Quando mancano circa due mesi ai festeggiamenti del patrono cittadino, Comune e Diocesi di Bergamo hanno reso noto il tema attorno a cui ruoteranno le celebrazioni per Sant’Alessandro 2026. Si tratta di “Custodire la comunità. Nella concordia”.
Da Palazzo Frizzoni spiegano che «la concordia dei cittadini è la più solida difesa di una città. Non sono le mura, le torri o le fortificazioni a renderla forte, ma il legame che unisce chi la abita. Le mura proteggono un territorio; la concordia custodisce una comunità».
La comunità al centro
In un tempo in cui gli spazi di incontro si fanno più fragili e la vita tende a ripiegarsi nella dimensione privata, torna essenziale interrogarsi su ciò che tiene unita una città. Non solo ciò che la rende efficiente, ma ciò che la rende viva, abitabile e condivisa.
La concordia prende forma quando si passa dall’attraversare al sostare, dalla distanza alla presenza, dalla semplice connessione alla corresponsabilità. Una città vive davvero quando i suoi cittadini scelgono di esserci, partecipare e condividere la cura del bene comune. In questa prospettiva, la dimensione civile e quella ecclesiale si incontrano naturalmente: entrambe si fondano sulla relazione, sulla fiducia reciproca e sulla capacità di costruire comunità.
La comunità, però, non è mai acquisita una volta per tutte, va costruita e custodita ogni giorno ed è per questo che la festa invita a rafforzare ciò che unisce, a prendersi cura dei legami, a vivere i quartieri come luoghi di incontro e partecipazione.
Le radici nella storia
A Bergamo questa idea affonda le radici nella sua storia. Il capitello sotto il Palazzo della Ragione, che raffigura il podestà, i consoli e i rappresentanti dei quartieri sullo stesso piano, racconta una città fondata sulla corresponsabilità. Non a caso si trova tra il Palazzo della Ragione e la Cattedrale di Sant’Alessandro, quasi a ricordare il legame tra dimensione civile e spirituale.
E, in questa prospettiva, anche le Mura veneziane, nate per difendere la città, oggi sembrano sollecitare in tutti noi sia la domanda di cosa meriti davvero essere maggiormente custodito, sia la responsabilità di farlo.
Le dichiarazioni
L’assessore alla Cultura, nonché vicesindaco, Sergio Gandi spiega:
«La Festa di Sant’Alessandro rappresenta ogni anno un’occasione preziosa per rileggere l’identità della nostra città attraverso uno sguardo contemporaneo. Il tema scelto per il 2026, Concordia civium, ci invita a riflettere su una verità semplice e profonda: una comunità è forte quando coltiva relazioni, fiducia e partecipazione. La cultura ha un ruolo fondamentale in questo percorso. È lo spazio in cui persone diverse possono incontrarsi, riconoscersi e costruire significati condivisi. Per questo gli appuntamenti che accompagneranno la Festa non sono semplicemente eventi, ma occasioni per rafforzare i legami che tengono unita la nostra comunità. In un tempo complesso come quello che stiamo vivendo, Bergamo sceglie di affermare il valore dell’incontro, della corresponsabilità, del riconoscimento delle differenze come una ricchezza per tutti. È un esercizio quotidiano che riguarda ciascuno di noi e che trova nella cultura uno dei suoi strumenti più potenti».
Mons. Giulio Dellavite, delegato Vescovile per le Relazioni istituzionali e per gli eventi diocesani, invece, commenta:
«La concordia come stile personale e come dinamica sociale è una virtù che, alla luce del Vangelo, Sant’Alessandro ha incarnato di nome e di fatto (infatti in greco significa protettore degli uomini e difensore dei valori). Questo fa da eco al tema scelto dal Vescovo Francesco come orizzonte per le attività della diocesi e delle parrocchie nel prossimo anno pastorale è “Servire la vita, servire la pace”. Tracciano il percorso alcune parole di Papa Leone che il Vescovo propone alla riflessione personale e comune: “La relazione con Cristo ci chiama a sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace. Il Signore, infatti, ci invia al mondo a portare il suo stesso dono: ‘La pace sia con voi!’, e a diventarne artigiani nei luoghi della vita quotidiana. Penso alle parrocchie, ai quartieri, alle aree interne del Paese, alle periferie urbane ed esistenziali. Ogni comunità diventi una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si prațica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa».
Appuntamenti di avvicinamento
Il percorso di avvicinamento alla festa, si apre con alcuni appuntamenti tra riflessione e arte che anticipano il programma di agosto.
Giovedì 2 luglio, alle 18
Biblioteca Civica Angelo Mai, Custodire la comunità nella concordia: dialogo tra Nando Pagnoncelli, sociologo e sondaggista, e Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale. Introduce e modera Susanna Pesenti, giornalista.
Che cosa tiene unita una comunità? Quali legami rendono possibile la convivenza e come si coltiva la concordia in una società attraversata da trasformazioni profonde? A partire dal tema della Festa di Sant’Alessandro 2026, “Custodire la comunità. Nella concordia”, Nando Pagnoncelli e Johnny Dotti mettono a confronto due prospettive complementari: quella di chi osserva e interpreta i cambiamenti della società attraverso i dati e quella di chi riflette sulle condizioni che generano appartenenza, responsabilità reciproca e coesione sociale. Un dialogo per interrogarsi sul valore della concordia come esercizio personale e civile, capace di custodire e rigenerare la vita delle comunità.
Giovedì 2 luglio, alle 19.15
Salone dell’ex Ateneo, Atlante, Maurizio Donzelli per Art Together Now 2026: inaugurazione della mostra alla presenza dell’artista.
Maurizio Donzelli, artista invitato per la sesta edizione di ATN – Art Together Now, realizza nell’Ex Ateneo un enorme Atlante composto da tavole di dimensioni monumentali in cui forme, colori e materiali eterogenei convivono come elementi di un unico sistema relazionale. Attraverso un linguaggio essenziale e sintetico, la mostra restituisce la complessità del reale, trasformando la varietà in una trama di connessioni e corrispondenze. Come ogni atlante, l’esposizione non propone una rappresentazione univoca del mondo, ma una raccolta di mappe, frammenti e prospettive che raccontano la molteplicità di una stessa realtà.
La mostra coinvolge preadolescenti e adolescenti degli oratori di Città Alta e di Boccaleone che nei mesi estivi, in una serie di workshop con gli educatori museali della Fondazione Adriano Bernareggi, produrranno un nuovo Atlante, che verrà restituito ai visitatori della mostra durante i giorni della Festa di Sant’Alessandro.
La mostra è curata da Giovanni Berera e Anna Bertilini Frigè. Prodotta dalla Fondazione Adriano Bernareggi in collaborazione con il Comune di Bergamo. Orari di apertura: dal 3 luglio al 2 agosto e dal 21 agosto al 6 settembre, venerdì e sabato dalle 15 alle 19 e dalle 20 alle 22, la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Ingresso libero.
Lunedì 20 luglio, alle 21.15
Cortile di Palazzo Frizzoni, teatro/concerto La rivolta della gioia, di Cristian Ceresoli, musiche di G. Casadei, C. Ceresoli, S. Piro, A. Pizzicato. Silvia Gallerano (voce), Fabio Monti (voce), Gianluca Casadei (fisarmonica); Stefano Piro direzione musicale. Alle lettere di un bambino a Dio, Nicola Ceresoli. Evento a cura di deSidera Teatro, inserito nel programma di BiG deSidera 2026 in collaborazione con il Comune di Bergamo.
Tra Jesus Christ Superstar, Mistero Buffo e la musica di Goran Bregović, un vangelo rock rivoluzionario dove gli ultimi si ribellano alla versione dalla storia addomesticata dal potere. Una rivolta in forma di spettacolo in cui Silvia Gallerano e il tredicenne Nicola Ceresoli, insieme a un cast eccezionale e un coro, si ribellano allo squallore delle guerre cantando le parole del vangelo in forma di canzone di Cristian Ceresoli. Un musical esplosivo dove a ballare sono i corpi di chi ascolta, trascinati da una banda di ragazzini che con il loro entusiasmo si rivolta ai potenti della terra scatenando una festa mondiale che, per un momento, sembra davvero cambiare la storia. Ingresso libero e gratuito su prenotazione su desiderateatro.it.
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Andrea Rossetti
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