Due uomini, con quasi 25 anni di responsabilità governativa alle spalle, che hanno gonfiato i bilanci statali, e ora mettono in guardia contro l’erosione democratica. Un esempio da manuale di autoconsapevolezza politica.
Ci sono interviste che bisogna assolutamente leggere perché sono sintomatiche, non di ciò che viene detto, ma di ciò che resta inespresso. Bodo Ramelow, che ha ricoperto la carica di Ministro Presidente della Turingia per dieci anni, e Reiner Haseloff, che ha guidato la Sassonia-Anhalt per quasi quindici anni, sono apparsi insieme in pubblico e hanno dato vita a una conversazione che, a prima vista, sembrava una dimostrazione di ponderata statura politica. Rituali mattutini, gestione delle crisi, il pericolo rappresentato dall’AfD. E poi questa frase, che incombe su tutto come un dito ammonitore benintenzionato: Chi vota per l’AfD non dovrebbe lamentarsi quando gli standard democratici si erodono.
Si potrebbe considerare questa affermazione saggia. Oppure, a un esame più attento, si potrebbe considerarla per quello che è realmente: una fondamentale confusione tra causa ed effetto, presentata da due uomini che hanno avuto un ruolo significativo nella creazione delle cause stesse. Ramelow e Haseloff non erano semplici osservatori del fallimento dello Stato tedesco. Ne erano i protagonisti: responsabili di due dei Länder tedeschi strutturalmente più deboli, responsabili di bilanci in cui i costi del personale e gli oneri pensionistici crescevano di anno in anno, mentre le riforme amministrative e le iniziative di digitalizzazione venivano accantonate.
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Per capire perché questa intervista si inserisca così perfettamente nel contesto dell’attuale dibattito sulla crescente dimensione della pubblica amministrazione tedesca, è necessario conoscere i dati. E non sono certo lusinghieri.
Dieci anni di Ramelow: la Turingia tra crescita e affanno
Bodo Ramelow ha assunto la carica di Ministro Presidente della Turingia nel dicembre 2014, diventando il primo politico della Die Linke a guidare uno stato federale tedesco. Ha governato per dieci anni, inizialmente in una coalizione rosso-rosso-verde e successivamente in diverse altre coalizioni. Ciò che lascia in eredità è uno stato con un grave problema di bilancio, creato congiuntamente da lui, dal suo team e dai suoi predecessori.
Al 30 giugno 2024, la Turingia impiegava 106.105 persone nel settore pubblico, 1.130 in più rispetto all’anno precedente, con un incremento dell’1,1%. Il settore municipale ha registrato un aumento di 415 unità, raggiungendo quota 40.475, mentre il settore statale è cresciuto di 690 unità, arrivando a 65.170. Queste cifre possono inizialmente sembrare esigue, finché non si considera il contesto demografico: la Turingia si sta spopolando. La popolazione è in calo, il numero di studenti è in diminuzione nel lungo periodo, eppure l’apparato statale è in espansione. Non si tratta di una crescita naturale in risposta all’aumento delle responsabilità, bensì di inerzia istituzionale.
Il vero problema, tuttavia, risiede nei costi delle pensioni. La Turingia non ha stanziato quasi alcun fondo per far fronte al rapido aumento delle pensioni dei dipendenti pubblici: questa è la conclusione della Corte dei Conti della Turingia, che supporta tale valutazione con cifre allarmanti: nel 2015, la spesa statale per le pensioni ammontava a circa 136 milioni di euro. Entro il 2024, questa cifra aveva già raggiunto circa 450 milioni di euro, un triplicamento in dieci anni. E non è finita qui. Le previsioni del Ministero delle Finanze della Turingia indicano che la spesa pensionistica annua aumenterà fino a circa 1,2 miliardi di euro entro la fine degli anni 2030. Ciò rappresenta un ulteriore triplicamento, questa volta dal 2024 al 2039.
L’attuale Ministro delle Finanze della Turingia, Katja Wolf, ha dichiarato ufficialmente di aver trattenuto il respiro per un attimo alla vista delle proiezioni relative agli oneri pensionistici. Un’affermazione sincera. Lo è meno, tuttavia, se non si aggiunge che queste cifre non sono spuntate dal nulla. Sono il risultato inevitabile di una politica di ampliamento dello status dei dipendenti pubblici, perseguita in Turingia dagli anni 2000 e non corretta sotto il governo Ramelow, bensì proseguita.
Già nel 2013, ancor prima dell’insediamento di Ramelow, il parlamento regionale della Turingia aveva calcolato che il numero dei pensionati sarebbe aumentato da circa 4.600 nel 2012 a circa 22.000 nel 2032, con conseguente impennata della spesa pensionistica. Questa previsione era ben nota. La necessaria conseguenza – ovvero una drastica limitazione delle nuove assunzioni nella pubblica amministrazione e la costituzione di riserve pensionistiche sufficienti – non si è in gran parte concretizzata. La Corte dei Conti della Turingia conclude che gli accantonamenti pensionistici statali sono “estremamente insufficienti” rispetto agli obblighi prevedibili.
Secondo l’Associazione dei dipendenti pubblici della Turingia, il bilancio 2025, approvato dal governo predecessore di Ramelow, presentava un deficit di 150 milioni di euro solo per le spese del personale. La Corte dei conti della Turingia ha parlato di una sistematica sottostima dei costi del personale, il che significa che il bilancio non rifletteva nemmeno accuratamente i costi effettivi, per non parlare di stanziamenti sufficienti per il futuro.
Questo è il bilancio finanziario di dieci anni di Ramelow. E ora quest’uomo avverte che gli standard democratici potrebbero erodersi se la popolazione votasse per l’AfD.
L’eredità di Haseloff: budget record, stratagemmi per frenare il debito e un terzo per il personale
Reiner Haseloff ha governato la Sassonia-Anhalt dal 2011 al 2026, quasi 15 anni, più a lungo di qualsiasi altro presidente di Land in Germania. È considerato un leader esperto, un conservatore pragmatico, un uomo che conosce bene il suo Land. Non è sbagliato. Ma questa è solo metà della storia.
Sotto il governo di Haseloff, la spesa pubblica è aumentata di anno in anno. Il progetto di bilancio per il 2024 ammontava a 14,7 miliardi di euro, circa 2 miliardi in più rispetto al bilancio del 2022. Quasi un terzo della spesa pubblica totale, ovvero 4,5 miliardi di euro, è stato destinato esclusivamente alle spese per il personale. Questo enorme aumento non è stato dovuto principalmente alla creazione di nuovi posti di lavoro, bensì agli aumenti salariali negoziati, ma ciò non cambia la struttura fondamentale: uno Stato che spende quasi il 33% del proprio bilancio per il personale ha poco margine per investimenti, digitalizzazione o infrastrutture.
L’Ufficio di controllo statale della Sassonia-Anhalt ha apertamente definito il progetto di bilancio 2024 un “falso pareggio” ottenuto dal governo attraverso un espediente di bilancio costituzionalmente discutibile, che prevede una riduzione complessiva della spesa di 432 milioni di euro – un processo senza precedenti in Germania, secondo le indagini dell’ufficio di controllo. Nessuno sa dove dovrebbero essere stati risparmiati questi 432 milioni di euro. Per il 2024 è stata nuovamente dichiarata una situazione di bilancio straordinaria al fine di giustificare la spesa nonostante il freno al debito.
Haseloff stesso aveva ammesso pubblicamente che i giorni di pace e prosperità erano finiti e che la Germania si trovava in una situazione eccezionale. Aveva chiesto al governo federale di dichiarare lo stato di…
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Konrad Wolfenstein
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