Un’analisi di Talents Venture rileva che gli annunci di lavoro per neolaureati offrono spesso stage e raramente contratti stabili.
L’analisi degli annunci di lavoro per neolaureati evidenzia una contrazione delle opportunità stabili in Italia, ridefinendo le dinamiche di inserimento professionale dei giovani.
La porta d’ingresso nel mondo del lavoro si restringe: solo il 4% degli annunci cerca neolaureati
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L’Osservatorio Talents Venture ha analizzato 50.000 annunci di lavoro pubblicati dalle grandi aziende nel 2025.
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Il 48% delle offerte per neolaureati propone uno stage, appena il 7% garantisce un tempo indeterminato e il 91% omette la retribuzione.
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Competenze, stabilità e crescita professionale superano smart working e flessibilità nelle scelte di carriera dei profili junior.
Milano, Giugno 2026 – Entrare oggi nel mercato del lavoro sembra sempre più difficile per chi esce dall’università. Infatti, solo il 4% dei 49.490 annunci di lavoro pubblicati su LinkedIn nel 2025 dalle grandi aziende in Italia è stato rivolto esplicitamente ai profili junior. Di questi 2.060 annunci, la metà offre tirocini, il 36% omette la formula contrattuale e appena il 7% propone un tempo indeterminato. A tracciare questo scenario è l‘Osservatorio di Talents Venture (www.talentsventure.com/osservatorio), società di servizi professionali specializzata nel settore dell’istruzione e del mercato del lavoro, nata con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone con il potere dell’istruzione. I dati assumono ancora più rilevanza se confrontati con il numero di laureati che ogni anno si affacciano al mercato del lavoro: secondo le elaborazioni dell’Osservatorio, si registra circa un annuncio dedicato ai neolaureati ogni 68 laureati magistrali potenzialmente in ingresso nel mercato.
I profili e le competenze più ricercati dal mercato
L’analisi dell’Osservatorio delinea una netta polarizzazione della domanda attorno alle macro-aree economico-finanziaria e tecnico-ingegneristica, dove i profili più ricercati in assoluto sono il consulente finanziario (155 annunci) e il contabile (119 annunci), seguiti in ambito tecnologico da figure specializzate come sviluppatori software (48 annunci), consulenti informatici (42 annunci) e data scientist (41 annunci).
L’esame dettagliato dei requisiti richiesti ai neolaureati evidenzia un preciso bilanciamento sul piano delle competenze. Sul fronte delle abilità trasversali, la comunicazione efficace guida le richieste con 1.331 menzioni negli annunci, seguita dalla collaborazione e lavoro di squadra (1.128) e da proattività e intraprendenza (857), mentre la conoscenza della lingua inglese e la padronanza di strumenti Office contano rispettivamente 1.071 e 693 citazioni.
Per quanto riguarda le competenze tecniche, l’analisi tecnica e funzionale si attesta come l’asset principale a quota 1.208 annunci, affiancata da strumenti di programmazione (647), fiscalità e tributi (609) e analisi di business (566). A conferma di un mercato in rapidissima evoluzione tecnologica, si segnala infine l’ingresso di competenze avanzate come machine learning e deep learning, che si posizionano tra i primi venti requisiti più richiesti con 313 menzioni.
Inquadramento contrattuale e condizioni di inserimento per i profili junior
Sul fronte delle condizioni proposte per l’ingresso in azienda, l’offerta del mercato evidenzia una marcata prevalenza di formule temporanee. Benché un rilevante 36% degli annunci non fornisca alcuna informazione sulla tipologia di rapporto lavorativo, lo stage si configura come lo strumento principale di inserimento, interessando il 48% delle posizioni esaminate. Di contro, la stabilità contrattuale rappresenta una quota del tutto marginale, con appena il 7% delle offerte che garantisce un contratto a tempo indeterminato sin dalla fase di selezione.
Per i neolaureati contano più stabilità e crescita professionale che smart working e flessibilità
Nel dibattito pubblico sulle strategie di attrazione dei talenti, la flessibilità (autonomia negli orari e smart working) viene frequentemente indicata tra i benefit più determinanti per le nuove generazioni. I dati, tuttavia, offrono un riscontro solo parziale a questa tesi, ridimensionandone l’impatto in fase di recruiting. Secondo l’ultima edizione del rapporto sul “Profilo dei laureati” (XXVIII Indagine del 2026) di AlmaLaurea, il “luogo di lavoro” è ritenuto decisamente rilevante dal 51% dei rispondenti, mentre la “flessibilità dell’orario di lavoro” si ferma al 49%. Al contrario, le reali aspettative dei neolaureati si concentrano su elementi strutturali e di crescita materiale e professionale. Al vertice delle preferenze dei giovani si posizionano l’acquisizione di professionalità (76%), la stabilità e sicurezza del posto di lavoro (74%), le prospettive di guadagno (72%) e le possibilità di carriera (71%).
L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel quadro occupazionale di riferimento
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale si inserisce in un quadro di fragilità strutturale della domanda di lavoro qualificato. Il tema non è tanto che l’IA faccia sparire i posti di lavoro ad alta specializzazione, quanto piuttosto il deficit di professioni qualificate che caratterizza il mercato occupazionale italiano. Attualmente, l’incidenza di manager, professioni intellettuali e profili tecnici si attesta al 37% dell’occupazione totale, contro una media europea del 44%. L’allineamento ai parametri UE richiederebbe un incremento netto di 1,6 milioni di occupati in queste categorie ad alto valore aggiunto. In questo scenario, l’introduzione di tecnologie abilitanti come l’IA rischia di agire in modo asimmetrico, ampliando ulteriormente il divario strutturale e di competitività che separa l’Italia dal resto d’Europa.[1]
“Da queste evidenze emergono quattro indicazioni operative fondamentali per le aziende. In primo luogo, in un mercato caratterizzato dall’omissione di dettagli contrattuali e retributivi, dare immediata visibilità a questi dati diventa un forte elemento distintivo. Inoltre, a fronte di uno scenario dominato dai tirocini, proporre una traiettoria chiara, credibile e orientata al tempo indeterminato sposta gli equilibri dell’attrattività. La flessibilità e lo smart working non sono il terreno su cui si gioca la partita per i giovanissimi, i quali vedono l’ingresso nel mercato come una fase di costruzione della propria identità professionale. Proprio per questo, l’ultimo asset strategico risiede nel rendere espliciti i processi di sviluppo delle competenze all’interno degli annunci, descrivendo con assoluta chiarezza quali abilità il candidato potrà acquisire, quali attività svolgerà e quali prospettive di avanzamento potrà realisticamente aspettarsi nel tempo.” – dichiara Pier Giorgio Bianchi, Amministratore Delegato e Co-Fondatore di Talents Venture.
I dati dello studio
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