Riscaldare la pizza o gli avanzi nel microonde sembra il gesto più semplice del mondo, ma un errore molto comune può compromettere consistenza, sapore e igiene. Scoprite perché coprire il cibo durante il riscaldamento fa davvero la differenza.
Capita spesso: aprite il frigo, trovate la pasta al forno di ieri e vi sentite già salve dal dover cucinare. Due minuti di microonde, profumo invitante, primo boccone… bordi bollenti e secchi, centro ancora tiepido. Non è sfortuna, è un gesto automatico che fate quasi sempre senza pensarci.
La buona notizia è che non c’entra un microonde “scarso” né la vostra abilità ai fornelli. L’errore quotidiano è molto più banale: scaldate il cibo completamente scoperto. E questo non rovina solo gusto e consistenza, ma incide anche su pulizia e sicurezza alimentare.
Perché lasciare il cibo scoperto nel microonde è un problema
Il forno a microonde funziona emettendo onde elettromagnetiche (intorno ai 2,45 GHz) che fanno vibrare soprattutto le molecole di acqua, grassi e zuccheri presenti negli alimenti. Le molecole si muovono, si “sfregano” e producono calore. Il riscaldamento è rapido, ma spesso poco uniforme: si creano punti molto caldi e punti più freddi.
Se il piatto è scoperto, l’acqua sulla superficie evapora e fugge via libera. Risultato: la parte esposta perde umidità, si asciuga e cambia consistenza. È il motivo per cui la pizza diventa gommosa, la pasta si incolla, il riso si trasforma in piccoli sassi, la carne appare stopposa proprio quando dovrebbe essere succosa.
Sul fronte estetico, poi, il quadro è chiaro a chiunque abbia aperto un microonde d’ufficio: sughi esplosi, passata “verniciata” sulle pareti, minestre schizzate fino al soffitto della cavità. I cibi liquidi, se scoperti, ribollono e schizzano ovunque. Ogni riscaldamento diventa una seduta extra di pulizie.
C’è però un aspetto meno visibile e più serio. Secondo diversi studi riportati da Microbiologia Italia, il riscaldamento al microonde può creare “punti freddi” in cui la temperatura non arriva ai circa 74 °C considerati sicuri per inattivare molti batteri patogeni, come Salmonella o Listeria, negli alimenti pronti. Coprire il cibo aiuta a trattenere il vapore intorno al piatto, crea una sorta di mini camera di vapore e favorisce un calore più omogeneo, che raggiunge meglio anche il centro.
In sintesi: piatto scoperto significa più secchezza, più schizzi e più rischio che il cuore del cibo resti troppo freddo.
Come coprire il cibo nel microonde nel modo giusto
Coprire non vuol dire infilare qualcosa a caso sopra il piatto. La combinazione giusta è: contenitore adatto, copertura adatta e mai chiusura ermetica.
Per il contenitore, restate sul classico: vetro e ceramica senza decorazioni metalliche sono ideali. Vanno bene anche i contenitori in plastica rigida se riportano chiaramente che sono idonei al microonde. Da evitare metallo, alluminio, piattini con bordi dorati e ciotole “misteriose” senza simboli.
Per coprire, avete varie opzioni:
– coperchio specifico per microonde o campana para-schizzi con piccoli fori o valvola
– pellicola trasparente adatta al microonde, sempre forata con uno stecchino e senza toccare direttamente il cibo
– un piatto di vetro o ceramica capovolto sopra la ciotola
Il trucco più sottovalutato è il tovagliolo di carta leggermente umido. Appoggiato sopra il piatto, crea uno strato che trattiene il vapore e impedisce al cibo “asciutto” di disidratarsi: perfetto per pizza, pane, focaccia, pasta già condita, fettine di arrosto. Basta inumidirlo, strizzarlo bene e stenderlo sul piatto prima di infornare.
Per minestre, vellutate, sughi e legumi scegliete un contenitore alto e un coperchio ventilato. Questo riduce gli schizzi e permette al calore di distribuirsi meglio. A metà tempo aprite, mescolate con un cucchiaio, richiudete e riprendete il riscaldamento. Alla fine lasciate riposare uno-due minuti: il calore si redistribuisce e il centro si scalda ancora un po’.
Qualche scorciatoia pratica per i casi tipici:
– Pizza avanzata: fetta su piatto, tovagliolo umido sopra, potenza media, controllate dopo 40-60 secondi.
– Pasta o risotto del giorno prima: in una ciotola, un filo d’acqua o sugo in più, coperchio ventilato o pellicola forata, mescolate a metà.
– Minestrone o zuppa: contenitore alto, coperchio, potenza medio-alta, mescolate almeno una volta.
– Cotolette e polpette: meglio un contenitore basso, copertura leggera (tovagliolo o coperchio con valvola) e potenza media per non farle diventare gomma.
Un dettaglio fondamentale: mai sigillare tutto in modo ermetico. Il vapore deve poter uscire, altrimenti la pressione interna può aumentare fino a far “esplodere” coperchi e pellicole.
Quando lasciare il cibo scoperto (e la checklist da attaccare al frigo)
Esistono eccezioni. Se puntate alla croccantezza (patatine, pane da tostare, pizza con funzione crisp o grill) il vapore è un nemico, perché ammolla. In questi casi il cibo va lasciato scoperto o si seguono le istruzioni specifiche del produttore del forno, usando solo gli accessori previsti.
Altro caso: prodotti confezionati con la loro busta a vapore. Se sull’etichetta trovate indicazioni chiare su come scaldarli, seguite quelle e non aggiungete coperture extra che potrebbero alterare tempi e risultati.
Una regola semplice: se nel piatto ci sono sughi, formaggio, riso, pasta, carne o verdure condite, nella maggior parte dei casi coprire è la scelta giusta. Se cercate solo croccantezza pura, valutate di lasciare scoperto o di usare la funzione grill.
Per rendere tutto ancora più automatico, una mini checklist da frigo:
– Prima di premere START chiedetevi: il cibo è coperto, ma non sigillato?
– Piatto “asciutto” (pizza, pane, pasta, carne): tovagliolo di carta umido o coperchio ventilato.
– Piatto “liquido” (zuppe, salse, legumi): contenitore alto, coperchio con fori, mescolare sempre a metà.
– Usate solo vetro, ceramica o plastica dichiarata idonea al microonde.
– Evitate chiusure ermetiche: pellicola sempre forata, coperchio sempre con uno spiraglio.
– Dopo il beep, aspettate uno-due minuti prima di aprire e mangiare: il calore arriva meglio al centro.
Un gesto di dieci secondi, coprire il piatto, cambia radicalmente il risultato: meno sprechi, meno pulizie e un microonde che, finalmente, lavora a vostro favore.
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