- Il certificato di morte è un documento pubblico che attesta il decesso di una persona ed è rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile del Comune competente.
- Può essere richiesto da chiunque vi abbia interesse, anche senza essere parente del defunto, e ha validità illimitata nel tempo;
- A Roma il documento si ottiene tramite più canali – online con SPID, CIE o CNS, agli sportelli municipali, via PEC o per posta – a seconda che il richiedente sia residente o meno.
Hai bisogno di chiudere il conto corrente di un familiare scomparso, avviare la successione o semplicemente disdire un’utenza intestata al defunto? In tutti questi casi ti verrà chiesto il certificato di morte, un documento che – per quanto la sua richiesta avvenga spesso in un momento di forte difficoltà emotiva – segue una procedura piuttosto semplice e, nella maggior parte dei casi, gratuita. In queste righe ti spieghiamo chi può richiederlo, dove e con quali modalità.
Cos’è il certificato di morte
Il certificato di morte è il documento con cui il Comune attesta ufficialmente il decesso di una persona, riportando le sue generalità – nome, cognome, luogo e data di nascita – insieme a data e luogo del decesso. Si tratta di una certificazione anagrafica, disciplinata dal D.P.R. 396/2000 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile), che riprende i dati registrati nell’atto di morte.
L’atto di morte non deve essere confuso con il certificato: è quello redatto dall’Ufficiale di Stato Civile al momento della dichiarazione di decesso e viene trascritto nei registri dello stato civile; è l’atto “fonte” da cui il certificato trae i propri dati, in pratica. Il certificato di morte, invece, è l’estratto sintetico che il Comune rilascia su richiesta, valido per i rapporti tra privati. Nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i gestori di pubblici servizi, infatti, il certificato è sostituito dall’autocertificazione, ai sensi della legge 183/2011.
Secondo l’art. 72 del D.P.R. 396/2000, la dichiarazione di morte va resa entro 24 ore dal decesso all’ufficiale di stato civile del luogo dove questa è avvenuta, da parte di un congiunto, di un convivente, di un loro delegato o, in mancanza, di chiunque ne sia a conoscenza. In caso di decesso in ospedale, casa di cura o struttura assistenziale, è il direttore della struttura – o un suo delegato – a trasmettere l’avviso al Comune. Da questo passaggio nasce l’atto di morte, e solo dopo la sua registrazione diventa possibile richiedere il certificato.
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A cosa serve e quando può essere utile
Il certificato di morte è il documento di partenza per la maggior parte delle pratiche che seguono un decesso. Ti viene richiesto, per esempio, per:
- la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, da presentare entro 12 mesi dal decesso;
- lo sblocco o la chiusura di conti correnti bancari o postali intestati al defunto;
- la liquidazione di polizze assicurative sulla vita o per infortuni;
- la richiesta della reversibilità della pensione all’INPS;
- la disdetta delle utenze domestiche intestate al defunto;
- la richiesta di permessi di lavoro legati al lutto, ai sensi della normativa sui congedi.
Per la quasi totalità di queste pratiche è sufficiente il certificato in forma sintetica. L’estratto o la copia integrale dell’atto di morte, che riportano informazioni più dettagliate, vengono richiesti generalmente solo da notai e avvocati per pratiche specifiche, come atti notarili o procedimenti giudiziari.
Chi rilascia il certificato di morte
Il certificato è rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile del Comune competente per territorio. La competenza segue una regola precisa: occorre rivolgersi al Comune dove è avvenuto il decesso, e non necessariamente al Comune di residenza del defunto. Se la morte è avvenuta in ospedale, sarà quindi il Comune sede della struttura ospedaliera a custodire l’atto.
Grazie all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), che ha progressivamente interconnesso le anagrafi comunali, oggi è possibile in molti casi richiedere il certificato anche presso un Comune diverso da quello di decesso, oppure direttamente online se l’atto risulta digitalizzato nella banca dati nazionale. Resta comunque buona prassi verificare presso il singolo Comune quali certificati siano effettivamente disponibili tramite i canali telematici.
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Chi può richiedere il certificato di morte
Si tratta di un atto pubblico ai sensi della legge 1228/1954, e questo significa che la richiesta non è riservata ai soli familiari. Può richiederlo chiunque vi abbia interesse, anche un soggetto estraneo alla famiglia del defunto, senza dover specificare il motivo della richiesta, a condizione di conoscerne i dati anagrafici essenziali (nome, cognome, luogo e data di nascita o di decesso) e di esibire un documento d’identità valido.
Nella prassi, a richiederlo sono più spesso i parenti, le agenzie di pompe funebri su delega della famiglia, oppure professionisti come avvocati e commercialisti nell’ambito di pratiche di successione o contenziosi. Dal decreto del 6 ottobre 2023, anche gli avvocati iscritti all’albo possono richiedere certificati anagrafici e di stato civile in modalità telematica direttamente tramite l’ANPR.
Come e dove si richiede: l’esempio del Comune di Roma
Le modalità pratiche di richiesta possono variare leggermente da Comune a Comune, ma seguono generalmente uno schema condiviso. Prendiamo come esempio il Comune di Roma, che mette a disposizione diversi canali a seconda che il richiedente sia residente o meno nella Capitale.
Richiesta online
Il portale di Roma Capitale consente di richiedere i certificati anagrafici e di stato civile online, previa autenticazione con SPID, CIE o CNS. Il servizio è riservato ai cittadini residenti a Roma e a quelli iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (AIRE) di Roma, e consente di ottenere certificati intestati a sé stessi o a un componente della propria famiglia anagrafica. Non è invece possibile, tramite questo canale, richiedere certificati relativi a soggetti terzi: per questi ultimi occorre rivolgersi agli sportelli anagrafici municipali, in base all’art. 33 del D.P.R. 223/1989. I certificati richiesti online in modalità digitale sono gratuiti, come stabilito dalla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 128 del 4 dicembre 2018.
Sportelli municipali
Chi preferisce – o deve, per richieste relative a terzi – può recarsi presso gli sportelli anagrafici dei 15 Municipi di Roma, oppure presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), compilando l’apposito modulo cartaceo e presentando un documento di identità valido. Se la richiesta riguarda un soggetto diverso dal richiedente, occorre allegare delega scritta e copia dei documenti di entrambe le parti.
Richiesta via PEC o per posta
I non residenti a Roma – privati, studi professionali o delegati – possono inviare la richiesta tramite posta elettronica certificata all’indirizzo certificati.anagrafe@pec.comune.roma.it, indicando dati anagrafici, generalità dell’intestatario del certificato (per i certificati di morte: luogo e data del decesso), oltre a copia di un documento di identità valido. Il rilascio avviene generalmente entro un paio di giorni lavorativi.
È possibile inviare la richiesta anche per posta ordinaria, in busta chiusa, all’indirizzo “Roma Capitale – U.O. Anagrafe, Stato Civile e Leva – Ufficio Certificazioni per Corrispondenza – Via Luigi Petroselli, 50 – 00186 Roma”.
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Quanto costa il certificato di morte e quanto dura
La richiesta del certificato di morte è gratuita quando effettuata online in modalità digitale. Per le richieste cartacee, allo sportello o tramite Sportello Amico postale, può essere previsto il pagamento dei diritti di segreteria, generalmente di importo contenuto.
Il certificato di morte, a differenza di altre certificazioni anagrafiche, ha validità illimitata nel tempo: attesta infatti un fatto – il decesso – che non è soggetto a modifiche. Alcuni enti privati, come banche e compagnie assicurative, possono comunque richiedere documenti emessi di recente: è quindi sempre opportuno verificare le specifiche esigenze dell’ente a cui il certificato è destinato.
Va infine ricordato che, per la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, è generalmente richiesto il certificato in originale, mentre l’autocertificazione non è ammessa nei rapporti con i gestori di servizi pubblici a carattere economico né per gli atti notarili.
Se hai dubbi su quale documento ti serva per la pratica che devi avviare – successione, voltura, liquidazione di una polizza o altro – rivolgiti a un avvocato o a un notaio: una valutazione preliminare ti permette di raccogliere fin da subito tutta la documentazione corretta, evitando di dover tornare più volte agli sportelli in un momento già di per sé complicato.
Certificato di more – Domande frequenti
Sì. L’atto di morte è il documento integrale redatto dall’Ufficiale di Stato Civile e trascritto nei registri; il certificato è l’estratto sintetico che il Comune rilascia su richiesta.
No, ha validità illimitata, anche se alcuni enti privati possono chiedere un documento emesso di recente.
Chiunque vi abbia interesse, trattandosi di un atto pubblico: non è necessario essere parenti né indicare il motivo della richiesta.
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