Tra luglio e settembre la caduta dei capelli tende ad aumentare. Quanto c’entra davvero l’estate e quando serve preoccuparsi?
Dati alla mano, perdere più capelli tra luglio e settembre è la regola, non l’eccezione. Diversi studi pubblicati su riviste di dermatologia mostrano che la caduta stagionale aumenta proprio in estate e in autunno, quando più follicoli entrano nella fase di riposo.
Il problema è che questa “muta” arriva mentre voi siete in costume: asciugamano pieno di capelli e filtro della doccia da svuotare a ogni shampoo. In realtà c’è un motivo molto concreto, che unisce biologia, sole cocente e qualche abitudine estiva non proprio amica della chioma.
È normale perdere più capelli in estate?
In condizioni normali si perdono circa 50–100 capelli al giorno. Lo ricordano i siti di divulgazione dermatologica e tricologica, che spiegano come questo rientri nel ciclo fisiologico del capello. Non li vedete tutti, perché molti restano intrappolati nei vestiti o vengono eliminati mentre vi pettinate.
Nei periodi di defluvium stagionale, però, la cifra può salire anche fino a 100–300 capelli al giorno per uno o due mesi, senza che questo significhi calvizie in arrivo. I capelli ricrescono, solo che il ricambio è più evidente. «La maggior parte delle cadute stagionali è temporanea», ricordano i dermatologi. Il trucco è capire se rientrate in questo quadro o se c’è qualcosa di più.
Cosa succede ai follicoli con il caldo
Ogni capello passa per tre fasi: anagen (crescita), catagen (transizione) e telogen (riposo e caduta). In estate, tra raggi ultravioletti, caldo intenso e cambi ormonali lievi, aumenta la quota di follicoli che entra in telogen.
Questo spiega anche il famoso “ritardo”: il sole forte di giugno e luglio mette in pausa alcuni follicoli, ma i capelli corrispondenti cadranno dopo 2–3 mesi. Risultato pratico: voi date la colpa al rientro in ufficio a settembre, mentre le radici avevano già deciso il loro destino sotto l’ombrellone. I dermatologi chiamano questo quadro telogen effluvium stagionale.
I veri nemici estivi del cuoio capelluto
Primo indiziato: il sole. I raggi UV danneggiano la cheratina, aumentano lo stress ossidativo sul fusto e sulla cute, rendono il capello più secco, ruvido e facile da spezzare. Proteggere solo la pelle e lasciare la riga in testa scoperta per ore non è esattamente una grande idea. Cappelli, foulard leggeri e prodotti con filtro UV per capelli sono i vostri migliori alleati.
Secondo nemico: il mix sudore + sebo + umidità cittadina. In estate il cuoio capelluto produce più sudore e più grasso. Se la cute non viene pulita bene, si possono formare tappi sebacei e micro-infiammazioni, favorendo dermatite seborroica e follicolite. Tradotto: prurito, desquamazione, radici indebolite. Lavaggi regolari con uno shampoo delicato, non troppo sgrassante, tengono a bada il problema senza seccare tutto.
Cloro, salsedine, lavaggi eccessivi & co.
Mare e piscina sono un concentrato di micro-aggressioni. La salsedine disidrata e apre le squame del capello; il cloro altera il film protettivo e può irritare il cuoio capelluto. Se poi vi dimenticate di risciacquare subito e lasciate asciugare il tutto al sole, il danno raddoppia. Un passaggio veloce sotto la doccia con acqua dolce appena uscite da acqua salata o piscina è il minimo sindacale.
A questo si aggiungono phon bollenti, piastre usate come se non esistesse il tasto “basso”, e lavaggi quotidiani con shampoo troppo aggressivi. L’idea di sentire i capelli perfettamente “sgrassati” è allettante, ma una cute troppo impoverita di sebo reagisce con irritazione e maggiore fragilità. Meglio alternare i lavaggi, scegliere detergenti delicati e limitare lo styling a caldo.
Fattori interni: acqua, dieta, stress
Qui entra in gioco ciò che mettete (o non mettete) nel piatto e nel bicchiere. Con il caldo si perde più acqua attraverso il sudore e spesso non si compensa abbastanza. Un organismo disidratato significa anche capelli più secchi, meno elastici, che si spezzano e cadono più facilmente. Bere regolarmente, scegliere frutta e verdura ricche di acqua, integrare elettroliti se fate molta attività fisica aiuta anche la chioma.
Gli esperti di nutrizione ricordano che i follicoli hanno bisogno di proteine di qualità, ferro, zinco, biotina e vitamine del gruppo B e D. Estate, però, spesso fa rima con insalata triste a pranzo e aperitivi a base di patatine. Inserire uova, pesce azzurro, legumi, frutta secca e cereali integrali nelle vostre giornate al mare è un regalo diretto ai capelli. Lo stress, infine: caldo, sonno sballato, viaggi, scadenze prima delle ferie possono innescare o peggiorare un telogen effluvium in chi è predisposto.
Quando preoccuparvi e cosa fare davvero
La caduta estiva è probabilmente fisiologica se dura alcune settimane, non vedete aree diradate evidenti, la densità generale resta la stessa e il cuoio capelluto non vi dà fastidio. È invece il caso di prenotare un controllo dermatologico se la perdita intensa prosegue per più di 4–6 settimane, iniziate a intravedere chiaramente la cute tra i capelli, compaiono chiazze, prurito forte, bruciore o croste, oppure avete una forte familiarità per alopecia androgenetica.
Il medico potrà valutare il cuoio capelluto, eseguire una tricoscopia, eventualmente prescrivere esami del sangue per verificare ferro, vitamina D e altri parametri, e proporre una terapia mirata. Nel frattempo, una strategia smart per l’estate prevede pochi punti chiave: proteggere la testa dal sole, risciacquare sempre dopo mare e piscina, usare shampoo delicati e niente acqua bollente, mantenere una buona idratazione, curare la dieta e difendere il sonno. Il numero di capelli sullo scarico non si azzererà, ma smetterà almeno di rovinarvi le vacanze.
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