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Easyjet sotto assedio. Il consiglio di amministrazione della compagnia low-cost fondata negli anni ’90 nell’aeroporto di Luton, a nord di Londra, dall’imprenditore britannico-cipriota Stelios Haji-Ioannou ha detto un altro no a un’offerta di Castlelake.
Questa volta il prezzo offerto è stato portato a 6,25 sterline in contanti per ogni titolo di Easyjet.
Easyjet, il board della compagnia dice un altro no
Si tratta della terza proposta scaturita dal lungo corteggiamento della low-cost e lo stesso cda della compagnia rivela che il veicolo societario messo in piedi per avanzare l’offerta sarebbe partecipato al 49% da Castlelake e al 51% da soggetti europei e altri investitori non rivelati.
Le ragioni del diniego del board di Easyjet sono già note: secondo gli amministratori della compagnia, le offerte di Castlelake sono essenzialmente opportunistiche e speculative e approfittano del deprezzamento subito dal titolo della compagnia aerea a seguito della nuova guerra nel Golfo.
In effetti il titolo di Easyjet quotava sulle 4,8 sterline prima dei nuovi attacchi all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele del 28 febbraio. Poi le vendite avevano colpito anche questa compagnia area e il titolo è arrivato a perdere fino al 28% del proprio valore toccando dei minimi a 337 penny e a 332 penny il 23 marzo e il 19 maggio 2026 rispettivamente.
Easyjet, le tre offerte di Castlelake
A quel punto è arrivato Castlelake. Si tratta di un fondo d’investimento di Minneapolis guidato dal presidente esecutivo Rory O’Neill ed è uscito allo scoperto con un interesse crescente e mire sempre più precise e dirette sulla compagnia.
Il 29 maggio il fondo aveva annunciato di avere acquisito il 2,14% di Easyjet e di valutare un’offerta che, in base alle regole, sarebbe stata di circa 403 penny.
Successivamente, il 12 giugno, Castlelake aveva annunciato una possibile offerta da 560 penny in contanti e la proposta era stata respinta dal board di Easyjet il 16 giugno (prima proposta).
Poi il 17 giugno 2026 (mercoledì scorso) il fondo Castlelake aveva avanzato un’altra proposta non vincolante da 600 penny, ossia 6 sterline (seconda proposta) e anche in quel caso il consiglio di amministrazione di Easyjet ha bocciato la proposta il 20 giugno (venerdì scorso).
La terza proposta, di cui parliamo oggi, è quella 625 penny, ossia 6,25 sterline, ed è stata annunciata oggi stesso da Castlelake e respinta dal board della compagnia aerea che ancora una volta la boccia come opportunistica e non in grado di riflettere le prospettive di medio termine di Easyjet, il suo solido bilancio e la sua struttura di capitale.
Secondo il cda della compagnia guidato dal CEO Kenton Jarvis, la struttura proprietaria prevista dal takeover resta opaca e non consente una valutazione adeguata della proposta.
Nel frattempo il titolo di easyJet è balzato a Londra del 56% dai citati minimi di maggio e in queste ore guadagna il 2,94% passando di mano a 518,7 penny dopo un massimo intraday a 531,2 penny su livelli che non vedeva dal luglio 2025.
Un recupero bruciante sostenuto dall’offerta crescente di Castlelake, ma ancora distante dai 625 penny (£ 6,25) di quest’ultima offerta.
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Easyjet, il supporto dei manager Peter Bellew e Mark Breen all’offerta di Castlelake
La nuova proposta incorpora in effetti un premio del 35% sui prezzi del 27 febbraio, segnati appena prima dello scoppio della guerra del Golfo e proietterebbe i corsi su livelli che non si vedono dal 2022.
Naturalmente il fondo difende la bontà della sua proposta al mercato e sostiene che valorizzerebbe adeguatamente la compagnia low-cost anche se nel medio termine easyJet raggiungesse il suo obiettivo di 1 miliardo di sterline di utili ante-imposte (ma l’offerta da 6,25 sterline fornisce una capitalizzazione di appena 4,74 volte quel miliardo di utili ante imposte).
L’ultima offerta di Castlelake promette inoltre agli investitori anche la possibilità di restare parzialmente investiti in easyJet fornendo una alternativa parzialmente in equity da affiancare all’offerta principale in denaro. Significherebbe che easyJet potrebbe restare quotata.
Per dare ulteriore credibilità all’offerta, Castlelake ha anche detto che due manager europei d’esperienza nel settore aeronautico continentale come Peter Bellew e Mark Breen si sono detti disponibili a investire nel progetto del fondo di Minneapolis.
Peter Bellew è stato, tra l’altro, COO di Ryanair e di Malaysia Airlines; Mark Breen è CEO e fondatore della compagnia aerea di Dublino Oneiros Aerospace.
Uno degli obiettivi dell’offerta sembra anche quello di portare easyJet nell’alveo giuridico più consolidato ed esteso dell’Unione Europea.
Il board ha detto di nuovo no e i prezzi della compagnia recuperano ancora, ma restano sotto il livello dell’ultima proposta.
Entro venerdì 26 giugno alle 5 del pomeriggio, secondo le regole di Londra, il fondo Castlelake dovrà irrevocabilmente dichiarare se intende o meno fare un’offerta concreta per easyJet.
Già oggi, però, la battaglia sembra destinata a continuare.
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info@ftaonline.com ("Giovanni Digiacomo")
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