Una Guardia di finanza sempre più impegnata nell’aggressione ai patrimoni della criminalità organizzata, nel contrasto alle frodi ai danni dello Stato e nella tutela delle risorse pubbliche. È questo il messaggio emerso dalla cerimonia per il 252° anniversario della fondazione del Corpo, celebrata a Catanzaro, che ha coinciso con il passaggio di consegne al vertice del Comando regionale tra il generale di divisione Gianluigi D’Alfonso e il generale di brigata Paolo Borrelli, nuovo comandante delle Fiamme Gialle calabresi.
Alla presenza del comandante interregionale dell’Italia Sud-Occidentale, generale Francesco Mattana, delle autorità civili, militari e religiose, la cerimonia è stata anche l’occasione per tracciare il bilancio dell’attività svolta negli ultimi tre anni.
Nel suo intervento il generale D’Alfonso ha tracciato il bilancio dell’attività svolta in Calabria, spiegando come la linea d’azione del Corpo abbia privilegiato l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata. «Colpire la ricchezza accumulata nel tempo dalla criminalità e privarla dei suoi capitali significa indebolirla nella capacità di infiltrazione nell’economia e nelle istituzioni», ha affermato, ricordando come i risultati conseguiti, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, siano stati «di assoluto rilievo».
Negli ultimi tre anni sono state eseguite confische definitive per oltre 230 milioni di euro e sequestri patrimoniali per oltre 150 milioni di euro, mentre nel porto di Gioia Tauro sono state sequestrate oltre undici tonnellate di cocaina. Sul piano della tutela della spesa pubblica e dei fondi del PNRR sono state inoltre accertate frodi per oltre 330 milioni di euro e danni erariali per circa 810 milioni, puntando soprattutto sulla prevenzione, contro appalti pilotati, società di comodo e prestanome.
Nel salutare la Calabria, il generale uscente ha indicato proprio nell’azione di contrasto patrimoniale il risultato di cui va maggiormente orgoglioso. «Sono particolarmente soddisfatto dei sequestri e delle confische eseguiti nei confronti della criminalità organizzata, che hanno determinato un grande impoverimento delle organizzazioni criminali. Pensi soltanto che in questo triennio abbiamo confiscato beni per 900 milioni di euro. Quando si confisca un bene lo si restituisce alla collettività, per farne scuole, immobili pubblici e luoghi di ritrovo». Un risultato che, secondo D’Alfonso, rappresenta il modo più efficace per colpire le mafie di oggi, sempre meno visibili e sempre più orientate a infiltrarsi nell’economia legale attraverso il riciclaggio, le reti informatiche e i rapporti con Paesi a fiscalità privilegiata. «La specializzazione della Guardia di finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria è decisiva proprio per intercettare queste nuove forme di infiltrazione».
D’Alfonso ha infine ricordato con soddisfazione l’esperienza vissuta in Calabria. «È stata un’esperienza molto ricca. Ho lavorato in una regione bellissima, con tante risorse, trovando istituzioni che hanno saputo fare squadra: autorità giudiziarie, prefetti, amministratori, sindaci e Regione. È stato proprio questo gioco di squadra a consentirci di ottenere risultati importanti».
A raccogliere il testimone è il generale di brigata Paolo Borrelli, che ha assicurato piena continuità nell’azione del Corpo.
«Assumo questo incarico con grandissimo entusiasmo e con la consapevolezza della complessità di questa terra», ha dichiarato. «Gli obiettivi saranno il deciso contrasto alla criminalità economica, soprattutto di stampo organizzato, una lotta senza quartiere a ogni forma di traffico illecito, alla malversazione, agli sperperi di denaro pubblico, ai reati contro la pubblica amministrazione e al riciclaggio dei proventi illeciti».
Anche per il nuovo comandante regionale il contrasto patrimoniale rappresenta la chiave per colpire le organizzazioni mafiose. «L’attenzione principale sarà rivolta all’aggressione dei patrimoni illeciti, perché per disarticolare le organizzazioni criminali occorre colpire i flussi di denaro. Questo è il principale obiettivo della missione istituzionale del Corpo».
Borrelli ha quindi rivolto un messaggio ai finanzieri e ai cittadini. «Ai miei uomini dico: oggi è la nostra festa e va vissuta con l’orgoglio di aver sempre fatto fino in fondo il proprio dovere. Sono interpreti di valori e rappresentano per me la migliore squadra possibile. Ai cittadini, invece, dico di continuare a fidarsi delle istituzioni: faremo tutto il possibile per dare le risposte che si attendono».
Gli encomi ai militari distintisi in servizio
Nel corso della cerimonia sono stati conferiti numerosi riconoscimenti ai militari che si sono distinti in importanti attività operative.
Un Encomio Solenne è stato conferito al luogotenente cariche speciali Francesco Greco e al maresciallo capo Vinto Angiulli, della Tenenza di Cirò Marina, per un’attività ispettiva tributaria che ha consentito di individuare un sofisticato meccanismo evasivo attraverso il quale era stata occultata una plusvalenza di circa 5 milioni di euro.
Un secondo Encomio Solenne è stato assegnato al capitano Antonio Cassano, al luogotenente cariche speciali Enrico Fullone, ai marescialli ordinari Antonio De Giglio, Pietro Copertino e Carmelo Camera, del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e del Gruppo di Cosenza, per una complessa indagine che ha portato alla denuncia di 52 appartenenti a un sodalizio criminale, al sequestro di beni per 2 milioni di euro e di crediti d’imposta per 17 milioni.
Tra gli Encomi semplici, quello al colonnello Salvatore Tramis, al luogotenente Elio Bonacci, ai marescialli ordinari Luigi Arena e Carmine Ferrone e al finanziere Martina D’Adamo, protagonisti di un’articolata indagine sul caporalato che ha portato alla denuncia di nove persone, all’arresto di cinque e al sequestro di due società e disponibilità finanziarie per 30 milioni di euro.
Riconoscimento anche al sottotenente pilota Andrea De Luca, al luogotenente cariche speciali pilota Gianfranco Delfinoe all’appuntato operatore di sistemi di bordo Sabatino Maione, della Sezione Aerea di Lamezia Terme, per un’operazione di monitoraggio aereo che ha consentito di individuare diverse piantagioni di canapa indiana.
Encomio semplice anche al luogotenente cariche speciali Vincenzo Vesci, ai marescialli capo Giorgio Mangari, Andrea Anzalone e Bryan Rizzo, del Comando provinciale e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia, per un’indagine sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia.
Infine, riconoscimento al colonnello Vincenzo Ciccarelli, al luogotenente Daniele Famulari, al maresciallo capo Nicoletta Cotroneo e al maresciallo ordinario Agostino Verbaro, del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria, per un’indagine patrimoniale nei confronti di appartenenti a una cosca del Tirreno reggino che ha portato al sequestro di beni per 9 milioni di euro, dei quali 7 milioni sono stati successivamente confiscati.
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Clara Varano
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