Si è acceso il dibattito durante il Consiglio comunale di Frascati che si è tenuto ieri, dove è stata discussa una mozione presentata dai consiglieri Gelindo Forlini e Roberto Mastrosanti sulla destinazione del futuro Urban Social Hub di Piazza Vanvitelli, a Vermicino, realizzato nell’ambito del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA). La mozione ripercorre la genesi del progetto presentato dall’amministrazione Mastrosanti e finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili con oltre 10,3 milioni di euro, ricordando come il Comune di Frascati abbia partecipato al bando con “l’obiettivo di rigenerare spazi pubblici, migliorare la sicurezza urbana e dotare le periferie di nuovi servizi e luoghi di aggregazione”.
Secondo i consiglieri comunali di minoranza, che rivendicano di aver contribuito direttamente alla progettazione del programma durante la precedente amministrazione, il PINQuA rappresentava l’occasione per realizzare una rete di “Urban Social Hub”, padiglioni di quartiere pensati come nuove centralità urbane, connesse alla centrale operativa della Polizia Locale di Cocciano e destinate a favorire la partecipazione dei cittadini alla vita sociale della città.
Tra gli interventi previsti – e ancora in fase di realizzazione sul territorio comunale – figurava anche la riqualificazione di Piazza Vanvitelli a Vermicino, finanziata con 1,2 milioni di euro. Nella mozione vengono mosse dure critiche all’attuale amministrazione comunale, accusata di aver modificato nel tempo l’impostazione originaria del programma. Tra le contestazioni figurano la revisione del progetto di Piazza San Giuseppe Lavoratore a Cocciano, il ridimensionamento del padiglione di Villa Muti, la trasformazione della prevista Piazza Vanvitelli in quello che i consiglieri definiscono “il giardinetto della fontana” e l’utilizzo di risorse considerate eccessive per attività di supporto al Responsabile Unico del Procedimento.
Secondo Forlini e Mastrosanti, l’ultimo passaggio contestato riguarda la decisione dell’amministrazione di destinare il futuro padiglione di Piazza Vanvitelli alla sede del Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati, scelta formalizzata con una delibera approvata il 23 aprile 2026. Per i proponenti questa destinazione sarebbe incompatibile con le finalità originarie del finanziamento ministeriale e priverebbe il quartiere di Vermicino di un “servizio atteso da decenni”. Nella mozione si evidenzia anche come il Consorzio abbia già una collocazione nel centro cittadino, il locale che si trova in Largo Donatori del Sangue, e si propone come alternativa a Vermicino, il trasferimento presso il Mercato Coperto, ritenuto uno spazio più adeguato per la promozione del vino e delle eccellenze enogastronomiche locali. “La promozione del prodotto tipico di Frascati deve avvenire in una struttura realmente capace di ospitare eventi“, sostengono i consiglieri, chiedendo all’amministrazione di modificare l’atto di indirizzo approvato nei mesi scorsi.
La replica dell’assessore Claudio Cerroni
Nel corso del dibattito è arrivata la lunga e dettagliata risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Claudio Cerroni, che ha difeso la scelta dell’amministrazione sostenendo la piena coerenza dell’operazione con gli obiettivi del programma PINQuA.
“Riteniamo che la destinazione del padiglione di Piazza Vanvitelli al Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati risulti pienamente coerente con le finalità del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare”, ha dichiarato l’assessore, ricordando come il decreto ministeriale che disciplina il programma preveda interventi finalizzati non solo alla riqualificazione fisica degli spazi pubblici, ma anche alla rigenerazione socio-economica e culturale dei territori. Per Cerroni, il settore vitivinicolo rappresenta uno degli elementi identitari più importanti della città e dei Castelli Romani. Sostenere il Consorzio significherebbe quindi sostenere una filiera capace di generare occupazione, attrattività turistica e sviluppo economico in una fase particolarmente complessa per il comparto vinicolo europeo.
L’assessore ha inoltre evidenziato come la presenza del Consorzio nel nuovo padiglione possa trasformare la struttura in un punto permanente di promozione territoriale, accoglienza e valorizzazione delle produzioni locali, favorendo il collegamento tra cittadini, produttori e visitatori. Tra gli argomenti portati a sostegno della scelta anche gli aspetti ambientali. Secondo Cerroni, la valorizzazione della filiera vitivinicola contribuisce alla tutela del paesaggio storico dei Castelli Romani, alla conservazione del verde agricolo e agli obiettivi di sostenibilità ambientale previsti dal programma PINQuA.
L’assessore ha inoltre contestato la proposta di trasferire il Consorzio presso il Mercato Coperto, sottolineando che l’organismo non svolge attività commerciale diretta e che le sue funzioni di tutela, promozione e valorizzazione delle denominazioni Frascati DOC, Frascati Superiore DOCG e Cannellino di Frascati DOCG troverebbero una collocazione più naturale all’interno del nuovo spazio di Vermicino. Nella parte finale del suo intervento, Cerroni ha respinto quella che considera una visione superata del rapporto tra centro e periferia. “Le moderne politiche di rigenerazione urbana puntano a distribuire servizi e opportunità su tutto il territorio comunale”, ha affermato, aggiungendo che Vermicino non può essere considerata una realtà marginale o di serie B rispetto al centro storico di Frascati. A sostegno di questa tesi ha richiamato anche il valore storico dell’area, ricordando come nel XVIII secolo Papa Clemente XII affidò a Luigi Vanvitelli la realizzazione di importanti interventi urbanistici proprio in quel luogo. La discussione ha evidenziato due visioni profondamente diverse sul futuro del progetto PINQuA e sul ruolo che il nuovo padiglione di Piazza Vanvitelli dovrà svolgere all’interno del quartiere di Vermicino. Da una parte chi rivendica la funzione originaria di servizio di quartiere e centro civico; dall’altra l’amministrazione, che vede nella sede del Consorzio del Vino un’opportunità di sviluppo economico, culturale e territoriale coerente con gli obiettivi della rigenerazione urbana.
Cerroni: “Nel centro della città non deve esserci il Consorzio in quanto ente, ma il vino, prodotto da promuovere in sinergia con enoteche, ristoranti e bar”.
Il Consorzio, ha ribadito Cerroni, non svolge attività di vendita diretta al pubblico: la sua sede è innanzitutto un luogo operativo che deve garantire funzionalità, accessibilità e servizi adeguati. Disporre di spazi facilmente raggiungibili, con parcheggi nelle immediate vicinanze, ambienti idonei per le assemblee dei soci e aree destinate alla conservazione dei vini utilizzati nelle attività promozionali rappresenta un elemento essenziale per lo svolgimento delle sue funzioni. Al centro della città non deve esserci il Consorzio, bensì il vino, il prodotto che si vuole promuovere e questo va fatto attraverso eventi, manifestazioni, degustazioni in sinergia con i ristoranti, le enoteche e i bar che, dal centro di Frascati, portano il vino in tavola di cittadini e turisti.
La replica di Mastrosanti
A ribattere a Cerroni è stato Mastrosanti che ha sottolineato e ribadito il concetto della mozione, ossia che sarebbe stato importante mantenere la presenza di un ente di promozione come il Consorzio nel centro della Città, accanto al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini e alle mura del Valadier, spazi deputati ad ospitare eventi e manifestazioni. Mastrosanti ha poi ricordato come effettivamente i progetti siano stati “elaborati, approvati e finanziati grazie alla nostra amministrazione e alla dedizione personale di alcuni amministratori, altrimenti non sarebbero stati neanche presentati. Voi non avete scelto nulla di quello di cui si sta parlando, avete beneficiato dei PINQUA che sono stati approvati grazie a noi, state facendo dei PNRR scelti dal Commissario Prefettizio per colpa di chi ci ha fatto cadere. Voi state eseguendo, e anche male degli interventi, senza una interlocuzione critica con gli enti comunali”.
L’intervento di Gelindo Forlini: Avete stravolto un progetto”
Decisamente veemente l’intervento del consigliere Gelindo Forlini, tra i primi promotori del progetto PINQUA e che ha ripercorso l’esegesi della nascita dei PINQUA, sintesi di partecipazione e necessità di partecipazione manifestata dai cittadini e da diversi amministratori nell’arco di circa quaranta anni. “Avete completamente stravolto un bando scritto da me, compreso il progetto esecutivo totalmente modificato – ha ricordato – inserendo delle caratteristiche che non esistevano. Piazza Vanvitelli ora è un giardinetto con quattro panchine, la piazza e la sua funzione sociale sono completamente sparite. Sono senza parole. Lì doveva nascere qualcosa mentre ora non c’è nulla”.
Un dibattito
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Claudia Proietti
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