Ai piedi di Monte Tuscolo, in una zona verde poco distante dalla città di Frascati, c’è il mondo di Maria Regina, la Regina delle Erbe dei Castelli Romani.
L’intraprendente imprenditrice, che da Roma si è trasferita ai Castelli Romani, da quasi 15 anni, si dedica qui al mondo delle erbe e all’antica pratica di raccogliere cibo selvatico – come erbe aromatiche, bacche, radici, fiori e foglie – direttamente dalla natura, per riconnettersi con l’ambiente, creare sostenibilità e produrre ingredienti a chilometro “0”.
Castelli Notizie ha incontrato Maria Regina Bortolato, in una assolata mattina di giugno, prima della notte di San Giovanni, per conoscere la sua storia e la sua dedizione per il mondo delle erbe e il foraging.
Il viaggio tra sapienza antica e sapori autentici della Regina delle Erbe
La storia di Maria Regina, appellativo che unisce i nomi delle nonne materna e paterna, è iniziata con la scelta di lasciare la sua carriera di manager e dedicarsi completamente al mondo delle erbe, un mondo che aveva imparato a conoscere grazie a quella sapienza antica che proprio le due nonne, nel corso degli anni, le hanno tramandato. Simpatica, spigliata, innamorata dei capelli e dei foulard, che colleziona da tanti anni, e con un bagaglio culturale davvero ampio, Maria Regina, nel suo piccolo grande mondo, coltiva e raccoglie tra le 200 e 300 specie di piante tra erbe, bacche e foglie, alcune coltivate e altre spontanee nei terreni a ridosso di una antica vigna coltivata da più di 70 anni, di cui 13 senza utilizzo di nessun tipo di prodotto chimico.
Un rifugio di pace e tranquillità tra i profumi e i sapori della natura
Così, entrare nella sua tenuta significa immergersi a trecentosessanta gradi nel mondo delle erbe, dalle più conosciute a quelle introvabili, che Maria Regina, con cura e dedizione, cataloga e studia. Mentre si passeggia in punta di piedi tra i filari della vigna e quelli delle piante, in uno straordinario cammino naturalistico, a colpire è subito la grande distesa di erbe miste, che emanano profumi intensi e unici, alcuni subito riconoscibili, come quello di rosmarino, mentuccia (nepetella) e lavanda. Poi, ecco spuntare, tra l’enorme varietà di erbe: l’assenzio, l’achillea, il nasturzio, l’iperico, il basilico greco, l’origano, la ruta, la melissa, il cerfoglio, il coriandolo, la stevia, il timo, l’erba aglina e cedrina, il finocchietto selvatico, il sambuco nero, il gelso, il prugnolo, le primule e tante tante altre erbe e bacche. Un grande e antico melograno colora il panorama insieme ai fiori viola delle piante di lavanda e a quelle colorate dei tanti fiori disseminati lungo i viali e tra le erbe.
Una cucina che sa di territorio, sapori di una volta e tanto gusto
Grazie a uno studio continuo e attento, Maria Regina sperimenta in cucina ogni singola erba, una unione di saperi antichi e sapori autentici per una cucina legata alla fitoalimurgia, la scienza di nutrirsi con le piante selvatiche, che lascia il segno e il cuore. Produzione, raccolta e trasformazione di piante aromatiche, officinali e spontanee con tecniche di una volta ma anche con la combinazione di nuovi metodi e tecnologie. Con tutte le sue erbe, l’esperta dà vita a piatti particolari, sostenibili e sani. Il suo obiettivo è quello di portare quella sapienza antica dal passato nel futuro, un viaggio tra tradizione e innovazione che, in poco meno di dieci anni, l’ha resa la Regina delle Erbe dei Castelli Romani.
È a lei che si rivolgono tanti chef del territorio castellano e non solo così pure diversi chef stellati, tutti alla ricerca delle erbe da combinare nelle loro creazioni, non per una moda passeggera ma con l’intento di portare avanti una vera e propria rivoluzione “per la biodiversità che diventa opportunità”: fare in modo che le erbe siano le protagoniste nel piatto e la proteina solo un contorno. Una vera e propria sfida per il futuro che è già iniziata e sta raccogliendo tanti consensi. Nascono piatti incredibili ricchi di gusto e salute: dalla parmigiana di foglie di salvia ai risotti con le erbe e ai formaggi e dolci aromatizzati con i fiori o con gli olii essenziali, rigorosamente preparati nel suo laboratorio. E, poi, tante combinazioni speciali di erbe aromatiche secche, tisane, oli essenziali, tutti ingredienti da utilizzare in cucina e non solo.
Attenzione a sostenibilità e ambiente unite all’inclusione sociale per un mondo migliore, dove dare valore a ogni cosa
Non solo sostenibilità, ambiente ed economia green sono alla base delle attività di Maria Regina ma anche tanta inclusione sociale, perché la signora delle erbe ha scelto di impiegare in mansioni diverse nella sua tenuta ragazzi speciali e unici al tempo stesso, con capacità diverse, che nei lavori tra le erbe ritrovano dignità, gioia e fiducia in sé stessi. E così, a tagliuzzare le erbe essiccate per tisane e condimenti non c’è una macchinetta ma c’è la loro manualità e così in tante altre occupazioni legate alle erbe dalla raccolta al confezionamento, per un modello di azienda dove tutti sono unici e nessuno è diverso, adattando le proprie produzioni in modo che siano ad essi accessibili, mettendo come basi solidità, solidarietà e continuità.
I mazzetti delle erbe per la notte di San Giovanni e il solstizio d’estate
In un luogo magico, dove ad essere protagoniste sono le erbe, non può mancare l’attenzione alla affascinante e misteriosa notte che la tradizione popolare lega alla famosa “acqua di San Giovanni”, in concomitanza con il solstizio d’estate, che quest’anno sarà nella notte tra il 23 e il 24 giugno. La Notte delle Streghe, quando vibrazioni di energia si scatenano e la rugiada degli Dei che nutre la natura diviene propiziatoria e carica di significati. E proprio in occasione di questa celebrazione, anche da Maria Regina, dall’ora del tramonto del 23 giugno, si raccoglieranno erbe e fiori di campo in mazzetti da immergere poi in una bacinella d’acqua da lasciare tutta la notte sotto il chiarore della luna di San Giovanni. La stessa acqua, toccata dalla rugiada mattutina, si utilizzerà poi per lavare il viso il giorno dopo, come gesto per attirare salute e fortuna e scacciare negatività. Quest’anno, poi, Maria Regina ha preparato per la fatidica “Notte delle Streghe” un appuntamento originale, quest’anno legato anche al Tempio della Dea Fortuna di Palestrina, proprio per unire storia, arte, magia e tradizione all’affascinante mondo delle erbe.
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Eliana Lucarini
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