16.07 – martedì 5 maggio 2026
Di Luca Franceschi
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La sessione di maggio del Consiglio provinciale di Bolzano si è aperta, come di consueto, con la trattazione delle interrogazioni su temi di attualità.
Sull’idrogeno, Paul Köllensperger del Team K ha affermato che nel 2026, mentre il resto del mondo vira sulla mobilità elettrica, in Alto Adige si continuano a spendere milioni sull’idrogeno, tecnologia che a suo avviso potrà al massimo restare di nicchia nei trasporti perché troppo costosa, con un rendimento pari a circa un terzo rispetto alle batterie e dunque uno spreco di energia.
Ha sostenuto che l’idrogeno non avrà un ruolo reale nella riduzione della CO2 e ha contestato l’intenzione dell’assessorato competente di investirvi 2 miliardi di euro.
Ha ricordato che la Provincia e A22 vogliono realizzare altre stazioni di rifornimento a idrogeno nonostante i 12,6 milioni spesi per l’impianto di Brunico rappresentino, a suo dire, un pessimo investimento, e che OMV, la compagnia petrolifera austriaca, ha nel frattempo chiuso tutte le proprie stazioni di rifornimento a idrogeno.
Ha inoltre richiamato i 20 milioni destinati a un nuovo impianto di produzione a Bolzano e ha chiesto, tra l’altro, quanti dipendenti lavorano alla stazione di Brunico e con quale formazione specifica, quanta quantità di idrogeno è disponibile in loco, se il gas viene trasportato da Bolzano e a quali costi, quante auto private vi hanno fatto rifornimento finora, quanti sono gli autobus SASA a idrogeno e se IIT riceve ancora il finanziamento di base.
L’assessore Daniel Alfreider ha contestato alcuni numeri citati e ha richiamato un progetto europeo in materia, ricordando che già nel 2009 la Provincia aveva presentato a Bruxelles un progetto per il corridoio verde del Brennero, ponendosi all’avanguardia e aperta alle nuove tecnologie.
Ha aggiunto che gli autobus a idrogeno sono molti più di quanto riferito da Köllensperger e che la stessa Unione europea promuove diversi progetti legati all’idrogeno, anche nel quadro della strategia di decarbonizzazione varata nel 2024.
Ha precisato che la stazione di rifornimento di Brunico è gestita da IIT, che il personale è qualificato e formato sugli impianti a idrogeno, che verrà consegnata una tabella con le capacità di deposito e che le auto private non sono il target principale.
Köllensperger ha ribadito che l’idrogeno è una soluzione di nicchia e ha contestato l’utilizzo di fondi PNRR per una tecnologia che a suo giudizio viene abbandonata a livello mondiale.
Sul trasporto ferroviario, Madeleine Rohrer del Gruppo verde ha denunciato un aumento significativo dei ritardi nelle ultime settimane, con forti disagi sulla linea Bolzano–Merano e segnalazioni di ritardi regolari nelle ore mattutine sulla linea del Brennero durante aprile.
Ha chiesto le cause di tale incremento nel mese di aprile, l’eventuale presenza di problemi strutturali o tecnici sulla linea del Brennero, quali misure siano previste per evitare in futuro le soste non programmate presso il Pfannenstielhof prima di Bolzano e quante corse nel 2025 sulla tratta Merano–Bolzano abbiano registrato ritardi superiori a 5 minuti e tra 1 e 5 minuti.
L’assessore Daniel Alfreider ha spiegato di aver richiesto dati puntuali a Trenitalia e ha attribuito parte delle criticità alla chiusura per lavori della linea dell’Alta Pusteria, ringraziando Comuni e pendolari per la collaborazione.
Tale chiusura ha comportato modifiche operative e manovre più complesse a Fortezza.
Con il completamento dei lavori, avvenuto il 28 aprile, e la ripresa del traffico la situazione dovrebbe migliorare.
Rispondendo a una ulteriore domanda, l’assessore ha chiarito che i dati peggiori riguardano la linea Bolzano–Merano, per la quale la Provincia ritiene necessaria una maggiore efficienza.
Ha ricordato gli sforzi per il tunnel del Virgolo, progetto che avrebbe un effetto di alleggerimento, pur riconoscendo ritardi e difficoltà, e ha assicurato che si eserciterà ulteriore pressione.
Sul tema dei rifugi per animali, Jürgen Wirth Anderlan ha ricordato che il rifugio Sill di Bolzano fa capo all’Azienda sanitaria ed è finanziato al 100% dalla Provincia, segnalando articoli di stampa che documentano un sovraccarico della struttura, in particolare per i cosiddetti cani pericolosi.
Ha elencato altri canili e centri destinatari di finanziamenti provinciali, come il rifugio di Vandoies di Sopra, il Centro di cura per gli uccelli di Castel Tirolo e il Centro SOS Pappagalli a San Giorgio, e ha rammentato che il rifugio Naturno–Ultimo, che copriva la parte occidentale della provincia, ha chiuso nel marzo 2025.
Ha riferito di notizie riguardo a un nuovo canile in prossimità dell’impianto di digestione anaerobica alle Tisner Auen, nel Comune di Tesimo, e ha chiesto informazioni sul sovraccarico, sulle capacità e sui fabbisogni dei vari canili e strutture dell’Alto Adige, nonché sull’eventuale progetto per le Tisner Auen.
L’assessore Luis Walcher ha chiarito che i rifugi per animali sono disciplinati da un decreto del Presidente della Provincia e che fino a poco tempo fa le strutture erano tre: Sill, Vandoies e Naturno–Ultimo.
Ha citato i numeri degli animali ospitati nelle singole strutture e ha osservato che una buona struttura, idealmente, sarebbe una struttura senza animali, perché significherebbe che gli animali stanno bene altrove.
Quanto al nuovo canile di Tesimo, ha ricordato tentativi già in epoca Schuler, aggiungendo che ora si ritiene di aver individuato una collocazione ideale alle Tisner Auen, che sarà comunque approfondita.
Sulle Olimpiadi Milano–Cortina, Sandro Repetto del Partito Democratico ha richiamato le notizie su un disavanzo della Fondazione 2026 di circa 305 milioni di euro, da ripianare anche dai soci pubblici, riaprendo la discussione sulla sostenibilità economica complessiva dell’evento e sulle ricadute territoriali, con allarme in Regione Veneto.
Ha ricordato che da una precedente risposta emergeva l’assenza di un piano economico-finanziario definito e di una chiara ripartizione dei costi e ha chiesto quale sarà la quota del deficit a carico della Provincia di Bolzano, con quali risorse la si coprirà e se esista un’analisi aggiornata costi-benefici per il territorio altoatesino.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che non c’è ancora un calcolo definitivo del disavanzo e che vi sarà una quota da coprire a carico dei partecipanti, ossia CONI, Stato italiano ed enti territoriali.
Ha ricordato i 20 milioni versati dal Comitato olimpico come garanzia per lo svolgimento dei Giochi, che saranno restituiti alla Provincia, e altri importi di garanzia per il comitato organizzatore di Anterselva, dove non si registrano deficit ma avanzi.
Se gli enti territoriali dovessero intervenire, l’accordo prevede una quota del 5%, che sarebbe coperta con i fondi da restituire alla Provincia.
Per la pista da bob non saranno necessari ulteriori stanziamenti provinciali, poiché si farà ricorso ai fondi per i Comuni confinanti previsti dall’Accordo di Milano.
Repetto ha auspicato per il futuro un’analisi puntuale delle ricadute dell’evento e una comparazione tra territori.
Sulla distribuzione dei profughi, Bernhard Zimmerhofer della Süd-Tiroler Freiheit ha ricordato che entro…
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