ING Direct ha da tempo ampliato il proprio sguardo oltre il cliente privato, rivolgendosi con crescente attenzione al mondo dei liberi professionisti e delle ditte individuali. Ne è esempio concreto il conto corrente Arancio Business, soluzione 100% digitale che aggrega in un’unica registrazione diversi strumenti (conto corrente, conto deposito, carta di debito Mastercard, POS via smartphone e coperture assicurative) con piani tariffari flessibili applicati a consuntivo in base all’operatività mensile del cliente.
Ma la strategia non si limita al singolo prodotto. E per saperne di più ne abbiamo parlato con Nadine Methner, Head of Business Banking & Board Member di ING Italia, per comprendere come la banca sta strategicamente ripensando la propria offerta per chi lavora in proprio, quali esigenze emergono da questo segmento e dove sta andando lo sviluppo futuro.
Il segmento business parte del piano di sviluppo strategico
In Italia ING è tradizionalmente conosciuta come banca per i privati. Ma dalle mosse che la banca ha compiuto negli ultimi mesi appare evidente che il segmento business sia parte fondamentale del proprio piano di crescita complessivo.
“È vero – dichiara Methner – ING Italia è conosciuta e apprezzata da 25 anni, soprattutto grazie alla nostra offerta Conto Arancio. Ma in realtà ING non è solo una banca retail: il Gruppo ING serve già oggi clienti business, dagli imprenditori alle grandi aziende a livello globale. E un’offerta ING dedicata alle Partite IVA è già disponibile in altri 8 Paesi, servendo ogni giorno milioni di imprenditori”.
Sul perché ING stia puntando sull’Italia proprio adesso, la manager non ha dubbi. “È un Paese fortemente imprenditoriale. Ci sono più di 6 milioni di partite IVA registrate – circa il 10% della popolazione italiana. E la digitalizzazione sta accelerando rapidamente: è per questo che abbiamo deciso di fare il passo successivo anche qui, con Arancio Business. Offriamo prodotti semplici da usare, pensati per l’utilizzo da smartphone e costruiti con una mentalità imprenditoriale, mettendoci cioè nei panni dell’imprenditore e delle sue esigenze. Ma non solo: siamo anche al fianco degli imprenditori con un tocco umano, quando serve. Noi diciamo “digital always, human when you need it””.
Un’offerta dedicata alle partite IVA
In questo senso, appare anche evidente come il mercato delle partite IVA sia frammentato e molto competitivo, con alcuni operatori che hanno deciso di puntare esplicitamente sulle PMI. ING ha per il momento deciso di concentrarsi sui professionisti e sulle ditte individuali, ma che cosa avverrà nel prossimo futuro?
“Per iniziare abbiamo scelto un’offerta focalizzata su specifici target, proprio come quando siamo partiti 25 anni fa con Conto Arancio: un prodotto specifico per rispondere ad esigenze precise, da cui poi ci siamo ampliati a molti altri servizi – ci dice Methner – Anche per Business Banking abbiamo scelto consapevolmente di partire da dove nasce ogni storia di successo: dalla singola persona che ha un’idea imprenditoriale e la trasforma in realtà. Per questo, quest’anno siamo la banca digitale delle Partite IVA (professionisti, freelance e ditte individuali) e di chi avvia una nuova attività in proprio (gli “starter”) e li accompagniamo in un percorso di crescita e successo”.
La scelta di puntare su starter, professionisti e imprenditori individuali non è evidentemente frutto di improvvisazione per una banca all’avanguardia come ING. “In tutta Europa vediamo lo stesso scenario: questo segmento è il più numeroso in ogni mercato, ma è strutturalmente sovraccaricato di costi e poco servito, con prodotti non adatti alle sue esigenze oppure con offerte complicate da utilizzare. Eppure, professionisti, freelance e ditte individuali non hanno tempo: non hanno un CFO, non hanno un team di procurement. Il tempo è una risorsa critica per loro. E la complessità è il loro problema. Noi vogliamo aiutarli a “fare il loro business” e abbiamo deciso di farlo partendo da ciò di cui hanno davvero bisogno, con eccellenza”.
Per questo motivo ING ha costruito un’offerta completa intorno alla gestione bancaria quotidiana, che comprende:
- un conto business a canone zero;
- una remunerazione competitiva sulla liquidità disponibile (“Extra Money”);
- una carta di debito business con inclusi sconti e benefit;
- terminale POS oppure SoftPOS sul cellulare;
- integrazione con fatturazione elettronica e gestione fiscale.
“Inoltre – precisa la manager – elemento piuttosto unico, siamo la prima banca a offrire anche una protezione cyber inclusa e gratuita nel conto. Attualmente offriamo il 4% per 12 mesi su importi fino a 1 milione di euro (la promozione è valida fino al 31 agosto 2026, ndr). Perché crediamo che gli imprenditori meritino questo supporto nei momenti critici. Senza burocrazia, ma con semplicità e trasparenza. Tutto questo permette loro di concentrarsi sul proprio business ed avere più successo”.
Per quanto poi concerne il potenziale ampliamento dell’offerta, “è sicuramente nei nostri piani – prosegue Methner – se questo incontrerà i bisogni e le richieste dei nostri clienti e del mercato. Business Banking nasce per servire imprese che vanno dalle startup e dai singoli imprenditori fino alle piccole e medie aziende e crediamo che ci sia sicuramente spazio anche per altri servizi”.
Cresce l’appeal digitale
Nonostante l’immediato buon riscontro delle proposte ING per le partite IVA, non si può non notare come il mercato dei conti business in Italia sia ancora dominato dalle banche tradizionali, pur a costi spesso elevati. L’appeal del digitale, però, potrebbe contribuire a ribaltare il tavolo.
“Come evidenziato da una ricerca di ING People Insights Lab in collaborazione con YouGov, il 51% dei professionisti con Partita IVA sogna un’esperienza di conto business completamente digitale, con servizi integrati a supporto della propria attività. La maturità digitale è cresciuta in modo significativo, anche se varia in base all’età, al settore e alla complessità del business – afferma Methner – Sono cresciute molto anche le aspettative dei clienti e persino quelle delle istituzioni e degli enti regolatori: oggi sono obbligatori l’utilizzo della fatturazione elettronica, dei metodi di pagamento elettronici avanzati, e sono previste sanzioni per chi non accetta pagamenti digitali. La presenza digitale è diventata imprescindibile per le imprese, così come lo è la protezione cyber per mantenere la propria attività al sicuro. In sintesi: è assolutamente possibile per una banca che prende sul serio il Business Banking offrire questi servizi ed essere al tempo stesso conveniente e accessibile. Noi lo facciamo e crediamo che anche le imprese in Italia meritino tutto questo”.
Chi è il cliente tipo?
Tutto ciò premesso, abbiamo chiesto alla manager di ING Italia quale sia il cliente tipo che la banca sta riuscendo ad attirare di più, tra il freelance agli inizi, il professionista consolidato o la ditta individuale con volumi più alti.
“Il nostro cliente tipo è un cliente business soddisfatto, che vuole avere la banca a portata di mano: potremmo dire “la banca in tasca” dato che è lì che teniamo il nostro smartphone. Ma allo stesso tempo, il nostro cliente sa che è il benvenuto anche nei nostri Arancio store, dove i nostri professionisti possono fornire quel supporto umano che in certe occasioni può rispondere al meglio alle loro esigenze. Vediamo che siamo attrattivi su un ampio spettro di clienti: dalla Gen Z alle fasce più mature della popolazione, dallo starter al professionista già affermato – ci rivela Methner – Dal punto di vista geografico, siamo orgogliosi di avere già una presenza in tutta Italia: dopo soli 6 mesi copriamo tutte le province del Paese”.
Non manca una buona notizia per la componente femminile del mercato italiano. “Abbiamo inoltre già raggiunto una quota del 25% di imprenditrici. È un dato significativo, perché le donne spesso tendono a essere più caute nell’aprire un conto o avviare un’attività; infatti, in Italia solo il 15% delle imprese è avviato o posseduto da una donna. Per questo siamo davvero orgogliosi di questi primi risultati. Stiamo anche rendendo più semplice l’avvio di un’attività: chi non ha ancora un business ma sta sognando di aprirne uno, può andare sul nostro sito e, grazie al nostro partner Fiscozen, diamo un aiuto ad aprire la Partita IVA. In modo veloce, semplice e digitale. Chiudo citando un’iniziativa di cui siamo partner e che dedichiamo a tutti gli imprenditori che oggi sognano la propria attività e si apprestano ad avviarla – conclude la manager – si tratta del podcast “MadeIT”. Ogni episodio affronta storie imprenditoriali di successo, molte delle quali sono emblematiche del “Made in Italy”, un marchio riconosciuto internazionalmente. Il mio augurio e quello di ING Business Banking è che ogni storia e ogni racconto di questo podcast possa essere fonte d’ispirazione e di incoraggiamento a inseguire il proprio progetto imprenditoriale, piccolo o grande che sia, con determinazione, passione e orgoglio”.
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Roberto Rais
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