Mondiali 2026: la tecnologia invisibile che fa “vedere” il calcio ai ciechi


In queste prime giornate della ventitreesima edizione della Coppa del Mondo di calcio, non tutti vivono la partita nello stesso modo. Accanto a maxischermi, radiocronache e app ufficiali, la FIFA (la Federazione internazionale che governa lo sport del calcio) ha annunciato una svolta a suo modo storica.

In alcuni impianti del torneo – nello specifico a Dallas, New York, New Jersey, Seattle e Vancouver – sono disponibili speciali tavole aptiche (ovvero basate sul senso del tatto) pensate per i tifosi non vedenti o ipovedenti.

L’idea è semplice ma rivoluzionaria: trasformare il campo da gioco in una superficie tattile. Su questa piattaforma il movimento della palla e le azioni principali vengono tradotti in vibrazioni, spostamenti automatici di un cursore e segnali audio.

Grazie a questa tecnologia, lo spettatore può percepire fisicamente lo sviluppo del gioco. È possibile capire in tempo reale dove si trova il pallone, quanto velocemente avanza l’azione e da quale parte del campo arriva il pericolo. Questa innovazione è ancora giovane, ma è già stata testata con successo nel corso del Mondiale per Club FIFA 2025. Oggi è matura al punto da poter essere utilizzata nel più importante evento sportivo internazionale.

Come funziona un “campo da gioco” tattile?

Il dispositivo assomiglia a un comune tablet, anche se è decisamente più spesso. Al posto dello schermo presenta una superficie che riproduce in rilievo la mappa del campo da gioco, con linee laterali, aree di rigore, porte e linea di metà campo.

L’utente può appoggiare le dita sulla tavola e seguire un cursore, una pallina magnetica o una serie di vibrazioni localizzate che indicano il posizionamento del pallone. I dati arrivano dai sistemi di tracciamento elettronico già utilizzati nello sport professionistico. Si tratta di tecnologie in continua espansione in discipline come basket, baseball, hockey su ghiaccio e football americano, dove telecamere intelligenti, sensori e software monitorano continuamente la posizione della palla e dei giocatori.

Queste informazioni vengono elaborate istantaneamente. Vengono poi trasformate in movimenti percepibili al tatto con un ritardo minimo rispetto alla realtà. Per Field of Vision, una delle aziende fornitrici dei dispositivi, la latenza è di circa mezzo secondo. Se la palla passa rapidamente dalla difesa all’attacco, il cursore attraversa il modellino in tempo real-time. Se un’azione si fa pericolosa, aumentano l’intensità e la frequenza dei segnali. In aggiunta, ulteriori informazioni sullo svolgimento della partita (risultato, tempo di gioco e accadimenti principali) sono fornite via audio.

Gli utenti in cuffia possono attivare l'”audiodescrizione”: una particolare forma di telecronaca arricchita di dettagli utili, come la posizione esatta dei giocatori, la direzione dei movimenti, i gesti, le espressioni del viso, le disposizioni tattiche e persino gli elementi dell’ambiente circostante.

Come si ottengono i tablet? Il modello del “prestito gratuito”

Ma all’atto pratico, come fa un tifoso a entrare in possesso di questa tecnologia durante i Mondiali? Non dovrà acquistarli, né noleggiarli a pagamento. La FIFA ha adottato un modello di distribuzione interamente gratuito, basato sul comodato d’uso, già rodato nei grandi eventi sportivi statunitensi.

Il tifoso con disabilità visiva che ha acquistato un regolare biglietto per la partita, una volta entrato nello stadio, deve semplicemente recarsi presso gli sportelli dedicati all’assistenza e lì potrà richiedere il tablet tattile effettuando un rapido “check-out”: il dispositivo viene consegnato a costo zero in cambio di un documento d’identità, lasciato come deposito cauzionale.

Il tifoso può così portare il tablet direttamente al proprio seggiolino sulle tribune e utilizzarlo per tutti i novanta minuti di gioco. Al fischio finale, prima di uscire dall’impianto, basterà riconsegnarlo nello stesso punto di ritiro.

La sfida tecnologica: micro-vibrazioni contro palline magnetiche

Le aziende coinvolte nel Mondiale sono due: l’irlandese Field of Vision e la statunitense OneCourt.

La prima è una startup che punta tutto sulla riduzione della latenza. Il suo obiettivo è sincronizzare il più possibile ciò che accade sul terreno di gioco con ciò che viene percepito dalle dita. Per riuscirci utilizza i flussi di dati ufficiali provenienti dai sistemi di tracking, elaborandoli quasi istantaneamente attraverso software ottimizzati.

La seconda azienda, forse ancora più interessante sul piano ingegneristico, è nata da un progetto sviluppato da studenti e ricercatori dell’Università di Washington (con sede a Seattle). A differenza di altre soluzioni sul mercato – tra le quali anche quella della società francese Touch2See (video sopra), già presente in più sport ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 – il dispositivo di OneCourt non utilizza una pallina magnetica. Sfrutta invece una superficie composta da numerosi punti aptici che si attivano e vibrano per ricostruire l’azione.

Ogni punto può generare differenti stimoli tattili, creando una sorta di mappa dinamica dell’incontro. Le coordinate della palla e gli eventi di gioco vengono convertiti in schemi di vibrazioni che permettono di distinguere passaggi, tiri, cambi di possesso e situazioni pericolose.

Come spiegano i progettisti di OneCourt: «L’obiettivo non è soltanto indicare dove si trova la palla, ma consentire all’utente di percepire il ritmo dell’azione e l’intensità della pressione offensiva, offrendo un’esperienza il più possibile vicina a quella di chi segue la partita con gli occhi».

Non solo vista: arrivano le Sensory Room per l’autismo

Le tavole aptiche non rappresentano l’unica novità prevista per i Mondiali 2026. La FIFA ha infatti annunciato che tutti i 16 stadi della competizione saranno dotati di una Sensory Room (stanza sensoriale) permanente. Questo traguardo rende il torneo il primo grande evento calcistico internazionale certificato come “Sensory Inclusive” (ovvero inclusivo dal punto di vista sensoriale).


Una delle Sensory Room presenti negli stadi dove si svolgono i Campionati del Mondo di Calcio 2026: illuminazione, colori e arredi sono pensati per mettere maggiormente a proprio agio persone con autismo, disturbi dell’elaborazione sensoriale, ansia o altre condizioni.
© FIFA

Queste stanze speciali sono pensate per persone con autismo, disturbi dell’elaborazione sensoriale, ansia o altre condizioni neurologiche che possono rendere insostenibile il rumore e la confusione di uno stadio gremito. Al loro interno si trovano un’illuminazione controllata e attenuata, isolamento acustico, sedute confortevoli, materiali tattili rilassanti e schermi che mostrano immagini distensive.

Il progetto è stato sviluppato insieme a KultureCity, un’importante organizzazione non profit statunitense dedicata all’inclusione sensoriale. Questa iniziativa amplia radicalmente il concetto di accessibilità. Se le tavole aptiche e l’audiodescrizione permettono di seguire meglio la partita a chi ha deficit visivi, le Sensory Room consentiranno a molte persone – che altrimenti eviterebbero ambienti così stimolanti – di vivere l‘esperienza dello stadio in modo sereno.

Accanto a queste iniziative, in diversi impianti saranno infine disponibili servizi dedicati ai tifosi non udenti, con interpreti della LIS (la lingua dei segni) e sistemi di supporto alla comunicazione pensati per rendere accessibili a tutti gli annunci e le attività legate alle partite.

 




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