Termovalorizzatore di Santa Palomba, Albano alza la voce: Ferrarini invia le osservazioni alla Regione Lazio e boccia il Piano Rifiuti


Il Comune di Albano Laziale è passato all’azione, formalizzando la propria contrarietà al progetto del Termovalorizzatore di Roma previsto a Santa Palomba. Con una nota protocollata il 18 giugno 2026 (prot. n. 41741), il sindaco Massimo Ferrarini ha infatti trasmesso alla Regione Lazio un articolato documento di osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), contestando diversi aspetti dell’attuale Piano regionale.

Secondo l’Amministrazione comunale, l’impianto rischia infatti di compromettere l’equilibrio ambientale, sanitario ed economico di un territorio già particolarmente fragile e sottoposto a forti pressioni antropiche.

L’iniziativa assunta dal sindaco Massimo Ferrarini rappresenta uno dei primi atti politici di rilievo della nuova amministrazione comunale, insediatasi dopo la vittoria alle elezioni del 24 e 25 maggio. Una presa di posizione netta e formale che evidenzi la volontà del Primo cittadino di esercitare un ruolo attivo nella difesa degli interessi del territorio.

Un passaggio che non è sfuggito agli osservatori della politica locale. In campagna elettorale, infatti, non erano mancate le perplessità di chi ipotizzava una possibile posizione di subalternità nei confronti della Regione Lazio e degli enti sovracomunali, alla luce della comune appartenenza politica del sindaco e dell’amministrazione regionale. La decisione di presentare osservazioni articolate e fortemente critiche nei confronti dell’attuale impostazione del Piano regionale sembra invece testimoniare un approccio improntato al pragmatismo e alla volontà di affrontare direttamente una delle questioni più sentite dai cittadini della comunità albanense.

Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, punta a far sentire la voce di Albano Laziale nel dibattito sul futuro del ciclo dei rifiuti e sul progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba, tema che da anni continua a dividere istituzioni, comitati e opinione pubblica.

Le preoccupazioni sulla salute pubblica

Tra i punti principali evidenziati dal Comune di Albano figura la presunta assenza di approfondite analisi sugli effetti sanitari a lungo termine derivanti dall’attivazione dell’impianto.

L’Amministrazione richiama inoltre l’attenzione sulla vicinanza del termovalorizzatore a zone densamente abitate e a strutture considerate particolarmente sensibili, come l’Ospedale dei Castelli, gli istituti scolastici e i centri destinati agli anziani.

Secondo il documento inviato alla Regione, tali realtà non possono essere esposte a potenziali rischi ambientali senza che vi sia stata una valutazione approfondita e completa delle possibili conseguenze.

Laghi, risorse idriche e patrimonio storico sotto osservazione

Le osservazioni formulate dal Comune mettono l’accento anche sulla vulnerabilità ambientale dell’area dei Castelli Romani.

L’Amministrazione ritiene che l’inserimento di un impianto di tale portata possa aggravare ulteriormente la situazione dei laghi di Albano e Nemi, già interessati da criticità legate alla disponibilità delle risorse idriche.

Non meno rilevante, secondo il Comune, è il tema della tutela del patrimonio storico e archeologico. Nel documento vengono richiamate anche le recenti scoperte emerse nell’area interessata dal cantiere, che renderebbero necessaria una particolare attenzione nella valutazione complessiva dell’opera.

Traffico pesante e qualità dell’aria

Tra le criticità evidenziate vi sono inoltre gli effetti sulla viabilità locale. Secondo l’Amministrazione comunale, il funzionamento del termovalorizzatore comporterebbe un costante transito di mezzi pesanti sulle arterie del territorio, con conseguenze dirette sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento acustico e sulla sicurezza stradale.

Una prospettiva che, secondo il Comune di Albano, rischierebbe di modificare in maniera significativa il volto dei centri abitati coinvolti e la qualità della vita dei residenti.

Dubbi anche sui costi per le famiglie

Tra le osservazioni trasmesse alla Regione Lazio trova spazio anche il tema economico.

L’Amministrazione comunale evidenzia infatti come non vi siano ancora certezze sui costi complessivi dell’operazione e teme che il progetto possa tradursi, nel tempo, in un aumento delle tariffe a carico delle famiglie.

Una questione che, secondo il Comune, merita ulteriori approfondimenti prima di procedere con scelte definitive.

Le questioni giuridiche ancora aperte

Nel documento inviato alla Regione viene inoltre contestata quella che l’Amministrazione definisce una fragilità del Piano sotto il profilo giuridico.

Secondo il Comune di Albano, infatti, la presenza di contenziosi ancora aperti nelle sedi competenti renderebbe prematuro procedere senza aver prima chiarito tutti gli aspetti relativi alla legittimità e alla sostenibilità dell’opera.

Per l’Ente, continuare lungo questa strada potrebbe esporre il sistema regionale dei rifiuti a future situazioni di instabilità e incertezza.

Il nodo Vaticano e il centro Laudato Si’

Tra gli aspetti più particolari evidenziati nelle osservazioni comunali figura anche la vicinanza del progetto ai territori dello Stato della Città del Vaticano.

L’Amministrazione di Albano richiama in particolare la presenza del centro Laudato Si’, struttura dedicata alle produzioni agricole biologiche e ai temi della sostenibilità ambientale.

Per questo motivo il Comune ritiene che debbano essere attivate le procedure previste dalle convenzioni internazionali per gli impatti transfrontalieri, sottolineando come la mancata consultazione delle autorità vaticane rappresenterebbe una significativa lacuna procedurale nell’ambito della valutazione ambientale.

Ferrarini: “Serve una pianificazione condivisa”

Nel concludere il documento trasmesso alla Regione Lazio, il sindaco Massimo Ferrarini ribadisce la necessità di un approccio diverso nella gestione della pianificazione impiantistica.

“È necessaria una pianificazione sostenibile e trasparente, che non sia calata dall’alto come fatto finora da Roma Capitale, ma che garantisca un futuro sicuro e sereno per i Castelli Romani e per le nuove generazioni”, ha dichiarato il primo cittadino.

Ferrarini ha inoltre auspicato l’apertura di un tavolo di confronto tra la Regione Lazio e i Comuni del bacino interessato, affinché le scelte sul futuro del ciclo dei rifiuti possano essere condivise con i territori direttamente coinvolti.

Con questo nuovo atto ufficiale, Albano Laziale conferma dunque la propria opposizione al termovalorizzatore di Santa Palomba e si prepara a proseguire il confronto istituzionale nelle sedi competenti, insieme agli altri Comuni dei Castelli Romani che da tempo esprimono preoccupazione per il progetto.


Di seguito il comunicato integrale.

Albano, Rifiuti: il Sindaco Ferrarini invia le osservazioni al piano regionale

“Il Comune di Albano Laziale deposita un documento articolato contro l’attuale impostazione del Piano. Criticità su impatti sanitari, idrici, viabilità e costi.

Il Sindaco di Albano Laziale Massimo Ferrarini, con nota prot. n. 41741 del 18/06/2026, ha formalizzato un fermo richiamo alla Regione Lazio per la tutela del territorio e della salute pubblica. Attraverso un articolato documento di osservazioni presentato nell’ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), l’Amministrazione Comunale ha espresso la propria netta contrarietà all’installazione del termovalorizzatore di Roma in località Santa Palomba, denunciando come questa scelta rischi di compromettere l’equilibrio ambientale e lo sviluppo socio-economico dell’intera area dei Castelli Romani.

Al centro delle contestazioni inviate alla Regione dal Comune di Albano c’è in particolare la mancanza di analisi approfondite sugli effetti sanitari a lungo termine. L’Amministrazione sottolinea inoltre con preoccupazione la vicinanza dell’impianto a zone densamente abitate e a strutture essenziali come il Nuovo Ospedale dei Castelli, scuole e centri per anziani. Strutture che, evidenzia il Comune, “non possono essere esposte a rischi ambientali non adeguatamente valutati”.

Le osservazioni trasmesse evidenziano altresì come l’area dei Castelli Romani sia già sottoposta a una significativa pressione antropica, pertanto l’inserimento di un impianto di tale portata aggraverebbe la vulnerabilità idrica dei laghi di Albano e Nemi e minaccerebbe il patrimonio storico del territorio, anche alla luce delle recenti scoperte archeologiche nell’area di cantiere.

Oltre all’impatto ambientale, infine, l’Amministrazione albanense solleva il tema della viabilità e della qualità dell’aria. Il funzionamento dell’impianto comporterebbe infatti un flusso costante di mezzi pesanti sulle strade locali, con conseguente aumento di inquinamento, rumore e rischi per la sicurezza stradale. Un cambiamento che, avverte il Comune, “trasformerebbe radicalmente il volto dei centri abitati coinvolti”.

Resta, in conclusione, l’incertezza sui costi reali dell’operazione, che rischia di tradursi in un aumento ingiustificato delle tariffe per le famiglie.

Il Comune di Albano Laziale contesta anche la fragilità di un Piano costruito su basi giuridiche incerte, dato il contenzioso ancora aperto nelle sedi giudiziarie. Proseguire senza aver prima risolto i dubbi sulla legittimità e sulla sostenibilità dell’opera, puntualizza l’Amministrazione, espone il sistema dei rifiuti laziale a rischi di instabilità e crisi future.

Un ulteriore profilo di criticità evidenziato nel documento inviato riguarda la dimensione extraterritoriale del progetto. Data la stretta vicinanza con il Vaticano, ed in particolare con il centro Laudato Si’, dedicato alle produzioni agricole biologiche, l’Amministrazione di Albano ha segnalato la necessità di attivare le procedure per gli impatti transfrontalieri previste dalle convenzioni internazionali.

La mancata consultazione delle autorità vaticane rappresenta, secondo il Comune, una grave lacuna procedurale che inficerebbe la completezza della valutazione ambientale regionale.

“È necessaria una pianificazione sostenibile e trasparente, che non sia calata dall’alto come fatto finora da Roma Capitale, ma che garantisca un futuro sicuro e sereno per i Castelli Romani e per le nuove generazioni. A tal proposito auspichiamo l’apertura di un tavolo di confronto tra Regione e Comuni del bacino”, conclude il Sindaco di Albano Laziale, Massimo Ferrarini”.




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 Daniel Lestini

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