Uno dei tratti costieri più belli del Mediterraneo, patrimonio UNESCO, bandiera blu da anni. Eppure il Cilento fatica a trattenere i turisti stranieri. Un paradosso che nasconde, però, un’opportunità straordinaria. Nel 2014 il territorio registrava circa 600mila presenze turistiche internazionali, ma negli anni successivi quel numero è calato in modo significativo, segnalando una difficoltà strutturale nell’attrarre e fidelizzare i visitatori dall’estero. Un dato che stride con il boom del 2023, quando gli arrivi complessivi nel Cilento sono aumentati del 19% rispetto all’anno precedente, trainati però in larga parte dal turismo domestico. Il 37% dei visitatori sceglie il Cilento per il mare, ma il dato più rivelatore è un altro: il 61% arriva attratto da enogastronomia, borghi, natura, esperienze autentiche. È proprio su questa domanda di autenticità che si innestano le risposte più innovative. Nel maggio 2024 il New York Times ha acceso i riflettori sul territorio con un ampio reportage dal titolo evocativo ‘Cinematic, Undiscovered Cilento’. La giornalista Nina Burleigh ha descritto un luogo che offre non solo sole e mare, ma anche rovine greche, natura incontaminata, leggende affascinanti e santuari medievali, definendo il Cilento “un segreto ben mantenuto” e paragonandolo a Capri e Positano, ma sottolineandone l’autenticità a prezzi accessibili. Del resto, il patrimonio di questo territorio non ha rivali in Italia per densità e varietà di riconoscimenti. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – secondo parco protetto più grande del Paese – vanta ben quattro riconoscimenti UNESCO: Patrimonio dell’Umanità dal 1998 per i siti di Paestum, Elea-Velia e la Certosa di Padula, Riserva della Biosfera MAB dal 1997, Geoparco dal 2010 e, con la Dieta Mediterranea, Patrimonio Immateriale. È l’unica area protetta italiana a concentrare contemporaneamente tutti questi titoli. È in questo scenario contraddittorio – un territorio di straordinario valore ancora incapace di trattenere i turisti stranieri – che dal 2017 opera a Pisciotta Discover Cilento Viaggi, agenzia di incoming fondata da Simonetta Chirichiello, imprenditrice con oltre vent’anni di esperienza nel settore.
“Il nostro obiettivo è diventare il punto di riferimento per chiunque decida di visitare il Cilento. Possiamo offrire tutto: dal biglietto del treno al soggiorno, dalle escursioni ai trasferimenti. Il cliente non deve preoccuparsi di niente, ci pensiamo noi a 360 gradi”, spiega Chirichiello.
La svolta green è arrivata due anni fa, quando l’azienda ha orientato la propria flotta verso la mobilità elettrica. Bici a pedalata assistita, scooter elettrici e una navetta elettrica per tour e trasferimenti compongono oggi un’offerta di mobilità sostenibile in linea con le tendenze globali. Secondo l’UN Tourism World Tourism Barometer, le previsioni per l’estate 2025 indicano un incremento del turismo tra il 3 e il 5%, con la sostenibilità che diventa criterio di scelta sempre più determinante per i viaggiatori. “Abbiamo dato una svolta green alla nostra azienda per consentire agli ospiti di scoprire il Cilento in modo eco-friendly, rispettando la natura e vivendo il territorio. La navetta elettrica in particolare è stata molto apprezzata”, racconta Chirichiello.
Il modello Discover Cilento si distingue anche per un aspetto che raramente viene associato al Sud Italia: l’assenza di overtourism. Mentre destinazioni come la Costiera Amalfitana, le Cinque Terre o alcune località pugliesi soffrono di sovraffollamento cronico nei mesi estivi, il Cilento offre un’esperienza radicalmente diversa. «Qui non abbiamo overtourism. I clienti sono coccolati, l’attenzione è rivolta interamente a loro. Si mangia benissimo, non c’è traffico, ci si muove in tranquillità. È proprio quello che una persona dovrebbe cercare durante la propria vacanza», afferma Chirichiello.
La formula proposta prevede pacchetti che integrano soggiorno in strutture quattro e cinque stelle, escursioni nei borghi, tour in barca, lezioni di cucina locale e visite ai paesini dell’entroterra. L’obiettivo è far diventare l’ospite cilentano per il periodo del soggiorno, immergendolo in una dimensione autentica che va ben oltre la semplice vacanza balneare. Il target principale è il turista straniero, che necessita di un referente locale affidabile, ma cresce anche la clientela italiana fidelizzata. “Molti clienti sono diventati amici. Mi occupo delle loro vacanze anche quando vanno in tutt’altra parte d’Italia, perché si è creato un rapporto di fiducia. Magari hanno l’agenzia di viaggi sotto casa, ma preferiscono rivolgersi a noi”, racconta Chirichiello.
Il percorso professionale della fondatrice è di per sé una storia di imprenditoria femminile nel Mezzogiorno. Diplomata al liceo linguistico, ha iniziato a 19 anni aprendo e chiudendo una sbarra all’ingresso di un villaggio turistico. Da lì una progressione costante: reception, hotel quattro stelle, agenzia in Costiera Amalfitana, catena Best Western, fino alla decisione di mettersi in proprio. Madre di tre figlie, ha costruito l’azienda conciliando famiglia e ambizione professionale. La primogenita oggi studia Scienze del turismo all’università e lavora già nell’azienda durante l’estate, segnando una continuità generazionale che rafforza il progetto.
I riconoscimenti non sono mancati: un premio da Intesa Sanpaolo per il business, la partecipazione alla ITB di Berlino, la presenza costante alla BMT di Napoli e alla fiera di Milano, oltre al ruolo di vicepresidente della Travel, l’unione delle agenzie di viaggio del Cilento.
Il turismo italiano si avvia verso una stagione 2026 che potrebbe segnare nuovi record, e il Cilento ha tutte le carte in regola per intercettare una fetta crescente di domanda. Lo scenario è favorevole: le destinazioni sovraffollate perdono attrattività proprio mentre la richiesta internazionale di esperienze genuine cresce. La sfida resta quella della notorietà: un territorio vasto, ricco di patrimonio UNESCO, bandiere blu e tradizioni enogastronomiche uniche deve ancora colmare il gap di visibilità rispetto alle mete più blasonate della Campania.
Operatori come Discover Cilento – che combinano radicamento territoriale, professionalità, innovazione nella mobilità e capacità di costruire relazioni durature con i visitatori – dimostrano che il modello alternativo non solo è possibile, ma può funzionare. A partire da una borgata sul mare, nel cuore di un parco patrimonio dell’umanità che il mondo non conosce ancora abbastanza.
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