I negoziatori statunitensi e iraniani hanno raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa della durata di 60 giorni, volto a estendere il cessate il fuoco e ad avviare i negoziati sul programma nucleare iraniano. Tuttavia, il Presidente Trump non ha ancora concesso la sua approvazione definitiva. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi.
Gli Stati Uniti intanto hanno abbattuto nella notte quattro droni iraniani e attaccato un sito militare in Iran, nella città meridionale di Bandar Abbas. Washington ha descritto le azioni come «puramente difensive e volte a mantenere il cessate il fuoco». Immediata la rappresaglia dei Pasdaran che hanno colpito una base Usa. Ieri annunci e smentite sulle trattative per porre fine alla guerra: la tv di Stato di Teheran ha fatto filtrare una bozza di accordo che prevede il ritiro delle forze americane e la revoca del blocco ai porti iraniani in cambio della riapertura di Hormuz. La Casa Bianca però ha negato tutto: «Una completa invenzione».
Hormuz: chi passa e chi no dallo Stretto sotto il controllo dell’Iran
Per approfondire:
Kallas: a lavoro per manuale operativo su mutua difesa
L’Ue e’ al lavoro per istituire una sorta di manuale per rendere operativo l’articolo 42.7 del Trattato Ue, la clausola di mutua difesa in caso di aggressione a uno Stato membro dell’Unione. Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Esteri a Cipro. “Abbiamo presentato dei documenti su come possiamo rendere operativo il 42.7. Abbiamo gia’ fatto un’esercitazione a tavolino con i nostri ambasciatori per identificare le lacune. L’obiettivo finale e’ arrivare a una sorta di manuale su come possiamo utilizzare l’articolo 42.7, se necessario”, ha detto Kallas. “Ho incaricato i miei servizi, gia’ prima dell’inizio della guerra in Iran, di rendere operativo il 42.7, perche’ abbiamo diversi scenari: uno in cui viene attaccato un membro della Nato che e’ anche un membro europeo; uno scenario in cui viene attaccato un membro europeo che non e’ membro della Nato; e uno in cui si rimane al di sotto della soglia dell’articolo 5 della Nato”, ha concluso.
I pasdaran: “Risposta decisa in caso di nuovo attacco”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito gli Stati Uniti di una “decisa risposta” in caso di un nuovo attacco, in seguito ai raid statunitensi nel sud del Paese. “Se questa azione si ripeterà, l’esercito statunitense dovrà affrontare una risposta decisa”, hanno scritto i pasdaran in una dichiarazione pubblicata sul loro sito web Sepah News.
Tajani: “Sanzioni a Ben Gvir? Lavoriamo per il consenso a giugno”
Al Consiglio Esteri informale di Cipro non si è parlato delle sanzioni per il ministro israeliano Ben Gvir. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani che ha riferito di aver avuto degli “incontri bilaterali” dove ha insistito molto sulla “necessità di sanzionare questo ministro che ha commesso degli atti indegni nei confronti di persone che non avevano commesso alcun reato, che erano state fermate in Israele in maniera illegittima perché le hanno prese a bordo di navi che non battevano neanche bandiera israeliana. Quindi è giusto che ci sia da parte nostra una reazione ferma di condanna infliggendo sanzioni”. “Vedremo se gli altri paesi vorranno farlo, io ho trovato molto consenso da parte di tante realtà, poi vedremo, se serve l’unanimità, lavoriamo per raggiungere l’obiettivo al prossimo Consiglio”.
Gaza, 16 palestinesi uccisi e 39 feriti negli ultimi due giorni
Negli ultimi due giorni, sedici palestinesi sono stati uccisi e altri 39 feriti e trasportati in ospedale nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il Ministero della Salute di Gaza in un comunicato. Secondo dati ministeriali, 11.922 persone sono state uccise e 2.786 ferite a Gaza dall’inizio del cessate il fuoco con Israele in ottobre. 781 sono i corpi recuperati . Dall’inizio della guerra tra Israele e Gaza, il 7 ottobre 2023, 72.819 persone sono state uccise e 172.894 ferite, ha dichiarato il Ministero della Salute.
Iran, Mosca: esortiamo le parti a non ricadere nello scontro armato
“Esortiamo le parti a non ricadere nello scontro armato, che potrebbe comportare il rischio di una crisi umanitaria su vasta scala nella regione, con conseguenze per il mondo intero”. È quanto ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta Ria Novosti. “La questione (dell’uranio arricchito – ndr) è uno dei temi centrali del dialogo indiretto in corso tra Stati Uniti e Iran”, ha aggiunto Zakharova, “la nostra posizione su questa questione è ben nota a tutti. Non è cambiata. Allo stesso tempo, non abbiamo mai imposto, né intendiamo imporre, la nostra iniziativa per rimuovere l’uranio altamente arricchito iraniano dalla Federazione Russa. La decisione se chiedere o meno il nostro aiuto spetta all’Iran”.
I pasdaran: “Il Medioriente non sarà mai in pace fino a che Israele non sarà cancellato”
Non ci sarà pace in Medio Oriente fino a quando “il vile regime sionista” non sarà cancellato dalla faccia della Terra. Il nuovo attacco a Israele è arrivato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani, in un messaggio a commento dell’uccisione di due comandanti di Hamas per mano dell’Idf – Abu Amr e Abu Soheib – che “ha reso evidente ancora una volta la natura predatoria e satanica del vile, carnefice e terrorista regime sionista”, si legge sulla Fars. “L’elenco dei crimini del regime sionista fraudolento e usurpatore nel corso di quasi otto decenni conferma ancora una volta al mondo, e in particolare ai sedicenti difensori dei diritti umani e della libertà delle nazioni, che l’unica soluzione è la completa eradicazione di questo regime demoniaco e assassino di bambini dalla faccia della Terra”, si legge. Il Medio Oriente “non vedrà la pace, e i cosiddetti piani di pace di cui parla il malvagio e avventato presidente americano non sono altro che massacro, omicidio e assassinio”, prosegue la nota. “Il martirio di questi illustri comandanti non solo non indebolirà la resistenza, ma garantirà anche la continuazione del jihad fino alla liberazione della Palestina e della Nobile Quds (Gerusalemme, ndr)”, si chiude il comunicato dei Pasdaran.
Collaboratore di Netanyahu a processo per aver passato informazioni riservate a Bild
Il procuratore generale israeliano ha reso noto che lo stretto collaboratore del primo ministro Benjamin Netanyahu Jonatan Urich sarà sottoposto a procedimento penale per aver divulgato informazioni riservate al quotidiano tedesco Bild con l’intento di minare la sicurezza del Paese. L’ufficio del procuratore generale ha dichiarato di voler incriminare Urich per la fuga di notizie di un documento classificato nel 2024 che, secondo i critici, aveva come obiettivo quello di aiutare a scagionare Netanyahu dalla colpa per il fallimento dei negoziati con Hamas durante la guerra a Gaza. Urich sarebbe stato accusato anche di possesso di informazioni riservate e distruzione di prove. I suoi avvocati hanno dichiarato al canale radiofonico dell’esercito israeliano che la decisione è “sbagliata e scollegata dalle prove”. Urich ha reagito con un post sarcastico di una sola riga sui social, dicendo: “È davvero incredibile che il procuratore generale non abbia chiesto la pena di morte”.
Il ministro degli Esteri pakistano domani da Rubio
Il ministro degli Esteri pakistano, Mohammad Ishaq Dar, sarà domani a Washington per incontrare il segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo riferisce il ministero degli Esteri pakistano in una nota. Nell’agenda dell’incontro, si spiega, le relazioni bilaterali e “gli sforzi del Pakistan per promuovere la pace e la stabilità regionale” in Medio Oriente “attraverso il dialogo e la diplomazia”.
L’obiettivo dell’attacco dell’Idf in Libano era Ali al-Husni, responsabili dell’unità missilistica di una milizia iraniana
L’obiettivo dell’attacco israeliano a Beirut era Ali al-Husni, responsabile dell’unità missilistica della Divisione Imam Hussein, una milizia iraniana che opera a fianco di Hezbollah. Lo ha riferito una fonte della sicurezza israeliana citata dai media. Non è ancora chiaro se sia rimasto ucciso nell’attacco.
Il Kuwait condanna gli attacchi: “Gravi e criminali”
Il Kuwait ha espresso “forte condanna e riprovazione” per “gli attacchi iraniani gravi e criminali” subiti oggi. I Pasdaran hanno reso noto di avere preso di mira una base americana in rappresaglia per i raid Usa a Bandar Abbas. Si tratta, si legge in una nota del ministero degli Affari esteri, di “un’escalation pericolosa e una palese violazione della sovranita’ dello Stato del Kuwait, della sua sicurezza e dell’integrita’ dei suoi territori, e una minaccia diretta alla vita dei civili e alle infrastrutture vitali”. Tutto questo, si avverte, “avviene in un momento in cui numerosi paesi fratelli e amici stanno compiendo sforzi instancabili per ridurre le tensioni, calmare la situazione ed evitare ulteriori escalation nella regione”. Da qui la richiesta all’Iran “di cessare immediatamente e senza condizioni o restrizioni questi attacchi” mentre “lo Stato del Kuwait si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la sua sicurezza e difendere i suoi territori e le sue infrastrutture vitali contro qualsiasi aggressione o minaccia”.
Khamenei: “Priorità sono resilienza economica e ricostruzione”
La resilienza dell’economia e la ricostruzione sono le priorita’ indicate dalla guida suprema, Mojtaba Khamenei, al parlamento iraniano nel suo messaggio per l’apertura della nuova sessione del Majlis. “I parlamentari, in collaborazione con i poteri esecutivo e giudiziario, si stanno concentrando sullo slogan ‘Economia resiliente all’ombra dell’unita’ nazionale e della sicurezza nazionale'”, ha spiegato Khameni. Nell’anno in corso, “in cima all’agenda vi saranno la stabilita’ economica, la riduzione dell’inflazione, la gestione della liquidita’, l’incremento della produzione”, ha elencato, oltre “alla ricostruzione dopo i danni causati dalla Seconda e dalla Terza Guerra” dichiarata da Stati Uniti e Israele.
Attacco dell’Iran verso il Kuwait: “Grave violazione del cessate il fuoco”
“Alle 22:17 del 27 maggio, l’Iran ha lanciato un missile balistico verso il Kuwait che è stato intercettato con successo dalle forze kuwaitiane. Questa grave violazione del cessate il fuoco dal regime iraniano è avvenuta ore dopo che le forze iraniane hanno lanciato 5 droni d’attacco a senso unico che rappresentavano una chiara minaccia nelle vicinanze e nello Stretto di Hormuz”. Scrive su X Centcom ricostruendo quanto successo stanotte. “Tutti i droni sono stati intercettati con successo dalle forze Usa, che hanno anche impedito il lancio di un sesto drone da un sito di controllo a terra iraniano a Bandar Abbas”.
L’Israele attacca Beirut, obiettivo un comandante di Hezbollah
L’Idf comunica che poco fa è stata attaccata Beirut. “L’obiettivo dell’attacco israeliano a Beirut è un comandante delle unità missilistiche di Hezbollah”. Lo riferisce Ynet.
Khamenei invita all’unità di fronte al nemico
La guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha invitato all’unità di fronte al nemico che ora, sconfitto, vuole dividere il Paese. “Il piano cieco del nemico dopo la guerra imposta, la pressione economica e l’assedio mediatico e politico è creare divisione e frammentazione sociale per compensare le sconfitte sul piano militare e piegare la nazione”, ha scritto in un messaggio per l’anniversario dell’inaugurazione della prima Assemblea consultiva islamica e per l’inizio del terzo anno di attività della Dodicesima legislatura. “E’ quindi necessario che tutti coloro il cui cuore batte per l’Islam e la rivoluzione, o per l’indipendenza e la dignità dell’Iran, si impegnino ancora di più nella salvaguardia dell’unità di un fronte nazionale compatto e coeso, ed evitino di trasformare divergenze giustificate o ingiustificate in conflitto e divisione, per diventare nelle parole e nei fatti esempio di unità e integrazione della nazione”, ha esortato l’ayatollah nel testo destinato ai deputati iraniani.
Israle ha attaccato 135 obiettivi di Hezbollah nelle ultime 24 ore
«Nel corso delle ultime 24 ore, l’Idf ha attaccato oltre 135 obiettivi di Hezbollah nelle aree di Tiro, della Valle della Beqaa e del Libano meridionale», riferisce una nota dell’esercito israeliano. Circa 10 siti di lancio utilizzati dai terroristi di Hezbollah per lanciare razzi contro soldati dell’Idf e civili israeliani sono stati colpiti nelle aree della Beqaa e del Libano meridionale. Inoltre, è stato attaccato un campo di addestramento di Hezbollah a Brital, nella regione della Beqaa. Durante la notte, l’Idf ha colpito circa 15 infrastrutture militari a Tiro utilizzate dai terroristi di Hezbollah per preparare attacchi. Inoltre, l’Aeronautica israeliana ha eliminato una cellula terroristica mentre usciva da un sito di lancio utilizzato da Hezbollah per lanciare razzi.
L’Ue: “Possibili tensioni sul carburante per gli aerei se la crisi non migliora”
«Finora, l’Ue ha registrato effetti sui prezzi, senza interruzioni fisiche delle forniture a livello di consumatori. Tuttavia, se la situazione non dovesse migliorare nelle prossime settimane, si prevedono progressive tensioni sui mercati, soprattutto per quanto riguarda il carburante per aerei». È quanto emerge dall’ultima riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio Ue, che si è tenuta ieri. Dall’incontro è emerso che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha un impatto sia sul petrolio greggio sia su tutti i principali prodotti petroliferi, e che tutti i Paesi dell’Ue ne risentono.
Il 26 maggio si è riunito anche il Gruppo di coordinamento del gas e, in entrambi gli incontri, la Commissione e i Paesi dell’Ue hanno discusso della sicurezza degli approvvigionamenti di gas e petrolio nell’Ue alla luce delle continue tensioni in Medio Oriente. Gli scambi, viene riferito, si sono svolti in un contesto di crescente incertezza e volatilità dei prezzi, con ampie implicazioni economiche.
Nonostante le difficili condizioni di mercato, il Gruppo di coordinamento del gas ha confermato che al momento non vi sono preoccupazioni immediate per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’Ue per la prossima stagione invernale. Il Gruppo ha osservato che i livelli di stoccaggio del gas nell’Ue potrebbero raggiungere l’80% entro la fine dell’estate, il che garantirebbe l’approvvigionamento di gas per il prossimo inverno 2026/27. Il Gruppo ha ribadito la necessità di valutare regolarmente il riempimento dei depositi di gas in base alla situazione. Ha inoltre rilevato che gli Stati membri non hanno pianificato finora ulteriori interventi sul mercato.
La Commissione e gli Stati membri hanno sottolineato l’importanza di un coordinamento e di una preparazione costanti, in considerazione dell’evoluzione della situazione di mercato. La Commissione e i gruppi di coordinamento per il gas e il petrolio continueranno a monitorare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas e petrolio nell’Ue e a coordinare le azioni necessarie.
Teheran: “Le minacce di Trump all’Oman sono un atto di bullismo”
L’Iran ha definito le minacce di Trump contro l’Oman «pericolose» e «un atto di bullismo». «Le minacce di distruggere uno Stato membro delle Nazioni Unite che ha sempre svolto un ruolo costruttivo, efficace e responsabile nella pace e nella sicurezza regionale e che per molti anni si è adoperato nobilmente al servizio della pace e della stabilità regionale come mediatore nei processi diplomatici, non solo violano il principio fondamentale che vieta la minaccia dell’uso della forza, ma rappresentano anche un altro pericoloso segnale della normalizzazione dell’illegalità e delle prepotenze nelle relazioni internazionali», ha affermato il ministero degli Esteri iraniano attraverso il portavoce Esmail Baghaei.
Il console vede gli italiani della Flotilla detenuti in Libia: “Sono in buone condizioni”
Il console generale d’Italia a Bengasi, Filippo Colombo, ha compiuto ieri sera una prima visita ai due connazionali attivisti della Flotilla terrestre detenuti in una caserma della polizia della Libia orientale. Il console, riferisce la Farnesina in una nota, ha riferito di averli trovati in buone condizioni, ma ha chiesto alle autorità locali alcune migliorie nelle condizioni di detenzione, anche a beneficio degli altri attivisti del gruppo di diverse nazionalità che hanno chiesto un contributo di assistenza al ministero degli Esteri italiano. Le autorità della Libia orientale, prosegue la nota, hanno acconsentito alla possibilità per i detenuti di effettuare docce, di avere cambi di abiti e una sistemazione migliore. Il console non ha avuto ancora informazioni sulle procedure per una possibile espulsione, rallentata dalla festa islamica che in questi giorni viene celebrata anche in Libia.
Idf: “Ucciso il capo della rete per il trasferimento fondi di Hamas”
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver ucciso Ihab Khrizim, capo di una rete centrale di trasferimento fondi di Hamas, in un attacco a Khan Yunis martedì. Le Idf hanno aggiunto che nell’attacco è rimasto ucciso anche Mohammed al-Habash, un comandante di unità del quartier generale di produzione di Hamas, che partecipava alla fabbricazione di armi. Martedì, attacchi israeliani hanno ucciso almeno sette palestinesi nella Striscia di Gaza, tra cui cinque in un campo profughi e due in un’auto, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie.
Tajani: “Aspettiamo l’accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz”
«Aspettiamo che ci sia un accordo definitivo che permetta la riapertura dello Stretto di Hormuz e dopodiché anche noi saremo parte dell’azione per garantire la libertà di navigazione. Mi auguro sotto la bandiera dell’Unione europea o sotto la bandiera di un accordo internazionale», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani a Cipro.
L’Onu inserirà Israele nella lista nera per crimini sessuali nei conflitti
Secondo quanto riporta Ynet, le Nazioni Unite annunceranno l’inserimento di entità israeliane nella lista nera dei Paesi e delle organizzazioni terroristiche che commettono violenza sessuale nelle zone di conflitto. Tra le entità incluse nella lista figura il Servizio penitenziario israeliano (Ips), insieme ad altre autorità israeliane, che sono entrate in un programma di monitoraggio per una possibile futura inclusione.
Tajani ribadisce: “Necessarie le sanzioni contro Ben-Gvir”
«Credo sia necessario imporre sanzioni contro Ben-Gvir», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando all’informale Esteri a Cipro e rispondendo a una domanda sulle sanzioni al ministro israeliano accusato di aver imposto un trattamento degradante contro gli attivisti della Flotilla. «Dobbiamo parlare e decidere quali sanzioni imporre al ministro israeliano Ben-Gvir – sottolinea il vertice della Farnesina –, è stato il protagonista di questo incredibile attacco perpetrato dalla polizia israeliana contro i cittadini europei. Le sanzioni contro di lui riguardano solo questo episodio».
Teheran: “Un accordo con gli Usa non significherebbe la fine della guerra”
Un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti non significherebbe la fine della guerra. Lo ha dichiarato il parlamentare iraniano Kamran Ghazanfari, secondo cui Teheran non può fidarsi di un accordo con Washington. Ghazanfari ha anche messo in guardia contro un eccessivo ottimismo riguardo ai colloqui. Lo riporta Iran International.
L’Iran chiede lo sblocco dei beni congelati negli Stati Uniti
L’Iran sta cercando di ottenere lo sblocco di tutti i beni iraniani congelati negli Stati Uniti, definendoli un «diritto legale» del popolo iraniano. Lo dice Ali Bagheri Kani, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. «Tutti i beni dell’Iran devono essere restituiti senza condizioni», ha affermato in dichiarazioni pubblicate dall’agenzia di stampa Tasnim. Le parole del funzionario iraniano arrivano dopo che Trump ha affermato che gli Stati Uniti non stanno prendendo in considerazione «alcun allentamento delle sanzioni» nei negoziati con l’Iran per porre fine alla guerra.
Kallas: “Sulle sanzioni a Ben-Gvir discuteremo al Consiglio Esteri di giugno”
«Oggi non mi aspetto che entreremo in discussioni approfondite su questi temi, anche perché abbiamo degli ospiti. Ma chiaramente nel Consiglio Affari Esteri di giugno, che si terrà molto presto, ne discuteremo», ha aggiunto Kaja Kallas. L’Alto rappresentante ha risposto a una domanda sulle sanzioni chieste verso il ministro israeliano Ben Gvir che si è macchiato di violenze contro gli attivisti della Flotilla. L’Italia è tra i Paesi che avevano chiesto le sanzioni. «Naturalmente c’è molta pressione anche da parte degli Stati membri che finora si sono opposti a sanzionare dei ministri», ha concluso.
Kallas: “Ci aspettavamo le firme sull’accordo. Hormuz tra guerra e pace, tutti pagano un prezzo alto”
«Ci aspettavamo le firme sull’accordo, ma finora non le abbiamo. In questo momento, lo Stretto di Hormuz si trova in una situazione strana, tra guerra e pace, ed è davvero nell’interesse di tutti che la libertà di navigazione sia rispettata nello Stretto di Hormuz, perché tutti stanno pagando un prezzo molto alto per questa situazione», ha detto l’Alto rappresentante per la Politica estera, Kaja Kallas, arrivando al Consiglio informale Esteri a Cipro.
Israele colpisce infrastrutture di Hezbollah a Tiro
L’esercito israeliano ha annunciato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nei dintorni di Tiro, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per i residenti della città nel sud del Libano. L’agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha riferito che questa mattina si sono verificati due attacchi israeliani sulla città e su un’area a est di essa, che hanno colpito un edificio e provocato un incendio nella città costiera, che conta circa 200.000 abitanti. Secondo l’agenzia Ann, due persone sono morte nei bombardamenti contro la zona di Deir Amas. Le Idf hanno poi dichiarato di aver attaccato circa 550 obiettivi di Hezbollah in Libano questa settimana, nonostante Israele e il governo libanese — interlocutore della milizia sciita — abbiano firmato un cessate il fuoco ad aprile, prorogato il 15 maggio.
I Pasdaran: “Colpita una base aerea Usa per rappresaglia”
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira una base americana in rappresaglia agli attacchi statunitensi nel sud del Paese, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib. «A seguito dell’aggressione di questa mattina da parte delle forze militari statunitensi contro una località alla periferia dell’aeroporto di Bandar Abbas, con l’uso di proiettili aerei, la base aerea americana da cui è partito l’attacco è stata presa di mira alle 4:50 del mattino (03:20 italiane)», hanno dichiarato i Pasdaran, secondo quanto riportato dall’Irib. Non sono stati forniti dettagli sulla posizione della base, anche se il Kuwait, alleato degli Stati Uniti, ha dichiarato di aver risposto agli attacchi missilistici e con droni di giovedì mattina.
Droni di Hezbollah nel nord di Israele, morta una soldata dell’Idf
Una donna soldato dell’Idf è rimasta uccisa e due riservisti sono rimasti feriti ieri in un attacco con un drone di Hezbollah nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. Lo rende noto l’esercito, citato dal Times of Israel. La donna uccisa è stata identificata come il sergente Rotem Yanai, 20 anni. Secondo una prima ricostruzione, i due droni lanciati da Hezbollah sono esplosi in una zona militare al confine. Uno dei droni ha ucciso Yanai mentre correva verso un rifugio. Il secondo drone ha ferito gravemente un riservista e ne ha ferito un altro in modo meno grave.
Il Kuwait respinge un attacco con missili e droni: sirene d’allarme nel Paese
L’agenzia di stampa nazionale del Kuwait riferisce che sirene d’allarme risuonano in tutto il Paese e che l’esercito kuwaitiano ha dichiarato che le difese aeree stanno «respingendo attacchi ostili di missili e droni». Lo riferisce la versione online di Al Jazeera. «Lo Stato Maggiore dell’esercito precisa che qualsiasi esplosione udita è il risultato dell’intercettazione degli attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea», ha dichiarato l’esercito. «Si richiede a tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza emanate dalle autorità competenti», si legge nel comunicato.
Gli Usa sanzionano l’agenzia iraniana che gestisce il transito a Hormuz
Gli Stati Uniti stringono la morsa sull’Iran e impongono sanzioni nei confronti della Persian Gulf Strait Authority, l’organismo creato per gestire le richieste di transito attraverso lo Stretto di Hormuz. «Il Tesoro mantiene la massima pressione sull’Iran», ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Israele ordina l’evacuazione di Tiro
Nonostante la tregua in corso, all’alba di oggi l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di diversi edifici nella città di Tiro e nei dintorni, nel sud del Libano, in vista delle operazioni previste contro Hezbollah. «Allerta urgente per i residenti libanesi, in particolare gli abitanti di Tiro per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente e dirigervi a nord del fiume Zahrani», ha scritto su Telegram Avichai Adraee, portavoce dell’esercito israeliano.
Gli Usa hanno colpito un sito militare in Iran: «Minacciava le forze americane»
Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi in Iran contro un sito militare che, secondo Washington, minacciava le truppe americane e la navigazione commerciale. Lo afferma un giornalista della Reuters su X, citando un funzionario statunitense, secondo il quale le forze americane avrebbero anche intercettato droni lanciati dall’Iran. Axios riferisce che Teheran avrebbe lanciato quattro droni unidirezionali contro una nave commerciale statunitense. Le forze armate Usa li hanno abbattuti e hanno poi colpito un’unità iraniana di lancio a terra prima che potesse effettuare un nuovo attacco.
Raid israeliano a Gaza City: 7 morti e 15 feriti
È salito a sette morti il bilancio del raid lanciato in serata dalle forze israeliane contro un’abitazione nel centro di Gaza City. Secondo fonti mediche dell’ospedale al-Shifa, citate dall’agenzia palestinese Wafa e rilanciate da Al Jazeera, i feriti sarebbero almeno 15. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver «colpito due terroristi di spicco di Hamas nel nord della Striscia di Gaza».
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