista nei grandi corridoi logistici europei e mediterranei. In questo percorso il porto spezzino sarà uno dei pilastri dello sviluppo grazie agli investimenti nell’intermodalità, nella logistica sostenibile, nelle connessioni ferroviarie e nell’innovazione.
Anche il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, ha richiamato la necessità di accelerare i progetti già programmati. “I cambiamenti geopolitici e demografici, insieme al grande impulso tecnologico proveniente dall’Asia, ci impongono di avere il coraggio di accelerare”, ha detto, ribadendo l’importanza di tutelare il sistema economico e produttivo e, al tempo stesso, di mantenere un equilibrio tra porto e città. Un equilibrio che passa attraverso infrastrutture più efficienti e una crescita capace di coniugare sviluppo economico e coesione sociale.
Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, ha invece fatto il punto sui principali interventi in corso. Ha ricordato il ruolo della Zona logistica semplificata, gli investimenti degli operatori privati e le opere infrastrutturali strategiche già avviate, soffermandosi anche sui progetti dedicati alla sostenibilità ambientale, con particolare riferimento al cold ironing. “Si tratta di iniziative che contribuiranno a rafforzare la competitività dello scalo e a costruire un’immagine nuova, moderna e sempre più sostenibile del porto e della città della Spezia”, ha osservato.
Pisano, ha illustrato i numeri che confermano il ruolo strategico dello scalo spezzino e del sistema portuale del Levante ligure. Nel 2025 i porti della Spezia e Marina di Carrara hanno movimentato complessivamente 1.217.461 Teu e 12,62 milioni di tonnellate di merci, con una crescita del 3,3 per cento rispetto all’anno precedente. Positivi anche i dati del traffico passeggeri, con 735.592 crocieristi movimentati e una crescita del 16,8 per cento per il solo scalo spezzino, che si conferma tra i principali porti crocieristici italiani.
Il numero uno di Via del Molo ha inoltre evidenziato la forte vocazione intermodale del porto della Spezia, dove il 34,4 per cento delle merci viaggia su ferro. Ogni anno sono 7.352 i treni che collegano il porto con le principali destinazioni del Nord Italia e dell’Europa centrale, mentre il retroporto di Santo Stefano di Magra dispone di 600mila metri quadrati dedicati alle attività logistiche, dei quali 80mila di competenza dell’Autorità portuale.
Il presidente ha poi richiamato il peso della Blue Economy sul territorio spezzino. L’economia del mare rappresenta infatti il 17,4 per cento del valore aggiunto complessivo della provincia, dato che colloca la Spezia al terzo posto a livello nazionale. Al 31 dicembre 2024 risultavano attive 3.027 imprese del comparto, mentre gli addetti erano 16.524 alla fine del 2025, di cui 4.709 impiegati nella cantieristica. Un sistema che, secondo gli studi richiamati durante il convegno, contribuisce in modo determinante anche all’export nazionale. Ampio spazio è stato dedicato agli investimenti in corso e programmati. Tra le opere principali figurano il nuovo Molo Crociere, intervento da 57 milioni di euro che prevede una superficie di 16.900 metri quadrati e due nuovi accosti da 339 e 393 metri, e il nuovo terminal crociere da 41,5 milioni di euro realizzato attraverso il project financing. Sul fronte delle infrastrutture portuali sono previsti inoltre dragaggi per 67,5 milioni di euro destinati all’approfondimento dei fondali del terzo bacino e del canale navigabile fino a 15 metri.
Pisano ha infine ricordato i progetti legati alla sostenibilità ambientale, con il sistema di elettrificazione delle banchine che potrà contare su una potenza iniziale di 10 megawatt, espandibile a 16, ai quali si aggiungeranno ulteriori 28 megawatt, e il completamento del terzo lotto della piattaforma logistica, finanziato con 13,7 milioni di euro. “Siamo in una fase particolarmente dinamica per il porto della Spezia e per l’intero sistema del Mar Ligure Orientale”, ha sottolineato Pisano, evidenziando come investimenti, innovazione e sostenibilità rappresentino le leve principali per rafforzare la competitività dello scalo nei prossimi anni.
Sul ruolo dei porti liguri nel sistema economico nazionale si è soffermato il presidente di Confindustria Liguria, Mario Gerini. Secondo Gerini, gli scali di Genova, Savona-Vado e della Spezia rappresentano asset strategici non soltanto per il traffico marittimo e la navalmeccanica, ma anche per l’erogazione di servizi avanzati a supporto delle filiere industriali. Un ruolo che, ha evidenziato, può essere ulteriormente rafforzato grazie alla digitalizzazione, alla gestione integrata dei flussi logistici e a strumenti avanzati di monitoraggio e tracciabilità delle merci.
Per Roberto Vallarino, amministratore delegato di Itec Engineering, la chiave per affrontare le sfide future è la capacità di leggere i bisogni del territorio e trasformarli in progetti concreti. Le infrastrutture, ha spiegato, rappresentano la vera spina dorsale dello sviluppo, poiché consentono di aumentare la competitività del sistema produttivo e di attrarre nuovi investimenti. Da qui la necessità di puntare su opere moderne, integrate e capaci di dialogare con il territorio.
Uno dei temi più discussi è stato quello della Zona logistica semplificata. Il presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza l’ha definita “un’opportunità strategica” per favorire uno sviluppo strutturato e offrire alle imprese condizioni più favorevoli per investire. “Vogliamo contribuire concretamente alla piena operatività della Zls affinché diventi un reale motore di crescita economica e industriale”, ha dichiarato, ricordando i benefici legati al credito d’imposta, alla riduzione degli adempimenti burocratici e a un quadro normativo più semplice e stabile.
Sul tema delle infrastrutture è intervenuto anche il presidente di Ance La Spezia, Alberto Bacigalupi, che ha ribadito come queste non debbano essere considerate un costo ma un investimento strategico. Pur riconoscendo la fase di crescita che sta attraversando il territorio grazie al porto, all’industria, alla logistica e ai settori ad alta tecnologia, Bacigalupi ha evidenziato le fragilità ancora presenti nel sistema dei collegamenti. “Il tema infrastrutturale deve uscire dalla logica dell’emergenza e diventare una priorità condivisa”, ha affermato, sottolineando che infrastrutture efficienti sono essenziali per attrarre investimenti, creare occupazione e migliorare la qualità della vita.
La necessità di una visione integrata è stata richiamata anche da Lucilla Mattei, direttore operativo di Ram, secondo cui la competitività del sistema logistico italiano dipende dalla capacità di collegare in modo efficace porti, retroporti e reti di trasporto nazionali ed europee. Intermodalità, digitalizzazione e sostenibilità, ha osservato, rappresentano gli strumenti fondamentali per rendere più efficiente la catena logistica e rafforzare l’attrattività dei territori.
Infine Errico Stravato, amministratore delegato di Sogesid, ha definito la Spezia e la Liguria orientale un “laboratorio strategico” per lo sviluppo sostenibile del sistema portuale italiano. Attraverso il progetto “Porti 2040”, ha spiegato, la società è impegnata a sostenere l’evoluzione degli scali italiani come piattaforme avanzate per energia e logistica, promuovendo una gestione integrata delle infrastrutture e la rigenerazione delle aree portuali e retroportuali. Un percorso nel quale, ha concluso, la collaborazione tra soggetti pubblici e privati sarà determinante.
All’evento ha preso parte anche Carlo De Simone, subcommissario alla ricostruzione di Genova.
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Thomas De Luca
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