Approvati dall’Aula Ddl Rendiconto 2024 Parco Vulture, Bilancio di previsione 2026-2028 di Arpab e Alsia. Poi gli atti contabili aziende Sanitarie. Chiorazzo, Vizziello e Araneo abbandonano la seduta in segno di dissenso prima delle votazioni.
Si è riunito oggi il Consiglio regionale della Basilicata, presieduto da Maddalena Fazzari. In apertura dei lavori il consigliere Napoli ha chiesto l’anticipazione di alcuni punti iscritti all’ordine del giorno. Successivamente è intervenuto il consigliere Lacorazza, che ha manifestato la propria contrarietà alla proposta, ricordando come, sulla base di precedenti accordi, fosse stato stabilito che la proposta di legge sul sostegno finanziario al Servizio sanitario nazionale, collocata al primo punto dell’ordine del giorno, sarebbe stata esaminata nella prima seduta utile. A seguito delle decisioni assunte sull’organizzazione dei lavori e del prolungato tempo di attesa registrato prima dell’avvio della seduta, i consiglieri dei gruppi M5S e Basilicata Casa Comune, Alessia Araneo, Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, hanno abbandonato l’Aula, esprimendo dissenso nei confronti della maggioranza che, a loro giudizio, di fronte alle numerose criticità vissute dai lucani utilizza il Consiglio regionale per approvare atti di carattere amministrativo, che seppur importanti, vengono anteposti al confronto e alla discussione politica su temi socialmente più sensibili come la sanità. L’altra componente della minoranza, composta dai consiglieri Lacorazza, Cifarelli e Marrese, ha invece manifestato contrarietà rispetto alle modalità di svolgimento della seduta, evidenziando inoltre il ritardo di oltre due ore nell’avvio dei lavori. Nel corso della discussione hanno quindi preso la parola anche i consiglieri Morea, Polese, Galella, Casino, Marrese e Tataranno.
Approvato dall’Aula il Disegno di legge n. 64/2025 “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2024 del Parco Naturale Regionale del Vulture. Controllo ai sensi della L.R. n. 11/2006 e ss.mm.ii – D.G.R. n. 49 del 10.3.2026. Si sono espressi a favore i consiglieri Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno; astenuti Marrese e Cifarelli.
Sul tema ha preso la parola il consigliere Cifarelli e poi anche il consigliere Lacorazza.
Passa a maggioranza con i voti di Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno, contrari i consiglieri Lacorazza, Cifarelli e Marrese, il Disegno di legge n. 74/2026, “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata (Arpab)”, D.G.R. n. 233 del 12 maggio 2026. La Giunta regionale – si legge nel Ddl – è autorizzata a trasferire all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata (ARPAB) i fondi, nell’importo massimo di 7.550.000 euro, per ciascuno degli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028.
Approvato dall’Aula, sempre a maggioranza, il Disegno di Legge n. 75/2026 “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 dell’Agenzia lucana di sviluppo ed innovazione in agricoltura (ALSIA) – D.G.R. n. 291 del 28 maggio 2026. Hanno votato a favore Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno; contrari i consiglieri Cifarelli, Lacorazza e Marrese.
Ok dall’Assemblea all’Atto amministrativo n. 136/2026 – D.G.R. n. 9 del 30 gennaio 2026, “Attività di controllo. Legge n. 412/1991, art. 44, Legge regionale n. 39/2001 e s.m.i. Deliberazione n. 893 del 10 novembre 2025 del direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo” di Potenza avente ad oggetto l’adozione del bilancio di previsione 2026 e triennale 2026-2028”. Il documento è stato approvato sempre a maggioranza con i voti favorevoli Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno; contrari Cifarelli, Lacorazza e Marrese.
Sì anche all’Atto amministrativo n. 137/2026 – D.G.R. n. 12 del 30 gennaio 2026, “Attività di controllo. Legge n. 412/1991, art. 44, Legge regionale n. 39/2001. Deliberazione n. 491 del 10 novembre 2025 del direttore generale dell’IRCCS Crob di Rionero in Vulture avente ad oggetto l’adozione del bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026-2028”. Si sono espressi a favore i consiglieri Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno; contrari Cifarelli, Lacorazza e Marrese.
Approvato a maggioranza dal Consiglio regionale, con i voti favorevoli Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno, contrari Lacorazza e Marrese, l’Atto amministrativo n. 155/2026 – D.G.R. n. 242 del 12 maggio 2026 – “Attività di controllo regionale: L. 412/91, art. 44, L.R. 39/01 e s.m.i. Deliberazione n. 951 del 10/11/2025 del Commissario dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza (ASP) avente ad oggetto l’adozione del bilancio economico di previsione anno 2026 e triennale 2026/2028. Approvazione.”
Licenziato dal Consiglio ancora a maggioranza, con i voti favorevoli di Bardi, Casino, Fanelli, Fazzari, Galella, Leone, Morea, Napoli, Picerno, Polese, Tataranno, contrari Cifarelli, Lacorazza e Marrese, anche l’Atto amministrativo n. 156/2026 – D.G.R. n. 243 del 12 maggio 2026, “Attività di controllo. Legge n. 412/1991, art. 44, Legge regionale n. 39/2001. Deliberazione n. 1260 del 10 novembre 2025 del direttore generale dell’Azienda sanitaria locale di Matera avente ad oggetto l’adozione del bilancio economico preventivo 2026 e triennale 2026-2028”.
Sugli atti contabili relativi alle aziende sanitarie regionali sono intervenuti i consiglieri Lacorazza e Cifarelli.
Consiglieri regionali Alessia Araneo, Viviana Verri, Angelo Chiorazzo e Gianni Vizziello: “40 minuti per contarsi, 0 minuti per la sanità: la maggioranza si è autocertificata.
Quaranta minuti. Tanto è durata la discussione con cui i consiglieri di maggioranza hanno provato a spiegare ai lucani perché abbiamo lasciato l’aula. Quaranta minuti spesi a parlare di noi, e non un minuto per parlare di sanità, di liste d’attesa, di mobilità passiva, dei bilanci delle aziende sanitarie che pure erano all’ordine del giorno o delle pre-intese sulla autonomia differenziata a cui il governo regionale avrebbe detto sì senza interpellare il Consiglio. È la fotografia perfetta di ciò che abbiamo denunciato: questo è il tavolo dove si recita, non quello dove si decide.
Non serviva la nostra denuncia: si sono autocertificati da soli. Hanno ammesso che l’organizzazione dei lavori “non è stata impeccabile” e che i ritardi “non sono una novità”, come a dire che la sciatteria, qui dentro, è la regola e non l’eccezione. Hanno sentito il bisogno di contarsi in diretta — “siamo in undici” — perché una maggioranza che deve dichiarare quanti è, a ogni seduta, ha già confessato di reggersi sul filo. Lo ha detto uno di loro, non noi: dopo aver tagliato il numero dei consiglieri con la propria riforma elettorale, oggi “un mal di pancia e una riunione fanno saltare il numero”. Questa non è stabilità. È un equilibrio appeso a tre voti, travestito da fermezza.
Ma la confessione più grave l’ha pronunciata chi in aula è rimasto: che oggi non si discuterà delle questioni che interessano davvero ai cittadini, e in particolare della sanità, che “puntualmente l’aula decide di non affrontare”. Ecco perché siamo usciti. Non per sottrarci al confronto sulla sanità, ma perché quel confronto, in quest’aula, non si tiene mai. Si approvano gli atti tecnici licenziati dalle commissioni — e quelli vanno approvati, è ovvio — mentre il disavanzo, le aree interne senza medici, i lucani costretti a curarsi fuori regione restano fuori dalla porta.
A chi ci invita ad “andare in commissione”, rispondiamo volentieri: verifichiamo tutto. Le presenze, certo. Ma anche quante volte la sanità è stata calendarizzata e poi rinviata, quanti atti restano fermi, quante sedute sono iniziate con ore di ritardo. La trasparenza non ci spaventa: la pretendiamo, intera.
Abbiamo lasciato l’aula perché non siamo disponibili a fare da comparsa a una maggioranza disgregata, incapace di garantire perfino un consiglio puntuale di poche ore. La reazione scomposta di oggi conferma il punto: il tempo del tavolo dei bambini è finito, e dà fastidio proprio a chi a quel tavolo si è abituato a sedere.
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