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La situazione geopolitica è ancora molto instabile, ma gli scenari peggiori sembrano scongiurati. Anche nelle circostanze peggiori il turismo ha mostrato segnali di solidità, una resilienza che lo accompagna ormai dal dopo-Covid. Pochi giorni fa il ministero del turismo ha riportato dati eccellenti: a maggio l’Italia prima per aumento di presenze in Europa con un tasso di saturazione OTA del 55,1% (+8,2% a/a) superiore a quello di Grecia, Francia e Spagna.
Diversi osservatori hanno sottolineato una reazione potenzialmente controintuitiva nel nostro mercato: nella fase peggiore della nuova crisi del Golfo un aumento di prenotazioni e presenze per via delle incertezze internazionali che penalizzano le mete più esotiche.
Emma Villas, un leader del turismo breve d’alta gamma in Italia, dipinge uno scenario coerente con questo quadro: al 28 maggio in Sicilia si registrava un +6% a/a delle settimane prenotate per la stagione 2026 e un +3% del numero di prenotazioni; in Puglia un +20% delle settimane e un +27% delle prenotazioni… Già alla tappa siciliana del roadshow dedicato ai proprietari, la società ha commentato: “Se il 2025 aveva registrato un forte ritorno del mercato americano, il 2026 segna il ritorno in grande stile della clientela europea, alla ricerca di destinazioni vicine e facilmente raggiungibili”.
Dunque leggete un’evoluzione positiva del mercato turistico italiano e del vostro business quest’anno?
“Il 2026 conferma una dinamica molto chiara – ci spiega Giammarco Bisogno, presidente e amministratore delegato di Emma Villas (giù in foto) – il turismo non si ferma, ma cambia direzione. Le tensioni geopolitiche e il bisogno di sicurezza spingono molti viaggiatori a privilegiare destinazioni percepite come più vicine, affidabili e ricche di contenuto esperienziale.
L’Italia ha un vantaggio competitivo evidente: è una destinazione completa, riconosciuta a livello internazionale, unisce bellezza, cultura, enogastronomia, paesaggio e qualità della vita.
L’Osservatorio Emma Villas ha condotto con AstraRicerche una survey che rivela che quasi 9 italiani su 10 hanno programmano almeno una vacanza nei prossimi 12 mesi prevalentemente dentro i confini nazionali. La vacanza ideale è sempre più legata a benessere, natura e autenticità.
La villa si conferma il modello ideale per conciliare privacy, convivialità e condivisione selettiva.
Per Emma Villas significa una stagione 2026 positiva: a oggi registriamo una crescita delle prenotazioni rispetto al 2025, con una domanda che arriva sia dal mercato italiano (+9,5%), sia dai maggiori bacini europei (soprattutto Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Nord Europa). In questo senso si può parlare di turismo dentro i confini europei: non solo per la prossimità, ma anche per la percezione di sicurezza, autenticità, privacy e valore. Così il modello della villa privata in Italia riscopre una forte attualità”.
Ci racconta brevemente chi è Emma Villas?
“Emma Villas è nata il 4 luglio 2006 da un’intuizione molto semplice: trasformare le ville e le dimore italiane di pregio in un prodotto turistico professionale, gestito con standard elevati e rivolto a una clientela internazionale. La nostra azienda è partita dal nostro “centro”, la Toscana, e si è sviluppata in tutta Italia, privilegiando mete vicine ai luoghi d’arte, ma immerse nella natura.
Siamo ormai un leader italiano del vacation rental di alta gamma, con circa 600 ville e tenute di pregio in portfolio e circa 55 mila ospiti accolti ogni anno. In vent’anni siamo passati da una realtà imprenditoriale toscana a una piattaforma nazionale dell’ospitalità, quotata su Euronext Growth Milan, capace di presidiare tutta la filiera: dalla selezione delle proprietà, al marketing, alla distribuzione, alla relazione con i proprietari, fino al property management, ai servizi in villa e al customer care”.
Come avete reagito alla sfida di un contesto sempre più incerto?
“La flessibilità è diventata centrale e la tecnologia ha aiutato molto. Abbiamo lavorato su politiche commerciali capaci di rispondere alle esigenze degli ospiti, su una maggiore personalizzazione dell’offerta, flessibilità delle prenotazioni e su servizi accessori che rendono il soggiorno più completo e sicuro. La villa privata risponde già di per sé a molte delle nuove aspettative: spazi esclusivi, privacy, possibilità di viaggiare in famiglia o in gruppo, controllo dell’ambiente e forte connessione con il territorio.
Negli ultimi anni abbiamo rafforzato la nostra piattaforma digitale introducendo sistemi avanzati di pricing multi-tariffa, nuove opzioni di pagamento e strumenti di personalizzazione dell’offerta, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità commerciale e migliorare la customer experience”.
Le ville sono di proprietà o in affitto?
“Le ville non sono di proprietà di Emma Villas. Il nostro modello si basa sulla gestione e commercializzazione in esclusiva di proprietà selezionate, attraverso accordi con i proprietari. Talvolta operiamo con un modello di property management più esteso, che oggi riguarda una parte molto significativa del portfolio: significa non limitarci alla promozione commerciale, ma supportare il proprietario nella gestione operativa, nella valorizzazione della dimora, negli standard di accoglienza e nell’organizzazione dei servizi. È un modello che crea valore per tutti: per il proprietario, per l’ospite e per il territorio”.
Che peso ha la piattaforma web nel business model? Come vi posizionate sul mercato?
“La piattaforma web è uno degli asset fondamentali del nostro business model. Non siamo soltanto un catalogo di ville: siamo una macchina commerciale e tecnologica che integra disponibilità, pricing, distribuzione multicanale, CRM, customer journey e servizi ancillari. Negli ultimi anni abbiamo investito molto sull’insourcing di competenze IT e su programmatori dedicati proprio perché la tecnologia è decisiva per scalare il modello, migliorare l’efficienza e aumentare la conversione delle vendite.
Il mercato italiano degli affitti brevi è molto ampio e frammentato. Esistono operatori generalisti, piattaforme globali, agenzie locali e player specializzati. Emma Villas si posiziona in una fascia precisa: ville, casali e dimore di pregio, con standard professionali e un livello di servizio elevato. Il nostro vantaggio competitivo sta nella specializzazione, nella conoscenza del territorio e nella capacità di trasformare un immobile in un’esperienza di ospitalità”.
Nel tempo avete allargato l’offerta di servizi aggiunti: è una evoluzione del mercato?
“Il tema dei servizi è sempre più rilevante: chef privati, degustazioni, esperienze enogastronomiche, attività outdoor, benessere, transfer, tour culturali. Sono tutti elementi che arricchiscono il soggiorno e rafforzano il concetto di “live like a local”. La villa diventa una porta d’accesso al genius loci, allo spirito del luogo. L’ospite non vuole soltanto dormire in una bella casa, vuole vivere la Toscana, la Puglia, la Sicilia o l’Umbria attraverso persone, sapori, paesaggi e tradizioni autentiche”.
Un paio di curiosità intermedie: chi è Emma?
“Emma è il bellissimo nome di mia nipote, che ho voluto ispirasse il nostro brand. Lei è nata nel 2005 e l’azienda solo un anno dopo”.
Come è articolato il gruppo?
“Le nostre controllate hanno ampliato il nostro presidio territoriale, rafforzando competenze e specializzazione. EMV International, Marche Holiday Villas e Domus Rental sono tasselli di un percorso di crescita che ci ha consentito di ampliare il portfolio, consolidare know-how e integrare progressivamente attività complementari. L’obiettivo è crescere nelle aree ad alto valore turistico, integrare operatori già riconosciuti, mantenere efficiente e coerente l’operatività.
La nostra strategia di crescita per linee esterne è chiara sin dall’IPO: aumentano le proprietà gestite in esclusiva, rafforziamo la leadership nel vacation rental in Italia. Chi entra nel nostro gruppo rafforza la visibilità online e offline delle proprietà e amplia i canali di comunicazione. Relativamente a Marche Holiday Villas S.r.l., la controllata è stata fusa per incorporazione nella Capogruppo lo scorso 25 marzo 2026 attraverso la sottoscrizione dell’atto di fusione”.
L’estensione del property management è strategica?
“Sì, il property management è l’evoluzione naturale del modello Emma Villas: non più solo revenue management, ma affiancamento dei proprietari nella gestione complessiva, nel coordinamento dei servizi agli ospiti, fino al controllo degli standard qualitativi. Questo approccio consente di valorizzare al meglio gli asset, regala un’esperienza sempre più professionale agli ospiti e consolida le relazioni di lungo periodo di Emma Villas integrando tutta la catena del valore dell’ospitalità”.
Come è andato il 2025?
“Il 2025 è stato un anno chiave e in crescita. Abbiamo raggiunto ricavi consolidati da € 41,5 mln (+21%), un EBITDA positivo per € 1,55 mln e un EBITDA adjusted da € 2,40 mln.
Il risultato netto è tornato sostanzialmente in equilibrio. Sono numeri importanti e confermano sul fronte della redditività i primi frutti degli investimenti degli anni passati.
Sono risultati nutriti di performance commerciale, ottimizzazione della rete, rafforzamento dei canali di vendita, efficienza operativa e investimenti in tecnologia. Abbiamo migliorato anche la qualità del portfolio e la distribuzione, presidiando meglio i mercati esteri e rafforzando la vendita diretta.
Ricordo inoltre i significativi investimenti in tecnologia e in strategie commerciali innovative, la formazione e la nostra Academy, una piattaforma di formazione, digitale e in presenza con una squadra di trainer qualificati”.
Che rapporti ha il gruppo con i vari tour operator online come Airbnb o Booking?
“Con grandi operatori online e player internazionali abbiamo rapporti di distribuzione e collaborazione, ma il nostro obiettivo resta costruire un modello proprietario forte sempre più indipendente. Canali come Airbnb, Booking o altri marketplace sono importanti per la visibilità, ma il valore di Emma Villas è nella relazione diretta con clienti e proprietari, nella qualità della selezione e nella capacità di servizio.
In questa fase implementiamo policy equilibrate e sostenibili negli accordi con i proprietari, dalla valorizzazione multimediale delle proprietà alla crescita del controllo di qualità degli immobili con team trasversali e operativi nelle varie fasi della locazione”.
Come agite sul fronte del marketing? Leggo di un uso strutturato di Google Ads e di campagne pubblicitarie su Sky e Rai per esempio…
“L’uso strutturato di Google Ads e di campagne mediatiche rafforza la brand awareness, genera domanda diretta e intercetta clienti ad alto potenziale. Anni di impegno con la pallavolo professionistica hanno contribuito alla visibilità di Emma Villas, poi abbiamo ampliato e diversificato la nostra comunicazione, con in campagne televisive sui network nazionali, in riviste specializzate, in grandi eventi sportivi come Formula 1, calcio e tennis.
L’obiettivo è rafforzare la notorietà del brand, rafforzarlo come punto di riferimento dell’ospitalità di alta gamma in Italia.
Anche il roadshow del ventennale si inserisce in questo percorso e conferma la nostra volontà di affiancare alla presenza digitale una presenza sempre più capillare e qualificata sul territorio”.
Come è strutturato il vostro e-commerce integrato per i servizi in villa?
“La digitalizzazione del business è uno dei primari asset di crescita per il futuro: automazione e semplificazione dei processi favoriscono l’incontro di domanda e offerta, su web e mobile, anche con l’uso mirato dell’intelligenza artificiale. Il nostro e-commerce integrato per servizi ed esperienze aggiunge strumenti avanzati di automazione e migliora la user experience. Così abbiamo raggiunto il 14% di prenotazioni dirette tramite tariffe flessibili e l’accesso all’offerta tramite più di 300 operatori internazionali.
Guardando al 2027, le direttrici sono chiare: crescita selettiva del portfolio, maggiore peso dei servizi in villa, ulteriore sviluppo tecnologico, rafforzamento della vendita diretta e valorizzazione dei mercati internazionali più solidi.
L’e-commerce integrato aumenta il valore medio del soggiorno, ci rende più competitivi e coinvolge i fornitori locali (chef, guide, produttori, artigiani, aziende agricole). È anche il nostro modo di interpretare la responsabilità sociale d’impresa: Emma Villas attiva filiere economiche virtuose nei territori in cui opera”.
Il gruppo è ben patrimonializzato con un net equity di € 4,2 mln. Il debito netto cresce nel 2025 a € 1,6 mln: è dovuto all’aumento del capitale circolante commerciale, quindi alla crescita del giro d’affari?
“Sì, è soprattutto l’effetto della crescita. Nel 2025 abbiamo aumentato significativamente il volume d’affari, quindi l’attività operativa ha assorbito più risorse. È una dinamica tipica delle aziende che crescono. Abbiamo comunque continuato a investire e la struttura patrimoniale resta molto solida”.
Avete se non sbaglio una struttura ‘agile’ di appena 44 persone…
“Emma Villas ha investito molto in tecnologia, processi e organizzazione per gestire volumi crescenti, ma ci è riuscita senza aumentare proporzionalmente la struttura. Vantiamo un team molto specializzato che coordina una rete ampia di proprietari, fornitori, professionisti e partner.
Vogliamo aumentare produttività e qualità dei servizi, ma abbiamo investito tanto nella piattaforma proprietaria e in competenze digitali anche difendere la nostra agilità e la nostra efficienza”.
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Alle valutazioni di oggi di € 1,39 per azione, il titolo sconta un deprezzamento del 57% sul prezzo di collocamento del 2023 a € 3,3. Al tempo stesso l’EV/Ebitda a 5,18x pare invece sottovalutare l’impresa: cosa pensate delle valutazioni?
“Non spetta al management valutare il corretto valore del titolo o commentare l’andamento di mercato. Restiamo concentrati sull’attività operativa e sugli obiettivi industriali e strategici, per migliorare i risultati e creare valore nel medio-lungo periodo. Sarà il mercato a valutare nel tempo i risultati raggiunti.
Sul piano operativo, possiamo solo ricordare che il 2025 ha segnato un punto di svolta importante: crescita dei ricavi, ritorno a una redditività positiva e sostanziale raggiungimento del break-even. La priorità resta consolidare questi risultati nel tempo, mantenendo una comunicazione trasparente”.
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