10.55 – giovedì 18 giugno 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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EUROPA. IL RUOLO DEI TERRITORI NELLE POLITICHE DI COESIONE COMUNITARIE: DUE GIORNI DI CONFRONTO AL DAMA TECNOPOLO DI BOLOGNA, OGGI E DOMANI, PROMOSSI DALLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA INSIEME ALLA CONFERENZA DELLE REGIONI PERIFERICHE E MARITTIME (CRPM). IL PRESIDENTE DE PASCALE E L’ASSESSORE BARUFFI: “LA COESIONE, LEVA PER LO SVILUPPO E LA RESILIENZA DEI TERRITORI EURO-MEDITERRANEI,RESTA UN PILASTRO DEL PROGETTO EUROPEO. LE REGIONI SONO ESSENZIALI PER LA SUA EFFICACIA, NO A POLITICHE DI ACCENTRAMENTO”
Invitati anche i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima. Domani focus su resilienza idrica e cambiamento climatico
Bologna – Per due giorni Bologna diventa uno dei principali luoghi di confronto europeo sul futuro delle politiche di coesione, nel momento in cui l’Ue si prepara a definire il nuovo bilancio pluriennale 2028-2034.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Emilia-Romagna insieme alla Conferenza delle Regioni periferiche e marittime (Crpm), ha riunito da questa mattina e fino a domani al Dama Tecnopolo di Bologna i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, ponendo al centro una domanda politica cruciale: quale ruolo avranno le Regioni nel futuro dell’Europa?
Lo scenario di riferimento è quello di una fase di transizione: i programmi 2021-2027 sono entrati nella fase avanzata, i progetti finanziati da risorse Pnrr si avviano a conclusione e il dibattito europeo si sta già orientando verso la prossima programmazione.
“Il luogo che ci ospita è uno dei simboli della capacità dell’Emilia-Romagna di coniugare innovazione, ricerca, cooperazione internazionale e sviluppo territoriale- afferma il presidente de Pascale-. E rappresenta bene il tema che affrontiamo oggi: come costruire un Mediterraneo più intelligente, più verde e più equo, facendo leva sulla conoscenza, sulla collaborazione tra territori e sulla capacità delle istituzioni di affrontare insieme le grandi trasformazioni del nostro tempo. L’Europa si trova ora in una fase importante e la Politica di coesione rappresenta uno dei principali pilastri del futuro del Mediterraneo. Nel periodo di programmazione 2021-2027 sostiene quasi 200 miliardi di euro di investimenti nelle regioni euro-mediterranee e contribuisce concretamente alla crescita economica, alla resilienza dei territori, all’attrattività delle comunità e alla transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. Per noi questo non è un principio astratto, ma la vera risposta europea alle grandi trasformazioni del presente, capace di tenere insieme competitività e solidarietà, innovazione e inclusione”.
“Nel dibattito sul futuro dell’Unione non possiamo immaginare una riduzione del ruolo delle Regioni- aggiunge de Pascale-: le politiche europee funzionano solo quando i territori ne sono protagonisti e co-autori, e non semplici destinatari passivi. Le grandi transizioni ecologiche e digitali, così come le sfide geopolitiche e climatiche che investono il Mediterraneo, possono avere successo soltanto se accompagnate da investimenti adeguati, da strumenti europei forti e da una strategia comune capace di guardare al lungo periodo. L’Europa ha bisogno di rafforzare la propria competitività globale, ma non può farlo indebolendo la coesione sociale e territoriale: il ‘diritto a restare’ e il progresso si costruiscono dal basso, con le comunità e per le comunità”.
“L’Emilia-Romagna viene spesso portata ad esempio come sistema territoriale in cui l’impiego efficace ed efficiente dei fondi europei genera sviluppo e coesione – aggiunge Baruffi-. In questo momento i fondi europei di coesione e della Pac rischiano viceversa di ridursi a causa di un bilancio europeo non solo insufficiente per ambizione e dimensione, ma anche sbagliato per l’eccessiva centralizzazione della futura gestione. Le risorse con cui finanziamo gli investimenti pubblici e privati, la trasformazione ecologica e digitale, la formazione delle presone e l’agricoltura rischiano di essere molte meno e soprattutto gestite direttamente da Roma o da Bruxelles, distanti cioè dalle persone, dalle imprese, dalle città e dai territori periferici. E’ proprio questo rischio che dobbiamo evitare, mettendo in campo buone esperienze e proponendo soluzioni intelligenti e condivise”.
La giornata del 18 giugno – Coesione e Mediterraneo
La mattinata è stata dedicata all’evento ‘Advancing together for a smarter, greener and fairer Mediterranean’, che ha messo al centro il ruolo della politica di coesione come leva per lo sviluppo e la resilienza dei territori euro-mediterranei.
L’Europa e le regioni mediterranee sono chiamate a confrontarsi con sfide nuove, dal cambiamento climatico alla trasformazione tecnologica, fino alle tensioni geopolitiche. In questo scenario le politiche di coesione rappresentano un pilastro fondamentale per l’azione dei territori, ora fortemente messo in discussione dalla proposta di bilancio pluriennale (QFP 2028-2034) avanzata dalla Commissione europea.
I panel hanno approfondito il nuovo paradigma della coesione e le prospettive del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, mettendo a confronto istituzioni europee, nazionali e regionali.
Nel pomeriggio, un workshop partecipativo con diversi tavoli di lavoro aperti a tutti i partecipanti al meeting (compresi i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima) avrà l’obiettivo di elaborare proposte concrete su governance, innovazione e cooperazione territoriale.
Parallelamente si svolgerà l’Assemblea della Commissione intermediterranea della Crpm, con l’elezione della nuova governance e l’approvazione della dichiarazione finale.
La giornata del 19 giugno – Acqua e clima
La seconda giornata è dedicata alla resilienza idrica e al cambiamento climatico.
Si aprirà con la presentazione della Water Alliance da parte del presidente de Pascale (presentazione a porte chiuse dedicata alle regioni della Cim) che verrà seguita da un laboratorio dedicato al tema della scarsità d’acqua come leva di trasformazione.
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