Tutti sanno che esiste un limite che non si deve superare di alcol, ma tra il sapere la teoria e il capire concretamente cosa significhi in termini di bicchieri, c’è un abisso. Uno di quei vuoti informativi che finisce per generare o l’eccesso di prudenza o, molto peggio, di sottovalutare il rischio. Vale la pena fare chiarezza una volta per tutte, numeri alla mano.
I limiti di legge
Prima di parlare di birra e vino, è indispensabile capire qual è la soglia oltre la quale scatta la sanzione. In Italia, il limite legale per la generalità dei conducenti è fissato a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue (g/l). Al di sotto di questo valore, non si applicano conseguenze. Al di sopra, invece, si entra in tre fasce di gravità crescente.
La prima fascia, quella che va da 0,5 a 0,8 g/l, è di rilevanza amministrativa. La seconda, tra 0,8 e 1,5 g/l, diventa un reato penale. La terza, oltre 1,5 g/l, è quella più grave, con ammende elevate, possibilità di arresto e confisca del veicolo se di proprietà del conducente. Le sanzioni economiche vanno da 573 a 2.170 euro per la prima fascia, con sospensione della patente da 3 a 6 mesi; salgono tra 800 e 3.200 euro per la seconda fascia, con sospensione da 6 mesi a un anno; e arrivano fino a 6.000 euro per la terza, con arresto da 6 mesi a un anno e sospensione fino a 2 anni. C’è poi una categoria per cui il discorso cambia radicalmente: neopatentati e autisti professionali devono rispettare un limite pari a zero. In pratica, anche un solo bicchiere può far scattare le sanzioni.
Un’ultima novità introdotta dal nuovo Codice della Strada riguarda il cosiddetto alcolock: chi viene fermato con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l si vede applicare un codice sulla patente che impone il divieto assoluto di assumere alcol prima di guidare, oppure l’obbligo di installare sul veicolo un dispositivo che ne blocca l’avviamento in caso di alcolemia positiva.
Come si calcola il tasso alcolemico
Ecco il punto dove molti si perdono. Il tasso alcolemico non dipende solo da quanti bicchieri si bevono: è il risultato di una combinazione di variabili diverse da persona a persona. Fattori come il peso corporeo, l’età, la gradazione alcolica delle bevande, l’aver mangiato o meno prima di bere, e il tempo trascorso tra l’ultimo sorso e il momento in cui si mette in moto influenzano tutti il risultato finale.
Il motivo per cui stomaco pieno e stomaco vuoto fanno così tanta differenza è fisiologico: quando si mangia, l’alcol viene assorbito dall’intestino in modo più lento. L’alcol assorbito passa nel sangue e da lì al fegato. Solo quando il fegato ha completato questo processo il tasso alcolemico torna a zero. A parità di bicchieri consumati, una donna di 50 kg a digiuno può trovarsi in una situazione completamente diversa da un uomo di 90 kg che ha appena finito di cenare.
Per orientarsi, l’Istituto Superiore di Sanità ha elaborato delle tabelle indicative che stimano il tasso alcolemico atteso in base a sesso, peso corporeo e condizione gastrica. È bene precisare che questi valori sono solo indicativi e non hanno alcuna validità legale, poiché la molteplicità di variabili individuali rende di fatto impossibile calcolare con precisione la quantità esatta di alcol che si può assumere senza superare il limite di legge. Detto questo, sono comunque uno strumento utile per farsi un’idea di massima.
Vino
Partiamo dalla bevanda per eccellenza della nostra tradizione. Un calice di vino standard è di circa 125 ml con gradazione intorno al 12%. Per un uomo di 70 kg, un calice di vino corrisponde a un tasso alcolemico stimato di circa 0,25 g/l a stomaco vuoto e di 0,15 g/l a stomaco pieno. Ma attenzione a non fermarsi al secondo: due calici a stomaco vuoto per un uomo di 70 kg porterebbero il tasso stimato intorno a 0,5 g/l, esattamente sulla soglia. Qualsiasi variabile aggiuntiva, come una digestione lenta, potrebbe far superare il limite.
Con il diminuire del peso le cose cambiano sensibilmente. Una donna di 55 kg con un bicchiere di vino da 125 ml a stomaco vuoto si troverebbe attorno a 0,42 g/l, e a stomaco pieno circa 0,24 g/l. Significa che già al secondo bicchiere, anche con cibo nello stomaco, il rischio di avvicinarsi o superare 0,5 g/l diventa concreto.
Birra
La birra è forse la bevanda che crea più confusione, anche perché la variabilità di gradazioni in commercio è enorme: si va dal 3,5% di una lager light al 10% di una doppio malto, passando per il 5% delle birre normali.
Partiamo dalla lattina da 33 cl classica al 5%: per un uomo di 70 kg, una lattina di birra normale a stomaco vuoto corrisponde a circa 0,28 g/l; a stomaco pieno scende a 0,16 g/l. Una sola birra, quindi, non è problematica per un adulto di corporatura media che ha mangiato. Due birre normali portano il tasso intorno a 0,32-0,56 g/l a seconda delle condizioni.
La situazione si complica con le birre speciali (8%): un uomo di 75 kg che assume a stomaco vuoto due birre speciali ottiene un’alcolemia attesa di 0,82 g/l, già nella fascia penale. Due birre artigianali, quindi, possono bastare a rendere la situazione illegale oltre che pericolosa. Le doppio malto al 10% meritano particolare attenzione. Un uomo di 80 kg a stomaco vuoto può in linea teorica concedersi due birre normali da 33 cl, ma la stessa persona con due birre speciali supererebbe già il limite.
Per le donne il margine si restringe ulteriormente: una donna di 55 kg che beve una lattina da 33 cl a stomaco vuoto si trova già a circa 0,46 g/l, praticamente sul limite con una sola birra. La seconda è fuori discussione.
Superalcolici
Gin, vodka, rum, whisky, grappa: il mondo dei superalcolici è quello dove le quantità si fanno più ingannevoli. Un bicchierino da 4 cl può sembrare pochissimo, ma la gradazione, che può viaggiare tra il 35% e il 60%, concentra una quantità di alcol puro significativa.
Per un uomo di 70 kg, un bicchierino di superalcolico da 4 cl a 45° corrisponde a circa 0,29 g/l a stomaco vuoto e 0,17 g/l a stomaco pieno. Fin qui, un solo amaro dopo cena può sembrare gestibile. Ma è facilissimo scivolare verso il secondo. Il problema dei superalcolici è che si combinano spesso con altre bevande durante la serata. Un uomo di 70 kg che ha bevuto a stomaco vuoto una birra doppio malto e un superalcolico si trova con un’alcolemia stimata di circa 0,84 g/l, già nella seconda fascia penale.
Per le donne, anche qui i numeri sono più severi: una donna di 55 kg con un solo superalcolico da 4 cl a stomaco vuoto si aggira intorno a 0,47 g/l, e il secondo la porterebbe abbondantemente oltre la soglia legale. I digestivi a gradazione inferiore (25-30%) sono leggermente meno critici in termini numerici, ma si consumano solitamente a fine pasto in aggiunta al vino, e l’effetto combinato è quello che conta davvero.
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