Lo Spezia si avvicina alla scelta che dovrà segnare il primo passo della ricostruzione dopo la retrocessione in Serie C. La corsa al nuovo direttore sportivo è ormai entrata nella sua fase decisiva e il fine settimana che sta per iniziare potrebbe portare alla svolta attesa da settimane. Il quadro si è progressivamente ristretto fino a delineare un duello tra due profili molto diversi per esperienza, percorso e visione: Guido Angelozzi e Fabio Artico. L’uscita di scena di Matteo Lovisa, destinato a diventare nelle prossime ore il nuovo responsabile dell’area tecnica del Sudtirol, ha infatti ridotto il ventaglio delle opzioni. Restano due candidati che rappresentano filosofie differenti ma che, per ragioni diverse, restano in corsa.
Fabio Artico è il profilo emergente. Sotto contratto con il Cesena, dove ha costruito un progetto culminato nella promozione in Serie B ottenuta due stagioni fa attraverso un campionato dominato e chiuso con numeri record, è stato uno dei dirigenti che più hanno impressionato Stillitano durante gli incontri milanesi delle scorse settimane. La sua candidatura è cresciuta giorno dopo giorno grazie a un curriculum che racconta di due promozioni dalla Serie C, di una struttura tecnica consolidata in Romagna e di una capacità riconosciuta nel costruire gruppi competitivi e sostenibili. A suo favore giocano anche altri fattori. Artico ha già lavorato con proprietà statunitensi, conosce le dinamiche di una gestione moderna del club e soprattutto rappresenta un dirigente nel pieno della propria ascesa professionale, motivato dalla possibilità di guidare una piazza importante chiamata a rialzarsi dopo il trauma della retrocessione. Lo Spezia, precipitato in Serie C dopo oltre un decennio trascorso tra Serie B e Serie A, cerca infatti non solo competenze tecniche ma anche energie nuove per affrontare una ripartenza complessa.
Guido Angelozzi appartiene invece a una categoria differente. Il suo nome richiama esperienza, relazioni e una conoscenza del calcio italiano maturata ai massimi livelli. Quell’élite che lo Spezia ha frequentato negli ultimi anni lui ha contribuito a costruirla e a viverla da protagonista per oltre un decennio, attraversando con continuità i campionati di Serie B e Serie A. L’ultima esperienza al Cagliari ne è un esempio. Angelozzi ha contribuito alla costruzione di una squadra capace di raggiungere la salvezza senza particolari sofferenze, valorizzando contemporaneamente giovani destinati a rappresentare il futuro del club. Tra questi anche Fabio Pisacane, tecnico promosso e sostenuto dal dirigente siciliano e che proprio in queste ore ha ricevuto il rinnovo del proprio contratto. Un lavoro che, almeno inizialmente, sembrava poter portare alla conferma dello stesso Angelozzi in Sardegna.
Le strade, però, si sono separate. Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha scelto una direzione diversa e la conclusione del rapporto non è stata delle più semplici. Angelozzi è ancora legato al club rossoblù da un anno di contratto e per interrompere anticipatamente il rapporto ha chiesto una buonuscita. Sul tavolo ci sono circa 300mila euro per il dirigente e altri 40mila per il suo collaboratore Gianluca Longo. Una richiesta che il Cagliari, almeno per il momento, non sembra disposto ad accogliere integralmente, anche se i contatti tra le parti proseguono alla ricerca di un accordo. È proprio questo uno dei nodi da sciogliere prima di un eventuale approdo allo Spezia.
Sul fronte aquilotto, intanto, Charlie Stillitano continua a gestire personalmente il dossier. In questi giorni il presidente è impegnato negli Stati Uniti, dove segue da vicino l’avvio del Mondiale per Club, ma parallelamente mantiene aperti i contatti con i candidati. Con Angelozzi ci sono stati colloqui diretti, pur senza che sia stato ancora presentato un progetto dettagliato. Al dirigente siciliano, tuttavia, interessa soprattutto comprendere quale sarà il livello di competitività che la proprietà intende garantire nella prossima stagione, un aspetto sul quale soltanto Stillitano può fornire risposte definitive. Le prossime ore potrebbero risultare decisive. Già nella giornata di domani potrebbe emergere un quadro più chiaro, in una direzione o nell’altra. E mentre la scelta finale non è ancora stata formalizzata, Angelozzi sembra essersi portato avanti nelle valutazioni relative alla futura area tecnica, individuando anche un possibile profilo per la panchina: Marco Turati.
Il legame tra Turati e lo Spezia affonda le proprie radici in una storia fatta di incroci e coincidenze. Da calciatore sfiorò il club nell’estate del 2011, l’ultima stagione di Serie C disputata dagli aquilotti prima dell’era Volpi. Il difensore era tra gli obiettivi del mercato estivo, ma preferì rimanere in Serie B con il Modena, dove avrebbe disputato una delle ultime annate della sua lunga carriera. Lo Spezia, però, sarebbe tornato nella sua storia qualche anno più tardi. Nell’estate del 2019 proprio Angelozzi affidò la panchina aquilotta a Vincenzo Italiano, reduce dalla promozione ottenuta con il Trapani. Italiano, a sua volta, volle nel proprio staff Marco Turati, che aveva appena concluso la carriera da calciatore dopo l’esperienza al Siracusa. I due avevano condiviso lo spogliatoio ai tempi del Verona e Turati intraprese così il proprio percorso in panchina come collaboratore tecnico.
Da lì nacque un sodalizio professionale importante. Turati partecipò al biennio che portò lo Spezia dalla Serie B alla storica permanenza in Serie A, per poi seguire Italiano anche alla Fiorentina. Quando si concluse l’avventura a Firenze, decise di mettersi in gioco in prima persona. La prima esperienza da capo allenatore arrivò proprio a Siracusa, la città dove aveva chiuso la carriera da giocatore. In Serie D ha conquistato immediatamente la promozione in Serie C, vincendo un testa a testa durissimo con la Reggina. L’annata successiva, la scorsa, è stata segnata soprattutto dalle difficoltà societarie. Nonostante risorse limitate e un contesto estremamente complicato, Turati è riuscito a ottenere 37 punti sul campo. Una quota che sarebbe valsa i play-out, ma il Siracusa, travolto dagli undici punti di penalizzazione inflitti dal tribunale federale, è retrocesso in C e finendo oggi a rischio sopravvivenza.
Proprio in quel contesto il tecnico ha raccolto molti consensi tra gli addetti ai lavori. A 44 anni è considerato uno dei profili emergenti più interessanti della categoria. Su di lui si sono mossi diversi club: l’Inter Under 23, il Lecco, il Potenza e perfino l’Empoli, che ne ha valutato il nome per la Serie B. La concorrenza è ampia e questo contribuisce ad aumentare l’urgenza delle decisioni. Se Angelozzi dovesse diventare il nuovo uomo mercato dello Spezia, il nome di Turati potrebbe rapidamente trasformarsi in una delle prime pratiche da affrontare. Prima, però, servirà sciogliere il nodo principale. La scelta del direttore sportivo è vicina e dopo settimane di valutazioni, incontri e riflessioni, il momento delle decisioni sembra finalmente arrivato.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Niccolò Pasta
Source link



