“nomine a tempo? Solo gestione di equilibri interni”



La nuova giunta Basile finisce al centro dello scontro politico a Messina. A intervenire è Antonella Russo, già candidato sindaco del centrosinistra, che contesta duramente l’impostazione delle nomine assessoriali e il criterio della rotazione degli incarichi, descritto come una scelta legata più agli equilibri politici che alla gestione amministrativa della città. Il punto più rilevante, per Russo, riguarda l’idea di una giunta “a tempo”, destinata a durare dodici mesi prima di una possibile rotazione. Una prospettiva che, secondo l’esponente del centrosinistra, non risponderebbe a una logica amministrativa, ma a una strategia politica orientata ai prossimi appuntamenti elettorali e alla tenuta di un sistema di consenso più ampio.

La critica di Antonella Russo alla giunta “a tempo”

Antonella Russo, già candidato sindaco del centrosinistra a Messina, interviene dopo aver ascoltato un’intervista del sindaco Federico Basile, nella quale, secondo quanto riferito, il primo cittadino avrebbe parlato della nuova squadra amministrativa come di una giunta destinata a una durata limitata.

Russo dichiara: “ascoltato un’intervista del sindaco Basile nella quale ha affermato che quella appena nominata sarebbe una giunta “a tempo”, destinata a durare dodici mesi prima di una rotazione degli incarichi, guardando al panorama politico nazionale e regionale. Il vicesindaco – ha dichiarato – è stata scelta perchè riveste “un ruolo politico importante” (cosa c’entra con l’amministrazione di una città non lo so…), ed anche i vertici delle società partecipate (cui negli anni sono stati devoluti quasi tutti i servizi offerti dal Comune) saranno scelti (con calma) e con un ragionamento di nomine a termine”.

Nomine assessoriali e rotazione degli incarichi: il nodo amministrativo

La critica dell’ex candidata sindaco si concentra sulla natura degli incarichi assessoriali. Secondo Russo, gli assessori non dovrebbero essere considerati figure politiche da inserire in una rotazione programmata, ma collaboratori diretti del sindaco chiamati ad amministrare la città.

Nel suo intervento, Russo mette a confronto la situazione attuale con le precedenti nomine assessoriali, rimaste in alcuni casi invariate per molti anni. Il riferimento è in particolare alla riconferma dell’assessora Calafiore, citata come esempio di continuità protratta nel tempo. Russo afferma: “Ora: ci apprestiamo a passare da alcune nomine assessoriali che sono rimaste invariate per ben otto anni e che sono state ulteriormente riconfermate – nel caso dell’assessore Calafiore addirittura sempre con le stesse deleghe, che quindi raggiungono il record mai battuto del nono anno di conferma ininterrotta – alle nomine odierne “a tempo”, con scadenza preventiva a 12 mesi. Ma tutto ciò ha un senso sotto il profilo amministrativo, visto che gli assessori non sono soggetti politici bensì amministrativi?”.

“Non ha senso una nomina amministrativa a tempo”

Il giudizio di Antonella Russo è netto. La previsione di una durata già stabilita per gli incarichi assessoriali viene definita priva di senso sotto il profilo amministrativo. A suo avviso, un assessore dovrebbe essere valutato in base ai risultati e alla capacità di svolgere il proprio ruolo, non sulla base di un termine prefissato. Russo prosegue: “Certamente no! L’assessore è il più stretto collaboratore del sindaco, e la sua nomina si mette in discussione se e quando  chi è stato chiamato a ricoprire quel ruolo non si dimostra inadeguato nell’interesse dei cittadini… Non ha senso una nomina amministrativa a tempo: è come dire che quell’assessore o quell’altro già si sa che non si dimostreranno capaci di mantenere il loro ruolo nell’amministrazione della città. Tanto vale non nominarli affatto.”

Il sospetto di una scelta legata agli equilibri politici

Nella parte più politica del suo intervento, Russo interpreta le nomine a termine come un meccanismo di compensazione e gestione degli equilibri interni. La nuova giunta, nella sua lettura, non sarebbe soltanto uno strumento amministrativo, ma parte di un disegno più ampio che guarda ai prossimi appuntamenti elettorali. La dichiarazione entra così nel merito del rapporto tra amministrazione cittadina e strategia politica sovracomunale. Russo sostiene: “Tutto ciò ha un senso solo sotto il profilo politico: ed allora quella odierna si appalesa come una scelta che trasforma le nomine in uno strumento di compensazione e gestione degli equilibri politici interni in previsione dei prossimi appuntamenti elettorali.”

Il passaggio è particolarmente rilevante perché sposta la critica dal piano tecnico-amministrativo a quello politico. Per Russo, la giunta Basile non sarebbe pensata principalmente per governare Messina con continuità, ma per tenere insieme assetti e rapporti utili a un progetto politico più largo.

Messina come motore di un progetto oltre la città

Secondo Antonella Russo, il caso della giunta “a tempo” confermerebbe un quadro già evidente: Messina sarebbe diventata il centro organizzativo di un progetto politico che supera i confini cittadini. La gestione degli incarichi, in questa prospettiva, verrebbe letta come parte di un sistema più vasto di costruzione del consenso.

Russo dichiara: “Ormai dovrebbe essere chiaro anche a chi nutriva ancora qualche dubbio: Messina è diventata il motore politico ed organizzativo di un progetto che guarda ben oltre la città.
Perché quando gli incarichi diventano a termine e la rotazione viene teorizzata come metodo (e anche mezzo al fine…), il rischio è che l’amministrazione della città passi in secondo piano rispetto alla necessità di tenere insieme un sistema di consenso sempre più vasto.”

È questo uno dei passaggi più duri dell’intervento. La critica riguarda il rischio che l’amministrazione di Messina venga subordinata a una strategia politica più ampia, nella quale gli incarichi pubblici assumerebbero una funzione di equilibrio e di rappresentanza interna piuttosto che di governo effettivo dei problemi cittadini.

Società partecipate e servizi comunali: l’altro fronte della polemica

Nel comunicato, Russo richiama anche il tema delle società partecipate, definendole centrali nella gestione dei servizi offerti dal Comune. La questione viene collegata alla scelta dei vertici e alla possibilità che anche questi incarichi vengano individuati con un ragionamento di nomine a termine.

Il riferimento è significativo perché, secondo Russo, negli anni alle partecipate sarebbero stati devoluti “quasi tutti i servizi offerti dal Comune”. Per questo motivo, la scelta dei loro vertici non viene considerata un passaggio secondario, ma un nodo fondamentale per il funzionamento dell’intera macchina amministrativa.

In questo contesto, l’eventuale applicazione della logica delle nomine a tempo anche alle partecipate viene letta come un ulteriore elemento di preoccupazione. La gestione dei servizi cittadini, infatti, richiede stabilità, programmazione e responsabilità, soprattutto quando riguarda settori che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.

“Più che una giunta chiamata ad amministrare Messina…”

La conclusione dell’intervento di Antonella Russo sintetizza il senso complessivo della polemica. L’ex candidata sindaco del centrosinistra definisce la nuova fase amministrativa non come una normale riorganizzazione della squadra di governo cittadino, ma come una struttura funzionale a una competizione politica permanente. Russo afferma: “Più che una giunta chiamata ad amministrare Messina per i prossimi cinque anni, sembra l’organigramma di una campagna elettorale permanente”.


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 Danilo Loria

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