Presso il Teatro Sociale G.Busca di Alba si tiene l’Assemblea Annuale 2026 di Confindustria Piemonte e Cuneo, dal titolo “Made in Italy, Made in Piemonte. L’industria che fa la storia”.
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Ore 17.05 – Partita l’Assemblea Annuale 2026 di Confindustria Piemonte e Cuneo con l’Inno di Mameli e l’Inno dell’Unione Europea.
Ad introdurre l’evento, in apertura, il Direttore Generale Confindustria Cuneo Giuliana Cirio e Paolo Balistreri, Segretario Generale di Confindustria Piemonte.
Ore 17.15 – Il primo intervento è del sindaco di Alba Alberto Gatto, il quale ha voluto subito esprimere solidarietà alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il recente attacco da parte del Presidente degli USA Donald Trump: “Ci possono dividere gli ideali politici, ma non il rispetto dovuto alle istituzioni: siamo convinti che questo ennesimo episodio non intaccherà, comunque, i rapporti con gli Stati Uniti”. Sull’Assemblea: “Un onore per la nostra città ospitare questa assemblea, che riunisce larga parte del mondo produttivo del Piemonte. Oltre 400 imprese associate e 20000 lavoratori nell’area di Alba e Bra, numeri dietro i quali ci sono persone competenze, investimenti e capacità di creare valore”.
Ore 17.22 – Al via il talk, moderato dal giornalista di Sky Tg 24 Andrea Bignami che intervisterà il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Resta, di stretta attualità, le parole di Donald Trump contro Giorgia Meloni: “Le parole di questa mattina sono inconcepibili. L’industria italiana dovrà sempre difendere le istituzioni del paese, al di là del colore politico. Quello che sta succedendo al di fuori di noi sta impattando molto sull’Europa e sulla nostra economia: nonostante questo lo spirito d’impresa resta sempre positivo e lo dimostrano i dati italiani. Una situazione, comunque, che tra alleati non può esistere e che impone all’Europa di fare ragionamenti molto seri e rapidi, prendendo posizioni proprie, di autonomia che, purtroppo, su alcuni capitoli non ha. Quindi costruire positività da questa negatività”.
Venendo ai temi relativi all’Assemblea e sullo squilibrio fra domanda interna e mercati esteri. “Non solo un problema italiano, ma europeo – spiega Orsini – : si dovrà lavorare molto e le nostre proposte portate al Governo vanno in questa direzione, dall’aggregazione delle piccole imprese, all’energia, al fisco”. Sui problemi della manifattura: “Non è vero che la produttività italiana non funziona. – così Orsini – Le medie imprese italiane producono il 22% in più degli omologhi europei, ma i problemi sorgono sulle piccole imprese: aggregare le aziende può rappresentare un soluzione, portando performance pazzesche con grande entusiasmo. Questa è la via e stiamo già cominciando a lavorare con il MEF che ha recepito la nostra iniziativa: penso che la leva fiscale sia molto importante e possa garantire un overboost per unire le nostre aziende”.
Cosa deve fare l’Europa in un periodo come questo: “Ha bisogno di una voce come la nostra per non ripetere gli errori del passato. Serve una responsabilità politica di tutti i portiti: non possono esistere ideologia in alcuni settori: dalle emissioni di CO2, in cui bisogna fermarsi in tempo in modo da rimodulare le misure, alla burocrazia, al mercato unico dell’energia”.
Infine sul problema dei salari, in rapporto soprattutto con i giovani: “Si può fare di più, abbiamo cercato in questi due anni di instaurare un dialogo con i sindacati per mettere insieme le necessità. 100mila laureati hanno lasciato il nostro Paese, con saldo positivo del non rientro: non siamo attrattivi, dobbiamo creare condizioni perché i giovani rimangano, parlare di salario e capacità di dare una casa ad un costo sostenibile”.
Ore 17.50 – Inizia il talk, moderato sempre da Andrea Bignami, insieme al Presidente della Regione Alberto Cirio, il vicepresidente di Confindustria Giorgio Marsiaj ed il Presidente ed AD del Gruppo SAE Alberto Leonardis.
Apre il dibattito Alberto Cirio: La forza del Piemonte è composta da elementi di traino che però patiscono le difficoltà del settore auto. Il problema del PIL viene compensato dalle esportazioni, quando i problemi non sono anche tedeschi, dall’industria aerospaziale, con commesse garantite per i prossimi 15 anni. Poi il settore agroalimentare, lusso e tanti elementi forti. Ma siamo sinceri: la manifattura paga un terzo degli stipendi in Piemonte e se non riparte i numeri saranno sempre in difficoltà. A noi spetta il compito di capire questa fotografia”.
Giorgio Marsiaj riprende il tema automotive: “Il grande errore è stato chiudere gli uffici di progettazione e ingegneria, il cuore del settore automotive. Siamo comunque molto avanti nell’aerospaziale: ricordiamo che la FIAT produceva i caccia, una tradizione importante. Quello dell’aerospazio è un settore in evoluzione ed è molto competitivo: la produttività è alta e possiamo fare sempre di più e meglio. La manifattura è la base di crescita del nostro Paese e senza di questa siamo persi”.
L’intervento di Alberto Leonardis parte da una domanda sui motivi dell’acquisizione da parte del Gruppo Sae de La Stampa: “Una grande passione, quella dell’editoria, che ho avuto sin da ragazzo. E poi una necessità di portare avanti editoria libera, indipendente, non condizionata da interessi, per un giornalismo che entra nel merito e racconta le cose come sono, non partendo da un pregiudizio. Questa e la mission che ci siamo dati, con approccio rigoroso. Non nascondo inoltre la passione per una regione come questa, straordinaria, con i suoi valori aggiunti imprenditoriali. Proprio in questi giorni ho fatto visita a due realtà come Ceretto e Ferrero, fra i simboli di questo territorio. Vogliamo, quindi, raccontare con obiettività, anche le cose che funzionano nel mondo”.
Sugli obiettivi del nuovo impegno nel settore editoriale: “L’editoria funziona se c’è un progetto di diversificazione: abbiamo messo insieme imprenditori di vari luoghi d’Italia, comprando Il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Nuova Ferrara, chiudendo il primo anno in positivo e lanciando progetti di sviluppo che rappresentano un valore aggiunto. – rimarca Leonardis – Abbiamo saputo unire parte editoriale, organizzazione eventi e comunicazione integrata”.
In chiusura, il punto con Alberto Cirio con le opere realizzate e ancora da completare in Piemonte, dall’A33 Asti-Cuneo al Tenda e non solo: “Entro la fine del 2026 la gara d’appalto sarà espletata e nel 2027 potranno partire i lavori della canna storica del Tenda. Ci abbiamo messo tanto, troppo tempo: monitoreremo lo svolgersi dei lavori. Partirà la seconda canna del tunnel del Monte Bianco, mentre abbiamo raddoppiato la viabilità del Tunnel del Frejus. Il Piemonte è il cuore dei trasporti in Europa: qui si incrociano i flussi delle marci e non a caso siamo la Regione in cui le multinazionali investono di più. L’approccio su questi temi, quindi, deve rimanere sempre positivo”.
Ore 18.24 – Le sfide globali e la resilienza italiana: il caso del Piemonte e di Cuneo nella relazione di Marco Fortis, Direttore di Fondazione Edison.
Ore 18.43 – Nella sua relazione, il Presidente di Confindustria Cuneo Mariano Costamagna ha sottolineato: “L’immagine sulla nostra provincia è molto chiara: non solo terra di eccellenze riconosciute, ma una delle aree più produttive e che ha fatto del made in Italy il suo mantra, grazie a capacità di adattamento, competenze tecniche, cultura del prodotto e responsabilità nei confronti del territorio. La nostra storia e la mia personali mi porta a credere fortemente alla formazione professionale, ed al lavoro come educazione alla responsabilità. Non basta fare la storia, bisogna continuare a scriverla, facendo squadra: insieme possiamo incidere sulle condizioni che permettono alle nostre aziende di crescere. Noi, parola importante, insieme, dobbiamo essere capaci di lavorare all’unisono per far crescere la nostra comunità. Orgoglio e competenza – conclude Costamagna – , per costruire le condizioni per cui questa storia continui: Made in Italy e Made in Piemonte significa sapere da dove arriviamo e decidere dove vogliamo arrivare”.
Ore 18.50 – Così il Presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto: “i troviamo in contesto notevolmente mutato: le guerre hanno completamente cambiato il nostro sistema, a cui si aggiungono la debolezza della domanda europea e le difficoltà di alcuni comparti indusrtriali: però le imprese piemontesi hanno dimostrato capacità di adattamento e solidità patrimoniale. Ci confermiamo una delle locomotive esportatrici del Paese: siamo una delle regioni che più contribuiscono alla competitività dell’Italia a livello internazionale. L’export però non basta: abbiamo necessità di aumentare i consumi interni guardando anche all’Europa. La nostra ricetta è nota, con due priorità: crescita della media impresa, vero motore dello sviluppo; ribaltare il paradosso piemontese: infatti esportiamo molto, ma importiamo più servizi dalle altre regioni italiani, bisogna rafforzare la domanda interna”.
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EDWARD PELLEGRINO
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