A Frascati e Grottaferrata convegno e screening per le demenze: in tanti all’iniziativa di SOS Alzheimer


Con lo screening neurologico preventivo e gratuito a Grottaferrata di domenica mattina, messo a disposizione dall’Associazione SOS Alzheimer APS in collaborazione con Croce Rossa Italiana e Comitato Tusculum e la ASL Roma 6, si è conclusa la due giorni dedicata alla Malattia di Alzheimer ed alle varie forme di demenza nell’area dei Castelli Romani.

Sabato mattina nella prestigiosa sede delle Scuderie Aldobrandini di Frascati si è tenuto il Convegno “Le demenze: prevenzione, diagnosi, possibili decorsi e cure. L’aiuto concreto ai caregivers ed i servizi sul territorio” , organizzato dall’associazione nazionale SOS Alzheimer con il Patrocinio del Ministero della Salute, del Consiglio regionale della Regione Lazio, del Comune di Frascati – che fattivamente si è adoperato per la migliore
riuscita dell’iniziativa scientifica-culturale-divulgativa -, della ASL Roma 6 e della Croce Rossa nazionale e del Comitato Tusculum.

“Parlare di Alzheimer e di demenze significa parlare della dignità della persona e della  responsabilità di una comunità che non lascia sole le famiglie nei momenti più difficili – ha dichiarato la sindaca Francesca Sbardella, in apertura dei lavori del convegno –. La prevenzione, l’informazione e l’accesso ai servizi – ha continuato – sono strumenti fondamentali per costruire una rete di sostegno efficace e vicina ai cittadini”.
“Un convegno su temi che riguardano, ahimè , la quotidianità di molte famiglie – ha proseguito l’assessore alle Politiche Sociali Matteo Filipponi e che abbiamo sostenuto perché convinti che anche in questo modo si possa supportare la cittadinanza. Grazie a chi ce lo ha proposto ed a tutte le persone coinvolte nell’organizzazione”. Queste parole di vicinanza e di evidente sensibilità da parte dell’amministrazione del Comune di Frascati, hanno introdotto i lavori del Convegno che ha goduto delle relazioni di docenti universitari, medici specialisti in neurologia e geriatria appartenenti all’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, al Fatebenefratelli Clinica San Pietro ed alla RSA Salus di Roma.

Di corretti stili di vita per prevenire la demenza ha parlato la Prof. Laura Tafaro, geriatra al Sant’Andrea che ha ben spiegato come è possibile, opportunamente modificando le abitudini alimentari, di moto, di igiene della persona, con una maggiore attenzione al benessere psico-fisico, rallentare o addirittura scongiurare il rischio della demenza.

“Importante una corretta e tempestiva diagnosi per seguire al meglio la possibile evoluzione della malattia, cercando di contenerne i disturbi e le inevitabili complicanze” – ha spiegato il Prof. Antonio Martocchia, geriatra presso il Sant’Andrea e membro del Comitato scientifico di SOS Alzheimer. Da anni attento agli studi in corso ed a
tutte le novità in materia di Ricerca per prevenire, contenere e curare – laddove possibile – le varie complicanze conseguenza della malattia. “Ed una volta, acclarata la diagnosi di demenza, quanto è importante assistere il familiare con una adeguata assistenza”. Di qui l’importanza della formazione di personale specializzato che possa accompagnare in tutto il percorso della malattia, il paziente e che sia in grado – grazie a tutta una serie di strumenti ed accorgimenti – di rallentarne il decorso”: questo il tema trattato dalla Prof.ssa Rosalba Benvenuto, geriatra presso l’Ospedale romano San Pietro e referente scientifico dell’associazione SOS Alzheimer. 40 le ore di formazione, proposte dal 2006 da SOS Alzheimer per formare personale specializzato nell’assistenza di questi fragili pazienti con un’offerta didattica che prevede moduli di neurologia, geriatria psicologia del paziente ante malattia e nel corso della patologia, del caregiver, di terapie non farmacologiche di supporto, di nozioni di Pronto Soccorso, di temi legati ai diritti di pazienti e caregiver in ambito sociale e legislativo, di alimentazione e di sicurezza negli ambienti di lavoro. “Un corso che ha specializzato negli anni infermieri, oss, assistenti domiciliari, logopedisti, fisioterapisti, educatori professionali, ma anche medici di base, psicologi e caregiver” – ha sottolineato la Benvenuto.

Ma come tentate di rallentare il declino cognitivo? Come sostenere il paziente, attivando le aree cerebrali ancora funzionali, favorendo circuiti di supporto neurologici, magari puntando sulla riserva cognitiva dei soggetti per compensare quelle aree disfunzionali che sempre più stanno predominando? La risposta ha tentato di offrirla l’intervento della Dott.ssa Vittoria D’Antonio, neuropsicologa e collaboratrice dell’Associazione SOS Alzheimer che ha spiegato il funzionamento dei collegamenti neuronali, le reazioni agli stimoli e le tecniche di stimolazione cognitiva che vengono praticate sui pazienti, ospiti del Salotto Alzheimer al Serafico di Roma, che ogni lunedì da oltre 15 anni ospita pazienti e caregiver per intrattenerli in e con attività ludiche, e ricreative, volte al miglioramento delle prestazioni dei pazienti ed al miglioramento della qualità della vita di malati e conseguentemente dei familiari.

Come dire: sì la malattia c’è, la diagnosi è difficile da accettare, ma attrezziamoci e mettiamo in campo, tutto quanto è possibile per andare avanti con dignità, cercando di assicurare al meglio, la medesima qualità della vita, all’intero nucleo familiare. L’esperienza del Salotto Alzheimer introdotta a Roma da SOS Alzheimer nel 2008, grazie alla sensibilità e capacità visionaria di Mons. Guerino Di Tora, al tempo a capo della Caritas romana, dimostra che seppur non sia possibile guarire dalla malattia, è possibile però viverla con dignità e contrastarne l’evoluzione con tecniche, relazione sociale, impegno anche da parte della famiglia e tanti trucchi anche semplici per mantenere una buona qualità della vita.
“Per questo le famiglie vanno guidate ed accompagnate – ha proseguito la Prof. Concetta Mina, altra colonna portante di SOS Alzheimer, neurologa, psicologa e psichiatra già operativa al Policlinico Umberto I ed oggi consulente anche vaticana-. Informare, accompagnare, sostenere per esserci, noi medici come punto di riferimento, le Istituzioni come servizi sul territorio e paladini dei diritti alla persona, le associazioni come ponte tra il pubblico, i servizi e la quotidianità, fatta di difficoltà, di burocrazia, di diritti a volte non riconosciuti, di personale e servizi spesso poco idonei”.

Ma quando la malattia avanza e la famiglia non è più in grado di assistere al proprio domicilio il paziente ormai in stato avanzato di demenza: quale decisione prendere? Come curarlo a casa? Con quali figure professionali? Come, infine, sostenere le spese, oramai gravose dell’assistenza – e per lo più a carico delle famiglie? Queste ed altre le domande a cui ha cercato di rispondere la geriatra Stefania Giordano della RSA Salus di Roma, assolvendo i tanti familiari che in totale burn out, alzano le mani e si affidano a strutture appositamente concepite per la presa in carico per un tempo stabilito oppure sine die del paziente. Una panoramica sulla demenza, ampia, completa, dettagliata che SOS Alzheimer, ormai con all’attivo 21 anni di attività a livello nazionale, ha offerto ai cittadini dell’area dei castelli romani. E quindi, un focus accurato e puntuale sui servizi del territorio e sull’integrazione socio-sanitaria, è stato curato rispettivamente dalle Dott.sse Gabriella Galluccio, geriatra e dalla Dott.ssa Francesca Morelli, assistente sociale, in forza, entrambe, alla Asl Rm6, Distretto 1 UOS Cure Intermedie CAD Di Case della Salute, dell’importanza della persona, dell’assistenza che la ASL Roma 6 sta mettendo in campo per la popolazione dell’area castellana ha parlato il Direttore Generale, dott. Giovanni Profico, che si è reso disponibile ad
ampliare la rete di collaborazione per sopperire alle carenze territoriali e certamente attento al miglioramento dei servizi per offrire sempre maggiori strumenti di monitoraggio, cura ed assistenza alla comunità.

Un intervento delicato, umano, certamente di taglio religioso, come giusto che fosse, ma discreto e rispettoso, quello di Don Marco Pulcini, invitato dalla Presidente di SOS Alzheimer che ha ricordato, nel presentarlo, quanto l’’associazione sia stata fortemente voluta nella sua fondazione da Mons. Dario Gervasi, allora parroco della parrocchia di SS. Gioacchino ed Anna a Cinecittà Est, da Mons. Di Tora, già citato, per l’iniziativa socio-assistenziale del Salotto Alzheimer ed oggi, nel suo percorso anche cristiano, un sacerdote, colto, empatico, capace di guardare negli occhi e di parlare al cuore delle persone come Don Marco della Parrocchia di San Pio X a Grottaferrata, possa essere il testimone ideale di fede e di carità cristiana, adatto a risvegliare le anime dal torpore del ritmo frenetico della società moderna, di ravvivare i valori della famiglia, della comunità, dell’amore, del rispetto per i genitori e per i nonni. E così Don Marco, citando passi dell’Antico e del Nuovo Testamento, calandoli, come è suo costume, nell’oggi, ha saputo ricordare e sottolineare i valori della persona, della sua sacralità, della famiglia e del dovere- amore assistenziale verso il prossimo.

GLI SCREENING GRATUITI A FRASCATI E GROTTAFERRATA

Le conclusioni alla consigliera regionale Micol Grasselli che ha sottolineato l’importanza del compito delle istituzioni verso le fragilità della comunità e riportando esperienze personali, ha dichiarato quanto sia importante il rispetto per i nonni ed i genitori – “così significativi e fondamentali nella vita di ognuno di noi” – ed il dovere della cura da parte delle generazioni giovani per mantenere vivi valori, principi, sentimenti. Nel pomeriggio, sempre a Frascati, i medici e le psicologhe di SOS Alzheimer, la geriatra incaricata dalla ASL RM 6 e la Croce Rossa con una unità mobile di 12 metri, hanno accolto i numerosi passanti, molti dei quali si sono sottoposti agli screening cognitivi gratuiti, altri hanno chiesto indicazioni su terapie, malattie dementigene, cause, evoluzione, manifestazioni ed i corretti comportamenti da adottare da parte dei familiari.

La stessa iniziativa è stata ripetuta ieri mattina, domenica 7 giugno a Grottaferrata, in piazza della Croce Rossa dove il pubblico si è presentato copioso ed interessato. Nelle due mezze giornate di screening si sono registrati 40 test somministrati su potenziali pazienti e su soggetti con iniziale forma di demenza e circa 16 colloqui squisitamente medici, effettuati da personale qualificato presente. La risposta cittadina è stata alta e la richiesta chiara: quando tornate? La domanda più frequente. Dove la posso contattare? Ed, infine: grazie di essere qui ed abbiamo bisogno di una presenza maggiore di personale qualificato e di informazioni utili e concrete.

 




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 Claudia Proietti

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