Cosa succede durante la prima udienza penale?


  • La prima udienza penale non è sempre la stessa: dipende dal tipo di reato contestato e dal giudice competente, e può essere un’udienza predibattimentale (filtro), oppure direttamente il dibattimento.
  • Con la riforma Cartabia (D.Lgs. n. 150/2022), per i reati di competenza del tribunale monocratico è stata introdotta una nuova udienza “filtro” – l’udienza di comparizione predibattimentale – prima dell’apertura del vero e proprio dibattimento.
  • Se sei imputato in un procedimento penale, la prima udienza è il momento in cui si decide moltissimo: puoi ancora scegliere un rito alternativo, sollevare eccezioni preliminari e – in alcuni casi – chiudere il processo senza arrivare al dibattimento.

Hai ricevuto una notifica che ti convoca in tribunale per la prima udienza penale e non sai cosa aspettarti? È una situazione che mette in agitazione chiunque, anche perché il processo penale italiano non funziona come molti immaginano: non si entra in aula, si discute e si esce con una sentenza. Le cose vanno diversamente, quindi vorremmo spiegarti in modo semplice quali sono le fasi che ti aspettano e cosa succede in quel primo appuntamento davanti al giudice, per aiutarti a gestire la situazione con consapevolezza e scegliere la strategia difensiva più adatta.

Quali sono le fasi del processo penale?

Prima di entrare nel dettaglio della prima udienza, è utile avere in testa lo schema del processo penale fasi per non perdersi. Il procedimento si articola così:

  1. indagini preliminari: la polizia giudiziaria e il pubblico ministero raccolgono prove;
  2. esercizio dell’azione penale: se non viene disposta l’archiviazione, il PM porta il caso davanti a un giudice;
  3. udienza preliminare o udienza predibattimentale: fase “filtro” in cui si decide se il processo deve continuare;
  4. dibattimento: si formano le prove nel contraddittorio tra le parti;
  5. sentenza di primo grado, poi eventuale appello e Cassazione.

Ovviamente non tutti i procedimenti prevedono tutte queste fasi. Esistono riti alternativi – come il patteggiamento, il giudizio abbreviato e la messa alla prova – che consentono di chiudere il processo anticipatamente, spesso con riduzioni di pena o senza condanna.

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Che differenza c’è tra udienza preliminare e udienza predibattimentale?

L’udienza preliminare esiste da sempre nel processo penale italiano ed è prevista per i reati più gravi, quelli di competenza del tribunale collegiale o della Corte d’assise. Si svolge davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) e serve a decidere se ci sono elementi sufficienti per rinviare l’imputato a giudizio. In caso positivo, il GUP emette il decreto che dispone il giudizio; in caso contrario, pronuncia sentenza di non luogo a procedere (art. 425 c.p.p.).

L’udienza predibattimentale è, invece, la grande novità introdotta dal D.Lgs. n. 150/2022. Riguarda i reati di competenza del tribunale monocratico – quelli puniti con pena fino a quattro anni di reclusione e quelli elencati all’art. 550 c.p.p. – per i quali in passato il PM poteva citare direttamente a giudizio l’imputato senza alcun filtro preliminare.

Con la riforma, anche per questi reati è ora previsto un vaglio: un giudice – diverso da quello che poi eventualmente condurrà il dibattimento – esamina gli atti del fascicolo del PM e decide se ci sono le condizioni per procedere.

Cosa valuta il giudice dell’udienza predibattimentale?

Il giudice dell’udienza predibattimentale valuta l‘idoneità prognostica del compendio d’accusa a condurre a una decisione di condanna. In sostanza, si chiede: se questo processo andasse fino in fondo, ci sarebbe una ragionevole previsione di condanna? Se la risposta è no, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Se la risposta è sì, fissa la data dell’udienza dibattimentale davanti a un giudice diverso. Il giudice deciderà basandosi sugli atti contenuti nel fascicolo del PM.

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Cosa succede durante la prima udienza predibattimentale

Quando sei convocato per l’udienza predibattimentale, ecco cosa accade in aula, passo dopo passo. Per prima cosa, il giudice accerta che tutte le parti siano presenti o regolarmente rappresentate. Solo a seguito della positiva verifica della regolarità della notifica, è possibile passare alla valutazione relativa alla procedibilità in assenza. Se l’imputato non è presente, il giudice verifica le condizioni per procedere in sua assenza.

Subito dopo la verifica delle parti, le difese possono sollevare questioni preliminari: eccezioni di nullità, incompetenza territoriale, questioni sulla costituzione di parte civile. Le questioni sono precluse se non proposte subito dopo compiuto, per la prima volta, l’accertamento della costituzione delle parti. Non è possibile riproporle nella successiva udienza dibattimentale: questo rende il momento particolarmente strategico per la difesa.

Quando il reato è perseguibile a querela, il giudice verifica se il querelante è disposto a rimettere la querela e il querelato ad accettare la remissione. Una remissione accettata porta all’estinzione del reato e alla chiusura del procedimento.

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La scelta del rito alternativo

Prima dell’apertura formale del dibattimento, l’imputato ha ancora la possibilità di scegliere un rito alternativo. Può richiedere:

  • il giudizio abbreviato (art. 438 c.p.p.): il giudice decide sulla base degli atti, con riduzione di un terzo della pena in caso di condanna;
  • il patteggiamento (art. 444 c.p.p.): accordo con il PM su una pena concordata;
  • la messa alla prova (art. 464-bis c.p.p.): sospensione del processo con svolgimento di attività riparatorie, che può portare all’estinzione del reato.

Il decreto di citazione a giudizio deve contenere gli avvisi relativi alla facoltà di richiedere i riti alternativi nei termini previsti dall’art. 554-ter comma 2 c.p.p. Se non hai ricevuto questi avvisi, il tuo avvocato potrà sollevare un’eccezione.

Nelle ipotesi in cui non sia possibile pronunciare sentenza di non luogo a procedere, né accedere a un rito alternativo, all’esito dell’udienza predibattimentale il giudice dispone la fissazione dell’udienza dibattimentale, con il rispetto del limite minimo di venti giorni intercorrenti tra la data del provvedimento e quella fissata per la nuova udienza.

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Cos’è il rinvio a giudizio

Se, nell’udienza preliminare per i reati più gravi, il GUP emette il decreto che dispone il giudizio, il processo passa alla fase dibattimentale. L’imputato diventa formalmente tale e inizia il dibattimento vero e proprio, con formazione delle prove in contraddittorio.

Cosa deve fare la difesa prima del dibattimento? Le parti devono formulare una lista dei testimoni, consulenti tecnici e periti, da depositare presso la cancelleria del tribunale almeno 7 giorni prima dell’udienza dibattimentale ai sensi dell’art. 468 c.p.p. Non rispettare questo termine significa rinunciare a far sentire i propri testimoni.

Cosa accade durante la prima udienza dibattimentale

Alla prima udienza dibattimentale le parti chiederanno l’ammissione dei mezzi di prova. Il pubblico ministero chiederà l’ammissione dei testimoni indicati nella propria lista e il controesame degli altri testimoni. Il difensore dell’imputato potrà chiedere l’ammissione dei propri testimoni, oltre al controesame e all’eventuale esame dell’imputato. In questa udienza solitamente non si fa nient’altro.

Nelle udienze successive si forma invece la prova: si ascoltano i testimoni, si esaminano i periti, si acquisiscono i documenti. L’istruzione dibattimentale ha inizio con l’assunzione delle prove richieste dal PM e prosegue con l’assunzione di quelle richieste dalle altre parti.

L’udienza dibattimentale è caratterizzata dai principi della pubblicità e della concentrazione. La regola generale è quella dell’udienza pubblica, salvo le situazioni in cui il dibattimento debba svolgersi a “porte chiuse”. Il principio di concentrazione – che vorrebbe il dibattimento esaurito in poche udienze ravvicinate – trova raramente piena applicazione nella pratica.

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Quanto tempo passa tra udienza e sentenza?

In linea generale, il dispositivo della sentenza va letto in udienza subito dopo la discussione finale. La motivazione può invece arrivare entro 15 giorni dalla pronuncia nei casi standard, oppure entro un termine compreso tra 15 e 90 giorni per i processi particolarmente complessi. Questi termini sono ordinatori: la loro inosservanza non invalida la sentenza.

Quanto alla durata complessiva del processo, i dati sono meno confortanti. La durata media di un processo penale, dalla fase delle indagini preliminari fino alla sentenza della Corte di Cassazione, si attesta intorno ai 1.600 giorni (circa quattro anni e mezzo). A Napoli e Roma i tempi si allungano ulteriormente.

Secondo la Legge Pinto (n. 89/2001), il processo penale è considerato ragionevole se non eccede i 3 anni in primo grado, 2 anni in appello e 1 anno in Cassazione, con un massimo complessivo di 6 anni. Se il processo supera ingiustificatamente questi termini, hai diritto a un’equa riparazione per il danno subito.

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Prima udienza penale davanti al giudice di pace

Il giudice di pace penale ha competenza su reati minori: ingiuria (nei casi residui), percosse, lesioni lievi non aggravate, molestie, danneggiamento semplice. Il procedimento davanti al giudice di pace è disciplinato dal D.Lgs. n. 274/2000 e presenta caratteristiche proprie.

La prima udienza davanti al giudice di pace ha anche una funzione conciliativa: il giudice tenta di favorire la composizione della lite e la riconciliazione tra le parti, soprattutto per i reati perseguibili a querela. In molti casi la rimessione della querela, accettata dal querelato, chiude il procedimento già alla prima udienza.

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Prima udienza penale: tribunale monocratico e collegiale a confronto

Tribunale Tribunale monocratico Tribunale collegiale
Competenza Reati non attribuiti al collegiale, alla Corte d’assise o al giudice di pace (art. 33-bis c.p.p.) Reati puniti con ergastolo o reclusione superiore nel massimo a 24 anni, e specifici reati tassativamente elencati (art. 33-ter c.p.p.)
Fase filtro Udienza predibattimentale (novità Cartabia) Udienza preliminare davanti al GUP
Composizione 1 giudice 3 giudici
Riti alternativi Sì, prima dell’apertura del dibattimento Sì, fino all’udienza preliminare

Cosa rischi se non ti presenti alla prima udienza?

Se sei imputato e non ti presenti alla prima udienza, il processo può continuare in tua assenza, purché risulti che sei stato regolarmente notificato. La riforma Cartabia ha riscritto la disciplina dell’assenza dell’imputato (artt. 420-bis ss. c.p.p.), rafforzando le garanzie in linea con la giurisprudenza della Corte EDU. Non presentarsi non fa guadagnare tempo: al contrario, si perde la possibilità di sollevare eccezioni preliminari e di scegliere un rito alternativo nei termini, con conseguenze che possono pesare sulla strategia difensiva.

Sei coinvolto in un procedimento penale e non sai come muoverti alla prima udienza? Le scelte che fai in questa fase – dal rito alternativo alle eccezioni da sollevare – possono cambiare radicalmente l’esito del processo. Rivolgiti a un avvocato penalista prima di presentarti in aula: non è mai troppo presto per costruire una difesa efficace.

Prima udienza penale – Domande frequenti

Cosa fa il giudice nella prima udienza penale?

Verifica la regolare costituzione delle parti, esamina le eventuali questioni preliminari sollevate dalle difese, controlla la procedibilità del reato e valuta se esistono le condizioni per procedere al dibattimento o per emettere sentenza di non luogo a procedere.

Quanto tempo passa tra la prima udienza e la sentenza?

Non esiste un termine fisso. Il dispositivo della sentenza va letto in udienza subito dopo la discussione finale. La motivazione può arrivare entro 15 giorni (casi semplici) o fino a 90 giorni (casi complessi). La durata complessiva del processo in tutti e tre i gradi è mediamente di circa 1.600 giorni.

Cosa succede dopo l’udienza preliminare?

Se il GUP emette decreto che dispone il giudizio, il processo passa al dibattimento. Se invece pronuncia sentenza di non luogo a procedere, il procedimento si chiude (salvo impugnazione o nuove prove).

Cosa succede se non mi presento alla prima udienza penale?

Il processo può proseguire in tua assenza, se risulta che sei stato regolarmente notificato. Rischi però di perdere la possibilità di sollevare eccezioni preliminari e di optare per un rito alternativo.

Riferimenti normativi

  • art. 416 e ss. c.p.p. – udienza preliminare;
  • art. 420-bis ss. c.p.p. – disciplina dell’assenza dell’imputato (riformata dal D.Lgs. n. 150/2022);
  • art. 425 c.p.p. – sentenza di non luogo a procedere;
  • art. 438 c.p.p. – giudizio abbreviato;
  • art. 444 c.p.p. – patteggiamento;
  • art. 464-bis c.p.p. – messa alla prova;
  • art. 468 c.p.p. – liste testimoniali (deposito almeno 7 giorni prima);
  • art. 484 c.p.p. – verifica della costituzione delle parti in dibattimento;
  • art. 491 c.p.p. – questioni preliminari al dibattimento;
  • art. 495 c.p.p. – ammissione delle prove;
  • art. 544 c.p.p. – redazione e deposito della sentenza;
  • artt. 550 e ss. c.p.p. – citazione diretta a giudizio e udienza predibattimentale;
  • art. 554-bis c.p.p. – udienza di comparizione predibattimentale (introdotta da D.Lgs. n. 150/2022);
  • art. 554-ter c.p.p. – esiti dell’udienza predibattimentale;
  • art. 555 c.p.p. – udienza dibattimentale a seguito di citazione diretta;
  • D.Lgs. n. 150/2022 – riforma Cartabia del processo penale;
  • D.Lgs. n. 274/2000 – procedimento penale davanti al giudice di pace;
  • Legge n. 89/2001 (Legge Pinto) – equa riparazione per l’irragionevole durata del processo.
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